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DURATA

9 giorni


UN VIAGGIO PER...

Un viaggio ideale per esplorare le meraviglie della Grecia classica e scoprirne tutte le località più significative, da Atene a Olimpia, da Micene alle tombe reali macedoni di Vergina. Un’esperienza avvincente attraverso una terra costellata di antiche città e di santuari dove gli dei parlavano per bocca degli oracoli.


UN VIAGGIO CON

LO SPECIALISTA ARCHEOLOGO DAVIDE PIERANTONI ACCOMPAGNA LA PARTENZA DEL 7 SETTEMBRE 2019

 
Laureato in beni culturali ad indirizzo archeologico tardoantico presso l’università di Bologna. Studioso di storia bizantina, svolge la professione di archeologo lavorando con diverse aziende specializzate, partecipando a numerose campagne di scavo in Italia e svolgendo compiti di sorveglianza archeologica. Le collaborazioni con l’università di Bologna lo hanno portato a partecipare alle campagne di scavo nella necropoli etrusco-celtica di Monterenzio e in Uzbekistan, presso la città di Samarcanda. Successivamente ha esteso la sua collaborazione partecipando alle campagne di scavo in Iran nel sito di Tol-e-Ajori, situato tra le rovine di Persepoli e le tombe monumentali di Naqsh-e-rostam.

Vedere il Nota bene


 

I vostri alberghi

Atene: Hotel The Stanley 4*
Olimpia: Hotel Europa 4*
Itea: Hotel Nafsika Palace 4*
Larissa: Hotel Imperial 4*
Salonicco: Hotel Capsis 4*

Mezzi di trasporto

Minibus o bus a seconda del numero di partecipanti. I trasferimenti vengono effettuati su strade generalmente in buone condizioni.


 

Da sapere

Il tour prevede l’assistenza di una guida locale parlante italiano. L’itinerario raggiunge la maggior parte dei più importanti siti archeologici del Paese e prevede la visita di alcune località meno note, come Dion, ma di grande interesse.


 

Quando partire...

La primavera e l’autunno sono le stagioni più gradevoli.


 

In questo viaggio il patrimonio UNESCO

- L’ Acropoli di Atene

- Il sito archeologico di Epidauro

- Il sito archeologico di Micene

- Il sito archeologico di Olimpia

- Il sito archeologico di Delfi

- Il sito archeologico di Vergina

- I monumenti paleocristiani e bizantini di Salonicco


 

 

Questo viaggio prevede le seguenti partenze di gruppo

  • Giovedì, 09 Aprile 2020
  • Sabato, 30 Maggio 2020
  • Sabato, 05 Settembre 2020
  • GRECIA - VIAGGIO NELLA CULLA DELLA CIVILTÀ OCCIDENTALE

    Quota a partire da € 2.840 - 9 giorni
    I TOUR ARCHEOLOGICI

    • Questo programma è stato pensato per chi ha sempre desiderato un incontro panoramico, completo ma nel contempo rilassante, con l’antica civiltà greca, visitandone i luoghi più emblematici. La prima parte del viaggio è dedicata ad Atene, culla della civiltà occidentale, con i suoi superbi monumenti – l’Agorà, l’Acropoli e il Partenone, il tempio di Zeus Olimpio – e i musei archeologici in cui sono raccolti eccezionali reperti ormai entrati nell’immaginario collettivo. Lasciata Atene si va a esplorare la penisola del Peloponneso: ad Epidauro visitiamo il santuario di Asclepio con il teatro, famoso per l’eccezionale acustica, mentre a Micene si compie un viaggio indietro nel tempo per scoprire una delle prime grandi civiltà d’Europa. Il sito di Olimpia, infine, riecheggia di antiche memorie, luogo simbolo della pratica atletica. A Delfi visitiamo il santuario oracolare di Apollo e scopriamo interessanti aspetti della religiosità antica; poi, lungo la strada verso nord, non possiamo non sostare brevemente per rendere omaggio alla memoria del re spartano Leonida, caduto alle Termopili con il suo manipolo di coraggiosi in difesa dell’Ellade. Entrati nella regione settentrionale della Macedonia, ci avviciniamo a un’altra fase dell’antichità greca, quella ellenistica di Filippo II e Alessandro Magno. La necropoli reale di Aigai (oggi Vergina) e la capitale Pella stupiscono per la qualità dei reperti. Salonicco infine, capoluogo della regione, città vivace e ricchissima di storia e monumenti, è la degna conclusione di un viaggio alla scoperta delle radici della nostra storia.

       

      Giorno per giorno

       

      1° Giorno
      ITALIA - ATENE
      Partenza in mattinata con il volo per Atene. Arrivo e trasferimento in hotel. Nel pomeriggio iniziamo la visita della capitale greca e dei suoi monumenti risalenti all’antichità classica. Oggi principale centro culturale, finanziario e politico del Paese, Atene vanta circa sette millenni di storia, ma la sua struttura urbana cominciò a prendere forma tra il XII e l’XI secolo a.C.; conobbe il suo momento d’oro tra il 460 a.C. e la fine del secolo, sotto la guida di Pericle. In quegli anni la città di Atena, dea della saggezza e della sapienza, ritrovò la supremazia morale e intellettuale sull’Ellade, distrutta qualche anno prima dalle armate persiane e proprio allora si abbellì di gran parte dei monumenti che ammiriamo ancora oggi. La visita inizia dall’antica Agorà, che a partire dal VI secolo a.C. fu il centro della vita pubblica di Atene; qui sorgono i resti di innumerevoli edifici, come il Monumento degli eroi Eponimi e l’Odeon di Agrippa, mentre il monumento meglio conservato è lo spettacolare tempio dorico consacrato a Efesto, il dio forgiatore. Con le sue forme perfette, che dominano l’Agorà dall’alto di una collinetta, polarizza completamente l’attenzione del visitatore. La grandiosa Stoà di Attalo, interamente ricostruita nel 1951, in origine un raffinato edificio porticato gremito di botteghe, oggi accoglie le raccolte del Museo dell’Agorà: sculture del IV e III secolo a.C., terrecotte e oggetti d’uso quotidiano, vasellame e giochi per bambini, maschere teatrali e dischi votivi. Nel contiguo quartiere di Monastiráki, un tempo cuore dell’Atene musulmana, scopriamo i resti dell’Agorà romana, della Biblioteca di Adriano e della curiosa Torre dei Venti. In origine l’edificio a pianta ottagonale – costruito nel I secolo a.C. – era un orologio idraulico e ospitava una banderuola metereologica. Al termine delle visite sistemazione in hotel. Cena e pernottamento. 

      Nota bene: L’ordine delle visite è a discrezione della guida locale.

       

      2° Giorno
      ATENE
      Proseguiamo la visita della capitale greca. Risaliamo dapprima le colline dell’Aeropago e della Pnice – dove possiamo osservare le mura di epoca temistoclea – quindi raggiungiamo la collina dell’Acropoli, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Sulla sua rocciosa vetta, dove gli scavi hanno riportato alla luce reperti dell’Età del Bronzo e dell’epoca micenea, nel V secolo a.C. si raggiunsero quegli ideali di bellezza e di misura che incarnano da secoli la nozione di classicità. Il grandioso processo di ricostruzione dell’acropoli fu allora affidato a Fidia, il maggiore artista del suo tempo, che con l’aiuto di architetti geniali diede forma a una porta monumentale e a tre splendidi templi. I Propilei costituiscono la monumentale porta di accesso all’area sacra. Mentre dal portico delimitato da eleganti colonne doriche e ioniche la vista sul Partenone è spettacolare, dal piccolo tempio di Atena Nike, costruito per ricordare le vittorie ateniesi sui persiani, l’occhio spazia sul Pireo e la costa in direzione di Capo Sunio. Poco più in là, per ricordare l’ulivo sacro della dea Atena, un nodoso ulivo è stato piantato vicino all’Eretteo, il tempio dedicato a uno dei primi re di Atene, poi identificato con Poseidone; sei fanciulle avvolte in lunghe tuniche sorreggono il pesante tetto in marmo del Portico delle Cariatidi (gli originali sono visibili nel Museo dell’Acropoli), una delle più originali creazioni dell’architettura greca classica. Fulcro dell’intera acropoli è il Partenone, il grandioso tempio dorico consacrato alla dea Atena, considerato la più perfetta realizzazione dell’architettura greca classica. Il suo nome si riferisce all’epiteto parthenos attribuito alla dea, in riferimento al suo stato di nubile e vergine. Il gigantesco tempio di marmo attico (completato nel 432 a.C.) fu costruito per volere di Pericle e sotto la supervisione di Fidia, ma il progetto si deve all’architetto Ictino, che qui applicò tutta una serie di accorgimenti ottici per rendere perfettamente armonico l’aspetto del monumento. Conclusa la visita dei monumenti dell’Acropoli, scendiamo verso il monumentale Teatro di Dioniso e il vicino Odeon di Erode Attico. Dopo pranzo, visitiamo il Museo dell’Acropoli, che conserva reperti provenienti dagli scavi effettuati nell’area: sculture arcaiche e del periodo classico, quattro cariatidi originali dell’Eretteo e segmenti ben conservati del fregio del Partenone. La giornata si conclude con la visita dei resti del grandioso tempio di Zeus Olimpio e dell’elegante Arco di Adriano. Rientro in albergo.
      Mezza pensione che include la cena.

      Nota bene: L’ordine delle visite è a discrezione della guida locale.

       

      3° Giorno
      ATENE - ESCURSIONE A CAPO SUNIO
      (150 km)
      Dedichiamo l’intera mattinata alla visita delle ricchissime collezioni del Museo Archeologico Nazionale, che ospita reperti rappresentativi di tutti i periodi della Grecia antica fino all’epoca romana. Qui sono raccolti capolavori come la maschera d’oro di Agamennone, le sculture provenienti dai grandi santuari e dalle principali città elleniche, le statue bronzee del Poseidone di Capo Artemisio e dell’Efebo di Anticitera. Il museo permette di gettare uno sguardo panoramico a tutto campo sull’arte dell’antica Grecia e sulla sua evoluzione nei secoli, dai primi kouroi alle grandi opere di Fidia e Prassitele. Nel pomeriggio partiamo per l’escursione a Capo Sunio, là dove in posizione spettacolare, strapiombante sul Mare Egeo, si ergono le colonne del Tempio di Poseidone. Eretto dagli Ateniesi nel V secolo a.C. sulla punta meridionale dell’Attica, questo santuario in rovina deve molto della sua fama al poeta romantico inglese Lord George Byron, che lo visitò nel 1810 lasciando il proprio nome inciso su una colonna (deplorevole ancorché illustre precedente…) e alcuni bei versi in un suo poema. Ormai Capo Sunio non è più un luogo solitario come a quei tempi, ma oggi come allora nelle giornate limpide, sullo sfondo delle sedici colonne doriche superstiti, si può godere di una magnifica vista fino alle isole di Kéa, Kíthnos, Sérifos e al Peloponneso. Nel tardo pomeriggio facciamo rientro in albergo, ad Atene.
      Mezza pensione che include la cena.

       

      4° Giorno
      ATENE - EPIDAURO - MICENE – OLIMPIA
      (375 km)
      In mattinata partiamo in direzione della penisola del Peloponneso; durante il percorso facciamo una breve sosta nei pressi del Canale di Corinto. L’impressionante opera ingegneristica, completata tra il 1881 e il 1893, lunga 6345 metri, collega il Golfo di Corinto al Golfo Saronico e ancora oggi è percorsa da circa 11.000 imbarcazioni l’anno. La tappa successiva è l’importante sito archeologico di Epidauro, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, dove nell’antichità sorgeva un importante e veneratissimo santuario consacrato ad Asclepio (o Esculapio), dio della medicina. Qui visitiamo i resti del tempio dorico del dio, dell’abaton (ossia l’edificio nel quale i pellegrini attendevano il miracolo guaritore), del katakogion (una sorta di ospizio ove i forestieri potevano trascorrere la notte), del grande stadio e del tempietto circolare (tholos). Il monumento più celebre di Epidauro è però il grande teatro progettato attorno al 350 a.C. da Policleto il giovane: la sua grande cavea dall’acustica pressoché perfetta – elogiata anche da Maria Callas, che qui si esibì più volte – può ospitare 14.000 persone sulle sue 55 gradinate (21 delle quali furono aggiunte in epoca romana). Il viaggio prosegue fino a raggiungere Micene, sito dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, il più importante e sontuoso centro dell’età del bronzo di tutta la Grecia; non a caso Omero la celebrò come “Micene ricca d’oro” e qui l’archeologo Heinrich Schliemann scopri le cinque famose maschere auree esposte ad Atene, tra le quali spicca quella cosiddetta “di Agamennone”. Secondo il mito Micene venne fondata da Perseo, figlio di Zeus e Danae, che commissionò ai Ciclopi la costruzione delle possenti mura. In esse si apre ancora oggi la famosa Porta dei Leoni, datata al 1250 a.C. circa, del tutto unica nel suo genere e simbolo della potenza del regno miceneo; è così chiamata per via dei due leoni (oggi acefali) scolpiti sopra l’arco di ingresso. Nei suoi pressi si trova il Circolo tombale B, delimitato da grandi lastre litiche; il complesso sepolcrale, datato dal 1650 al 1550 a.C., ospita un totale di 26 tombe. Sei di esse appartenevano verosimilmente alla famiglia reale e in esse furono rinvenuti preziosi corredi funebri, tra cui una maschera d’ambra. Il centro religioso cittadino è ubicato nella zona sud-occidentale e la sua funzione è attestata sia dalle caratteristiche architettoniche degli edifici, sia dagli oggetti legati alle cerimonie sacre rinvenuti al loro interno durante le campagne di scavo. Il palazzo reale si erge nel punto più elevato della cittadella e poggia su massicci terrazzamenti. Al di fuori della cinta muraria si trovano alcune grandi sepolture megalitiche, come la tomba di Egisto, quella di Clitemnestra e quella nota come “Tesoro di Atreo”, celebre per la splendida cupola (tholos) ogivale che ne copre l’ambiente principale. Conclusa la visita si parte alla volta di Olimpia. Arrivo e sistemazione in hotel.
      Mezza pensione che include la cena.

       

      5° Giorno
      OLIMPIA - PATRASSO - ITEA
      (230 km)
      Annidato nel cuore dell’Elide (Peloponneso nord-occidentale), nella quiete di una vallata percorsa dal fiume Alfeo, si estende il parco archeologico di Olimpia, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, ossia l’antico santuario di Zeus nel quale tutti i Greci si incontravano, idealmente uniti nella venerazione degli dei e nella celebrazione della propria identità culturale, al di là dei frequenti contrasti tra le varie città-stato. Le origini di questo importante centro cultuale, ove si svolgeva la quadriennale festa delle Olimpiadi in concomitanza di una tregua sacra, risalgono alla fine del II millennio a.C: queste antichissime origini spiegano perché nel luogo convergessero culti diversi, tra cui quello tributato a Eracle, ritenuto l’istitutore dei celebri giochi. Fulcro di Olimpia era l’Altis, un recinto sacro al cui interno sorgevano gli edifici di culto e le centinaia di opere d’arte dedicate a Zeus nel corso dei secoli; su tutto dominava l’immensa mole del Tempio di Zeus Olympios (oggi ridotto a poche rovine), cui facevano da sfondo eleganti portici, il tempio di Hera e la Terrazza dei Tesori, ossia i templi votivi in cui erano conservati i tesori delle città partecipanti ai giochi. Nell’Altis si trovava anche il Philippeion, un tempietto rotondo dedicato a Filippo II di Macedonia e del quale sono state rialzate alcune colonne. Sul lato orientale del recinto sacro sorgono ancora lo stadio e l’ippodromo e, dalla parte opposta, il ginnasio e la palestra, dove si allenavano gli atleti. Altre strutture accessorie erano gli edifici costruiti per ospitare atleti, pellegrini, visitatori e delegazioni: tra questi spiccano le rovine del Leonidaion, una sorta di albergo dell’epoca. Di notevole interesse è anche l’atelier dello scultore Fidia. La fine materiale di Olimpia fu decretata dall’imperatore Teodosio, che nel 394 proibì ogni culto pagano e ordinò la soppressione dei Giochi; ancora oggi, però, qui viene accesa la fiamma olimpica che darà inizio alle moderne edizioni dei Giochi. Dopo la visita del sito partiamo alla volta della città portuale di Itéa, affacciata sul Golfo di Corinto; durante il tragitto facciamo una breve sosta a Patrasso, dove visitiamo il ben conservato Odeon di epoca romana. Arrivo a destinazione e sistemazione in hotel.
      Mezza pensione che include la cena.

       

      6° giorno
      ITEA - DELFI - TERMOPILI - LARISSA
      (260 km)
      In mattinata ci inoltriamo in un paesaggio di grande bellezza sulle pendici del monte Parnaso, sacro alle Muse, con il Golfo di Itéa sullo sfondo. In breve raggiungiamo il parco archeologico di Delfi (Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO), là dove sorgono le rovine del santuario che nel mondo antico era considerato “l’ombelico del mondo”. I sacerdoti di Apollo affermavano infatti che il tempio del dio sorgeva nel posto dove si erano incontrate le due aquile inviate da Zeus dagli estremi della terra per fissarne il punto centrale. Una pietra, l’Omphalos, segnava questo punto. Dal VII secolo a.C. fino all’arrivo dei Romani nel 191 a.C., nessuna decisione politica veniva presa dai Greci senza prima interrogare l’oracolo di Delfi; perfino i faraoni e i re persiani lo tenevano in gran conto. Qui inoltre si tenevano i Giochi Delfici, una delle principali feste panelleniche. Per questa ragione l’area si arricchì di un vasto complesso di monumenti e di una ventina di “tesori”, ossia dei tempietti che custodivano preziosi oggetti votivi offerti al dio dalle varie città greche. Prima di accedere al santuario, i pellegrini dovevano purificarsi nelle acque della Fonte Castalia, dove si narra che si sia immerso anche Lord Byron; nei pressi di questo luogo tanto evocativo si ergono i resti del santuario dedicato ad Atena Prónaia, dea protettrice del luogo. Percorriamo poi la Via Sacra, che sale tra due file di monumenti in rovina; qui spicca l’elegante sagoma del Tesoro degli Ateniesi, tempietto dorico accuratamente ricostruito. Il fulcro del santuario era il tempio di Apollo, dove era custodito l’Omphalos e si trovava la stanza sotterranea nella quale la sacerdotessa Pizia pronunciava i suoi enigmatici oracoli. A dominare i resti del tempio si apre la grande cavea del teatro, mentre nel punto più alto di Delfi scopriamo infine il grande stadio, in parte scolpito nella viva roccia della montagna; lungo circa 200 metri, poteva ospitare circa 7000 spettatori. La struttura attuale risale all’epoca romana e conserva intatte quasi tutte le gradinate. Da qui si gode di una magnifica vista d’insieme sull’intero santuario e sulle montagne circostanti. Non possiamo concludere la visita di Delfi senza entrare nel locale Museo Archeologico, che ospita un’eccezionale collezione di oggetti offerti ad Apollo come ringraziamento per la buona sorte seguita alla profezia dell’oracolo: bronzi, vasi e sculture, ritrovati per lo più all’interno dei vari tesori. L’opera più celebre ed emozionante tra quelle esposte è senz’altro la statua in bronzo a grandezza naturale dell’Auriga, datata al 470 a.C. Dopo la visita, nel pomeriggio ci dirigiamo verso Katerini, città della Macedonia Centrale ai piedi del Monte Olimpo. Durante il tragitto facciamo una breve sosta alle Termopili, là dove nel 480 a.C. re Leonida condusse i Trecento contro le armate di Serse. Sul posto oggi sorge un monumento moderno che celebra il sacrificio del sovrano spartano e dei suoi valorosi uomini. Proseguiamo quindi fino a Larissa. Arrivo e sistemazione in albergo. 
      Mezza pensione che include la cena.

       

      7° giorno
      LARISSA - DION - VERGINA - SALONICCO
      (220 km)
      In mattinata raggiungiamo il parco archeologico di Dion, uno dei più importanti della Macedonia. Fondata in epoca ellenistica dai re di Macedonia, sebbene non fosse molto grande, la città di Dion era tuttavia famosa per i suoi edifici pubblici, per la quantità delle statue e per le sue mirabili fortificazioni. Lo stesso Alessandro il Grande vi soggiornò per attirarsi i favori di Zeus prima di partire alla conquista di nuovi territori in Asia Minore. Qui storia antica e bellezza naturale uniscono le loro forze e formano uno scenario di notevole bellezza: l’area è costellata dalle rovine di antichi templi, teatri ellenistici e romani, strade pavimentate in pietra, grandi impianti termali decorati con mosaici, case e ville romane, basiliche. Dion era soprattutto celebre per i suoi santuari, consacrati a Demetra, Zeus Hypsistos, Zeus Olimpo e Iside, in cui il culto della dea egizia si fondeva con quello di Artemide e Afrodite. Poiché la città sorse in una zona paludosa, oggi molte delle sue rovine e delle sue statue emergono dai canneti, creando uno scenario di poetica malinconia. Nel locale Museo archeologico possiamo ammirare una notevole collezione di sculture e statue, bassorilievi, steli funerarie ed elementi architettonici; sono anche presenti dei reperti provenienti dal tempio di Zeus Olimpo. Vanto delle collezioni è un eccezionale, rarissimo organo ad acqua (hydraulis), avo di quelli moderni. Nel primo pomeriggio partiamo alla volta di Vergina, oggi un piccolo paese della provincia greca di Macedonia, ma che nell’antichità con il nome di Aigai fu la prima capitale del potente regno di Macedonia e fino al IV secolo a.C. svolse il ruolo di necropoli reale. Sostituita nella sua funzione egemone dalla vicina Pella, la città perse progressivamente importanza e fu distrutta e abbandonata nel I secolo d.C. Gli oltre 300 tumuli sepolcrali qui rinvenuti (solo alcuni visitabili) si sono rivelati ricchissimi di corredi funerari, esposti nello splendido museo archeologico costruito sul posto, mentre le facciate e le pareti di molte delle tombe presentano eleganti decorazioni a rilievo e dipinte. In genere, le tombe macedoni sono costituite da un tumulo nel quale si apre un corridoio che porta a una facciata architettonica; il portale dà accesso a una camera coperta a volta, secondo un modello che ricorda molto le sepolture micenee. I tumuli più antichi di Vergina sono stati datati all’Età del Ferro, quelli più recenti risalgono al periodo ellenistico. Il luogo salì alla ribalta internazionale nel 1977, quando un archeologo greco individuò quello che si sarebbe rivelato essere il sepolcro di Filippo II di Macedonia, padre di Alessandro il Grande. La tomba era ancora intatta, con la facciata ornata da un fregio con una splendida scena di caccia dipinta, nella quale il sovrano è ritratto in sella a un cavallo bianco; all’interno venne rinvenuto il corredo funebre, che comprendeva tra l’altro la corazza del condottiero, la celebre urna d’oro (ornata con la stella macedone a sedici raggi) e la corona aurea di foglie di quercia. Accanto al sepolcro reale furono rinvenute la tomba di Alessandro IV (figlio di Alessandro il Grande), quella detta di Persefone e quella di Antigono II. Per la sua importanza, il sito di Vergina è stato iscritto nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO. Conclusa la visita raggiungiamo Salonicco, l’antica Tessalonica. Sistemazione in hotel. 
      Mezza pensione che include la cena.

       

      8° Giorno
      SALONICCO - ESCURSIONE A PELLA 
      (180 km)
      In mattinata raggiungiamo il sito archeologico di Pella. La città, fondata al termine del V secolo a.C., divenne la seconda capitale del regno macedone dopo Vergina e ospitò la reggia di Filippo II e Alessandro Magno; dopo la conquista romana del 168 a.C., perse progressivamente importanza a vantaggio di Thessalonike, l’odierna Salonicco, e in breve si ridusse a un villaggio di scarsa importanza. Oggi gli scavi archeologici mostrano un impianto urbanistico ortogonale, dotato di efficienti servizi idrici e fognari, e isolati comprendenti lussuose case a peristilio, in origine forse a due piani. Fra queste spicca il cosiddetto “Palazzo”, dove sono stati riportati splendidi pavimenti a mosaico in ciottoli di fiume, a motivi geometrici quelli in bianco e nero, policromi quelli figurati. Tra i più celebri spiccano quello raffigurante la battuta di caccia al leone da parte di Alessandro Magno, quello con la caccia al cervo, quello che ritrae Dioniso su una pantera e quello che immortala la battaglia delle Amazzoni. Questi capolavori sono oggi ospitati all’interno del locale Museo Archeologico, nel quale sono inoltre esposti interessanti reperti portati alla luce durante gli scavi. Nel pomeriggio ritorniamo a Salonicco e abbiamo il tempo per visitare i principali monumenti del centro storico, a partire dai resti dell’Arco di Galerio, eretto dopo il 297 per celebrare il trionfo dell’imperatore romano contro il re persiano Narsete; il monumento, sebbene duramente provato dal tempo, è notevole per l’impressionante programma decorativo. Gli altorilievi superstiti raffigurano Galerio in vari momenti della guerra, ora mentre è a cavallo e calpesta i nemici, ora mentre offre sacrifici agli dei per ringraziarli, ora mentre entra in città. Poco discosto dall’arco si erge la grande mole della Tomba di Galerio, possente mausoleo a pianta rotonda costruito nel 306 che tuttavia non ospitò mai le spoglie dell’imperatore e fu trasformato nella chiesa di san Giorgio sul finire del Quarto Secolo d.C. La sua spoglia, austera architettura impressiona soprattutto per le dimensioni della cupola, alta ben trenta metri. Concludiamo la giornata visitando la basilica di Santa Sofia (Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO), costruita nell’VIII secolo per volere della regina Irene di Bisanzio. Il suo interno ci affascina per i preziosi mosaici che abbelliscono la cupola, autentico capolavoro dell’arte bizantina, raffiguranti il Cristo Pantocratore attorniato dalla vergine Maria e dagli apostoli. Concluse le visite rientriamo in albergo. 
      Mezza pensione che include la cena.

       

      9° Giorno
      SALONICCO - ITALIA
      In mattinata trasferimento in aeroporto e partenza con il volo per l’Italia, con arrivo a metà giornata.


       PARTENZE DI GRUPPO


      Quote individuali base 10/15 partecipanti con l'assistenza di specialista archeologo dall'Italia:

       PARTENZE 2019

      In doppia

      Supplemento 
        singola

       Dal 7 al 15 Settembre
       con specialista archeologo Davide Pierantoni

      € 2840,00

      € 200,00

      PARTENZE 2020

      In doppia

      Supplemento 
        singola

       Dal 9 al 17 Aprile (*)  € 2840,00  € 200,00
       Dal 30 Maggio al 7 Giugno (*)  € 2840,00  € 200,00
       Dal 5 al 13 Settembre (*)  € 2840,00  € 200,00

      Quote dei servizi a terra e tariffe aeree valide fino al 30/09/19

      (*) QUOTE E DATE SONO SOGGETTE A RICONFERMA. RIVOLGERSI AI NOSTRI UFFICI


      La quota comprende

      • I passaggi aerei internazionali con voli di linea Aegean da/per Milano (classe di prenotazione economica L: vedere paragrafo alla pagina Informazioni Generali), 23 kg di franchigia bagaglio • I trasferimenti con vetture, minibus o bus a seconda del numero di partecipanti • Sistemazione in hotel indicati in apertura al tour o similari • I pasti dettagliati nel programma • Visite ed escursioni come da programma • Ingressi durante le visite guidate • Assistenza di personale locale qualificato e di guide locali parlanti italiano • Assistenza di specialista archeologo dall’Italia per i gruppi a partire da 10 partecipanti • Assicurazione “Multirischi” inclusa (Annullamento Viaggio, Bagaglio, Assistenza alla Persona e Spese Mediche, Interruzione Soggiorno, Famiglia Sicura)

      La quota non comprende

      • Le tasse aeroportuali e di sicurezza (Euro 70 circa) e le tasse aeroportuali pagabili unicamente in loco • Eventuale introduzione di nuove tasse governative o aumenti delle stesse e aumenti del costo dei biglietti di ingresso ai vari siti di interesse turistico, parchi o riserve naturalistiche di cui non si è a conoscenza al momento della elaborazione delle quote • Bevande, mance e quant’altro non espressamente indicato.

       

      NOTA BENE

      • Se per motivi non imputabili alla sua volontà, l’accompagnatore specialista non potesse condurre il viaggio – a titolo esemplificativo per motivi di malattia o altro legittimo ed improcrastinabile impedimento – provvederemo ad assegnare un altro accompagnatore con analoga specializzazione. Qualora non fosse disponibile, assegneremo uno dei nostri migliori accompagnatori professionisti. 

       Lo specialista al seguito dei gruppi è lo studioso, il ricercatore, il docente universitario che garantisce l'assistenza scientifica e un importante supporto culturale offrendo ai viaggiatori le chiavi per cogliere le forme di un paesaggio o decifrare siti e rovine archeologiche, per avvicinare e interpretare le peculiarità culturali, storiche e linguistiche di un Paese.

    RESPONSABILITà

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