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DURATA

16 giorni

 

PARTENZE DI GRUPPO CON ACCOMPAGNATORE DALL'ITALIA:
DAL 24 MAGGIO ALL'8 GIUGNO 2020 IN OCCASIONE DEL FESTIVAL DI TIJI
DAL 13 AL 28 OTTOBRE 2020

PARTENZE INDIVIDUALI
MINIMO 2 PARTECIPANTI


UN VIAGGIO PER...

Gli spiriti avventurosi e per quanti sanno affrontare qualche disagio, ma che desiderano raggiungere una meta leggendaria, inoltrandosi tra valli remote e selvagge, alla scoperta dell’antico regno di Lo. Una splendida traversata nel cuore di una regione dell'Himalaya poco nota, ma straordinariamente carica di fascino, con le sue ben preservate tradizioni e la cultura tibetana.


I VOSTRI ALBERGHI

Kathmandu: Shangri-la Hotel 5* (Deluxe room)
Pokhara: Shangri-la Village 4* (Deluxe room)
Lo Manthang: Royal Lo Manthang Hotel 4* (Standard room)
Jomsom: Om’s Home 3 * basic (Standard room)

Nelle altre località alloggio nelle cosiddette “Tea Houses”, lodge/rifugi che costituiscono al momento la migliore sistemazione possibile, nella maggior parte dei casi con toilette in comune e camere a 4/6 persone.



MEZZI DI TRASPORTO

A Kathmandu auto o minibus con aria condizionata, a seconda del numero di partecipanti; nel Mustang jeep 4x4 (senza aria condizionata) con 3 persone per auto (in una la guida locale potrà essere il quarto passeggero).


DA SAPERE

Effettuando un viaggio in cui frequentemente si superano i 3.000 metri di altezza bisogna tenere presente che potrebbero insorgere problemi fisici dovuti al “mal di montagna”: nausea, mal di testa, diarrea. In Mustang non disponiamo di attrezzature adeguate alla risoluzione di questi problemi, che di solito passano gradatamente bevendo molta acqua ed eventualmente assumendo qualche diuretico consigliato dal medico di fiducia. L’alta quota e i pernottamenti in alcuni lodge/rifugi spartani richiedono un ottimo spirito di adattamento e una buona forma fisica. Ottimo spirito di adattamento è richiesto anche per i tempi di attesa necessari per ricevere i permessi, passare i posti di blocco e soprattutto, durante le visite, occorre pazientare se alcune strutture che dovrebbero essere aperte saranno chiuse (o viceversa). Il cibo locale, piuttosto monotono, può non incontrare il gusto occidentale, ma occorre tenere presente le difficoltà di approvvigionamento dei rifugi in Mustang. I lodge/rifugi che si incontrano durante il percorso sono molto più confortevoli che i rifugi alpini nostrani, tutti forniscono un piumone spesso e riparo dalle intemperie, tuttavia non tutti sono riscaldati e un sacco a pelo con sacco lenzuolo personali sono vivamente consigliati in aggiunta al piumone fornito dal rifugio. Al momento della stesura del programma, quasi tutti i rifugi hanno i servizi in comune, spesso con servizi “alla turca” e senza sciacquone, l’acqua si versa col secchio. Estremamente gradevoli invece gli hotel di Pokhara e Kathmandu. Il viaggio è particolarmente interessante se effettuato in occasione del Festival di Tiji, che si svolge a Lo Manthang.


QUANDO PARTIRE

In primavera o in autunno. In primavera la concomitanza con lo svolgimento del Festival di Tiji a Lo Manthang rende questo viaggio un’occasione imperdibile, ottobre è il periodo climaticamente migliore in assoluto. Per approfondimenti sul clima nei vari periodi dell’anno, fare riferimento alla pagina “L’India e il suo clima”.


In questo viaggio il patrimonio UNESCO

- La Valle di Kathmandu


Questo viaggio prevede le seguenti partenze di gruppo

  • Mercoledì, 13 Maggio 2020
  • Martedì, 13 Ottobre 2020
  • NEPAL - MUSTANG, LEGGENDARIO REGNO DI LO

    Quote a partire da € 3.940 - 16 giorni - Partenze a date libere su richiesta

    • Con il nome Mustang, generalmente si designa quel territorio che da Jomson s’incunea nel Tibet. In realtà Mustang è il nome nepalese della regione, una traslitterazione approssimata del nome originario, Lo Men Thang (Terra a sud – del Tibet -). Il Regno del Mustang etnicamente si divide in due parti, una, inferiore, abitata prevalentemente da popolazione Gurung e una, superiore, che da Samar si estende fino al confine con il Paese delle nevi. Tutta la regione è abitata dai Lo-Pa, la gente della Terra di Lo. Burocraticamente il Basso Mustang termina a Kagbeni, oltre il quale è necessario essere dotati di permessi speciali. La sua posizione strategica ha fatto sì che il Mustang, l’antico regno di Lo, sia stato per secoli luogo di passaggio delle carovane che collegavano l’India e il Tibet per il commercio del sale. Quando, nel XIX secolo, il sale indiano soppiantò quello tibetano, il Mustang perse importanza e ritornò ad un isolamento che rimane ancor oggi. Situato ad un’altitudine media di 3500 metri e con valichi di oltre 4000 metri, il Mustang è un susseguirsi di valli, altipiani, gole in cui tutte le sfumature del grigio, del rosa e del rosso si rincorrono, si fondono e si scompongono. Alti picchi rocciosi erosi dal vento sovrastano fiumi, sentieri e i caratteristici villaggi costruiti in mattoni di fango essiccato. Piccole terrazze, coltivate ad orzo, grano saraceno e colza, spezzano con i loro brillanti colori verdi, rosa e bianchi la monocromia ocra del paesaggio. Entriamo in questo luogo remoto quanto leggendario associando la scoperta dei villaggi fortificati e dei monasteri al piacere di inoltrarsi in regioni tanto a lungo proibite ai visitatori, dove un secolare isolamento ha salvaguardato ambiente, tradizioni e culture. Lo Manthang, la capitale di questo antico regno, cinta da mura fieramente erette nel mezzo del deserto d’altitudine, è l’apogeo di questo viaggio eccezionale, che offre la sensazione di vivere una dimensione fiabesca e perduta. 

      Giorno per giorno

       

      1° Giorno
      ITALIA - KATHMANDU
      Partenza dall’Italia con volo di linea per Kathmandu, via Istanbul, dove l’arrivo è previsto il mattino del giorno successivo.

       

      2° Giorno
      KATHMANDU
      Arrivo in mattinata nella capitale del Nepal, situata a 1340 metri di altitudine, trasferimento e sistemazione in hotel dove le camere saranno immediatamente a disposizione. Nel pomeriggio visiteremo alcuni dei principali luoghi e monumenti di interesse. Siamo “nella Valle”, la Valle per eccellenza per tutti i Nepalesi: quella di Kathmandu, il luogo in cui la concentrazione di monumenti storici e templi è la più alta del mondo, cosa che le ha valso il riconoscimento di Patrimonio dell’Unesco. Malgrado i gravi danni subiti dal terremoto del 2015, i monumenti da visitare sono ancora moltissimi e molti sono stati ricostruiti o sono in restauro. Oggi la nostra prima meta è Swayambunath, un antico stupa e complesso religioso situato in cima a una collina a ovest della capitale, nel punto in cui si crede che Manjushri abbia scoperto il fiore di loto dell’antico lago della Valle. Conosciuto anche come Tempio delle Scimmie per il gran numero di primati che lo popolano, per i buddhisti nepalesi e per i molti rifugiati tibetani questo luogo di pellegrinaggio è secondo per importanza solo a Bodhnath. Il pomeriggio prosegue con il grande stupa di Bodhnath, che si trova in posizione diametralmente opposta all’altro grande stupa di Swayambunath rispetto al Palazzo Reale. Il Bodhnath domina con la sua enorme mole l’intero panorama della capitale, rivolgendo i grandi occhi del Buddha nelle quattro direzioni cardinali: alto 36 metri, per dimensioni è il maggiore in Nepal e uno dei più grandi al mondo. Poiché tutto attorno sono sorti oltre 50 monasteri, oggi il Bodanath è considerato uno dei più importanti santuari del buddhismo nel Paese. Danneggiato durante il terremoto più recente, è stato totalmente ricostruito.
      Pernottamento.

       

      3° Giorno
      KATHMANDU
      Le visite della Valle proseguono con Pashupatinath, attraversata dal sacro fiume Bagmati, il luogo dei ghat delle cremazioni. Qui si venera il dio Shiva nella sua forma di lingam, il fallo, e il suo mezzo di trasporto, il toro Nandi, è considerato simbolo della fecondità. Shiva, divinità benigna che però può diventare terribile, mostra qui solo il suo lato positivo, quello di pastore di animali e di uomini. Da un lato del fiume si trovano il tempio vero e proprio e alcuni dharamsala, luogo di accoglienza dei pellegrini, mentre sulla riva opposta si trovano 11 chaitya di pietra contenenti un lingam ciascuno ed una scalinata che si arrampica sulla collina, punteggiata di shikhara votivi e tempietti. Più tardi ci spostiamo di qualche chilometro fino a raggiungere Patan, che sovrasta il fiume Bagmati, ed è considerata la più antica tra le città reali nella Valle di Kathmandu. Qualcuno la chiama “la città dai mille templi dorati”, ma la maggior parte della gente la conosce come Lalitpur, Lalita Pura, la “città splendida”. Si pensa che sia stata fondata nel III secolo a.C., ma forse le sue radici risalgono ad un passato ancora più remoto. Cuore pulsante della città è la piazza Durbar, sulla quale si affacciano alcuni pregevoli monumenti che rievocano gli splendori del suo passato regale, tra cui il Palazzo Reale e il tempio induista consacrato al dio Krishna, tutto costruito in pietra e al cui interno sono custodite alcune rare sculture antiche. Quattro strade principali costeggiate da edifici risalenti al periodo dei Malla (XVI-XVIII secolo), si irradiano dal palazzo verso 4 stupa molto antichi, attribuiti addirittura al Re Ashoka. Con più di 136 bahal riconosciuti e 55 grandi templi, Patan è senza dubbio la culla delle arti e dell’architettura della Valle. Al termine delle visite facciamo rientro a Kathmandu.
      Prima colazione e pernottamento. 

       

      4° Giorno
      KATHMANDU - BANDIPUR - POKHARA
      In mattinata partiamo alla volta di Pokhara, situata a 980 metri di altitudine, circa 210 chilometri a ovest di Kathmandu. Durante il tragitto – circa a metà strada – facciamo sosta nel villaggio di Bandipur, che a buon diritto può essere considerato un perfetto esempio di insediamento tipicamente nepalese, con il suo tessuto urbano ben conservato e la quieta atmosfera di altri tempi; da cui, inoltre, si gode di una formidabile vista sulle cime innevate della catena himalayana, con il Dhaulagiri e l’Annapurna all’orizzonte. Raggiungiamo infine la seconda più popolosa città del Nepal: Pokhara, accoccolata in una valle ai piedi del massiccio dell’Annapurna, sulle sponde del lago Phewa, ha conquistato il cuore dei viaggiatori di tutti i tempi grazie allo spettacolo indimenticabile del Macchapucchare che si riflette nelle acque del lago. L’ampia vallata nella quale si è sviluppato il popoloso centro, grazie al clima subtropicale e alle precipitazioni monsoniche, è caratterizzata da una vegetazione esuberante. Soprattutto negli ultimi decenni è divenuta un polo di notevole importanza turistica grazie alla sua vicinanza all’Annapurna e l’abitato si è molto espanso con la costruzione di nuovi quartieri. Praticamente centro geografico del Nepal, posta sulla strada principale che da Kathmandu conduce a Bhairawa, è forse l’unico luogo del Nepal dal quale, tempo atmosferico permettendo, si possono ammirare le vette così da vicino. Tra queste il Machapuchare (6.944m.), il cui nome tradotto vuol dire coda di pesce, l’Annapurna I (8.091 m.), uno dei 14 “ottomila” della Terra, altre quattro vette del massiccio dell’Annapurna, il Dhaulagiri (8.167 m.) e l’Himalchuli Himal (7.893 m.). All’arrivo, sistemazione in hotel.
      Mezza pensione che include il pranzo.

       

      5° Giorno
      POKHARA – JOMSOM
      (160 km, 9 ore circa)
      Inizia la parte più avventurosa del nostro viaggio, a bordo dei fuoristrada; in mattinata partiamo alla volta di Jomsom, situata a 2.740 metri di altitudine. L’intero tragitto si copre in circa 9 o 10 ore. Jomsom, noto anche con il nome di Dzongsam (o “Forte Nuovo”) si trova nel territorio del Mustang, disteso su entrambe le sponde del fiume Kali Gandaki, là dove si trovano alcuni grossi massi di pietra nera chiamati shaligram, che sono considerati sacri dalla popolazione di fede induista. All’orizzonte scintillano le vette dell’Himalaya, tra le quali spiccano le sagome del Dhaulagiri (8.167 m) e del Nilgiri (7.061 m). Per secoli questo grande villaggio prosperò grazie alla sua posizione strategica lungo una delle principali vie carovaniere della regione, lungo la quale i mercanti trasportavano diverse merci, ma soprattutto il sale raccolto sulle rive dei laghi tibetani, che veniva scambiato con il riso e l’orzo provenienti dalle regioni collinari del Nepal centrale. Oggi il commercio si è molto ridotto, a causa della competizione esercitata dall’India e dei grandi cambiamenti socio-economici avvenuti in Tibet. All’arrivo, sistemazione in lodge.
      Pensione completa.

       

      6° Giorno
      JOMSOM - GHAMI
      (100 km, 5 ore circa)
      La meta della giornata è il villaggio di Ghami (3.460 metri), contornato da pinnacoli e pareti punteggiate da grotte, in epoche remote abitate dalle genti che per prime vissero in questa splendida e sperduta regione himalayana. Dapprima, dobbiamo raggiungere il villaggio di Kagbeni, permeato di cultura tibetana con il suo monastero, i numerosi chorten e le immancabili ruote per la preghiera; qui attendiamo il tempo necessario a ritirare i permessi per l’ingresso nella regione del Mustang Settentrionale, un tempo noto come Regno di Lo e la cui popolazione non supera le 7000 anime. Fino al 1992 quest’area era preclusa agli stranieri per ragioni politico-militari e ciò ne ha fatto una delle zone meno frequentate al mondo; l’isolamento, peraltro, ha fortemente contribuito alla preservazione dell’ancestrale cultura tibetana. Quindi proseguiamo fino a Chuile, su una sponda del fiume Kali Gandaki, dove dovremo attraversare a guado la corrente per poi proseguire fino a destinazione. Ghami, con i suoi 300 abitanti o poco più, è uno dei più pittoreschi villaggi dell’Upper Mustang, oltre che uno dei centri più popolosi. Sorge in posizione elevata sopra il corso di un impetuoso torrente ed è circondato da campi coltivati; il locale monastero fortificato (dzong) è ormai in disuso, così come il Palazzo Reale estivo, ma i molti chorten, i muri Mani e alcune antiche rovine permeano di fascino misterioso questo luogo, circondato da spoglie montagne dagli incredibili colori contrastanti. Arrivo e sistemazione in lodge o rifugio.
      Pensione completa.

       

      7° Giorno
      GHAMI - LO MANTHANG
      La meta odierna è il villaggio di Lo Manthang, un tempo capitale e maggiore centro abitato del Regno di Lo. Il percorso in fuoristrada, di circa 4 ore, ci permette di ammirare una sorprendente gamma di splendidi panorami, immersi in un silenzio quasi soprannaturale, rotto solo dal sibilare del vento. In lontananza svetta l’incombente sagoma del Dhaulagiri e sul percorso incontriamo diversi chorten e poche abitazioni. L’odierno capoluogo del Mustang, ancora circondato dalle antiche mura, sorge in una piana desertica a 3700 metri di altitudine, ai confini con il Tibet. Lo Manthang venne fondata nel 1450 dal figlio del leggendario Ame Pal, il conquistatore che unì i piccoli regni dell'Alto Mustang; le mura proteggevano le case dai predoni, oltre che dai venti gelidi, e la comunità, così rinserrata, rimase pressoché invariata per circa cinque secoli. Oggi pressappoco 1.200 persone vivono qui in circa centocinquanta abitazioni, collegate da stretti vicoli. Alcuni chorten sorgono nei pressi della porta principale, mentre nell’abitato sorgono l’antico Palazzo Reale e tre monasteri, uno solo dei quali è ancora in uso (il Chode Lhakhang). La manutenzione degli altri due è affidata a famiglie del luogo, che di notte accendono le lampade alimentate a burro di yak per tenere lontani gli spiriti maligni. Qui, ai confini del mondo e del tempo è ancora consuetudine proteggersi dai demoni appendendo sulle porte le “trappole per i fantasmi”, teschi di capra decorati con complessi intrecci di cordicelle. In questo luogo pittoresco, circondato da scenari di emozionante bellezza e quasi sempre sovrastato da un cielo blu cobalto, si respira un’atmosfera arcana. Sistemazione in hotel.
      Pensione completa.

       

      8° e 9° Giorno
      LO MANTHANG (CELEBRAZIONI DEL FESTIVAL DI TIJI)
      Trascorreremo due giorni a Lo Manthang durante il festival di Tiji, condividendo insieme alla gente del luogo e ai monaci buddhisti la particolare atmosfera creata da questo evento. La festa, che la tradizione fa risalire al XV secolo, costituisce uno dei momenti più sentiti e intensi della religiosità buddhista nel Mustang. Viene celebrata con gran fasto nel principale monastero del villaggio, i cui monaci indossano maschere propiziatorie per inscenare la storia di Dorje Joho, che combatté contro i demoni che attentavano all’integrità del regno del Mustang. Il variopinto rito cerimoniale prevede musiche e danze (cham) eseguite dai monaci per celebrare l’eterna lotta tra il bene e il male, che infine sarà sconfitto. Tra l’altro, i discendenti diretti dei re del Mustang partecipano alle celebrazioni indossando i loro abiti più sontuosi. Il festival si svolge sempre in primavera, stagione che simbolizza la rigenerazione della natura e della vita. In questi due giorni avremo anche l’occasione di visitare almeno uno dei monasteri all’interno del grande complesso fortificato: al suo interno si conservano l'enorme immagine del Buddha seduto in meditazione, oltre a molte altre statue di varie divinità e antichi thanka appesi al soffitto e ai pilastri. Le pareti sono dipinte con storie del Buddha e altri complessi racconti della mitologia buddhista. Visitare un monastero himalayano è ogni volta un'emozione, perché si ha la sensazione di essere nel punto di congiunzione tra due mondi, tra il passato e il presente. Potremo anche partecipare a un’escursione a cavallo negli scenografici dintorni del villaggio. Pernottamento in hotel.
      Pensione completa.

       

      10° Giorno
      LO MANTHANG – CHUKSANG
      In mattinata ci rimettiamo in viaggio, diretti verso il villaggio di Tsarang (3.500 m), uno dei luoghi più sacri del Mustang e residenza del raja di Lo; ci arriveremo dopo circa due ore di viaggio. Con i suoi 1000 abitanti circa, è il secondo centro abitato più popoloso della regione. Affascinanti sono le vedute sulle montagne tutto attorno e sul fiume. Un forte senso di spiritualità pervade il villaggio, circondato da campi di orzo e frumento, nei cui pressi si erge un monastero buddhista tibetano (gompa) risalente al XIV secolo, i cui vivaci colori creano un affascinante contrasto con il circostante paesaggio di torrioni rocciosi tormentati dall’erosione. Sebbene imponente dall'esterno, il gompa è in decadenza e molte stanze sono in disuso; in passato qui vivevano centinaia di monaci, mentre oggi sono ridotti a una cinquantina, per lo più non residenti. Un forte alto cinque piani, un tempo residenza del re e ancora chiamato Palazzo Reale, testimonia l'importanza rivestita in passato da questa località: non più utilizzato da mezzo secolo, anch’esso è caduto in rovina. Proseguiamo la nostra strada per Chuksang (2.970 metri), circondato da campi coltivati e dai consueti piccoli stupa. Le donne, anche quelle più giovani, vestono gli abiti tradizionali: la chuba, una specie di vestaglia stretta alla vita con una cintura, il doppio grembiule di un tessuto a righe multicolori, in testa il fazzoletto colorato e immancabilmente al collo il gioiello tradizionale, un ciondolo costituito da una grossa pietra di turchese e da due grossi coralli. Sistemazione in lodge/rifugio.
      Pensione completa.

       

      11° Giorno
      CHUKSANG - KAGBENI
      Oggi ci dirigiamo verso Kagbeni, un villaggio dove l’influenza della cultura tibetana è tangibile, con le ruote di preghiera, uno stupa e un monastero antico di cinque secoli. Il suo nome deriva da "kag" (massa di pietra) e "beni" (la confluenza dei due fiumi) e infatti sorge nei pressi della confluenza dei fiumi Kali Gandaki e Jhong. In passato il villaggio era un’importante stazione di sosta lungo la Strada del sale. Le case, a due o tre piani e imbiancate a calce, hanno i tetti piani sui quali legna e fieno vengono messi ad asciugare al sole per l’inverno; le abitazioni sono costruite l’una a ridosso dell’altra lungo vicoli stretti e tortuosi, che conferiscono a Kagbeni l’aspetto di un labirinto. Molti degli abitanti indossano ancora abiti tradizionali tibetani. La maggiore attrazione del luogo è il Thupten Samphel Ling Gompa, che significa "Monastero del luogo in cui fermarsi e sviluppare la concentrazione sugli insegnamenti del Buddha". Venne fondato nel 1429 e fino alla metà del XVIII secolo ospitava circa 100 monaci provenienti da 12 villaggi vicini. Al suo interno si conservano ancora statue in bronzo del Buddha Sakyamuni accanto ai discepoli Sariputra e Maudgalanya e altre divinità, alcuni thanka (stendardi), affreschi e splendide opere in legno. Tutt’oggi il monastero è il cuore della vita spirituale per la comunità; grazie anche ad alcune sovvenzioni e all’impegno della gente del luogo, nel 2009 è stato istituito un collegio che dà l'opportunità ai giovani monaci di Kagbeni e dei villaggi circostanti di studiare materie - religiose o meno - sotto la disciplina monastica tibetana. Sistemazione in lodge/rifugio.
      Pensione completa.

       

      12° Giorno
      KAGBENI - MUKTINATH - JOMSOM
      Dopo la prima colazione partiamo alla volta di Muktinath, una meta di pellegrinaggio sia per gli hindu sia per i buddhisti. Il villaggio è disteso sul fondo di una vallata, a 3.710 metri di altezza, ai piedi del passo di Thorong La. Vi sorgono un tempio buddhista e il tempio di Vishnu Mandir – dall’architettura a pagoda – considerato sacro (come gli altri 108 Divya Desam, i templi di Vishnu) dal culto Vaishanava Sri. Il tempio è uno dei più antichi santuari hindu consacrati al dio; al suo interno è custodito un prezioso Murti (immagine che rappresenta lo spirito divino di Vishnu) dorato, alto quasi quanto una persona. Il cortile è ornato da 108 protomi taurine dalle quali esce un fiotto di acqua gelida, simboleggianti tutti i pushkarini (piscine sacre) dei Divya Desam, nelle quali i fedeli compiono le abluzioni di rito anche quando le temperature sono assai rigide. Considerata ancora più sacra è l'acqua che sgorga da una roccia all'interno del tempio buddhista tibetano Jwala Mai, situato proprio dietro la pagoda. Al suo interno, celate da un tendaggio segnato dal tempo, alcune fumarole producono nuvole di vapore che ammantano la sacra sorgente termale; questa combinazione favorevole di terra, fuoco e acqua è la ragione della notevole importanza religiosa di Muktinath. La tradizione buddhista tibetana narra che il Guru Rimpoche, fondatore del buddhismo tibetano, si raccolse in meditazione proprio in questo villaggio durante il suo viaggio in Tibet. Ancora oggi qui si incontrano molti pellegrini indiani e nepalesi, tra i quali spiccano gli ascetici sadhu dai corpi quasi nudi e coperti di cenere, che spesso impugnano una lancia a tre punte detta trishul, simbolo di Shiva. Non è raro incontrare anche qualche donna tibetana, dall’elaborato copricapo di turchesi, intenta a qualche sacro officio. Nel pomeriggio ripartiamo alla volta di Jomsom. Arrivo e sistemazione in lodge.
      Pensione completa.

       

      13° Giorno
      JOMSOM - POKHARA
      È venuto il momento di salutare lo splendido ambiente himalayano dell'Alto Mustang con le sue grandiose scenografie, i panorami mozzafiato sulle sue montagne, i colori della terra in tutte le loro declinazioni. In mattinata, dopo la prima colazione, raggiungiamo il piccolo aeroporto locale, da dove decolliamo alla volta di Pokhara. Il volo dura appena una trentina di minuti, ma è prodigo di emozioni; sorvoliamo infatti la profonda vallata del fiume Kali Gandaki, rinserrata tra l’Annapurna e il Dhaulagiri. La vista è semplicemente grandiosa e si rimpiange perfino la brevità del viaggio. Una volta giunti a destinazione avremo il tempo per una visita culturale alla Pagoda della Pace (un candido stupa donato dal Giappone per invocare la pace nel mondo), oppure per visitare le suggestive cascate Davis (autentico spettacolo della natura), oppure il campo dei rifugiati tibetani, dove è possibile venire a stretto contatto con una cultura oggi minacciata da una complessa situazione geopolitica. Chi lo vorrà, inoltre, potrà fare una breve escursione in barca sulle placide acque del lago Phewa, godendosi il magnifico panorama. Qualsiasi sia l’attività prescelta, Pokhara si rivela un luogo particolarmente ameno e pacifico. Sistemazione in hotel.
      Mezza pensione che include la cena.

       

      14° Giorno
      POKHARA - KATHMANDU
      Un volo mattutino, dopo la prima colazione, ci riporterà a Kathmandu. Arrivo, trasferimento e sistemazione in hotel. Avremo poi tempo a disposizione per dedicarci ad attività di nostra scelta: la visita dei monumenti locali, lo shopping nei variopinti negozi e mercatini locali, una passeggiata in mezzo alla folla del centro o nella quiete dei vicoli meno frequentati. Da queste parti può valere la pena esplorare la cucina locale, assaggiando i momos (sorta di gnocchi), il dal bhat (riso con verdure e lenticchie) o un piatto di newari (carne di bufalo). Sistemazione in hotel.
      Prima colazione e pernottamento.

       

      15° Giorno
      KATHMANDU – ESCURSIONE A BHAKHTAPUR
      La mattina è dedicata alla visita di Bhakhtapur conosciuta anche come Baghdaon, fondata nel IX secolo dal re Ananda Malla, che si trova sull’antica strada commerciale per il Tibet. La pianta della città, costruita con mattoni di terra color ocra che si combinano perfettamente con le colline circostanti, si può immaginare come una doppia “S” orizzontale interrotta a tratti da piazze, templi, fontane e luoghi sacri. Bhakhtapur ha conservato la sua struttura originale meglio di Kathmandu e Patan per il suo sviluppo indipendente fino alla riunificazione della Valle avvenuto solo verso la fine del XVIII secolo ad opera dei gurkha. Anche qui l’attrattiva principale è il Durbar Square, dove si trovava il Sun Dhoka, considerato il più prezioso capolavoro artistico della Valle. La piazza è collegata ad una più piccola dove si trova il famoso tempio di Nyatapola. La città è stata, insieme a Kathmandu, la più colpita dal recente terremoto e molti edifici sono ancora in ristrutturazione, ma una giornata a Bhakhapur è sicuramente un ricordo splendido. Pomeriggio a disposizione a Kathmandu. Pernottamento in hotel.
      Prima colazione e pernottamento.

       

      16° Giorno
      KATHMANDU - ITALIA
      Prima colazione. Trasferimento in aeroporto e partenza con il volo per Istanbul, da cui si prosegue con il volo per l’Italia, con arrivo previsto nel tardo pomeriggio.


      PARTENZE DI GRUPPO

      Quote individuali con assistenza di accompagnatore dall’Italia a partire da 8/10 partecipanti:

       PARTENZE 2020

      In doppia

      Supplemento 
      singola

       Dal 13 al 28 Maggio 
       in occasione del Festival di Tiji

      € 5790,00

       € 810,00

       Dal 13 al 28 Ottobre  

      € 5490,00

       € 810,00

      Quote delle tariffe aeree e dei servizi a terra valide sino al 31/10/20

      Cambio applicato 1 USD = 0,8672 EUR

       

      La quota comprende

      • I passaggi aerei internazionali con voli di linea Turkish Airlines (tariffa speciale gruppo: vedere paragrafo alla pagina Informazioni Generali), 20 kg di franchigia bagaglio • I voli interni a tariffa speciale riconfermabile solo all’atto della prenotazione/emissione dei biglietti, 15 kg di franchigia bagaglio • Tutti i trasferimenti con veicoli con aria condizionata adeguati al numero di partecipanti a Kathmandu e Pokhara, in jeep 4 x 4 per tutto il tour in Mustang con 3 persone per veicolo • Sistemazione negli hotel/lodges/rifugi indicati in apertura al tour • I pasti dettagliati nel programma • Visite ed escursioni come da programma (include la gita in barca sul lago Phewa) • Ingressi durante le visite guidate • Permesso di ingresso all’Annapurna Conservation Area • Tassa di registrazione turistica • Assistenza di personale locale qualificato e di guida locale parlante italiano • Assistenza di accompagnatore dall'Italia a partire da 8 partecipanti • Assicurazione “Multirischi” inclusa (Annullamento Viaggio, Bagaglio, Assistenza alla Persona e Spese Mediche, Interruzione Soggiorno, Famiglia Sicura).

       

      La quota non comprende

      • Visto di ingresso in Nepal (USD 30) • Le tasse aeroportuali e di sicurezza (Euro 330 circa) e le tasse aeroportuali pagabili unicamente in loco • Permesso speciale per l’ingresso nell’area del Mustang, tassa nepalese per la protezione dell’ambiente (Euro 450 a persona) • Eventuale introduzione di nuove tasse governative o aumenti delle stesse e aumenti del costo dei biglietti di ingresso ai vari siti di interesse turistico, parchi o riserve naturalistiche di cui non si è a conoscenza al momento della elaborazione delle quote • Eventuali tasse locali per filmare o fotografare • Bevande, mance e quant’altro non espressamente indicato.


       

      PARTENZE INDIVIDUALI 

      Partenze a date libere da aprile ad ottobre, su richiesta 

       

      Quote individuali con assistenza di guida locale parlante italiano: 

      Partecipanti

      In doppia

      Supplemento singola

      Da 6 a 7 partecipanti

      € 4200,00

      € 870,00

      Da 3 a 5 partecipanti

      € 4700,00

      € 870,00

      Base 2 partecipanti

      € 5100,00

      € 870,00

      Quote delle tariffe aeree e dei servizi a terra valide sino al 31/10/20

      Cambio applicato 1 USD = 0,8672 EUR

       

      La quota comprende

      • I voli interni a tariffa speciale riconfermabile solo all’atto della prenotazione/emissione dei biglietti, 15 kg di franchigia bagaglio • Tutti i trasferimenti con veicoli con aria condizionata adeguati al numero di partecipanti a Kathmandu e Pokhara, in jeep 4 x 4 per tutto il tour in Mustang con 3 persone per veicolo • Sistemazione negli hotel/lodges/rifugi indicati in apertura al tour • I pasti dettagliati nel programma • Visite ed escursioni come da programma (include gita in barca sul lago Phewa) • Ingressi durante le visite guidate • Permesso di ingresso all’Annapurna Conservation Area • Tassa di registrazione turistica • Assistenza di personale locale qualificato e di guida locale parlante italiano • Assicurazione “Multirischi” inclusa (Annullamento Viaggio, Bagaglio, Assistenza alla Persona e Spese Mediche, Interruzione Soggiorno, Famiglia Sicura).

       

      La quota non comprende

      • I passaggi aerei internazionali, le tasse aeroportuali e di sicurezza e le tasse aeroportuali pagabili unicamente in loco • Visto di ingresso in Nepal (USD 30) • Permesso speciale per l’ingresso nell'area del Mustang, tassa nepalese per la protezione dell’ambiente (Euro 450 a persona) • Eventuale introduzione di nuove tasse governative o aumenti delle stesse e aumenti del costo dei biglietti di ingresso ai vari siti di interesse turistico, parchi o riserve naturalistiche di cui non si è a conoscenza al momento della elaborazione delle quote • Eventuali tasse locali per filmare o fotografare • Bevande, mance e quant’altro non espressamente indicato. 

       

      NOTA BENE

      ● La tariffa dei voli internazionali sarà fornita al momento della prenotazione
      ● Il bagaglio è rigorosamente limitato a 15 kg in sacche morbide
      ● Il permesso speciale per il Mustang, rilasciato a un minimo di due persone,si ottiene in loco tramite la nostra agenzia locale, presentando una fotografia a colori, una copia a colori delle pagine del passaporto e i dati personali. Il costo minimo è di 500 Dollari Americani, più 50 dollari per ogni giorno superiore ai 10 di permanenza in Mustang.

      Non è mai accaduto, tuttavia oltre alla guida e al nostro personale, i partecipanti potrebbero essere accompagnate da un Liason Officer, un funzionario governativo che dovrebbe garantire l’impatto turistico con l’ambiente e la popolazione locale. In questo caso il costo dell’ufficiale di collegamento è a carico del gruppo.

       

       

       

       

       

       

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