Utilizziamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza nel nostro sito. Per saperne di più, conoscere i cookie utilizzati dal sito ed eventualmente disabilitarli, accedi alla Cookie Policy. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie. Ok

Facebook

YouTube

2/3/2017 - IL SIGNORE DELL’ ARTICO

2/3/2017 - IL SIGNORE DELL’ ARTICO

Il “Regno” dell’orso polare non è mai stato in pericolo come ai nostri giorni. L’inquinamento e l’aumento della temperatura del pianeta affliggono l’ambiente artico e influenzano l’esistenza di questa specie che, in decine di migliaia di anni, si è specializzata per sopravvivere in una delle zone più ostili del pianeta. è illusorio pensare che in pochi decenni l’orso polare possa adattarsi ad un ambiente che cambia velocemente. Il ghiaccio diminuisce e così la quantità di cibo. Il futuro è sempre più incerto. Eppure basterebbe vederlo per apprezzare la bellezza e il fascino di questa specie e unirsi per frenare il suo declino. L’orso polare è un insieme di “brevetti” sviluppati per permettergli di vivere in un ambiente ostile, dove per noi la sopravvivenza sarebbe di pochi minuti. Basta pensare alla sua pelliccia, uno strato di 20 centimetri di pelo e sottopelo che gli consente di mantenere, a temperature glaciali come -50, i 37 gradi corporei senza consumare calorie in eccesso. Oppure alla pianta delle sue zampe, ricoperte da centinaia di piccole ventose per non farlo scivolare sul ghiaccio. Possiede poi un olfatto da record tanto da essere in grado di fiutare una foca a chilometri di distanza. Ma ciò che mi affascina maggiormente è la fisiologia del suo ciclo riproduttivo. I cuccioli alla nascita pesano poco più di 600 grammi. Un bestione di 600 chili che mette al mondo dei figli così piccoli!! Dovrebbero in proporzione all’uomo pesare almeno trenta chilogrammi. Ma c’è una ragione. La tana dove mamma orsa dà alla luce i cuccioli è una vera e propria estensione del grembo materno. Dal momento in cui la femmina entra gravida nella tana a ottobre a quando i piccoli nascono a gennaio, dovrà sopravvivere solo con le riserve di grasso accumulate. Nella tana l’orsa non mangerà più nulla per mesi, non espleterà ad alcun bisogno fisiologico perché è in grado di depurare dalle scorie il proprio sangue e quindi non produce urina e pertanto non perde liquidi. Ma arrivata ad un certo punto l’orsa, per nutrire il feto dovrebbe distruggere le proprie proteine strutturali, mettendo a repentaglio la sua stessa vita. Ecco che allora fa nascere “prematuramente” i cuccioli e li allatta con un latte ricchissimo di energia. In poche settimane i piccoli di orso polare crescono fino a poter uscire dalla tana e vedere la luce del mondo. Il periodo che precede questo momento è il più delicato. Un innalzamento di pochi gradi della temperatura fa sciogliere prima la neve che forma le pareti del rifugio e i piccoli sono così alla mercé delle intemperie troppo presto, tanto che l’indice di mortalità aumenta drasticamente. Capite che inverni più corti e più caldi influenzano il numero di futuri orsi polari. L’altro aspetto che impatta drasticamente sulla sopravvivenza della specie è l’alimentazione. è un lungo concetto che semplificato può essere espresso in questo modo. L’orso polare, Ursus maritimus, è un mammifero marino. Esso passa la maggior parte del suo tempo sul ghiaccio, suo habitat e suo luogo di caccia. In autunno quando il ghiaccio si forma ed in primavera quando il ghiaccio si scioglie sono i momenti in cui l’orso polare caccia vari tipi di foche e si crea quella riserva di grasso che gli permetterà di sopravvivere. Le alterazioni climatiche non solo impattano sulla quantità di cibo disponibile, ma anche sulla maggior difficoltà di reperirlo per riduzione della “piattaforma” di caccia. Quelli riportati sono pochi esempi, ma ci danno il senso di quanto sta avvenendo. Che fare? La risposta è che nel piccolo, ciascun abitante della Terra, con scelte di consumi consapevoli, può dare il proprio contributo per cambiare o limitare lo scioglimento precoce e l’inquinamento dell’Artico. Negli ultimi anni sono aumentati i viaggi e le crociere nelle zone artiche per vedere l’orso polare e l’habitat in cui vive. Questo tipo di turismo serve comunque a sensibilizzare sempre più persone verso le criticità che affliggono la specie e l’ambiente circostante. Durante le mie serate divulgative sull’Artico, dove mostro immagini e parlo di varie curiosità ed aspetti legati all’orso polare, sono dozzine le persone che mi ringraziano per il solo fatto di aver fatto conoscere il problema, di cui avevano una percezione vaga e lontana. La poetica ironia che circonda l’orso polare è che è costretto ad attrarci con il suo fascino per suscitare la consapevolezza di un problema che abbiamo provocato e che lo affligge. Tutto ciò che può aiutare questa consapevolezza è cosa utile.

 

RESPONSABILITà

CONCEPT STORE

TWITTER FEEDS

Informazioni Legali  |  Privacy  |  EU Safety List  |  Coperture Assicurative

Il Tucano Viaggi Ricerca di Willy Fassio Srl - Piazza Solferino, 20 - 10121 Torino - Tel. 011 5617061 - Fax 011 544419 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Iscritti nel registro imprese di Torino n° 876529 - P.Iva e codice Fiscale 07255310018 - Capitale Sociale Euro 10.500
Tucano Viaggi Copyright © 2013 - Powered by coolshop