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DURATA

16 giorni

ITINERARIO TRA ETNOGRAFIA E MISTERIOSA ARCHEOLOGIA STUDIATO ED ACCOMPAGNATO DA UNO SPECIALISTA CON OLTRE 20 ANNI DI FREQUENTAZIONI E REPORTAGES DELLE REALTÀ MAYA PIÙ APPARTATE E NASCOSTE

PARTENZA DI GRUPPO
DAL 24 APRILE AL 9 MAGGIO 2020
DAL 15 AL 29 AGOSTO 2020


UN VIAGGIO PER…

Per sentirsi un po’ come esploratori di templi perduti alla scoperta dei più suggestivi siti archeologici del Messico, sia le rovine più celebri che quelle meno conosciute, ma anche città coloniali ricche di tradizioni. È indicato al viaggiatore interessato alla conoscenza dei luoghi, al di là dei consueti percorsi. L’altra Ruta Maya è molto più di un semplice itinerario in uno spazio geografico, è un salto temporale che si srotola tra i verdi della selva e i blu del Caribe, un modo diverso per entrare nel Mundo Maya.


UN VIAGGIO CON…

IL GIORNALISTA SPECIALISTA DI AMERICA LATINA ENRICO MARTINO ACCOMPAGNA LA PARTENZA DAL 24 APRILE AL 9 MAGGIO 2020 

Enrico Martino, fotografo e giornalista, dopo anni di reportages politici e sociali ha scelto di raccontare il mondo attraverso reportages di viaggio. Più che collezionare nuovi paesi preferisce ritornare nei luoghi che lo intrigano di più, soprattutto l’America Latina e il Messico, che conosce probabilmente più di casa sua. Ha pubblicato alcuni libri, di cui due sul Messico, e molti reportages su riviste italiane e straniere. Collabora con Il Tucano Viaggi ideando e accompagnando splendidi itinerari, nonché scrivendo articoli sul “Giornale del Viaggiatore”.

Vedere il Nota bene

 


I VOSTRI ALBERGHI

Città del Messico: Hotel Geneve 4*
San Cristòbal de las Casas: Casa Vieja San Cristòbal 4*
Palenque: Chan-Kah Resort Village 4*
Campeche: Plaza Campeche 4*
Uxmal: Uxmal Resort Maya 4*
Chicannà: Chicannà Ecovillage Resort
Chetumal: Los cocos Chetumal 4*

 

MEZZI DI TRASPORTO

Minibus dotato di aria condizionata; escursione in barca nel Canyon del Sumidero.


 

DA SAPERE

Itinerario completo ed avvincente per calarsi nella realtà del Messico. Un viaggio intenso dalla megalopoli Città del Messico, ricca di musei, quartieri alla moda e memorie precolombiane, sino ai villaggi indios dove il folclore e le tradizioni sopravvivono intatti. Fil rouge del viaggio templi e rovine archeologiche lungo tracciati meno battuti, che percorreremo interamente “on the road", con alcuni lunghi trasferimenti. Alcune sistemazioni alberghiere sono di gusto semplice; il Chicannà Ecovillage Resort non dispone di phon, tv né di aria condizionata (è presente il ventilatore a pale).


 

QUANDO PARTIRE…

Primavera e autunno sono le stagioni migliori, ma il viaggio è effettuabile anche in inverno. Nel mese di aprile a Città del Messico le temperature sono comprese tra minime di 12 e massime intorno ai 27°C. Nel nord del Chiapas le piogge (e quindi l’umidità) sono frequenti durante tutto l’anno. Sugli altopiani, al di sopra dei 1800 metri, si verifica una notevole escursione termica tra il giorno e la notte. Per approfondimenti sul clima nei vari periodi dell’anno, fare riferimento alla pagina “Il Clima”.


 

IN QUESTO VIAGGIO IL PATRIMONIO UNESCO

- Il centro storico di Città del Messico
- Il sito archeologico di Teotihuacan
- Il sito archeologico e il Parco Nazionale di Palenque
- La laguna di Bacalàr (Sian Ka’an)
- Il sito archeologico di Uxmal
- L’antica città maya e la foresta di Calakmùl
- La città fortificata di Campeche


 

Questo viaggio prevede le seguenti partenze di gruppo

  • Venerdì, 24 Aprile 2020
  • Giovedì, 20 Agosto 2020
  • MESSICO - L'ALTRA RUTA MAYA

    Quote a partire da € 4.240 - 16 giorni
    I TOUR ARCHEOLOGICI

    • All’alba, quando la nebbia della selva svela le rovine di Palenque, una delle principali città maya, principi e sacerdoti di pietra sembrano riprendere vita, staccandosi dalle pareti per vagare nella debole e incerta luce dei corridoi in cui la vegetazione vive in simbiosi con le pietre. Il fascino di una ricerca archeologica ancora in corso rende irresistibile questo viaggio, che dall’antica Teotihuacan – la “Città degli dei” – prosegue verso Palenque e Bonampak per poi addentrarsi nella penisola dello Yucatàn, tra antichi centri dai nomi leggendari come Kabah, Uxmal, Calakmul, Tulum, conducendoci alla scoperta di un popolo che conosceva concetti matematici come lo zero e calcolava con incredibile precisione i cicli delle eclissi. Questa Ruta Maya, lontana da itinerari troppo battuti, non è fatta solo di luoghi ma soprattutto di salti temporali tra siti archeologici, città coloniali, atmosfere circonfuse dal romanticismo del tempo delle grandi spedizioni e sottili sincretismi culturali, sullo sfondo di ecosistemi che spaziano dalle Tierras Altas, gli altipiani, alla selva tropicale dalla quale emergono le piramidi dello Yucatàn. I siti archeologici non sono il monumento funebre di una popolazione estinta, perché il mondo maya ha saputo attraversare secoli di oppressione salvando l'essenziale della propria cultura. Basta allontanarsi dai templi per ritrovare l'antico mondo maya mai morto, in chiese impregnate di complessi sincretismi rituali, o ai piedi delle montagne dove si nascondono le grotte sacre al culto degli antenati dove gli sciamani bruciano ancora il copàl. Nel cuore della selva muri e tronchi di piramidi emergono da grovigli di radici facendo rivivere l’emozione di un’archeologia in divenire, tra giochi di luci e di ombre che rendono fantastica la realtà, mentre sulle nostre teste le scimmie ragno scivolano danzando tra i rami degli alberi.

       

      Giorno per giorno

       

      1° GIORNO
      ITALIA – CITTÀ DEL MESSICO
      Partenza con volo di linea per Francoforte. Proseguimento con il volo per Città del Messico, dove l’arrivo è previsto in serata. Trasferimento e sistemazione in hotel. Cena e pernottamento.

       

      2° GIORNO
      CITTÀ DEL MESSICO
      È impossibile descrivere in poche righe una delle più affascinanti e contraddittorie megalopoli del mondo perché la "Castigliana truccata da azteca" nata da un equivoco, l'arrivo di Cortès scambiato per il ritorno del barbuto dio Quetzacoatl, non può essere paragonata a nessun'altra città sulla Terra. Immensa, frenetica, inquinata e sovrappopolata, ma con innumerevoli manifestazioni culturali e più mezzi di comunicazione di Parigi o di Londra, Città del Messico è capace di una continua evoluzione grazie a una vitalità incontenibile da eterna araba fenice. Oggi “El Monstruo”, come la chiamavano fino a non molti anni fa, è letteralmente rinata trasformandosi in una capitale globale in cui design e arte contemporanea convivono con una storia millenaria conservata in uno dei più importanti musei del mondo, il Museo Nazionale di Antropologia, il “Louvre della Mesoamerica”, a cui dedichiamo l’intera mattinata di visite. Le sue grandi sale rivelano un universo, culturale e religioso, ma anche estetico, radicalmente lontano in una travolgente sfilata di bassorilievi, grandi monoliti di pietra, statuette votive, maschere, fino alle riproduzioni in scala naturale di grandi templi. Il piano superiore invece è un’affascinante carrellata sull’etnologia dei 56 popoli indigeni messicani. Al pomeriggio visita della città: attraversiamo Piazza delle Tre Culture, riassunto architettonico del Messico azteco, spagnolo e contemporaneo ma anche testimone del tragico massacro studentesco del 1968 e proseguimento per il centro storico, che ha recuperato la bellezza e il fascino di una splendida architettura coloniale. Il suo cuore è lo Zocalo, l’immensa Plaza de la Constitucion, recinto sacro per gli Aztechi, cuore del potere spagnolo, mercato all'aperto e ancora oggi incredibile piazza centrale di una megalopoli dove tutti vengono per vendere, protestare o farsi ammirare. Accanto all’imponente cattedrale un labirinto di mura in basalto costellato di teste di serpenti che rappresentava per gli Aztechi il cuore dell'universo: sono le rovine del Templo Mayor dove venivano celebrati i grandi sacrifici umani.  Intorno allo Zocalo chiese e palazzi rievocano secoli di storia, dalle architetture coloniali di Plaza de Santo Domingo all’eclettismo architettonico, tra neoclassico e art nouveau, del Palacio de Bellas Artes. In serata visita a Plaza Garibaldi, magico quadrilatero di venditori di sogni, i mariachis che per pochi pesos scaldano l’anima di ogni messicano. Pensione completa.

       

      3° GIORNO
      CITTÀ DEL MESSICO – ESCURSIONE A TEOTIHUACAN
      (100 km andata e ritorno)
      Partenza per l’escursione a Teotihuacan, con sosta lungo il tragitto alla Basilica de Nuestra Señora de Guadalupe dove ogni anno circa sei milioni di fedeli si inginocchiano davanti all'immagine della Virgen de Guadalupe, patrona dell’America Latina e apparsa 10 anni dopo la Conquista all'indio Juan Diego sulla collina dove gli Aztechi veneravano la dea madre Tonantzin. Proseguimento per Teotihuacan, una delle più famose località archeologiche del mondo che dopo la caduta di Roma è stata per oltre un secolo la più grande metropoli dell'emisfero occidentale con oltre duecentomila abitanti. Dal 1987 è Patrimonio dell’Umanità ma non ne conosciamo neppure il nome, gli Aztechi la chiamavano Teotihuacàn, la “Città degli Dei”, ma ignoravano tutto di quei colossali santuari in cui veneravano divinità sconosciute. Solo da pochi anni un’imponente campagna di scavi sta riportando alla luce i segreti di quella che è stata spesso definita una New York della Mesoamerica per l'estesissima rete di rapporti commerciali. Le grandi piramidi del Sole e della Luna, opere architettoniche che ancora oggi lasciano stupefatti, fanno da quinta al Miccaòtli, il "Viale dei Morti" lungo 2 chilometri e largo 45 metri, costruito in modo da compensare con effetti prospettici un dislivello di 27 metri. Sotto una grotta della piramide del Sole, la terza del mondo dopo quelle di Cheope e di Cholula, alcuni archeologi ritengono sia nato il culto del Sole, fondamentale per le popolazioni precolombiane. All'estremità settentrionale del Miccaòtli il Palazzo di Quetzalpapàlotl nasconde un patio con delicate sculture che rappresentano il quetzàl, uccello simbolo del mondo precolombiano, mentre a sud del Viale dei Morti il tempio di Quetzacoatl e Tlaloc presenta una facciata scandita da elaborate sculture del dio-serpente piumato Quetzacoatl e del dio della pioggia Tlaloc. Al termine delle visite ritorno in hotel a Città del Messico e tempo a disposizione. Pensione completa.

       

      4° GIORNO
      CITTÀ DEL MESSICO - TUXLA GUTIERREZ - CANYON DEL SUMIDERO - SAN CRISTÒBAL DE LAS CASAS
      (76 km)
      Trasferimento all’aeroporto e partenza con il volo per Tuxla Gutierrez da cui si prosegue in direzione di San Cristòbal de las Casas. All’altezza di Chiapa de Corzo un’escursione in barca raggiunge la spettacolare riserva naturale del Canyon del Sumidero, una faglia geologica che risale a 36 milioni di anni fa e caratterizzata da alte pareti di roccia calcarea alte più di 1000 metri e popolate di uccelli tropicali. Oltre Chiapa de Corzo l’autostrada si arrampica verso Los Altos de Chiapas, gli altipiani in cui per secoli sono sopravvissuti i complessi sincretismi di un Mundo Maya capace di inglobare il nuovo nelle credenze tradizionali. Le comunità tzotzil e tzeltal, i principali popoli maya che vivono su questi altipiani, costituiscono un universo segreto radicalmente “altro”, protetto da un muro impalpabile che ha sempre impedito a chiunque non fosse indigeno di penetrarne l'essenza. Raggiunta dopo circa un’ora la fertile valle di Jovel, circondata da boschi e montagne, appare San Cristobal de las Casas che fino a non molti anni fa era uno dei segreti più nascosti del Messico, una cittadina coloniale fuori dal tempo non molto diversa da quando aveva accolto nel 1545 come primo vescovo Frey Bartolomè de Las Casas che sarebbe diventato il primo strenuo difensore dei popoli indigeni travolti dalla conquista spagnola. Oggi questo remoto angolo di Messico è diventato una famosa meta turistica, anche in seguito all’insurrezione zapatista del 1994, ma mantiene buona parte del suo fascino sottile, impregnato di atmosfere rarefatte della Sierra Madre del Sur ma soprattutto grazie alla percezione di trovarsi ancora oggi sospesi tra due mondi, tra santi barocchi che popolano le facciate di imponenti chiese spagnole e venditrici maya arroccate dietro pile di frutta e verdura nel Mercado Municipal. Sistemazione in hotel a San Cristobal de las Casas. Pensione completa.

       

      5° GIORNO
      SAN CRISTÒBAL DE LAS CASAS 
      Partenza per San Juan Chamula, a pochi chilometri da San Cristòbal, dove la struttura religiosa e sociale delle comunità maya è ancora viva: la chiesa di San Juan Bautista, infatti, è l’ultima fortezza di un sincretismo parossistico in cui resiste ancora una doppia visione dell’universo. All’interno il fumo del copàl, l’incenso che accompagna le cerimonie maya dai tempi delle antiche città, avvolge decine di “Santos que hablan” allineati lungo i muri, che rappresentano gli antichi dèi camuffati da statue di rispettabili santi cattolici. Con loro i fedeli si confidano e litigano inginocchiati sul pavimento ricoperto di aghi di pino e circondati da polli, bottiglie di Coca Cola e misteriose geometrie di candele, gli onnipresenti simboli del sincretismo chamula. Proseguimento per un altro villaggio tzotzil vicino a San Cristobal, San Lorenzo Zinacantàn, famoso per la qualità dei tessuti tradizionali. Al pomeriggio visita di San Cristobal con l’imponente chiesa barocca di Santo Domingo affollata di aquile asburgiche che ricordano i tempi gloriosi di Carlo Quinto e del suo impero su cui "non tramontava mai il sole". Da qui l’affollata calle 20 de Novembre raggiunge la coloratissima facciata della Cattedrale che ricorda le chiese del vicino Guatemala. Sul vicino Zocalo, la piazza municipale da cui prima o poi passano tutti, maya, ladinos messicani e turisti, si affaccia l’antica residenza del conquistador Diego de Mazariegos, una delle rare testimonianze di architettura civile plateresca del Messico. San Cristobal è anche uno dei luoghi migliori del Paese per chi cerca un artigianato etnico di qualità, dagli huipiles, le tradizionali camicette ricamate delle donne maya all’ambra, abbondante proprio in Chiapas. Sistemazione in hotel a San Cristobal de las Casas. Pensione completa. 

       

      6° GIORNO
      SAN CRISTOBAL DE LAS CASAS- TONINÀ - ESCURSIONE AI MONTES AZULES – PALENQUE
      (330 km)
      Da San Cristobal si prosegue lungo la Panamericana e la 199 in direzione di Ocosingo in un paesaggio di colline e di milpas, i tradizionali campi di mais, e villaggi maya. Una breve deviazione porta al sito di Toninà, una città del periodo Maya Classico dove gli scavi iniziati nel 1979 hanno rivelato l’importanza di uno stile artistico autonomo testimoniato dalle sculture del piccolo Museo de Sitio, tra cui una raffinata statua dell’ultimo signore della città, Tzotj-Choi. Oltrepassata la Piazza Bassa con il Templo de la Guerra Cosmica, un campo per il gioco della pelota e numerose statue di prigionieri decapitati, si risale quella che da lontano sembra una collina ma è in realtà una gigantesca piramide terrazzata appoggiata a un rilievo naturale. Al quinto livello il grande bassorilievo del Mural de las Cuatro Eras, praticamente intatto e lungo oltre dodici metri, presenta in uno stile insolitamente realistico un inquietante scheletro che danza tenendo per i capelli la testa di un uomo decapitato, forse un sovrano sconfitto della vicina Palenque, a testimonianza della storia di una città bellicosa ma anche della visione pessimista di un mondo al tramonto. Da Toninà si raggiunge la Riserva della Biosfera dei Montes Azules, un habitat naturale di grandi foreste e lagune esteso per oltre 330.000 ettari nel cuore della Selva Lacandona che ospita il 20% della biodiversità del Messico, incluso dall’UNESCO in una rete mondiale di riserve della Biosfera. Proseguimento per Palenque, arrivo e sistemazione in hotel. Pensione completa con pranzo al sacco.

       

      7° GIORNO
      PALENQUE – ESCURSIONE AI SITI DI YAXCHILÁN E BONAMPAK
      (361 km andata e ritorno)
      Oltre ai siti più famosi, il Chiapas nasconde gioielli archeologici ancora poco visitati che restituiscono tutto lo splendore della più complessa civiltà precolombiana. Yaxchilán e Bonampak, che come tutti i siti maya del Chiapas appartengono al periodo Maya Classico, conservano ancora un sapore di avventura a partire dalla strada per raggiungerli, che sfiora il Rio Usumacinta al confine tra Messico e Guatemala, attraversando villaggi sperduti come Nueva Canaan o Palestina, nomi che raccontano il sogno di un nuovo futuro. Partenza per il grande centro maya di Yaxchilàn. Oltre uno stretto sentiero invaso dal profumo penetrante della selva e del fiume si scivola in un altro mondo, annunciato da un dedalo di porte oscure che sembrano portare direttamente all’ “Inframundo”, il temibile mondo sotterraneo dei Maya. Invece si esce nella luce di una grande “plaza” cerimoniale disseminata di edifici ricoperti da grovigli di liane e grandi stele scolpite, mentre le scimmie ragno danzano di ramo in ramo sulle nostre teste. Alta sulla collina, oltre solitarie scalinate ricoperte di muschio, si alzano le eleganti creste di pietra traforata dell’Edificio 33, simbolo di una città che nell’ottavo secolo della nostra era controllava un lungo tratto dell’Usumacinta, durante il regno del potente “Scudo Giaguaro”, il cui simbolo compare su molti edifici, e quello di suo figlio “Uccello Giaguaro”. Ad un paio di chilometri sosta per il pranzo a Frontera Corozal, un pugno di case abbarbicate alle anse sabbiose del rio Usumacinta. Raggiungiamo quindi Bonampak, un luogo sacro ai Lacandones che abitano ancora la selva silenziosa che si apre improvvisa su una grande plaza, di fronte a edifici che si allungano sulla collina fino ad essere inghiottiti dalla vegetazione. Dopo la visita del sito archeologico ritorno in hotel a Palenque. Pensione completa.

       

      8° GIORNO
      PALENQUE – ESCURSIONE ALLE CASCATE DI AGUA AZUL
      (140 km andata e ritorno)
      Mattinata dedicata alla visita di Palenque, uno dei più importanti siti archeologici del Messico e Patrimonio dell’Umanità UNESCO, uno scenario teatrale di piramidi, piazze e palazzi in cui l'equilibrio dei volumi e il gioco delle prospettive si intrecciano con la vegetazione tropicale delle ultime propaggini degli Altos de Chiapas. Qui l’architettura del periodo Maya Classico raggiunge il suo apice in edifici come l’imponente piramide a otto livelli del Templo de las Inscripciones che non era solo il basamento di un tempio ma il sepolcro di Ah Pakal, il più potente governante di Palenque. La sua tomba, scoperta solo nel 1952 dall’archeologo messicano Alberto Ruiz, giace in fondo a una ripida scala sotto un’elaborata lastra tombale che raffigura la nascita dell’uomo dal mais. Da alcuni anni è stata chiusa per i danni provocati dall’umidità creata dall’eccessivo numero di turisti e una copia può essere ammirata nel Museo de Antropologia di Città del Messico. Di fianco al tempio un’insolita torre, probabilmente un osservatorio astronomico, domina il Palacio, una grande struttura residenziale collocata su una piattaforma lunga circa 100 metri, risultato di due secoli di architettura con grandi bassorilievi che rappresentano probabilmente sovrani nemici sconfitti. Un’altra piazza cerimoniale oltre il piccolo rio Otolùm raggruppa i tre templi del Gruppo della Croce che simboleggiano un percorso cosmico, dal Templo de la Cruz che rappresenta le origini del mondo al Templo del Sol che simboleggia l’ “Inframundo”, l’oscuro Mondo Sotterraneo, e al Templo de la Cruz Foliada che rappresenta la rinascita e la fertilità. Proseguimento verso le cascate di Agua Azul, le più belle del Messico, un paradiso naturale dove il verde della selva, il bianco dell’acqua spumeggiante e il blu delle piscine naturali creano suggestivi contrasti. Ritorno a Palenque e tempo a disposizione. Pensione completa.

       

      9° GIORNO
      PALENQUE – ESCURSIONE A VILLAHERMOSA
      (297 km andata e ritorno)
      Da Palenque raggiungiamo Villahermosa, moderna capitale petrolifera dello stato di Tabasco che nasconde sulle rive di un lago, dal nome quanto mai appropriato di “Laguna de las ilusiones”, un angolo di giungla in cui sono immerse una trentina di grandiose sculture olmeche provenienti dall’importante sito di La Venta, prospero dal 1000 al 400 a.C. ma che, sfortunatamente per gli archeologi, si è ritrovato in mezzo a un giacimento petrolifero. La cultura olmeca, la "civiltà madre", venne dimenticata fino al 1862 quando José Melgar, un appassionato di archeologia, si imbatté in un monolito da otto tonnellate affiorato per caso in un'hacienda. Solo gli scavi agli inizi del secolo scorso rivelarono l'originalità della civiltà più antica della Mesoamerica, la prima a sintetizzare caratteristiche religiose e architettoniche determinanti per le culture precolombiane successive, dalla concezione del tempo al modo di costruire le piramidi. Oggi delle grandi piattaforme religiose olmeche è sopravvissuto ben poco, ma proprio nel Parque-Museo de la Venta, tra grandi alberi di ceibas e yuccas in cui si muovono scimmie e tucani, è stato ricreato un antico centro religioso. Lungo i sentieri incontriamo grandi “altares”, o più probabilmente troni di pietra, e molti imponenti monoliti di basalto, tra cui teste colossali di principi-sacerdoti, che con le loro facce scalpellate testimoniano la fine violenta e improvvisa di una civiltà probabilmente travolta da rivolte interne. Terminata la visita proseguiamo per il DRUPA, il museo interattivo del cioccolato che racconta la lunga storia del cacao nello stato di Tabasco, coltivato inizialmente dai Maya. Grazie all’incrociarsi di numerose strade commerciali la “bevanda degli dei” iniziò il suo lungo viaggio proprio da qui e si diffuse prima nel mondo azteco, dove i suoi semi vennero addirittura utilizzati come moneta, e successivamente in Europa grazie ai conquistadores spagnoli. Ritorno a Palenque. Pensione completa.


      10° GIORNO
      Palenque - Campeche
      (359 km)
      Partenza per Campeche, la più antica città spagnola dello Yucatàn fondata nel 1540 da Francisco de Montejo detto El Mozo. Oggi la “Città storica fortificata di Cameche” è un Patrimonio Culturale dell’Umanità UNESCO dove i colori di chiese e casonas coloniali esplodono all’ombra dei baluartes, le fortificazioni più imponenti di tutto il Golfo del Messico che proteggevano dai pirati le ricchezze che da qui partivano per la Spagna. Una colossale operazione di restauro urbano ha resuscitato l’incanto di quel tempo, alimentato da quel sottile stato d’animo che qui chiamano campechania. Oggi sopravvivono sette baluartes, dalla Puerta del Mar ancora sormontata dalla campana utilizzata per dare l’allarme in caso di attacco, al Baluarte de la Soledad e a quelli di San Carlos, di Santa Rosa, di San Juan, di San Pedro e di Santiago, mentre il Baluarte de San Francisco che proteggeva l’importante Puerta de Tierra contiene un piccolo museo sui pirati. Sulla piazza principale, il Parque Central, si alzano le slanciate torri della più antica chiesa dello Yucatàn, l’imponente Catedral de la Concepciòn iniziata nel 1540, mentre le strade vicine nascondono fascinose dimore coloniali. Sistemazione in hotel a Campeche. Pensione completa.

       

      11° GIORNO
      Campeche - Bècal –Kabah - Sayil – Labnà - Manì - Uxmal
      (309 km)
      Dalla città di Campeche raggiungiamo il villaggio di Becàl, al confine tra gli stati di Campeche e Yucatàn, dove nascono alcuni dei migliori cappelli panama del mondo, chiamati “jipi japa” dai locali, utilizzati dagli operai che costruirono il Canale di Panama, da cui il nome. Il segreto della fabbricazione è nascosto nelle umide grotte di pietra calcarea scavate praticamente sotto ogni casa, con un microclima perfetto per intrecciare le fibre senza spezzarle. Da qui proseguiamo alla scoperta della Ruta Puuc, uno stile architettonico maya caratterizzato da elaborati mosaici di maschere in pietra, visitando tre centri maya caratterizzati da edifici diversi in ogni sito e dal romantico fascino delle loro solitarie rovine. A Kabah l’edificio principale, il Codz Poop, ha una facciata ricoperta da circa 300 maschere scolpite del dio Chac con giganteschi nasi sporgenti che creano impressionanti giochi di ombre e di luci a seconda della posizione del sole o grazie alle nuvole mosse al vento. A Sayil El Palacio, un edificio di tre piani lungo 85 metri, ricorda in maniera impressionante l’architettura minoica di Creta e presenta una facciata con bassorilievi di tucani e riproduzioni dei fasci di giunchi utilizzati nelle capanne. La struttura più famosa di Labnà è il grande arco, l’unico intatto di tutta l’area maya, accanto a cui si alzano El Palacio, uno dei più grandi edifici dell’area Puuc con elaborate decorazioni di Chac, e la piramide di El Mirador, con un tempio sormontato da un’alta cresta che domina un tratto intatto di sacbé, uno dei "bianchi sentieri", strade in pietra costruite da un popolo che non conosceva la ruota e le utilizzava probabilmente come una gigantesca rete per ricerche astronomiche. Pranzo al ristorante Tutul Xiu di Mani, famoso per il suo Pop Chuc, un celebre piatto yucateco. A pochi passi, sulla piazza davanti al convento, gli spagnoli con un gigantesco autodafè bruciarono centinaia di statue e documenti della cultura maya. Proseguimento per Uxmal, arrivo e sistemazione in hotel. Pensione completa.

       

      12° GIORNO
      Uxmal - Edznà - Chicannà
      (361 km)
      Palazzi e piramidi di pietra chiara, solitarie astronavi di pietra che si alzano dalla selva piatta dello Yucatàn, “grandiose e ben conservate... con un effetto pittoresco, simile a quello prodotto dalle rovine di Tebe sul Nilo", le aveva definite così l’archeologo americano John Lloyd Stephens. È Uxmal, Patrimonio dell’Umanità dal 1996, che nel tardo Periodo Classico, dal VII al X secolo, dominava un vasto territorio, a cui dedicheremo l’intera mattinata di visite. “La Tre Volte Costruita”, questo significa il suo nome, pare che in realtà sia rinata ben cinque volte testimoniando la capacità dei Maya di far sopravvivere un’importante realtà urbana in un’area priva dell’acqua dei “cenotes”, grazie a una rete di bacini, “aguadas”, e cisterne, “chultunes”, che conservavano le acque piovane. La costruzione più alta è la ripida “Piramide dell’Adivino”, la Piramide dell’Indovino, dall’insolita forma semiellittica, con un’inquietante entrata al tempio soprannominata “Le fauci del serpente” che rappresenta la bocca del dio Chaac. Il vicino “Quadrilatero de las Monjas”, il Quadrilatero delle Monache, soprannominato così perché le sue 74 stanze fecero pensare ai conquistadores che fosse un convento per sacerdotesse maya, in realtà è un edificio di cui non si conosce la funzione. Le sue entrate trapezoidali, caratteristiche dello stile Puuc, portano a un immenso patio centrale lungo 76 metri e circondato da edifici con decorazioni a mosaico che raffigurano serpenti e mascheroni di Chaac. Attraversato il “Juego de la Pelota”, il popolare gioco a palla degli antichi Maya, si raggiunge un’alta terrazza artificiale su cui è stato costruito il “Palacio del Gobernador”, un capolavoro dello stile Puuc con la sua elegante facciata decorata da un gigantesco mosaico di oltre ventimila elementi scolpiti. Proseguimento per Edznà sostando lungo il percorso, se il tempo lo consente, alle grotte di Bolonchén, visitate già nel 1840 da John Lloyd Stephens. Edznà racconta un’altra transizione dell’architettura maya, dallo stile Puuc al Chenes, soprattutto intorno alla grande piazza cerimoniale dominata dalla “Piramide de los Cinco Pisos”, la Piramide dei Cinque Piani che in realtà sono quattro, sormontati da un tempio coronato da una sottile cresta. Da qui si prosegue verso un'altra area del “Mundo Maya”, la Ruta Bec con edifici caratterizzati da grandi torri angolari in funzione puramente decorativa, tra cui Chicannà, la “Casa della Bocca del Serpente”, nome che deriva da uno scenografico tempio, la Struttura 2, in cui l’entrata è una gigantesca maschera di pietra che rappresenta il “Monstruo de la Tierra”. Sistemazione in resort a Chicannà. Pensione completa.

       

      13° GIORNO
      Chicannà – escursione a Calakmul, la capitale perduta del Regno del Serpente
      (212 km andata e ritorno)
      Al mattino partenza per la Riserva della Biosfera di Calakmul, la seconda area protetta di tutto il Messico per dimensioni, tutelata dall’Unesco, un patrimonio naturalistico che comprende anche qualche centinaio di rari giaguari, che però è estremamente difficile vedere. Il vero nome di Calakmul era “Testa di Serpente”, capitale di una confederazione di città-stato che nel Periodo Classico dominava lo Yucatàn meridionale. Estesa su circa 70 chilometri quadrati ancora in gran parte da scavare, Calakmul inizia una lenta decadenza dal 695 d.C. quando subisce una pesante sconfitta da Tikàl, e nell’VIII secolo d.C. diventa una città fantasma, conosciuta solo dai “chicleros” che si avventuravano in quell’inferno verde per raccogliere il “chicle”, il lattice che i “gringos” trasformavano in chewing-gum, per essere poi “riscoperta” nel 1931 dal biologo Cyrus Lundell. Grandi stele che emergono da matasse di radici annunciano la grande piazza cerimoniale su cui incombono i 45 metri della gigantesca Struttura II, una delle più alte piramidi maya, dalla cui sommità lo sguardo spazia sulla selva fino al vicino Guatemala. Principi e guerrieri salivano quassù, ricoperti di vesti e piumaggi che li rendevano simili a maestosi uccelli tropicali, per celebrare i riti religiosi e i trionfi militari nelle cosiddette “Guerre Stellari”, chiamate così perché venivano scatenate in condizioni astrali particolarmente favorevoli. Ne è un esempio perfetto la storia dello scontro mortale tra Tikàl in Guatemala, Caracòl in Belize e Calakmul, le tre superpotenze del Periodo Classico nate a poca distanza l’una dall’altra e destinate inevitabilmente a scontrarsi nella lotta per il controllo delle Terre Basse dello Yucatàn meridionale, un conflitto finito con la sconfitta definitiva di Calakmul. Al termine delle visite ritorno all’ecoresort di Chicannà. Pensione completa.

       

      14° GIORNO
      Chicannà- Balamkù – Xpujil – BecAn – Kohunlich – Chetumal
      (610 km)
      Da Chicannà si raggiunge il piccolo sito maya di Balamkù, scoperto solo nel 1990 e famoso per un raro ed eccezionale fregio policromo lungo oltre 17 metri, il Fregio dell’Universo, un’allegoria dell’universo popolata di raffigurazioni di serpenti e giaguari che coronava un palazzo chiamato la Casa dei Quattro Re.  Le rovine di Xpuhil, in uno stile architettonico che caratterizza la Ruta Bec ma anche con influssi dello stile Puuc, sono dominate da torri gemelle a piramide tronca con gradinate che danno accesso a un falso tempio, dove le porte esterne rappresentano le fauci del “Monstruo de la Tierra” simboleggiando che l’edificio è la Terra stessa. Il sito di Becan, circondato da un profondo fossato, è un raro esempio di un centro maya fortificato, e non a caso il suo nome significa “sentiero del serpente” per la difficoltà di accedere alla città protetta da sette porte. All’interno si susseguono tre piazze e numerosi edifici con un campo per il gioco della pelota. Arrivo a Kohunlich (100-600 d.C.), nello stato di Quintana Roo, dove gli ultimi scavi, intensificati dal 1992, stanno portando alla luce numerose strutture tra cui la Piramide de los Mascarones che si raggiunge da Plaza de las Estelas, con maschere di stucco alte tre metri che fiancheggiano la scalinata centrale, praticamente intatte e protette per secoli da una piramide che le ricopriva. Circondate da una bocca di serpente che simboleggia il cielo, alcune hanno caratteristiche antropomorfe, altre ricordano giaguari. Proseguimento per Chetumal, capitale dello stato di Quintana Roo, affacciata sulla baia omonima che segna il confine con il Belize, con alcuni musei e un piccolo sito archeologico. Sistemazione in hotel. Pensione completa.

       

      15° GIORNO
      Chetumal – Bacalar – Tulum – Cancun - Italia
      Partenza per la laguna di Bacalàr, fondata dai Maya con il nome di Sian Ka’an Bakhalal intorno al 415 d.C., con la sua laguna turchese conosciuta come la “Laguna dei sette colori” per le sfumature spettacolari di un mare dai fondali luminosi e cristallini. Dall’alto di una collina il vecchio forte spagnolo costruito contro le incursioni dei pirati domina un paesaggio ancora non troppo turistico di spiagge dove nuotare, fare snorkeling o effettuare escursioni in barca. Da Bacalàr risaliamo verso nord raggiungendo Tulum, una delle icone più famose del Caribe messicano con i suoi edifici maya arroccati su una punta di roccia che divide due calette di sabbia bianca affacciate su un mare dal colore turchese. Il centro cerimoniale è protetto su tre lati da mura spesse fino a 5 metri e verso il mare da una scogliera alta oltre dieci metri, evidente testimonianza dell’instabilità politica del Postclassico. Dell’aspetto imponente della città, ancora popolata al tempo dell’arrivo dei primi spagnoli, resta la testimonianza del conquistador Juan de Grijalva che, navigando nel 1518 lungo la costa, era rimasto impressionato dall’estensione della città e dalle sue fortificazioni, con il fuoco che brillava sulla torre del “Castillo”, l’edificio più alto dell’acropoli. L’ultimo edificio costruito prima dell’arrivo degli spagnoli è il “Templo de los Frescos”, due templi letteralmente incastrati uno nell’altro e ricoperti di affreschi che rappresentano divinità legate al mais. Nel “Templo del Dios Discendente” invece si può ancora vedere chiaramente un bassorilievo sopra la porta principale, che raffigura un personaggio che unisce fattezze umane a quelle del dio delle api.  Al termine delle visite tempo a disposizione per un po’ di relax sulla spiaggia prima del trasferimento all’aeroporto di Cancun. Partenza con il volo per l’Italia, via Francoforte. Mezza pensione che include il pranzo.

       

      16° GIORNO
      Italia
      Arrivo in Italia nel tardo pomeriggio.


      Partenze di gruppo 

      Quote individuali minimo 10 partecipanti con accompagnatore dall'Italia o specialista:

       PARTENZE 2020

       

       

      Dal 24 Aprile al 9 Maggio
       con lo specialista di America Latina Enrico Martino 

      Quote in preparazione

      Quote in preparazione

      Dal 15 al 29 Agosto

      Quote in preparazione

      Quote in preparazione

       

      Partenze per individuali

      Quote individuali con assistenza di guide locali parlanti italiano:

        PARTECIPANTI

      In doppia

      Supplemento
        singola

      Base 7/8 partecipanti

      € 4240,00 € 675,00

      Base 5/6 partecipanti

      € 4690,00 € 675,00

      Base 3/4 partecipanti

      € 5590,00 € 675,00

      Base 2 partecipanti

        su richiesta   € 675,00


      Cambio applicato: 1 USD = 0,8472 EUR

      Quote dei servizi a terra e tariffe aeree valide fino al 30/11/19

      LA QUOTA COMPRENDE

      ● I trasferimenti con vetture o minibus bus a seconda del numero di partecipanti ● Sistemazione negli alberghi indicati in apertura al tour ● I pasti dettagliati nel programma ● Visite ed escursioni come da programma ● Ingressi durante le visite guidate ● Assistenza di guide locali parlanti italiano in ogni località durante le visite guidate ● Assicurazione “Multirischi” inclusa (Annullamento Viaggio, Bagaglio, Assistenza alla Persona e Spese Mediche, Interruzione Soggiorno, Famiglia Sicura)

      LA QUOTA NON COMPRENDE

      ● I voli intercontinentali e il volo interno ● Le tasse aeroportuali e di sicurezza (Euro 310 circa) e le tasse aeroportuali pagabili unicamente in loco ●  Eventuale introduzione di nuove tasse governative o aumenti delle stesse e aumenti del costo dei biglietti di ingresso ai vari siti di interesse turistico, parchi o riserve naturalistiche di cui non si è a conoscenza al momento della elaborazione delle quote ● Bevande, mance e quant’altro non espressamente indicato.


      NOTA BENE 

      • Se per motivi non imputabili alla sua volontà, l’accompagnatore specialista non potesse condurre il viaggio – a titolo esemplificativo per motivi di malattia o altro legittimo ed improcrastinabile impedimento – provvederemo ad assegnare un altro accompagnatore con analoga specializzazione. 

       Lo specialista al seguito dei gruppi è lo studioso, il ricercatore, il docente universitario che garantisce l'assistenza scientifica e un importante supporto culturale offrendo ai viaggiatori le chiavi per cogliere le forme di un paesaggio o decifrare siti e rovine archeologiche, per avvicinare e interpretare le peculiarità culturali, storiche e linguistiche di un Paese.

      NOTA BENE SUGLI  HOTEL PER I VIAGGI DI GRUPPO:  Informiamo che in talune destinazioni  con scarsa capacità ricettiva,  le sistemazioni potrebbero essere previste in piccole strutture  che non hanno camere tutte uguali e della stessa categoria.  In questi casi, l’assegnazione verrà effettuata tenendo conto della data di prenotazione.

       


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