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DURATA

18 giorni

PARTENZE DI GRUPPO:
DAL 5 AL 22 AGOSTO 2019
 

STATI VISITATI: KIRGHIZISTAN,
REGIONE AUTONOMA DELLO XINJIANG (CINA), PAKISTAN

 

 


UN VIAGGIO PER...Una grande traversata nel cuore della geografia centroasiatica, dalle montagne e dagli alpeggi dei pastori kirghisi alle remote periferie asiatiche della Cina e poi vette tra le più alte della Terra e le magnifiche valli del Nord Pakistan. Un percorso che ha come filo conduttore la Karakorum Highway e che non può mancare tra le esperienze di un grande viaggiatore.

 

Alberghi

Kirghizistan:
Bishkek - Plaza Hotel 4*
Kochkor - Casa privata kirghiza (1 notte)
Lago Song-Kul: campo di yurte

Nota bene: Le abitazioni private kirghize (4-6 persone per casa) sono accoglienti, non hanno i comfort propri di un hotel ma consentono di entrare in contatto con la leggendaria ospitalità del popolo kirghizo e vivere pienamente le atmosfere dei luoghi. La sistemazione in genere è in camere condivise da uno a quattro letti, i servizi sono in condivisione. La sistemazione in yurta, nei campi attrezzati a scopo di turismo, considerato il numero ridotto di posti prevede - di norma - un'occupazione massima di 4/5 persone per yurta. In ogni yurta c'è una stufa che viene accesa la sera. I pasti sono serviti in una grande yurta riscaldata, i servizi igienici in condivisione.

Xinjiang:
Kashgar -Radisson Blue Hotel 5*
Tashkurgan - Crown Inn Hotel 5*

Pakistan:
Karimabad - Hunza Serena Inn Hotel 3*
Gilgit - Serena Hotel Gilgit 3*
Besham - PTDC Motel Besham 2*
Peshawar - Pearl Continental Hotel 4*
Islamabad - Serena Hotel Islamabad 5*

La classificazione ufficiale degli hotel non sempre
corrisponde ai nostri parametri.

 

 Mezzi di trasporto

Minibus tipo Mercedes Sprinters in Kirghizistan, minibus tipo Toyota Coaster in Pakistan.

 

 Da sapeRE

Questo itinerario è consigliato solamente ai viaggiatori con un buono spirito di adattamento. Come tutte le traversate asiatiche che si snodano attraverso vari stati, con passaggio di frontiere, cambio di automezzi e cambio di personale locale, questo viaggio si presenta complesso nella logistica e può essere soggetto a contrattempi non prevedibili a priori, tra cui, ad esempio, possibili lunghe attese in frontiera. Per l'ingresso in Cina dal Passo Torugart occorre tempo e pazienza a causa dei ripetuti controlli di bagagli e passaporti. Inoltre il passo è chiuso nei festivi e prefestivi di entrambi gli stati e l'orario di apertura è abbastanza ridotto.
La ristorazione e le strutture alberghiere lungo l'intero percorso sono di livello molto variabile. Anche se selezionati tra i migliori esistenti, alcuni hotel sono molto semplici, carenze nel servizio e nella manutenzione possono verificarsi ovunque. In Kirghizistan, in assenza di alberghi si dorme come indicato nello specifico paragrafo in case private e in yurte: esperienza questa che non offre taluni comfort tipici degli hotel ma che è sempre stata molto apprezzata. Le strutture di cui ci avvaliamo in Kirghizistan fanno parte di un circuito di turismo rurale organizzato che garantisce buoni standard di controllo sui servizi.
L'alimentazione si basa sulle abitudini e tradizioni culinarie locali. La qualità dei pasti varia tra il medio e il mediocre a seconda della adattabilità e dei gusti di ciascuno, ma la cucina a volte è molto apprezzata per i suoi sapori, la sua genuinità e, non da ultimo, per le esperienze che consente di vivere. Alcuni pranzi, nel corso di escursioni o trasferimenti o in mancanza di adeguate strutture di ristorazione, sono previsti al sacco. Nonostante la grande varietà di paesaggi e popoli che si attraversano e si incontrano, il viaggio può risultare stancante, alcune giornate richiedono molte ore di viaggio. Le distanze e i tempi di percorrenza segnalati nel programma debbono considerarsi indicativi, la loro variabilità dipende infatti da vari fattori, quali la meteorologia, le condizioni delle strade che possono presentare tratti disagevoli a causa di buche o di eventuali lavori di manutenzione. Lo sviluppo dell'itinerario consente una buona e graduale acclimatazione. Prima di affrontare un viaggio in altitudine o in regioni isolate o prive di infrastrutture adeguate è comunque sempre consigliata un'accurata visita medica di controllo che attesti buone condizioni di salute. La sequenza delle visite indicata nel programma può subire variazioni dovute a motivi di ordine organizzativo, meteorologico o ambientale, sempre con l'obiettivo di salvaguardare l’interesse generale del viaggio.

 

QUANDO PARTIRE
Il viaggio è effettuabile da maggio a ottobre, quando gli alti passi sono transitabili. In altitudine occorre prevedere una buona copertura corporea in qualsiasi stagione. Nelle stagioni intermedie potrebbero verificarsi leggere nevicate sugli alti passi.

 




KIRGHIZISTAN, CINA E PAKISTAN - VIAGGIO LUNGO LA KARAKORUM HIGHWAY

Quote a partire da € 5.150 - 18 giorni
LE GRANDI TRAVERSATE

  • Lunga 1200 chilometri, ultimata alla fine degli anni Settanta, la Karakorum Highway è un'opera leggendaria, un prodigio di ingegneria a cui hanno lavorato per circa 20 anni ben due nazioni. Collega il Nord del Pakistan con l'estremo Nord-Ovest della Cina attraverso il passo Khunjerab, che si valica a 4693 metri di quota, appena un centinaio di metri più in basso della punta del nostro Monte Bianco. Aperto di norma dai primi di maggio alla fine di ottobre, il Khunjerab è una tappa simbolica della KKH, che rappresenta non solo un percorso “da collezione” per i grandi viaggiatori, ma anche un'arteria vitale che mette in comunicazione due mondi geograficamente e culturalmente diversi.
    Questa sorta di serpentone, che corre attraverso scenari maestosi in tutta la loro selvaggia bellezza, è poco più che una carrozzabile a due sensi di marcia che attraversa alcune tra le più alte catene del continente asiatico. Lasceremo alle nostre spalle immensi deserti di sabbia e di pietra per scendere lungo i tornanti e gli strapiombi rocciosi del Karakorum, tra ghiacciai scintillanti e laghi turchesi, riandando con il pensiero all'antica carovaniera della Via della Seta mentre lentamente si scende nell'aria rarefatta e leggera. Oggi la strada serve ai commercianti locali, che la percorrono con pittoreschi camion simili a quadri naif, vere opere d'arte in movimento, e ai pochi viaggiatori stranieri che amano le grandi traversate e l'incontro con i popoli, ma in un futuro abbastanza vicino diventerà uno snodo fondamentale nella politica espansionistica del presidente Xi Jinping che ha promosso l'ambizioso progetto di una nuova, grande Via della Seta. Iniziamo il nostro viaggio lungo quella che è stata definita l'ottava meraviglia del mondo arrivando con il volo a Bishkek in Kirghizistan, seguendo per alcuni giorni, tra il verde mare dei pascoli estivi e le immacolate cime del Tien Shan, le tappe dell'antica carovaniera che passava vicino alla millenaria torre di Burana e al caravanserraglio di Tash Rabat e tagliava poi l'alto passo di Torugart per discendere nei deserti della provincia autonoma dello Xinjiang, dove la città oasi di Kashgar rimane ancora il simbolo di secoli di scambi e commerci. E da qui, piegando decisamente verso sud, correremo tra le valli e le montagne del Karakorum nel Nord Pakistan sino a Islamabad.


    Giorno per giorno

     

    1°giorno 
    Italia - Bishkek
    Partenza nel primo pomeriggio con volo di linea per Bishkek, via Istanbul con arrivo il giorno successivo.

     

    2° giorno 
    Bishkek -  La torre di Burana - Kochkor (Kirghizistan)
    (260 km -3/4 ore circa)

    Arrivo al mattino presto a Bishkek, la capitale del Kirghizistan, maggior centro economico e culturale del Paese. Trasferimento e sistemazione in hotel per un breve riposo. Più tardi tour panoramico della città, nel cui tessuto sono ancora chiaramente visibili le testimonianze dell’epoca sovietica. Partiamo quindi in direzione sud alla volta di Kochkor. Durante il percorso sostiamo presso la torre di Burana, un minareto in mattoni dell’XI secolo, che si innalza per 24 metri nella valle del fiume Čuj incorniciata di montagne. Assieme a tre mausolei e poche altre rovine, è quanto rimane dell’antica città di Balasgun, un tempo potente centro commerciale lungo la Via della Seta. La zona è disseminata di “balbal”, antiche statue in pietra tipiche delle steppe eurosiatiche che raffigurerebbero dei capi clan. Superata la distesa d'acqua dell'Orto-Tokoi con i colori che variano dal  verde al blu, raggiungiamo la cittadina di Kochkor, conosciuta per la produzione del feltro impiegato per gli scopi più vari, dagli stivali alle coperture delle yurte, le tradizionali abitazioni mobili a pianta circolare di origine mongola, ancora utilizzate dai pastori itineranti di queste regioni. Qui saremo ospitati in una casa privata con servizi in condivisione. 
    Pensione completa.

     

    3° giorno
    Kochkor - Lago Song Kul
    (120 km - 3 ore circa)

    Attraverso vallate, praterie e montagne raggiungiamo le sponde del magnifico lago Song Kul, un lago blu cobalto situato a 3000 metri circa di altitudine in un contesto paesaggistico grandioso. Il percorso si snoda attraverso panorami infiniti, in un susseguirsi di montagne, vallate e alte praterie dove pascolano cavalli selvaggi e greggi di pecore. Il silenzio e la quiete sono quasi irreali, l'atmosfera bucolica. Punteggiate di bianche yurte, le sponde del lago Song Kul e le estese praterie circostanti diventano nei mesi estivi l'accampamento dei pastori nomadi kirghizi, che praticano da secoli la transumanza su questi alti pascoli. All’arrivo sistemazione in tipica yurta. In questo luogo fuori dal tempo, privo di elettricità, telefoni, tecnologia, potremo assaporare il fascino dell’autentica vita nomade, godere della ospitalità semplice ma autentica della gente kirghiza, sperimentare la bevanda tradizionale kirghiza, il kumis, a base di latte di giumenta fermentato. Pensione completa.

    4° giorno
    Lago Song Kul - Naryn
    (200 km – 4/5 ore circa)

    Partiamo alla volta di Naryn percorrendo strade di montagna a tratti tortuose, ma molto panoramiche. Lasciato il lago ci addentriamo in una stupenda valle alpina e scendiamo nella pianura. Situata su entrambe le sponde del fiume omonimo, Naryn è una piccola città che funge da nodo stradale e mercato per la regione circostante. Arrivo e sistemazione in albergo. La cena verrà servita godendo della tradizionale ospitalità e della cucina tradizionale presso una famiglia kirghiza. Pensione completa.

     

    5° giorno
    Naryn - Il caravanserraglio di Tash Rabat – Torugart Pass (frontiera Kirghizistan/Cina) - Kashgar
    (250 km - 5 ore circa)

    Percorrendo per un lungo tratto la vallata di At-Bashy e quindi risalendo aspre pendici montane raggiungiamo il ben conservato caravanserraglio in pietra di Tash Rabat, situato a circa 3500 metri di altitudine su una sella tra due cime della catena dell’At-Bashy, lungo una delle antiche piste carovaniere della Via della Seta. L’edificio, eretto probabilmente sui resti di un monastero nestoriano del X secolo, si presenta come un massiccio quadrangolo il cui unico ingresso è rivolto ad est. Al centro è situata la sala principale, coperta da un’alta cupola, mentre tutto attorno sono disposte le stanze che un tempo davano alloggio a una piccola guarnigione e ai mercanti di passaggio. La struttura, fatta di pietre non sgrossate legate con malta e gesso, emana un fascino particolare riportandoci con l'immaginazione alla lontana epoca dei commerci carovanieri. Proseguimento in direzione sud. Nel corso del viaggio costeggiamo per un tratto il lago Chatyr Kol, o “lago Celeste”, adagiato in una corona di vette. Arrivo al Torugart Pass (3750 m), espletamento delle formalità burocratiche, passaggio della frontiera e cambio di personale e automezzi. Discesa nella provincia dello Xinjiang, territorio autonomo del Nord-Ovest cinese, vasta regione di deserti e montagne. Arrivo a Kashgar, che sorge a 1260 metri di altitudine tra i massicci del Tien Shan e del Pamir, e sistemazione in hotel. Pensione completa.

    Il valico del Torugart tra Kirghizistan e Cina è chiuso il sabato, la domenica e durante le festività ufficiali sia cinesi che kirghise.

     

    6° giorno 
    Kashgar e il mercato rurale di Bashkiram

    Ad una trentina di chilometri da Kashgar, in mezzo al deserto visiteremo un luogo surreale, le suggestive rovine di una delle prime pagode buddiste della Cina occidentale. Visiteremo quindi un tipico mercato di campagna che si tiene il sabato nel villaggio di Bashkiram, conosciuto per la produzione di uva e  melograni. Al termine dell'escursione rientro a Kashgar e inizio delle visite della città. Kasghar fu un importante crocevia lungo la Via della Seta all’incrocio delle piste che, contornando a nord e a sud il deserto del Taklimakan, collegavano la Cina all'Asia Centrale. Ultima oasi che gli antichi mercanti incontravano prima di affrontare il "grande vuoto" e le sue immense distese di sabbie, è stata uno storico punto di incontro di kazaki,kirghisi, uiguri, tagiki, mongoli, gente dalle folte barbe, dai tradizionali copricapi, un crocevia etnico di popoli che nei secoli si sono incontrati e succeduti qui per i loro commerci. La città ha mantenuto la sua antica vocazione mercantile e aspetti della cultura centroasiatica e della religione islamica nonostante i profondi cambiamenti avvenuti in questo ultimo decennio. Sistemazione in hotel. Pensione completa. 

     

    7° giorno
    Kashgar: il grande mercato della domenica e la città vecchia

    In mattinata visiteremo il pittoresco mercato del bestiame, che si tiene la domenica ed è uno dei più importanti dell'Asia Centrale. Qui avremo occasione di assistere alla compravendita di tori e cammelli, alle contrattazioni, alla tosatura delle pecore o alla ferratura dei cavalli, ci aggireremo fra i chioschi che cucinano i tradizionali spaghetti preparati sul momento, le carni e il pane cotti nei forni tandoori, tra venditori di corde e finimenti, in un tripudio di folla, colori, sapori e odori. Successivamente ci sposteremo verso il bazar coperto, dove si vende di tutto: dai soffici cappelli di pelle di pecora ai robusti stivali di pelle di cammello e una profusione di merci cinesi. Dopo il pranzo, visiteremo la moschea Id Kah, risalente al 1442, che con i suoi cortili e giardini è la più grande della Cina nonché il cuore fisico e spirituale di Kashgar. Proseguiremo con il mausoleo Abakh Hoja con le sue ceramiche policrome, anche conosciuto come la “tomba della concubina profumata”. Camminare a piedi nel centro storico tra vicoli e botteghe artigiane è il modo migliore per conoscere la storia di Kashgar e la vita della gente del posto. La città vecchia di Kashgar è considerata un "museo culturale vivo".  Potremo bere un tè, ospiti di una famiglia di uiguri, oppure cogliere l'atmosfera di una casa da tè secolare e gustare uno dei vari tè medicinali come quelli contenenti rosa, zafferano, miele e molti altri ingredienti. Sistemazione in hotel. Pensione completa con pranzo tradizionale presso una famiglia uigura.

     

    8° giorno
    Kashgar - L'altopiano del Pamir e il lago Karakul  - Tashkurgan
    (290 km - Karakorum Highway)

    Lasciamo Kashgar e viaggiamo nelle circostanti distese desertiche salendo in quota sull'altopiano del Pamir per raggiungere la cittadina di Opal dove il lunedì si tiene il mercato settimanale. Proseguiamo poi sino alla superficie color zaffiro del lago Karakul (3645 m). Qui nelle giornate limpide lo sguardo abbraccia un grandioso anfiteatro di cime. La catena del Kongur si delinea con una quindicina di ghiacciai, mentre l'inconfondibile sagoma del Muztagh Ata si staglia isolata con i suoi 7546 metri di altezza in tutta la sua imponenza. Contornati da gigantesche dune bianche si estendono gli alpeggi, chiazzati nel periodo della fioritura da un mare di papaveri rossi. Breve camminata lungo le rive del lago. Proseguimento per Tashkurgan, il cui nome significa “fortezza di pietra”. Al limitare della cittadina incontriamo effettivamente i resti di un'antica, affascinante fortificazione che evoca le immagini della fortezza Bastiani del “Deserto dei Tartari”. Scriveva Tolomeo, che qui, due secoli prima di Cristo, confluivano tre rami della Via della Seta: quello verso Kasghar e Xi'an, in Cina; quello verso il Pamir e le città carovaniere che dopo chilometri di deserti portava agli altopiani dell'Iran e quello che attraverso l'Afghanistan scendeva  in India. Di qui si dice sia passato Marco Polo nel suo viaggio a Oriente. Oggi mentre la Cina corre velocissima, Tashkurgan è poco più di una cittadina con una strada centrale che diventa nel corso della giornata un vero e proprio mercato ortofrutticolo che richiama kirghisi, tagiki, uiguri e naturalmente i coloni cinesi, sempre più numerosi. Sosta fotografica presso la suggestiva fortezza. Sistemazione in hotel. Pensione completa.

     

    9° giorno
    Tashkurgan - Khunjerab Pass - SOst (Frontiera Cina/Pakistan) - Karimabad 
    (300 km circa - Karakorum Highway)

    Lasciamo Tashkurgan per proseguire in direzione sud attraverso sconfinate praterie, terre di pascolo di yak e cammelli battriani. Percorriamo i 130 chilometri che conducono al valico del Khunjerab (4693 m), che  segna un repentino cambiamento di paesaggio. La strada asfaltata più elevata del mondo si snoda ora tra le aspre vallate della catena del Karakorum disegnate da brulle montagne con ghiacciai perenni, correndo a tratti tra pareti di granito a strapiombo. Dal valico a Karimabad, la capitale della valle di Hunza e dello stato Gilgit-Baltistan, ci dividono 175 chilometri. Sost è il primo insediamento in territorio pakistano dopo la frontiera con la Cina: qui effettueremo le formalità doganali e di immigrazione. Proseguiamo in direzione sud e in prossimità del villaggio di Passu la KKH ci riserva una delle più affascinanti visioni dell'intero percorso: qui le creste seghettate del Karun Pir si slanciano nel cielo come le guglie di una cattedrale gotica. Costeggeremo la morena del ghiacciaio Batura, che con i suoi 56 chilometri è uno dei lunghi al mondo. Poco oltre attraversiamo il torrente che sgorga dal Passu Glacier, la cui lingua di ghiaccio è ben visibile dalla strada. Superata la fertile oasi di Passu, a 2900 metri di altitudine, con i campi coltivati e i frutteti, incontriamo Gulmit, che era la capitale invernale del principato di Hunza. Proseguiamo per Karimabad costeggiando le acque turchesi del lago Attaabad, invaso creato nel 2010 da una frana che ha sbarrato il corso dell'Hunza. In questo tratto la strada è stata di recente sottoposta ad importanti lavori di riammodernamento con la creazione di un tunnel. Arrivo a Karimabad (2500 m), anche conosciuta con il vecchio nome di Baltit, e sistemazione in hotel. Pensione completa.

     

    10° giorno
    Karimabad e i forti di Baltit e Altit (Valle DELL'Hunza)

    Giornata di visite nella serena bellezza della valle dell'Hunza. Al mattino visiteremo il Baltit Fort, un tempo roccaforte della dinastia Ayasho e oggi  meravigliosamente restaurato, che si staglia in posizione panoramica sull'alto di un promontorio roccioso. Con pochi minuti di auto o, per chi lo desideri, con una panoramica camminata di 20/30 minuti, raggiungeremo il villaggio "gemello" di Altit. Qui visiteremo il forte di Altit e sosteremo per il pranzo preparato da una cooperativa di donne nel “frutteto celeste” annesso al forte, che è stato anch'esso restaurato. Nel pomeriggio ritorno  all'hotel e tempo a disposizione per una passeggiata nel locale bazar. La valle dell'Hunza, la cui popolazione prende il nome di Hunzakut o Burushi fu, per oltre 900 anni, fino al 1974, un principato autonomo governato dal mir, il sultano locale. Più del 90 per cento degli abitanti di Karimabad sono sciiti ismailiti, uno dei rami dell’Islam più moderato, sono seguaci della famiglia dell’Agha Khan, visti come i discendenti diretti del genero del profeta Maometto. Il principe Karim Al Husseini, un miliardario e filantropo che vive in Francia e si fa anche chiamare Agha Khan IV, è l’attuale leader spirituale degli ismailiti e uno dei più grandi benefattori della valle dell’Hunza. Sistemazione in hotel. Pensione completa.

     

    11° giorno
    Karimabad - EscursionE nella valle di Nagar

    Partenza per il villaggio Nagar, ancora oggi residenza del mir locale, e proseguimento per il villaggio di Hoper, situato nella Valle di Nagar, nella parte sud-orientale di Karimabad. Il percorso ci regala splendide vedute della valle e delle montagne dell’Hunza Ultar. Hopper si trova in una fertile conca circondata da alte montagne, dalla quale si ha una splendida vista sul ghiacciaio Buwaltar. Chi lo desidera potrà effettuare una breve passeggiata sul ghiacciaio. Sulla via del ritorno a Karimabad, sostiamo al villaggio di Ganish, un agglomerato tradizionale di case e moschee lignee, molto ben conservato e con un’ottima manutenzione. Nel pomeriggio effettuiamo una magnifica gita a Duiker, situato sopra Karimabad a circa 3000 metri di altitudine, da cui si gode di una splendida vista sulla corona di vette della Valle dell’Hunza: Rakaposhi, Diran, Golden Peak, Ultar, in totale ben undici vette che raggiungono altezze tra i 6000 e i 7000 metri. Pensione completa.


    12° giorno
    Karimabad - Gilgit
    (105 km - Karakorum Highway)

    Riprendiamo il percorso lungo la Karakorum Highway in direzione di Gilgit, Sosta al Rakaposhi View per una superba vista della parete nord della montagna più meridionale della catena del Karakorum (7788 m) con i candidi ghiacciai. Nei pressi di Chalt la Karakorum si snoda lungo il confine della “falda asiatica”, nella quale il subcontinente indiano si inserì 50 milioni di anni fa dando origine alla catena dell’Himalaya. Arrivo a Gilgit e sistemazione in hotel. Antico snodo lungo la Via della Seta, Gilgit è una cittadina operosa e indaffarata, punto di incontro di varie etnie. Gli abitanti originari del luogo hanno carnagione pallida e lineamenti greci, caratteristiche riscontrabili anche talvolta tra gli Hunzakut e i Kafiri Kalash, da cui la credenza che li vorrebbe discendenti dall'armata di Alessandro Magno. Nel pomeriggio visita del grande e colorato bazar, del Chinar Bagh, dove si trova un cippo in memoria di coloro che hanno combattuto per l’indipendenza della regione, e del ponte sospeso più lungo del Pakistan (182 m). Pensione completa.

     

    13° giorno
    Gilgit - Besham
    (375 km - 7/8 ore Karakorum Highway)

    Partenza al mattino presto per una lunga giornata di trasferimento. Siamo alla fine del nostro viaggio lungo la leggendaria Shahrah-e-Resham. Raggiungiamo Besham passando per le città di Chilas e Pattan, centro amministrativo del Kohistan. Poco dopo Gilgit vedremo il punto d'incontro delle più grandi catene montuose della Terra: il Karakorum, l'Himalaya e l'Hindukush, sosteremo in un punto panoramico con  veduta sulle creste e sui ghiacciai del Nanga Parbat, che con i suoi  8126 metri è la nona montagna più alta della Terra, e sosteremo nel punto in cui il fiume Indo incontra il fiume Gilgit. A Chilas visiteremo incisioni rupestri di fama mondiale lasciate dai monaci buddisti diretti in Cina. Arrivo a Besham e sistemazione in hotel. Pensione completa.

    14° giorno
    Besham - SAIDU SHARIF E LO SWAT
    (110 km - 4 ore circa)

    Dopo la prima colazione partenza per Saidu Sharif, sede del Governo dello Swat. Arrivo e sistemazione in hotel. Storicamente lo Swat è stata una regione molto importante. Attraversata da Alessandro Magno che vi conquistò una roccaforte (oggi Udegram), dal II secolo divenne una regione fervidamente buddhista; vi nacque Padmasambhava nell’VIII secolo, primo e più importante diffusore del buddhismo in Tibet, particolarmente del Vajrayana, e fondatore del buddhismo Tibetano. La conquista islamica si deve al famoso e terribile sultano Mahmud di Ghazni all’inizio dell’XI secolo, che mosse contro il nord-ovest del sub-continente indiano una guerra devastante e predatoria. Il pomeriggio è dedicato alla visita della valle e del bellissimo museo di Saidu Sharif dove l’attività di ricerca italiana fu promossa a partire dal 1955 dal grande orientalista Giuseppe Tucci. Gli scavi avviati nelle aree sacre di Butkara, Panr e Saidu Sharif portarono alla luce molte sculture appartenenti all’arte del Gandhara e diedero un contributo fondamentale alla conoscenza dell’architettura e dell’arte buddhista. Visiteremo anche il sito archeologico di Buktara, dove si trova uno dei più antichi stupa gandhara. Pensione completa.

    15° giorno
    SAIDU SHARIF - IL SITO UNESCO DI TAKHT-I-BAHI – PESHAWAR (170 km - 5 ore circa)

    Partenza per la mitica Peshawar. Lungo il percorso sosta per la visita di una delle meraviglie Patrimonio dell’Unesco: il Monastero buddhista di Takh-i-Bahi, in puro stile gandhara, (I - VII secolo d.C.), posto in posizione spettacolare su una collina rocciosa. All’ingresso, colonne dai capitelli corinzi introducono alla grande corte degli stupa, che contenevano statue di Buddha di grandi dimensioni, mentre le pareti erano percorse da fregi che ne raffiguravano la vita. Alcuni gradini portano alla corte principale di forma quadrangolare con le celle dei monaci disposte su tre lati; una rampa sale alla corte del grande stupa, di cui resta solo il basamento. Intorno si aprono delle cappelle mentre sul lato ovest si apre la sala delle assemblee. Al termine delle visite proseguimento per Peshawar e sistemazione in hotel. Pensione completa.


    16° giorno
    PESHAWAR

    Giornata dedicata alla visita di Peshawar, capoluogo della provincia della Frontiera del Nord Ovest. Situata sul lato pakistano del leggendario Khyber Pass, Peshawar fu il centro della della ricca provincia di Gandhara che gli imperatori Moghul resero splendida abbellendola di monumenti e giardini. Vedremo il Qilla Bala Hisar, un forte del periodo moghul; il Shahi Bagh, il più grande e vecchio giardino della città; il Qissa Khawani Bazar, la vecchia “Strada dei Cantastorie”, il bazar più noto della città, dove oggi rimangono pochi segni dei mercanti e dei viaggiatori che si riunivano qui per narrarsi storie a vicenda e il museo, che vanta un’ottima collezione di arte del Gandhara, di cui fanno parte statue e fregi che ritraggono la vita del Buddha. Pensione completa.


    17° giorno
    PESHAWAR - Il sito Unesco di Taxila - Islamabad
    (210 km - 4 ore circa)

    Partenza al mattino presto in direzione di Islamabad. Lungo il percorso sosta per la visita del sito archeologico di Taxila, Patrimonio Mondiale dell'Umanità. Posta nel punto di congiunzione di tre importanti rotte commerciali dell'antichità, Taxila fu annessa all'impero achemendide nel 518 a.C., fu conquistata da Alessandro Il Grande nel 326 a.C. e subì successive invasioni e conquiste. Antico centro di studi buddisti collegato alla Via della Seta, è stata anche uno dei principali centri di arte Gandhara, che qui trova una delle sue magnifiche collezioni. Gli scavi archeologici hanno portato alla luce tre città distinte, più una serie sparsa di stupa, templi e monasteri. Visitiamo il Museo, dove sono esposti i resti rinvenuti negli scavi: sculture Ghandara, rilievi di stucco, immagini di terracotta, sigilli, oggetti in vetro, gioielli, ceramiche, utensili d’argento, scrigni, manoscritti e una vasta collezione di monete. Nei pressi del museo c’è un’altura con le rovine della città più antica, Bhir Mound, risalente al VI secolo a.C. Una strada alle spalle del museo porta, in pochi chilometri, al grande Stupa di Dharmarajika, chiamato anche Chir (spaccatura) Tope, per via dei cercatori di tesori che nei secoli passati hanno diviso la cupola in due parti. Si vedranno anche i resti della città Battriana. Dopo il pranzo nel locale ristorante percorriamo l'ultimo tratto della Karakorum Highway raggiungendo la moderna capitale del Pakistan. Arrivo e sistemazione in hotel. Pensione completa.

     

    18° giorno
    Islamabad – Italia

    Trasferimento in aeroporto al mattino molto presto e partenza con il volo di rientro in Italia, via Istanbul, con arrivo nel primo pomeriggio.

     


    PARTENZE DI GRUPPO

    Quote individuali con assistenza di accompagnatore dall’Italia a partire da 12/15 partecipanti:

     PARTENZE 2019

    In doppia

    Supplemento 
    singola

     Dal 5 al 22 Agosto

    € 5.150,00

     € 880,00

    Quota garantita fino al 3/6/19.

    PRENOTANDO ENTRO QUESTA DATA, SI AVRÀ LA GARANZIA CHE LA QUOTA NON SUBIRÀ VARIAZIONI A SEGUITO DELL’AUMENTO DELLE TARIFFE AEREE. PER ULTERIORI INFORMAZIONI, VI INVITIAMO A LEGGERE LE PAGINE “PRENOTARE IN ANTICIPO CONVIENE...”  CLICCANDO QUI 

    Cambio applicato: 1 USD = 0.8472 EUR / 1 RMB = 0.12769 EUR

     

     

    La quota comprende

    • Passaggi aerei internazionali con voli di linea Turkish Airlines da/per Milano (classe di prenotazione speciale gruppo: vedere paragrafo alla pagina Informazioni Generali), 23 kg di franchigia bagaglio • I trasferimenti in minibus o bus a seconda del numero di partecipanti • Sistemazione negli hotel indicati in apertura al tour • I pasti dettagliati nel programma • Visite ed escursioni come da programma • Ingressi durante le visite guidate • Assistenza di personale locale qualificato e di guide locali parlanti inglese • Assistenza di un accompagnatore dall’Italia per i gruppi a partire da 12 partecipanti • Assicurazione “Multirischi” inclusa (Annullamento Viaggio, Bagaglio, Assistenza alla Persona e Spese Mediche, Interruzione Soggiorno, Famiglia Sicura).

     

    La quota non comprende

    • Ingresso in Cina (Euro 155) e in Pakistan (Euro 110) • Le tasse aeroportuali e di sicurezza (Euro 375 circa) e le tasse aeroportuali pagabili unicamente in loco • Eventuale introduzione di nuove tasse governative o aumenti delle stesse e aumenti del costo dei biglietti di ingresso ai vari siti di interesse turistico, parchi o riserve naturalistiche di cui non si è a conoscenza al momento della elaborazione delle quote • Bevande, mance e quant’altro non espressamente indicato.

     

RESPONSABILITà

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