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DURATA

15 giorni

 

PARTENZE DI GRUPPO CON ACCOMPAGNATORE DALL'ITALIA:
DALL'8 AL 22 MARZO 2020

PARTENZE INDIVIDUALI
MINIMO 2 PARTECIPANTI


UN VIAGGIO PER...

Un viaggio per chi desidera regalarsi un’esperienza emozionante e vivere momenti di autentica serenità e al contempo di approfondimento culturale, immergendosi in paesaggi che invitano all’armonia, cornice di templi spettacolari. Nessuna difficoltà “logistica”, nessuna grande fatica: un viaggio per tutti coloro che vogliono entrare a stretto contatto con la realtà indiana.


I VOSTRI ALBERGHI

Bangalore: Goldfinch Retreat 4* (Superior room)
Chickmagalur: The Gateway Hotel 4* (Standard room)
Mysore: Radisson Blu 5* (Superior room)
Ooty: Taj Savoy Hotel 4* (Standard room)
Madurai: Heritage Hotel 5* (Club room)
Area di Chettinad – Kanadugathan: Visalam Hotel 3* Sup. - Heritage (Chettinad room)
Tanjore: Svatma Hotel 5* (Millenium room)
Kumbakonam: Mantra Koodam 4* (Mantra cottage)
Pondicherry: Palais de Mahe 3* Sup. - Heritage (Superior room)
Mahabalipuram: VivantaTaj Fisherman’s Cove 5* (Deluxe room)
Chennai: Taj Club House 5* (Deluxe room)



MEZZI DI TRASPORTO

Vetture o minibus dotati di aria condizionata.


DA SAPERE

Come sempre nei percorsi in India, è opportuno essere dotati di sensibilità e tolleranza nei confronti di una realtà molto lontana dalle nostre consuetudini, sospesa tra modernità e passato. Il tour offre un panorama del magnifico Stato del Karnataka e del Tamil Nadu, con visite ai massimi capolavori dell’architettura religiosa. Nei templi di qualsiasi confessione si entra senza scarpe ma con le calze (in alcuni casi anche senza calze) ma nei templi jainisti, oltre che le scarpe non possono entrare oggetti in pelle di nessun tipo, comprese cinture, decorazioni su borse/zaini, cinturini di orologi e quant’altro. Quasi dappertutto si paga una tassa per filmare/fotografare ma in alcuni templi jainisti le macchine fotografiche e cineprese non sono ammesse. In alcuni templi molto frequentati nell’India del Sud in alcuni periodi può essere vietato l’ingresso ai non hindu.


QUANDO PARTIRE

Il periodo climaticamente più favorevole va dai primi di ottobre a metà aprile, con caldo moderato e precipitazioni contenute rispetto al resto dell’anno. A Ooty fa fresco/freddo secondo il periodo dell’anno. Per approfondimenti sul clima nei vari periodi dell’anno, fare riferimento alla pagina “L’India e il suo clima”.


In questo viaggio il patrimonio UNESCO

- I templi di Mahabalipuram
- Il tempio di Shiva Nataraja a Dharasurama
- I templi Chola (Brihadeswara a Tanjore, Gangaikondacholapuram e Airatesvara a Darasuram)


Questo viaggio prevede le seguenti partenze di gruppo

  • Domenica, 08 Marzo 2020
  • INDIA - KARNATAKA E TAMIL NADU: DAI TEMPLI STELLARI AI TEMPLI MONTAGNA

    Quote a partire da € 3.480 - 15 giorni - Partenze a date libere su richiesta

    • Uno splendido viaggio, molto completo, che dalla modernissima Bangalore attraversa lo Stato del Karnataka e quello del Tamil Nadu per arrivare a Madras (l’attuale Chennai). Il tema del viaggio, “Dai templi stellari ai templi montagna”, vedrà l’evolversi delle diverse tipologie di templi, da Somnathpur, Belur e Halebid, che sono edificati su una pianta a stella all’imponenza dei gopuram dei templi di Madurai e Tanjore per poi andare indietro nel tempo con i templi di Chidambaram, del periodo classico Chola fino ad arrivare alle origini dell’attuale architettura dravidica con l’affascinante e indimenticabile complesso di Mahabalipuram del periodo Pallava. Una panoramica su tutte le meraviglie architettoniche dei due Stati, ma anche sui paesaggi di montagna del Tamil Nadu, che raramente vengono visitati. L’itinerario si snoda attraverso lo Stato del Karnataka, che si estende dall’altopiano del Deccan alla costa del Mar Arabico: dalla moderna capitale Bengaluru alla città reale di Mysore, con il fiabesco Palazzo del Maharaja in stile indo-saraceno e il colorato mercato dei fiori. Dai raffinati templi a forma di stella di Somnathpur, Belur e Halebid, risalenti alla dinastia Hoysala all’imponente statua monolitica di Sri Gomateshwara a Sravanabelagola, uno dei più antichi e importanti centri di pellegrinaggio jainisti. Prosegue poi per il Tamil Nadu, patria dei Tamil, dai quali lo Stato prende nome, appartenenti al ceppo dravidico, le genti autoctone dell'India che, sospinte a sud dall'invasione degli Arii, mantennero invariata la loro lingua originale. Dagli albori della sua storia, nella regione sono fiorite espressioni culturali e artistiche di altissimo livello, quali la scuola letteraria Sangam, l'architettura religiosa, la danza e la musica. Dalle montagne di Ooty, a 2500 metri, la strada tutta curve scende dalle Nilgiri Hills, in un tripudio di coltivazioni e di colori. Si arriva a Madurai, fondata ufficialmente dalla dinastia Pandya nel VI secolo a.C., culla della cultura Tamil e imperniata sul tempio dedicato a Sri Meenakshi, per proseguire con Srirangam, a 6 chilometri da Trichy, di cui è fulcro il maestoso tempio, il più importante dello Stato, costruito su di un'isola fluviale, con 7 cinte murarie concentriche e 21 gopuram. Vi sono poi a Chidambaram il tempio dedicato a Shiva Nataraja e a Tanjore, piacevolissima città rurale, il Brihadeshvara Mandir, sempre dedicato a Shiva e mille altri ancora. Anche la magica e giustamente visitatissima spiaggia di Mamallapuram, alla foce del fiume Palar, offre esempi straordinari di architettura: fu porto principale durante la dinastia Pallava (600 - 900 d.C.), i cui emissari da qui salparono per commerciare con Java, Sumatra e la Cambogia. Di probabile derivazione buddhista, i templi rupestri, i bassorilievi e i santuari monolitici divennero dei motivi classici per tutta l'architettura religiosa meridionale, così come in Cambogia e Indonesia, e oggi sono Patrimonio Universale protetto dall'Unesco.

      Giorno per giorno

       

      1° GIORNO
      ITALIA – BANGALORE
      Partenza in mattinata con volo di linea per Bangalore, via Francoforte o Monaco. Arrivo nella notte.

       

      2° GIORNO
      BANGALORE - SRAVANABELAGOLA - CHICKMAGALUR
      (250 km: 5 ore circa)
      All’arrivo a Bangalore, trasferimento e sistemazione in hotel. Dopo la colazione e ancora un po’ di riposo, partenza per Chickmagalur con sosta lungo il percorso a Sravanabelagola, antico centro jainista, dove una lunghissima scalinata (614 scalini) conduce alla spettacolare statua monolitica di Gomateshwara, alta 18 metri. L’immensa scultura monolitica fu eretta da un sovrano locale per onorare l’eroe e monaco jainista Bahubali attorno al 983; la sua altezza rispecchia quella che secondo i jainisti doveva essere la statura originaria degli esseri umani. La statua, tutt’oggi una delle più alte al mondo, è una delle principali mete di pellegrinaggio per i fedeli del jainismo e ogni 12 anni viene celebrato un fastoso festival in suo onore. All’arrivo a Chickmagalur, sistemazione in hotel.
      Pensione completa.

       

      3° GIORNO
      CHICKMAGALUR - BELUR - HALEBID - MYSORE
      (200 km: 5 ore circa)
      In mattinata partenza per la visita ai templi di Belur ed Halebid che, insieme a quello di Somnathpur, sono espressione di uno dei periodi artistici più felici della cultura hindu. La struttura tipica di questi templi è quella di una costruzione non molto grande, con pianta a stella, situata su una piattaforma. Le dimensioni sono ridotte rispetto ai maestosi templi del resto dell’India, ma la limitata estensione nello spazio è ampiamente compensata dall’estrema attenzione riservata alle parti scolpite. L'innovazione architettonica di questi templi consiste nell'avere modificato il classico sancta sanctorum quadrato facendone ruotare la pianta fino a produrre una stella. Le pareti del tempio, invece di essere rettangolari e piane, assunsero così una serie di angolazioni che accrebbero le superfici lavorabili singolarmente. Anche il Shikhara, la torre, assunse di conseguenza una forma a fiore o stella. All'interno, non un solo sancta sanctorum ma 3, come a Somnathpur, o 2 costruiti su pianta gemella e speculare, come a Halebid. La pianta a stella fu ulteriormente elaborata per includere santuari aggiuntivi fino a creare uno stile molto elaborato. Halebid fu fondata all'inizio dell'XI secolo, col nome di Dwarasamudra, la porta per il mare, e fu capitale del regno Hoysala. Distrutta in due riprese dalle armate del Sultanato di Delhi nel 1311 e nel 1327, venne abbandonata durante un lungo periodo, per poi risorgere col nome di Halebidu, ma restando un centro minore. Alle distruzioni sopravvisse il grande tempio Hoysalesvara, la cui costruzione iniziò nel 1121 ma non fu mai completata. La sua sovrastruttura, al contrario di quella del tempio di Belur, non fu distrutta: non venne mai costruita. Bellissime statue di divinità circondano il tempio, fregi scolpiti minuziosamente mostrano elefanti, leoni, motivi floreali, animali mitologici e cavalieri. Maestose scene mitologiche ed epiche offrono episodi tratti dal Mahabaharata e dal Ramayana che, se seguite in senso orario, si srotolano dinnanzi agli occhi in perfetta sequenza. Un maestoso toro Nandi presiede la sala che precede il sancta sanctorum. Belur, sulle rive del fiume Yagachi, fu la prima capitale del sovrano hoysala Vishnuvadhala e il suo tempio principale, Chennakesava, del 1116, la cui costruzione richiese quasi un secolo, si trova all'interno di una corte, circondata da muri, su di un basamento a forma di stella che include un deambulatorio. Il tempio è dedicato a Vishnu ma celebra soprattutto la vittoria degli Hoysala sui Chola nella battaglia di Talakod. Il tempio offre straordinari esempi di scultura e bassorilievo. La steatite con cui è costruito è una pietra relativamente tenera appena scavata, ma si indurisce con l'esposizione all'aria. Questo permise agli artisti di produrre fregi e statue estremamente particolareggiate. All'esterno, uno dei fregi, di 644 elefanti uno diverso dall'altro, circonda la base. Ai lati dell'entrata principale si trovano magnifiche figure femminili, danzatrici e musicanti. All'interno, pilastri splendidamente ornati, ognuno un pezzo unico con mensole, nei quali gli artisti impiegarono tutta la loro arte rivaleggiando fra loro. Le figure femminili, ognuna fissata in una diversa posa, sono il segno distintivo della perfezione tecnica raggiunta. Il pilastro centrale è un capolavoro: i gioielli sulle figure sono mobili e i capelli bagnati della danzatrice sembrano gocciolare sui visitatori sottostanti. Al temine delle visite, proseguimento per Mysore lungo una strada che attraversa una natura verdissima dove le piantagioni di canna da zucchero si alternano alle foreste; durante il percorso avremo modo di osservare la vita rurale del sud. Sistemazione in hotel.
      Pensione completa.

       

      4° GIORNO
      MYSORE – ESCURSIONE A SRIRANGAPATNAM E A SOMNATHPUR
      Dopo la colazione un breve trasferimento ci porta a Srirangapatnam, cittadina sviluppatasi su un’isola del fiume Kaveri. Qui sorge l’imponente forte, vasta cittadella fondata nel 1454 e più volte ampliata, circondata da una duplice cerchia muraria e da un fossato; l’accesso avviene attraversando un ponte e una monumentale porta. Sugli spalti della fortezza, nel maggio 1799, morì il leggendario sultano Tipu in un estremo tentativo di difesa contro le truppe inglesi. All’interno delle mura sorgono anche una moschea (la Jumma Masjid, dove il sultano era solito raccogliersi in preghiera) e un tempio induista risalente al X secolo, consacrato al dio Ranganatha, una delle manifestazioni di Vishnu. L’edificio, che comprende un alto gopuram molto ornato, è una delle cinque mete di pellegrinaggio degli adepti del Vishnuismo. Poco lontano dal forte si trova il Palazzo d’Estate (Daria Daulat Bagh), fatto erigere nel 1784 dal sultano Tipu e circondato da un magnifico giardino verdeggiante. Il sontuoso edificio, costruito in gran parte in legno di tek in una curiosa commistione di stili architettonici, quello dravidico e quello moresco, è tra l’altro ornato da affreschi che illustrano le battaglie combattute dall’impavido sovrano. Raggiungiamo di nuovo Mysore, famosa per la produzione di tessuti in seta e di incensi, e visitiamo l’Ambavilas Palace (o Mysore Palace) antica reggia che ospitò i sovrani del regno di Mysore fino al 1947, anno di costituzione della Repubblica Indiana. Costruito sul finire dell’Ottocento sopra fondazioni più antiche, è un edificio eclettico che fonde assieme suggestioni architettoniche hindu, moghul, rajput e neogotiche; gli opulenti interni profusamente decorati raggiungono il loro apice nell’enorme Sala delle Udienze, retta da una miriade di colonne. Nel pomeriggio un viaggio di circa 45 chilometri ci porta nel piccolo villaggio di Somnathpur, placidamente disteso sulle sponde del fiume Kaveri: qui sorge uno dei tesori architettonici dell’India meridionale, il tempio di Chennakeshava. Consacrato nel 1268 durante il regno di Narasimha III Hoysala, costituisce uno dei vertici dello stile architettonico hoysala. L’edificio sacro, formato da tre santuari consacrati ad altrettante forme del dio Vishnu, sorge al centro di una spianata circondata da un porticato retto da una miriade di pilastri ed è molto ben conservato. Notevoli sono le decorazioni a rilievo, che ornano gran parte del complesso monumentale; il tempio include 64 cappelle contenenti immagini di divinità. Il luogo, di arcana bellezza, sembra sospeso nel tempo e lascia un ricordo indelebile nel visitatore. Una volta fatto ritorno alla città di Mysore visita al vivacissimo Rangaraja Market, uno dei più celebri mercati indiani, le cui bancarelle sono un tripudio di merci e colori.
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      5° GIORNO
      MYSORE - OOTY
      (130 km: 3 ore circa)
      Di primissima mattina, salendo la scalinata che si inerpica sulla collina di Chamundi, sostiamo per ammirare un’enorme statua monolitica del toro Nandi, quindi proseguiamo fino alla cima, là dove sorge il tempio di Chamudeshwari, fondato nel XII secolo e sovrastato dall’immancabile gopuram profusamente ornato (chi non si sente di fare i 1008 scalini può salire col nostro mezzo di trasporto, però l’ultima parte di scalini la deve ugualmente fare a piedi). Dopo colazione partiamo per Ooty, capitale del Distretto dei Monti Nilgiri, le Montagne Blu, il cui vero nome è Ootacamund oppure Udagamandalam. Le origini di questi bislacchi nomi sono oscure: originariamente chiamata Ottakal Mandu, dove “mandu” significa villaggio, nella locale lingua Toda. Abitata in tempi antichi da tribù Toda e Badaga, di cui si trova menzione in incisioni di epoca Hoysala, divenne feudo degli Hoysala, di Vijayanagara, dei rajah di Ummatur e infine dei Wayanad, signori di Mysore. Già capitale estiva al tempo del Raj di tutti i governanti che risiedevano nella Presidency di Madras, oggi è una piacevole stazione collinare dall’ottimo clima dove si possono trovare paesaggi splendidi. Nel pomeriggio vedremo gli splendidi Giardini Botanici e visiteremo una fabbrica di tè. Sistemazione in hotel.
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      6° GIORNO
      OOTY - MADURAI
      (310 km: 7 ore circa)
      Dopo la colazione partiamo dalle montagne di Ooty, a 2500 metri; la strada tutta curve scende dalle Nilgiri Hills, il profumo degli eucalipti riempie i villaggi, il naso e la bocca; palme di noce di bètel altissime fanno il solletico al cielo, piccole case di mattoni dai tetti rosso acceso lasciano il posto alle case di fango e sterco della pianura. Tutto quello che puoi immaginare che cresca sulla faccia della terra qui cresce. Terre gonfie d’acqua riempiono la bocca di contadini-pescatori di riso; palme da cocco, piantagioni di tè, caffè, banane, canna da zucchero, bètel, spezie dagli infiniti sapori, colza, caucciù si mangiano lo spazio tutt’attorno in un tripudio di colori. E poi si arriva a Madurai, fondata ufficialmente dalla dinastia Pandya nel VI secolo a.C., culla della cultura Tamil e imperniata sul tempio dedicato a Sri Meenakshi. In serata assisteremo a una cerimonia religiosa al celebre e veneratissimo tempio della dea Meenakshi. Poiché Meenakshi è una delle forme di Parvati, moglie del Dio Shiva, la cerimonia consiste nell’accompagnare il Dio Shiva Sundareswarar alla camera da letto della moglie. La puja si svolge tutte le sere, non è particolarmente sfarzosa ma lascia sicuramente un ricordo: l’atmosfera, i credenti in devoto silenzio, le luci e l’ombra, il tempio imponente, l’elefante del tempio che partecipa, rendono la cerimonia davvero straordinaria. Sistemazione in hotel.
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      7° GIORNO
      MADURAI
      La giornata è dedicata alla visita della popolosa metropoli sorta sulle sponde del fiume Vaigai, la più antica delle città Tamil. Si narra che il re Kulasekara Pandya costruì un grande tempio e una città a forma di loto intorno ad esso. Il giorno dell'inaugurazione, quando la città doveva essere ufficialmente battezzata, il dio Shiva compiaciuto benedisse il popolo e la sua terra, facendovi piovere nettare divino, Madhu, dalle sue chiome intrecciate. La città venne così chiamata Madhurapuri. Essa viene citata nelle cronache e si sa che già nel VI secolo a.C. era uno dei centri principali della cultura tamil, celebre per i suoi scrittori dell'ultimo periodo Sangam, per le accademie letterarie fiorite all'inizio dell'era cristiana e come importante centro commerciale in contatto con Roma e la Grecia. La città fu poi effettivamente capitale della dinastia Pandya, dal VII al XIII secolo, al termine del quale cadde sotto il dominio dell'impero Vijayanagar, i cui regnanti divisero i loro estesi domini in varie unità amministrative, affidandole a governanti locali, che però qui se ne distaccarono presto fondando una dinastia propria, la dinastia Nayak. Il sovrano più importante dei Nayak fu il settimo, Tirumalai, 1623-1660, al quale si deve la pianificazione di gran parte della città vecchia di Madurai e la ricostruzione del tempio di Sri Meenakshi, che arricchì anche delle spettacolari gopuram che lo caratterizzano. Dapprima entriamo nel grandioso complesso templare consacrato al dio Shiva Sundareswarar (“Dal bell’aspetto”) e alla sua consorte, la dea Parvati. L’enorme complesso di circa sei ettari è centro di preghiera e nel contempo polo della vita sociale per l’intera popolazione. Nel labirinto di corridoi e sale, alla luce delle lampade votive, tra corone di fiori che ornano gli altari, si avvicendano i pellegrini al ritmo di gesti e preghiere millenari, mentre il rullo dei tamburi sacri si perde tra il profumo dell'incenso e della canfora offerti alle divinità. Più tardi raggiungiamo il Palazzo di Tirumalai Nayak, costruito nel 1636: l’edificio è un pregevole esempio di commistione tra lo stile dravidico induista e quello moghul islamico ed è considerato il capostipite dello stile indo-moresco; al suo interno colpisce soprattutto la vastità della sala delle Udienze (Svarga Vilasam), le cui arcate raggiungono i 12 metri di altezza.
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      8° GIORNO
      MADURAI - CHETTINAD
      (100 km: 3 ore circa)
      Dopo la colazione, partenza per la regione del Chettinad. La nostra meta è precisamente Karaikudi, il centro principale di un grappolo di 75 villaggi superstiti, tra gli originali 96 dell'area chiamata Chettinad. La tradizione culturale del Chettinad non ha eguali in India: il legno è lavorato negli stupefacenti portali che mostrano abilità e gusto straordinari, l'arte orafa è sublime nelle forme; l'ospitalità è leggendaria; le tessiture locali aggiungono al luogo splendidi colori; l'ingegno negli affari ha portato ad una tendenza al patrocinio delle arti; magioni spettacolari si ergono come miraggi; la cucina tradizionale è inarrivabile. Durante l'XI e il XII secolo, i Chettiars seguirono le rotte marittime dell'impero dei Chola e poi dei Pandya: il commercio di sale, seta, spezie, legnami pregiati e gemme preziose prosperò. Le loro iniziative imprenditoriali li resero la classe dirigente mercantile dell'India del Sud, il che li portò ad acquisire diritti terrieri di vaste proporzioni. Seguirono poi le fortune della Compagnia delle Indie Orientali, fondando filiali commerciali da Ceylon al Vietnam, ma i cambiamenti politici in quelle regioni portarono col tempo ad un completo rovescio di fortuna: ingentissimi investimenti in certi casi andarono perduti nel giro di una notte. I Chettiars presero a tornare a casa coperti di debiti, svendendo le proprietà, dai gioielli agli oggetti in ferro, un tanto al chilo. Alcune magioni sono state interamente aperte ai turisti e alcune trasformate in hotel. Le antiche magioni sono tutt’oggi talmente imponenti da occupare interi isolati o più strade parallele, con diverse entrate principali. Generalmente alte due o tre piani e celate da regali cancellate, sono quasi sempre coperte da tetti in tegole rosse, con le facciate a volte abbellite da statue stravaganti che mescolano temi di divinità hindu con iconografia di stampo europeo. All’arrivo, visita della cittadina e sistemazione in hotel, una delle magioni storiche. Durante la visita vedremo anche un laboratorio tessile e la fabbrica delle ceramiche di Athangudi, specializzata nella produzione artigianale di piastrelle decorate con tinte naturali in toni dell'indaco, verde e a volte cremisi che venivano utilizzate per la decorazione degli interni delle case.
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      9° GIORNO
      CHETTINAD – TRICHY – TANJORE
      (165 km: 4 ore circa)
      Dopo la colazione partenza per Tiruchirappalli (il cui nome è spesso abbreviato in Trichy), estesa e popolosa città situata sulle sponde del fiume Kaveri, sulle cui acque si specchia una delle grandi attrattive dell’intera regione, il Rockfort, la Fortezza sulla Roccia. Come dice il suo nome, il monumento sorge in cima a una rocca alta circa 83 metri, a picco sul corso d’acqua. Costruita a partire dal 580 e più volte distrutta, ricostruita e ampliata, al suo interno la fortezza custodisce tra l’altro il venerato tempio Ucchi Pillayar, dedicato al dio Ganesh e il tempio Thayumanaswami, scavato nella viva roccia. Una volta conclusa la visita proseguiamo fino alla vicina Srirangam, oggi divenuta un quartiere di Tiruchirappalli, nel mezzo del fiume Kaveri: qui sorge un celebre tempio, Sri Ranganathaswamy, uno dei più importanti luoghi di pellegrinaggio dell’induismo e il più grande complesso religioso dell’India e uno degli edifici religiosi più grandi al mondo. Il complesso è dedicato a Ranganatha, una divinità che rappresenta una delle reincarnazioni di Vishnu. Si sviluppa su una superficie di circa 630.000 metri quadrati ed è senza dubbio il più grande esempio di architettura dravidica, caratteristica di questo angolo di India. Le sue origini e la sua storia sono avvolte nella leggenda. Le prime testimonianze relative al complesso di Sri Ranganathaswamy risalgono al decimo secolo dopo Cristo. Nel corso dei secoli, il tempio ha subito centinaia di attacchi da invasori, riuscendo sempre a resistere. È difeso da sette muri concentrici, al cui interno si trovano 21 torri, 39 padiglioni, 50 santuari e decine di corsi d’acqua artificiali. Una delle grandi attrazioni dello Sri Ranganathaswamy è la stanza dei mille pilastri, realizzati in granito e finemente intagliati con motivi religiosi. I non induisti possono visitare gran parte del complesso ma non possono entrare nell’ultimo cerchio. Autentica città nella città, impreziosito da elaboratissimi bassorilievi, il tempio era un centro spirituale e al contempo un’istituzione caritatevole che includeva scuole, un ospedale e una grande cucina per il sostentamento degli indigenti. Al termine delle visite, proseguiamo per Tanjore, oggi nota con il nome di Thanjavur, che fu la capitale di Rajaraja I Chola a cavallo tra il X e l'XI secolo, ma fondata dal condottiero Vijayalaya attorno all'850 d.C. All’arrivo, visitiamo l’imponente Brihadishvara Mandir, voluto da Rajaraja I, che presto cominciò a vantare come antenato il Sole. L’imponente costruzione, eloquentemente conosciuta ancora oggi anche come Big Temple, il grande tempio, giacché all'epoca della sua costruzione fu effettivamente il maggiore mai visto in India fino ad allora, scandisce la vita, in questa tranquilla città oggi di provincia nel cuore del verdissimo e fertile delta del fiume Kaveri. Sulla sua sommità - un blocco di granito a cupola da 80 tonnellate - svetta un recipiente d'oro donato dallo stesso Rajaraja I. Al mattino, i fedeli si affrettano ai suoi portali baciati dal primo sole per pregare e compiere la puja prima di recarsi al lavoro e alla sera tornano a centinaia, mentre gli ultimi raggi rifulgono sulla cima del vimana, la torre di 62 metri che sovrasta il sacrario principale, indulgendo lungamente al suo interno in chiacchiere, preghiere, canti e letture religiose. Sistemazione in hotel.
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      10° GIORNO
      TANJORE – KUMBAKONAM – ESCURSIONE A DHARASURAM
      (45 km: un’ora e mezza circa)
      Dopo la colazione terminiamo le visite di Tanjore con il sontuoso Palazzo del Maharaja, fondato nel XV secolo e caratteristico per i suoi interminabili corridoi, le grandi sale, i molti cortili ombrosi e le torri di osservazione; oggi il Palazzo è adibito a Museo reale, con ricche collezioni di suppellettili e altri preziosi manufatti. Proseguiamo poi per Kumbakonam, che si trova al centro della zona di maggior fioritura dell’architettura religiosa del periodo Chola. Nel pomeriggio, una breve escursione di pochi chilometri ci porta nel villaggio di Dharasuram, dove sorge uno spettacolare tempio consacrato a Shiva, proclamato Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Costruito nel XII secolo durante la dinastia Chola, l’Airavatesvara è un autentico catalogo di straordinari elementi architettonici e decorativi: lunghi porticati (mandapa) retti da una miriade di pilastri, bassorilievi dagli squisiti dettagli, un elaborato vimana alto 24 metri, un padiglione che riproduce nelle sue forme un gigantesco carro trainato da cavalli, il cui stile verrà ripreso nel Tempio del Sole di Konark in Orissa, oltre a un’infinità di santuari e cappelle di minori dimensioni. Sistemazione in hotel a Kumbakonam.
      Pensione completa.

       

      11° GIORNO
      KUMBAKONAM - PONDICHERRY
      (135 km: 4 ore circa)
      Dopo la colazione partenza per Pondicherry, visitando lungo il percorso due importantissimi e meravigliosi templi entrambi Patrimonio dell’Unesco: a Chidambaram, una delle più antiche città del Tamil Nadu, che nel VII secolo fu la capitale del regno Chola, sorge uno dei più antichi e venerati templi hindu di tutta l’India. Il complesso sacro, esteso su un’area di oltre 160.000 metri quadrati, sorge nel cuore della cittadina ed è consacrato a Shiva Nataraja, raffigurato nella tipica posa della danza cosmica. Nella forma attuale il superbo edificio risale al X secolo e spicca sul panorama urbano con il suo immenso gopuram principale, volto a ovest e irto di una miriade di statue e altorilievi vivacemente policromi, che si specchiano nelle placide acque della grande piscina rituale (detta Shiva Ganga). Il tempio costituisce una delle cinque mete di pellegrinaggio dello Shivaismo, corrente dell’Induismo che riconosce Shiva come dio supremo. Sosteremo poi a Gangaikondacholapuram, “la città del Chola che catturò il Gange”, nuova capitale fondata da Rajendra Chola per celebrare la prima vittoria di un sovrano del Sud nel settentrione indiano. Qui Rajendra fece costruire un imponente tempio dedicato a Brihadeshwara, che però non raggiunse la grandiosità del santuario fatto costruire dal padre Rajaraja a Tanjore. Raggiungiamo infine Pondicherry, una bella cittadina distesa sulle sponde del Golfo del Bengala. I greci lo chiamavano Poudouseri, i romani Poduke e i locali Vedapuri e poi Pandithacherry, per la tradizionale e antica presenza di numerosissimi Pandits, maestri venerabili e studiosi dei Veda. Poi la dizione locale di “nuovo” - Pudu - prevalse, e venne francesizzata in Pondi, quando il villaggio di pescatori divenne l'avamposto delle aspirazioni coloniali francesi in India. Per circa tre secoli insediamento coloniale francese fino al 1954, Pondicherry oggi è la capitale dell’omonimo territorio federato che comprende altri siti sparpagliati per tutta l’india, tra i quali Mahe in Kerala, Yanam in Andhra Pradesh e Karaikal, in Tamil Nadu. La sua eredità culturale europea è ben visibile nel Quartiere francese, caratterizzato da viali alberati, ville coloniali color pastello, giardini ben tenuti e boutique di classe. Le origini della città sono tuttavia antichissime: si sa per certo che qui nel I secolo a.C. sorgeva un ricco emporio portuale, che intratteneva commerci con l’impero romano. Nel 1910, per sfuggire alla repressione britannica, vi giunse il filosofo e mistico indiano Sri Aurobindo, considerato dai suoi discepoli un avatar, una incarnazione dell’Assoluto; vi rimase fino alla sua morte avvenuta nel 1950 e durante la permanenza elaborò le proprie teorie scrivendo saggi e poemi e divulgò i suoi insegnamenti. Ancora oggi Pondicherry attira discepoli provenienti da tutto il mondo. Grazie al particolare regime fiscale e alle esigue tassazioni Pondy, com’è affettuosamente chiamata, è divenuta una meta dello shopping e offre su una larga gamma di generi un ottimo rapporto qualità-prezzo. La città, inoltre, è giustamente famosa per la produzione tradizionale di bambole, tessuti in seta, manufatti in pelle, ceramica, carta fatta a mano e incensi. Nel pomeriggio effettueremo una passeggiata nella zona storica fino all’Ashram di Aurobindo, per terminare con il lungomare, ornato da diverse statue commemorative, una delle quali è dedicata a Gandhi. Sistemazione in hotel.
      Pensione completa.

       

      12° GIORNO
      PONDICHERRY - MAHABALIPURAM
      (135 km: 3 ore circa)
      Partiamo alla volta di una delle maggiori attrazioni della costa del Coromandel: Mahabalipuram. Nel pomeriggio visitiamo i principali monumenti dravidici di questo villaggio, Mamallapuram, o Mahabalipuram, che fu porto principale durante il regno della dinastia Pallava, che dominò l'India meridionale, con le consuete fasi alterne che caratterizzano la storia indiana, tra il I e l'VIII secolo d.C. Durante il regno di Narsimha Varman I, verso la metà del VII secolo, il porto marittimo di Mamallapuram crebbe come centro artistico e religioso di primaria importanza. Risalgono infatti in gran parte a quest'epoca gli splendidi templi rupestri e i colossali bassorilievi, scolpiti nei monoliti di roccia basaltica. Anche il nome della città si crede tragga origine dal soprannome del grande re, che veniva indicato come Mahamalla, il grande lottatore. Il vasto complesso archeologico permette di osservare lo sviluppo delle tre fondamentali tipologie dell'architettura religiosa del tempo: il padiglione, “mandapa”, il carro, “ratha”, il tempio vero e proprio, “vimana”, sovrastato da una piramide, “gopuram”, tutti decorati con pregevoli esempi di scultura e di bassorilievi. Una caratteristica particolare di questo complesso fu il sistema di canali e cisterne di cui erano dotato e che apportavano ai luoghi l'acqua del fiume Palar, rendendo il sito particolarmente adatto ai culti. Lo spettacolare rilievo scavato in due adiacenti monoliti di diorite raffigurante la “Discesa del Gange” (anche chiamato “la penitenza di Arjuna”), narra la mitica discesa del Gange sulla terra, per certi versi assimilabile al Diluvio Universale. La leggenda racconta che il re Bhagirata, dopo aver fatto scendere il Gange dal Cielo per purificare le anime dei suoi antenati, ben presto si rese conto che le acque avrebbero inondato la terra. Con grandi penitenze convinse allora il Dio Shiva a salvare il mondo e il Dio intervenne lasciando colare le acque sui suoi capelli disperdendo la piena negli innumerevoli fiumi della terra: il miracolo fece accorrere molti animali che presenziarono all’evento. Un ingegnoso sistema idraulico faceva poi sgorgare l’acqua da una naturale spaccatura nella roccia, dove l’immagine di Shiva che scende dai cieli si fonde col culto del Naga. Fra i tanti monumenti dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco e disseminati attorno al rilievo spiccano i mandapa (piccoli santuari rupestri adorni di bassorilievi) e il gruppo dei ratha, cinque tempietti monolitici concepiti come carri processionali, simili a quelli che ancora oggi portano le immagini degli dèi hindu in processione. Scolpiti nel VII secolo in alcuni massi di diorite, sembrano modelli in scala e si ipotizza che costituiscano le prove di una scuola locale di architettura e scultura. Infine, il celebre “Tempio della riva”, eretto all’inizio dell’VIII secolo, si erge solitario sulla spiaggia, dedicato a Shiva e Vishnu. È articolato in due costruzioni a pianta quadrata, entrambe sovrastate dal gopuram, l’elaborata torre piramidale posta a protezione della cella. Sistemazione in hotel.
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      13° Giorno
      MAHABALIPURAM – ESCURSIONE A KANCHIPURAM
      (120 km totali: 2 ore per tratta)
      In mattinata partiamo alla volta di Kanchipuram, una delle sette città sacre dell'India antica, un tempo capitale del regno Pallava. Nota anche come la “Città d’oro dai mille templi”, è una delle culle dell'architettura dravidica, che qui produsse sul finire del VII secolo alcuni dei suoi massimi capolavori. Ne visitiamo gli splendidi templi, dalle decorazioni a rilievo estremamente elaborate: i loro caratteristici gopuram, le alte torri poste all’ingresso, visibili a grande distanza come cime di un'enorme foresta sacra. Il Kailasanath, fondato nel 685 e dedicato a Shiva, è il più antico tempio hindu al mondo: è un complesso straordinario con all'interno della corte un grandissimo albero di mango, ai rami del quale le coppie senza figli appendono culle in miniatura, nella speranza di venire esauditi con una gravidanza. Di poco più tardo, l’imponente Ekambareshwara è invece il maggiore tempio della città, con un gopuram che sfiora i 60 metri di altezza. Oltre che per i suoi magnifici monumenti, Kanchipuram è ben nota anche per la fiorente industria tessile, che ancora oggi si basa sull’uso dei telai a mano. I tessitori di seta locali, i cui avi si stabilirono qui oltre quattro secoli addietro, sono considerati i più abili e migliori produttori di sari di tutta l’India. Visitiamo dunque alcuni laboratori artigianali e mulini per la produzione dei filati. Concluse le visite, facciamo rientro a Mahabalipuram.
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      14° Giorno
      MAHABALIPURAM - CHENNAI
      (60 km: un’ora e mezza circa)
      Partiamo oggi per l’ultima tappa del nostro viaggio per raggiungere la popolosa capitale dello Stato del Tamil Nadu che sorge su un lungo tratto della costa del Golfo del Bengala. Nel pomeriggio potremo goderci la visita della città: il tentacolare sviluppo dell’area urbana ha inglobato cittadine un tempo autonome, come Triplicane e Mylapore, ormai divenute estesi quartieri cittadini; proprio in quest’ultimo facciamo sosta per ammirare il variopinto tempio tamil di Kapaleshvara, considerato un capolavoro dell’architettura dravidica con la sua alta torre centrale letteralmente ricoperta da centinaia di statue vivacemente policrome. Fondato attorno al VII secolo (anche se il suo aspetto attuale alla metà del Cinquecento), vi si venera il dio Shiva. Visitiamo poi il Forte Saint George, costruito a partire dal 1640 dalla Compagnia delle Indie Orientali, che fu il primo grande insediamento stabile fondato in India. Il complesso, oggi sede del governo del Tamil Nadu, comprende anche la chiesa di Saint Mary, la Biblioteca Nazionale, la Galleria d’Arte e il Museo del Forte. Il tour cittadino comprende anche la chiesa di St. Thomas, fondata dai portoghesi nel 1523, ma oggi tutta in stile neogotico dove sono custodite le reliquie di San Tommaso, giunto qui nell’anno 52, e si conclude sulla bella spiaggia della Marina. Sistemazione in hotel.
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      15° Giorno
      CHENNAI - ITALIA
      Nella notte trasferimento all’aeroporto in tempo utile per l’imbarco sul volo di rientro, via Francoforte o Monaco. Arrivo in Italia in giornata.


      PARTENZE DI GRUPPO

      Quote individuali con assistenza di accompagnatore dall’Italia a partire da 8/10 partecipanti:

       PARTENZE 2020

      In doppia

      Supplemento 
      singola

       Dall'8 al 22 Marzo

      € 4850,00

      € 1115,00

      Validità quote: fino al 31/12/20

      Quote negoziate in Euro

       

      LA QUOTA COMPRENDE

      • I passaggi aerei internazionali con voli di linea Lufthansa da/per Milano (classe di prenotazione V: vedere paragrafo alla pagina Informazioni Generali), 20 kg di franchigia bagaglio • Il volo interno a tariffa speciale riconfermabile solo all’atto della prenotazione/emissione dei biglietti, 15 kg di franchigia bagaglio • Tutti i trasferimenti con veicoli con aria condizionata adeguati al numero di partecipanti • Sistemazione negli hotel indicati in apertura al tour • I pasti dettagliati nel programma • Visite ed escursioni come da programma • Ingressi durante le visite guidate • Assistenza di guida locale parlante italiano • Assistenza di un accompagnatore dall’Italia per i gruppi a partire da 8 partecipanti  • Assicurazione “Multirischi” inclusa (Annullamento Viaggio, Bagaglio, Assistenza alla Persona e Spese Mediche, Interruzione Soggiorno, Famiglia Sicura).

       

      LA QUOTA NON COMPRENDE

      • Visto di ingresso in India (Euro 55) • Le tasse aeroportuali e di sicurezza (Euro 435 circa) e le tasse aeroportuali pagabili unicamente in loco • Eventuale introduzione di nuove tasse governative o aumenti delle stesse e aumenti del costo dei biglietti di ingresso ai vari siti di interesse turistico, parchi o riserve naturalistiche di cui non si è a conoscenza al momento della elaborazione delle quote • Eventuali tasse locali per filmare o fotografare • Bevande, mance e quant’altro non espressamente indicato.


       

      PARTENZE INDIVIDUALI 

      Partenze a date libere tutti i giorni, su richiesta 

       

      Quote individuali con assistenza di guida locale parlante italiano:

      Partecipanti

      In camera doppia

      Supplemento singola

      Da 4 a 6 partecipanti

      € 3480,00

      € 1115,00

      Base 3 partecipanti

      € 3850,00

      € 1115,00

      Base 2 partecipanti

      € 4450,00

      € 1115,00

      Per i periodi di bassa stagione e di altissima stagione (Capodanno) rivolgersi ai nostri uffici booking. 

       

      Validità quote: fino al 31/12/20

      Quote negoziate in Euro

       

      La quota comprende

      • I voli interni a tariffa speciale riconfermabile solo all’atto della prenotazione/emissione dei biglietti, 15 kg di franchigia bagaglio • Tutti i trasferimenti con veicoli con aria condizionata adeguati al numero di partecipanti • Sistemazione negli hotel indicati in apertura al tour • I pasti dettagliati nel programma • Visite ed escursioni come da programma • Ingressi durante le visite guidate • Tasse locali • Assistenza di personale locale qualificato e di guida locale parlante • Assicurazione “Multirischi” inclusa (Annullamento Viaggio, Bagaglio, Assistenza alla Persona e Spese Mediche, Interruzione Soggiorno, Famiglia Sicura.

       

      La quota non comprende

      • I passaggi aerei internazionali, le tasse aeroportuali e di sicurezza e le tasse aeroportuali pagabili unicamente in loco • Visto di ingresso in India (Euro 55) • Eventuale introduzione di nuove tasse governative o aumenti delle stesse e aumenti del costo dei biglietti di ingresso ai vari siti di interesse turistico, parchi o riserve naturalistiche di cui non si è a conoscenza al momento della elaborazione delle quote • Eventuali tasse locali per filmare o fotografare • Bevande, mance e quant’altro non espressamente indicato.  

       

      NOTA BENE

      • Per le partenze individuali la tariffa aerea sarà comunicata all'atto della prenotazione.

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