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DURATA

19 giorni

STATI VISITATI: HIMACHAL PRADESH – JAMMU E KASHMIR 

PARTENZE DI GRUPPO CON ACCOMPAGNATORE DALL'ITALIA:
DAL 3 AL 21 AGOSTO 2020
 


UN VIAGGIO PER...

Un viaggio per spiriti avventurosi che vogliano regalarsi una traversata delle terre indo-tibetiche, lungo un percorso avvincente e molto vario tra paesaggi grandiosi, culture e tradizioni diverse, indicato solamente a chi porta dentro di sé il senso profondo del "viaggio", quello "vero". Questo circuito non è indicato per il turista tradizionale.


I VOSTRI ALBERGHI

Delhi: Holiday Inn Aerocity 4* (Superior room)
Shimla: Clarke’s Hotel 4* (Superior room)
Sangla: Banjara Retreat 3* Sup. (Retreat room)
Kalpa: Kinner Villa 3* Sup. (Super deluxe room)
Nako: Kinner Camp (tende con bagno privato)
Tabo: Dewachen Retreat 3* (Deluxe room)
Kaza: Grand Dewachen 3* Sup. (Deluxe room)
Jispa: Padma Lodge 2* (Standard room)
Tsokar: Lotus Tsokar Camp 2* (tende con bagno privato)
Tso Moriri: Nomadic Camp oppure Tsomoriri Camp & Resort 2* Sup. (tende con bagno privato)
Leh: The Zen Ladakh Hotel 4* (Premium room)
Uleytokpo: Ule Ethnic Resort 3* Sup. (Deluxe cottage)
Mulbekh: Nun Kun Camp 2* (tende con bagno privato)
Srinagar: Royal Houseboats 3* Sup. (Deluxe room) 

Durante il circuito himalayano abbiamo selezionato le migliori strutture ricettive esistenti e riservato le camere migliori (che negli alberghi locali sono denominate “deluxe”, ma il significato del termine non è chiaramente rapportabile ai nostri canoni). Le strutture alberghiere sono di livello molto variabile a seconda delle località (da buoni a semplici ed essenziali). Alcuni sono equiparabili a una categoria 2 stelle, ma situati in posizioni scenografiche.



MEZZI DI TRASPORTO

Vetture tipo Toyota Innova senza aria condizionata durante la traversata himalayana, con 3 partecipanti più l'autista (vedi il "Nota bene" in calce alla tabella quote). Bus privati con aria condizionata per i trasferimenti a Delhi. Sistemazione in carrozze con aria condizionata a bordo del treno Kalka Shatabdi Express, da Delhi a Chandigarh (classe AC Chair Car).


DA SAPERE

Come tutte le traversate in regioni rimaste in buona parte isolate dal mondo e fuori dai circuiti turistici, prive delle normali infrastrutture, questo itinerario, unico e speciale, è indicato solamente ai viaggiatori con un buono spirito di adattamento, capaci di calarsi nelle realtà che si apprestano a visitare e profondamente interessati a conoscere luoghi rimasti appartati rispetto alla ormai imperversante civiltà della globalizzazione, spesso quasi del tutto integri, come accade ad esempio per la regione dello Spiti. Le distanze e i tempi di percorrenza segnalati nel programma devono considerarsi indicativi: la loro variabilità dipende infatti da vari fattori, quali la meteorologia, le condizioni delle strade o eventuali deviazioni che si rendessero necessarie.


QUANDO PARTIRE

Il periodo più indicato va da giugno a settembre, quando gli alti passi sono transitabili con maggiore facilità. Per approfondimenti sul clima fare riferimento alla pagina “Il clima nelle regioni indo-tibetiche e in Mongolia”.


In questo viaggio il patrimonio UNESCO

- Great Himalayan National Park Conservation Area


Questo viaggio prevede le seguenti partenze di gruppo

  • Lunedì, 03 Agosto 2020
  • INDIA - TRAVERSATA HIMALAYANA, TRA VALLI SEGRETE E MONASTERI

    Quote a partire da € 4.580 - 19 giorni
    LE GRANDI TRAVERSATE

    • Un grande overland attraverso le terre indo-tibetiche, incastonate nella propaggine occidentale dell’Himalaya indiano, naturale continuazione dell'altopiano tibetano. Il nostro itinerario inizia da Shimla, capitale dello Stato indiano dell'Himachal Pradesh, e termina a Srinagar, in Kashmir, dopo aver raggiunto aree intatte nel cuore dell'Himalaya, tra valli lunari, laghi e deserti d'alta quota. Come in una tela, sullo sfondo di questo percorso, una sequenza di cime ci accompagna di valle in valle in una progressione continua verso la bellezza di paesaggi selvaggi, l'incontro con i pastori nomadi sugli alti pascoli o con le piccole comunità tibetane all'ombra dei monasteri aggrappati ai versanti delle montagne. Seguendo la Hindustan-Tibet Highway, l'antica rotta commerciale che correva lungo il corso del fiume Satluj fino al Tibet, penetreremo nelle profonde valli del Kinnaur, dove i templi e le case sono preziose opere e dove la montagna si addolcisce in distese di frutteti, foreste di pini e cedri deodara. Con la regione del Kinnaur ancora negli occhi, entriamo nel cuore dello Spiti, che è quasi Tibet ... “Una delle contrade più fascinose del mondo dove l'uomo umiliato dalla immensità e dai silenzi, in ogni luogo immagina o sospetta presenze divine invisibili ma certe”, come scriveva Giuseppe Tucci. Qui i colori delle montagne si riverberano nelle rare oasi dei campi di orzo, qui tra le minuscole case in stile tibetano imbiancate a calce, all'ombra dei monasteri appollaiati su rupi scoscese, i ritmi di vita sono rimasti quelli di sempre, semplici e antichi. Delimitato da due delle catene montuose più imponenti del mondo – il Grande Himalaya e il Karakorum – il Ladakh è una terra come nessun’altra. Antichi santuari e monasteri, chorten, muri mani e bandierine di preghiera: ogni passo, ogni sentiero o mulattiera porta i segni di una devozione secolare. Il viaggio diventa pellegrinaggio nella sacralità dei luoghi, tra antichi eremi che celano inestimabili tesori, ultimi baluardi di una cultura antica e profonda. Dopo aver passato l’impervia zona settentrionale e Kargyl, si raggiunge il Kashmir, dove a Srinagar, tra splendidi giardini moghul, ci si potrà rilassare a bordo di una house boat sul Lago Dal.

      Giorno per giorno

       

      1° Giorno
      ITALIA - DELHI
      Partenza dall'Italia con volo di linea per Zurigo. Proseguimento con il volo per Delhi, dove l’arrivo è previsto in tarda serata. Trasferimento e sistemazione in hotel.
      Pernottamento.

       

      2° GIORNO
      DELHI - CHANDIGARH - SHIMLA (HIMACHAL PRADESH)
      (treno 3 ore e mezza + 120 km: 4 ore circa)
      Al mattino presto raggiungiamo la stazione ferroviaria e partiamo con il treno per Chandigarh. Giunti a destinazione proseguiamo su strada fino a Shimla, la capitale dello stato dell’Himachal Pradesh, percorrendo la Himalayan Expressway. Situata a 2.280 metri di altezza, circondata da dense foreste di pini, alberi di rododendro e maestosi cedri deodara tipici del versante occidentale della catena himalayana, Shimla fu la capitale estiva dell’amministrazione inglese dal 1864 al 1939. All’epoca, ogni anno, per sfuggire al caldo soffocante delle pianure indiane, la macchina burocratica, con tanto di servitù e cavalli da soma, metteva in moto intere famiglie e intraprendeva il lungo viaggio fin qui da Calcutta e da Delhi, finché non fu messa in funzione nei primi del '900 la ferrovia Kalka - Shimla. Di quell’epoca restano il viale pedonale (The Mall) fiancheggiato da edifici di epoca vittoriana e colorati bazar. Arrivo e sistemazione in hotel.
      Pensione completa.

       

      3° Giorno
      SHIMLA - VALLE DI SANGLA
      (230 km: 8/9 ore)
      In questa regione le antiche rotte commerciali hanno svolto un ruolo fondamentale. L'antica Hindustan-Tibet Highway corre in direzione nord-est tra villaggi di montagna e grandi panorami: proprio percorrendo questa strada di alta montagna entriamo nel Kinnaur attraverso la valle di Sangla (anche denominata Baspa Valley) e lungo il corso del fiume Baspa, una delle zone meno conosciute dell'Himalaya. Questa è anche una delle valli più belle dell'Himachal Pradesh, caratterizzata da paesaggi scenografici e dalla cornice rurale dei suoi villaggi tradizionali che conservano abitazioni in legno e lose di pietra, i campi di orzo, gli orti e i frutteti e, sullo sfondo, le cime innevate di alcuni “seimila”: il Kinnaur Kailash di 6050 metri, il Jorkanden di 6473, il Phawarang di 6349. Durante il lungo percorso faremo soste nei villaggi di Kufri e Natkanda. Arrivo nel villaggio di Sangla (2880 metri) e sistemazione in hotel nella verde cornice naturale, sulle rive del fiume Baspa dalle acque color giada.
      Pensione completa.

       

      4° Giorno
      VALLE DI SANGLA – ESCURSIONE A CHITKUL
      Una ventina di chilometri (45 minuti circa) lungo una panoramica strada di montagna ci portano a Chitkul (3505 metri), ultimo villaggio indiano prima del confine tibetano. Man mano che si procede, la pineta scompare e si raggiungono le alte praterie, la valle si apre ed ecco che ci troviamo di fronte alle nevi perenni della Great Himalaya Range, o “Grande Himalaya” oltre il quale si trova il Tibet; qui oggi si interrompe la strada. Su un fianco della valle, proprio sotto una delle vette, è adagiato il pittoresco villaggio di Chitkul. Da qui, con una facile camminata di circa 3 chilometri lungo la vallata del fiume Baspa raggiungiamo Nagasthi, panoramico posto di confine dove consumeremo il nostro pranzo al sacco circondati da un paesaggio grandioso. Mentre lo sguardo spazia tutto attorno, è impossibile non andare con il pensiero ai luoghi del mitico “Shangri-La”. I soldati di confine, i jawan, ci osservano sorridenti, felici di accogliere i nuovi arrivati. Ritorniamo quindi a Sangla, in tempo per il tè del pomeriggio e la cena.
      Pensione completa con pranzo al sacco.


      5° GIORNO
      VALLE DI SANGLA - KALPA
      (40 km: 2 ore circa)
      Dopo la prima colazione visitiamo il magnifico forte di Kamru (a poco più di 2 chilometri, 15 minuti a piedi), la più antica fortezza del Kinnaur, maestosamente arroccato in cima ad una collina sulla quale si abbarbica un pugno di case. Tutto costruito in legno e pietra nel XV secolo, offre un formidabile colpo d’occhio e stupisce per la complessità e l’eleganza della carpenteria lignea. Lasciamo quindi Sangla per raggiungere Kalpa, spettacolarmente situata a 2960 metri di altezza ai piedi del Kinner Kailash. Lungo il percorso effettuiamo una sosta nella località di Rekong Peo e visitiamo il Mahabodhi Gompa, monastero che si staglia sul maestoso sfondo della montagna. Arrivo a Kalpa e sistemazione in hotel. Abbiamo poi tempo per le visite del locale tempio di Shiva e, nei dintorni del villaggio, del monastero di Hu Bu Lankar, fondato attorno all’anno Mille e caratteristico per le sue magnifiche architetture in legno.
      Pensione completa.


      6° GIORNO
      KALPA - NAKO
      (100 km: 5 ore e mezza circa)
      Nelle mattinate terse la giornata inizia con lo spettacolo del sorgere del sole sulla maestosa catena dell’Himalaya. Dopo la prima colazione partiamo per Nako, tra paesaggi mozzafiato; lasciamo le foreste di deodara ed entriamo in un paesaggio completamente diverso: terre ocra, in ogni sfumatura, e possenti ghiacciai all’orizzonte. Cambia tutto, villaggi case volti della gente, siamo nel Tibet occidentale. Durante il percorso facciamo sosta nei villaggi di Ribba e Rispa (i cui vigneti forniscono una rinomata bevanda alcolica), poi in quello di Pooh, circondato da floridi frutteti. Nako (3660 metri) è un villaggio ai piedi di un’alta montagna, disposto attorno a un delizioso laghetto glaciale che sembra emergere da un altro pianeta, case dai tetti piatti, chorten, antichi monasteri, mulini e bandierine che pregano al vento. Questo era uno dei più importanti centri del buddhismo nella regione e tutto attorno gli spazi sconfinati sono punteggiati da piccoli monasteri e templi. Nel pomeriggio compiamo la visita del villaggio e del grande complesso monastico: esternamente l’aspetto è austero, ma all’interno i templi sono magnifici, con splendide decorazioni in legno, statue di terracotta e affreschi murali. Avremo poi tempo a disposizione per escursioni nei dintorni. Sistemazione in un campo tendato stagionale, che sorge in una posizione panoramica.
      Pensione completa.

       

      7° GIORNO
      NAKO - TABO E LA VALLE DELLO SPITI (DISTRETTO DI LAHAUL E SPITI)
      (70 km: 3/4 ore)
      Lasciamo il distretto di Kinnaur e, mentre dietro di noi si allontanano i ghiacciai del Reo Purgyl, ci inoltriamo nella valle dello Spiti, altro angolo di Tibet in territorio indiano. Il paesaggio cambia e da qui sino al Ladakh ci attendono i tersi deserti d’alta quota dove l’asprezza delle montagne contrasta talvolta con le rare oasi di verde e i campi di orzo. In tibetano Spiti significa “Terra di Mezzo”: incuneata infatti fra due catene di montagne, il Pir Panjal e l’Himalaya occidentale, storicamente è stata il corridoio attraverso il quale il buddhismo è penetrato fino al Tibet. Per molti secoli qui passò una strada carovaniera collaterale alla Via della Seta, che collegava la Cina all'India. Terra di passaggio e di conquista, vide transitare le avanguardie di Alessandro il Grande, i mongoli di Gengis Khan, le scorrerie dei predoni ladakhi, prima di diventare, nel X secolo, una provincia occidentale del Tibet. A metà Ottocento l’impero inglese la sottrasse al regno tibetano di Guge e la annesse all’India. Oggi lo Spiti è un remoto distretto dello Stato indiano dell’Himachal Pradesh con una precaria rete di infrastrutture, aperto al turismo solamente agli inizi degli anni '90 e tuttora poco conosciuto e visitato. La popolazione è di origine tibetana, i ritmi di vita sono ancora quelli di centinaia di anni fa e le pratiche religiose sono parte integrante della vita quotidiana. La valle conta molte prospere comunità di lama e venerati monasteri buddhisti. Il percorso di questa giornata si conclude a Tabo, un villaggio circondato da un mosaico di verdi campi sulla riva sinistra del fiume Spiti. Arrivo e sistemazione in hotel. Il pomeriggio è dedicato alla visita del monastero, uno dei più importanti del mondo buddhista tibetano, situato nei pressi del villaggio. Qui potremo apprezzare i suggestivi i dipinti murali dell’XI secolo – che presentano analogie con le pitture rupestri di Ajanta – la preziosa raccolta di testi sacri e una profusione di statue (vietate le torce… non si vede molto ma quanto si riesce a vedere è magnifico). Molto interessanti sono anche i duwang, le grotte a 10 minuti di cammino, dalle quali si gode di un magnifico panorama sul villaggio circondato dai campi.
      Pensione completa.

       

      8° GIORNO
      TABO - DHANKAR - KAZA - ESCURSIONE AI MONASTERI DI KYE E AL VILLAGGIO DI KIBBER
      (60 km: 2/3 ore)
      Al mattino presto ci dirigiamo verso ovest. La prima tappa è la cittadella di Dhankar (3894 metri), scenograficamente appollaiata su di uno sperone di roccia che scende a strapiombo nella valle. Dhankar aveva la funzione strategica di vigilare sui transiti commerciali nella valle dello Spiti e inoltre garantiva un’efficiente difesa in caso di attacchi nemici; oggi il forte è in rovina, ma è comunque un luogo degno di visita e da quello che rimane dei suoi bastioni lo sguardo può spaziare sull’intera vallata. Più tardi visitiamo il monastero di Lha-O-Pa, fondato tra il VII e il IX secolo nel luogo dove sorgeva l'antica capitale del regno di Guge. Il gompa è costituito da una serie di edifici a più piani arroccati sul ripido versante montano, come una vera e propria fortezza. All'interno conserva affreschi e una statua in argento a grandezza naturale di Vajradhara, l'Essere dei Diamanti, posta su un altare abbellito da sciarpe di buon auspicio e fiori. Proseguiamo quindi per Kaza (3647 metri), antico centro commerciale lungo la Via della Seta e oggi centro amministrativo dello Spiti. Arrivo e sistemazione in hotel. Il pomeriggio sarà dedicato all’esplorazione dei dintorni. L’arrivo al monastero di Kye è spettacolare: esso appare improvvisamente, come se sorgesse dall’eternità e vegliasse sulla vallata. Fondato nell’XI secolo, è costituito da una moltitudine di cappelle, sale di preghiera, biblioteche, celle, tutte collegate tra loro da una rete di stretti corridoi, quasi un labirinto, in parte sotterranei. Kye ospita parecchie centinaia di monaci che vi vivono essenzialmente in inverno, periodo propizio alla preghiera e alla meditazione, mentre in estate sono occupati con i lavori dei campi e nei pascoli. Splendidi sono i suoi affreschi e gli stucchi ma, soprattutto, è inestimabile il valore della collezione di thangka e di testi sacri. Sulla terrazza più alta del monastero si erge una piccola cappella che racchiude un chorten: il reliquiario, cesellato in rame e argento, è incrostato di magnifiche gemme di ambra e turchese (ultimamente è stato vietato l’accesso all’ultima terrazza). Altrettanto spettacolari sono il villaggio e il monastero di Kibber (4200 metri): situato al fondo di una valle e circondato da montagne, questo è uno dei più alti villaggi del mondo.
      Pensione completa.


      9° GIORNO
      KAZA - PASSO DI KUNZUM LA - MONASTERO DI KARDANG - JISPA
      (220 km: 8 ore circa)
      Di prima mattina partiamo alla volta di Jispa percorrendo la valle dello Spiti fino alle sue sorgenti (sosta di mezz’ora al posto di controllo nell'ultimo villaggio prima di salire al colle); uno dei tratti più spettacolari dell’itinerario è costituito dal passaggio del valico di Kunzum La (4590 metri), che segna lo spartiacque tra le desolate distese dello Spiti e la fertile valle di Lahaul. Una quarantina di chilometri prima della nostra meta odierna facciamo una sosta per visitare il gompa del villaggio di Khardang, il più importante nella valle di Lahaul, in passato capitale di questa regione. Il monastero è un enorme edificio bianco, ornato da bandiere di preghiera. È abbarbicato su una cresta al di sotto del picco Rangcha (4572 metri) sulla riva sinistra del fiume Bhaga, proprio di fronte al grosso villaggio di Keylong, capoluogo del distretto di Lahaul e Spiti. Khardang e Keylong sono ben collegati dal ponte di Tandi. Giungiamo infine nella piacevole borgata di Jispa che sorge sulle rive del Bhaga. Arrivo e sistemazione in lodge.
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      10° GIORNO
      JISPA - PASSO DI BARALACHA- INGRESSO IN LADAKH - TSOKAR
      (230 km: 7 ore circa)
      Trascorriamo l’intera giornata in viaggio, tra magnifici paesaggi che vanno dal verde lussureggiante dei fondovalle agli scenari pressoché lunari tipici del Ladakh. La strada di montagna si inerpica fino al colle di Baralacha (4850 m), che si apre su spettacolari vedute. Dopo una sosta al posto di controllo di Sarchu, che segna l’ingresso in Ladakh, percorsi ancora un centinaio di chilometri incontriamo la località di Tsokar, situata a 4529 metri di altitudine. Sistemazione in campo tendato, sulle sponde dello Tso Kar, un lago salato conosciuto per le sue dimensioni e la profondità, ubicato nell’altopiano di Rupshu, la parte più meridionale del Ladakh. Lo specchio d’acqua è noto per il notevole variare del suo livello nel corso delle stagioni.
      Pensione completa.

       

      11° GIORNO
      TSOKAR - TSO MORIRI
      (85 km: 3 ore su strada piuttosto accidentata)
      Partiamo alla volta della magnifica distesa di acque turchesi dello Tso Moriri, incorniciato da montagne e nevai che nelle belle giornate si specchiano nella superficie del lago. Lo specchio d’acqua, lungo 23 chilometri e largo mediamente tra i 3 e i 5, è uno dei più elevati al mondo: il suo bacino è infatti situato a 4522 metri di altitudine. Alimentato da alcuni torrenti e dallo scioglimento delle nevi, non ha però un emissario. Arrivo e sistemazione in campo. Ci troviamo nel cuore degli altopiani che costituiscono il margine orientale del Chang Thang tibetano, una terra di grande bellezza punteggiata di specchi d'acqua e piccole oasi incastonate nella maestosità di valli e montagne desertiche, i cui colori sono esaltati dall'aria rarefatta e dalla luce di cristallo delle alte quote, dove le genti hanno lo sguardo pervaso di serenità. Nel pomeriggio facciamo visita all'isolato monastero di Korzok, che sorge nei pressi di un minuscolo villaggio sulla sponda nord-occidentale del lago. La regione è frequentata in estate, per pochi mesi all'anno, dai Kampa, i pastori nomadi degli altopiani tibetani, con le loro mandrie di yak, pecore e capre pashmina.
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      12° GIORNO
      LAGO DI TSO MORIRI - LEH
      (220 km: 6/7 ore circa)
      In mattinata partiamo alla volta di Leh, città situata tra le montagne a 3500 metri di altitudine, capitale dello Stato federato di Jammu e Kashmir, oltre che capoluogo del Ladakh. Lungo il tragitto attraverseremo diversi ameni villaggi nella valle del Changthang, vedremo cicogne nidificare, asini selvatici, volpi e oche selvatiche; passeremo nelle vicinanze di campi nomadi e faremo una breve sosta presso le sorgenti termali solforose di Chumathang. Situata nell'alta valle dell'Indo, Leh è stata per secoli un antico crocevia di carovane, centro di scambio di oro, argento, sete, pietre preziose frequentato dai mercanti provenienti dal Tibet, dall'India, dalla Cina e dal Turkmenistan. È storicamente certo che iniziò ad avere una notevole importanza già nel XIV secolo, divenendo poi uno dei più grandi centri carovanieri dell'Asia Centrale. Oggi in città la vita si svolge tutta lungo la via principale, fra botteghe e bancarelle che espongono tessuti di lana multicolore, gioielli in argento, turchesi, corniole e malachiti. Sistemazione in hotel.
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      13° Giorno
      LEH - ESCURSIONE A THIKSEY, HEMIS E SHEY
      Giornata dedicata all’escursione ad alcuni monasteri della valle di Leh. Di prima mattina partiamo per il monastero di Thiksey per assistere alla preghiera. Il gompa (monastero) di Thiksey, uno dei più affascinanti del Paese, aggrappato alla roccia come una miniatura del Potala, è uno dei più grandi del Ladakh ed è composto da diversi templi decorati in modo ammirevole. Aderente alla scuola dei Berretti Gialli, il monastero sorge a nord dell'Indo, a circa 3600 metri di altitudine. Nel XV secolo Tsong Khapa, celebre maestro tibetano, mandò sei suoi discepoli attraverso il Tibet per diffondere la sua visione del Dharma: a uno di essi diede una statuetta del Bodhisattva Amitabha contenente alcune reliquie, perché la consegnasse al re del Ladakh con una richiesta di aiuto nella diffusione del buddhismo tibetano nel suo dominio. Il re decise che lo avrebbe aiutato e, nel 1433, il discepolo fondò la piccola università monastica di Lhakhang Serpo, il «Tempio giallo», nel villaggio di Stakmo, che successivamente fu trasferita sul sito attuale. Dopo la visita ci dirigiamo a Hemis, il più importante gompa di tutto il Ladakh. Avvicinandoci all’altopiano verso la gola che si incunea nella montagna, vedremo che la strada è costeggiata da entrambe le parti dai muri dei mani, lunghi anche qualche centinaio di metri, costituiti da pietre decorate dall’incisione del mantra “Om Mani Padme Om” (sia data la benedizione al gioiello del loto), lasciate dai pellegrini che, ammucchiandosi con l’andar del tempo, sono diventate lunghi muri. Incassato in una stretta valle e nascosto da un boschetto di pioppi, a 3800 metri di altezza, il monastero di Hemis, della setta dei Berretti Rossi, fu fondato nel XIII secolo intorno alla grotta di meditazione del lama fondatore. Gli edifici attuali risalgono al XVII secolo. Giunti all’entrata principale accediamo al grande cortile dove si tengono le danze cham durante il festival con i pali della vittoria che rappresentano la vittoria del buddhismo sulla religione del Bon. Da qui una scala conduce nel dunkhang, la sala della preghiera comune, che ospita una grande statua del Buddha Sakyamuni, alcuni stupa ricoperti d’oro e pietre preziose e il trono del lama capo dell'ordine che, come il Dalai Lama in Tibet, viene scelto tra i bambini nati nei 49 giorni successivi alla morte del lama precedente. Per ultimo visiteremo il gompa di Shey, che fu il palazzo dei re del Ladakh sino al XVI secolo. Shey significa “specchio” perché la leggenda racconta che, prima di costruire il palazzo, il re fece costruire, proprio sotto la rocca, un laghetto nel quale il palazzo si sarebbe specchiato, raddoppiando la sua bellezza. Custodisce una delle più grandi statue del Ladakh del Buddha Maitreya, il Buddha del Futuro, alta 12 metri e rivestita di lamine d’oro.
      Pensione completa.

       

      14° GIORNO
      LEH - MONASTERI DI BAGSO, LIKIR E ALCHI - ULEYTOKPO
      (70 km: 3 ore circa)
      Partenza per Basgo, il cui gompa, fondato nel XVII secolo, fu sede del potere di un ramo della famiglia Namgyal quando era capitale del Ladakh non ancora unificato. È qui che, nel 1680, gli invasori mongoli e le armate tibetane si tennero in scacco per 3 anni. Il monastero è decorato con affreschi originali del XVII secolo. Proseguiamo per Likir, il cui gompa, situato su una cima ventosa, sovrasta il villaggio omonimo. Il nome Likir deriva da “lukill” che significa “il luogo del serpente che dorme”. Fondato nell’XI secolo, si presenta oggi con il rifacimento del XVII secolo realizzato in seguito ad un incendio che rase al suolo il precedente gompa. La struttura ricorda il Potala di Lhasa, ospita un centinaio di monaci e nelle sue sale sono custodite belle statue del Buddha Sakyamuni, Maitreya e del Maestro Tsong Khapa. Nel cortile del monastero, contro il cielo azzurro e le montagne innevate, svetta un’impressionante statua del Buddha Maitreya alta 14 metri. Si prosegue quindi verso il villaggio e il monastero di Alchi, uno dei monumenti più importanti di tutta l’arte himalayana che conserva tesori inestimabili. Alchi significa letteralmente “bocca chiusa”: una leggenda racconta che un messaggero del re giunto in questa località per reclutare soldati, trovò il villaggio vuoto e silenzioso. Gli uomini, decisi a non abbandonare le loro terre, si erano infatti chiusi nelle case e non rispondevano ai richiami del messaggero. Costruito su un’ansa dell’Indo, si differenzia dall’architettura classica di tutti i monasteri perché sorge in piano e non arroccato su una collina o su un’altura, ma rimaneva tuttavia molto protetto da una parte dal fiume e dall’altra da alte mura di fortificazione. Il complesso di Alchi, composto da cinque templi principali e diversi edifici accessori, è famoso per i bei dipinti e per le sculture lignee che ne fanno uno dei monasteri più importanti di tutta la storia dell’arte buddhista tibetana. Fatto erigere nell’XI secolo da artisti indiani, ricorda le grotte di Ajanta ed è unico come stile. Sistemazione in resort a Uleytokpo, incastonato tra pareti di ghiaia viola e picchi di oltre 5000 metri, in una piccola oasi di alberi di albicocche.
      Pensione completa.

       

      15° GIORNO
      ULEYTOKPO - LAMAYURU - MULBEKH
      (120 km: 4 ore circa)
      Dopo colazione ci rimettiamo in strada, diretti a Mulbek, passando per Fatu La (4108 metri), che è il passo più alto sulla strada da Leh a Srinagar. Più tardi valichiamo il passo di Namika La (3700 metri): il suo suggestivo nome significa “Pilastro del cielo” per via del frastagliato pinnacolo di roccia che incombe sopra di esso, verso sud. La prima tappa della giornata è Lamayuru: la strada scorre in uno scenario d’alta quota tra montagne rocciose, oasi e villaggi, fiumi che scendono dalle valli laterali, ponti di corda sull’Indo, campi di colza e gole profonde nelle quali il fiume si insinua impetuoso. A Khalsi, si abbandona la valle dell’Indo per salire lungo una strada tra pareti di roccia a strapiombo verso il Fatu La (4147 metri), la porta di ingresso nel Kashmir. Quindici chilometri prima del passo, su una rocca, si staglia il monastero di Lamayuru, situato in posizione strategica in una cornice di montagne color ocra a 3950 metri di altezza. Lamayuru, letteralmente “città dei lama”, è il più antico monastero del Ladakh e la sua fondazione si fa risalire al X secolo. Poco prima dell’anno 1000 infatti, il grande maestro Naropa passò più di un anno in meditazione sulla rocca e in seguito il lama Rinchen Tsampo vi fece edificare il monastero. Durante il XVII secolo divenne rifugio dei banditi e infatti ancora oggi è noto col nome di “terra franca”. Il gompa appartiene alla setta dei Berretti Rossi ed è stato per lunghi anni in competizione col monastero di Sakya per la supremazia sul Tibet. Gli edifici principali di Lamayuru sono cinque ma non tutti sono visitabili. Nel tempio di Sengesang, il più antico, si può vedere una pregevole statua del Buddha della meditazione e, protette da un vetro, la grotta di Naropa con le tre statue di Naropa stesso, Tilopa e Milarepa, i tre fondatori delle scuole tantriche della setta dei Berretti Rossi. Proseguiamo poi fino a raggiungere Mulbek. All'arrivo, sistemazione al campo. Molti antichi monumenti buddhisti punteggiano il paesaggio circostante, ma la maggiore attrattiva del luogo è rappresentata dal Mulbek Chamba, un potente bassorilievo scolpito nella viva roccia, alto 9 metri, raffigurante il Maitreya (il "Buddha del tempo che verrà"); situato lungo la strada, risale al periodo in cui i missionari buddisti giunsero a spostarsi a est dell'Himalaya durante il VII e l'VIII secolo. Questo sarà l’ultimo simbolo del buddhismo che incontreremo durante il viaggio, poiché il giorno successivo entreremo nelle regioni in cui la religione musulmana è predominante.
      Pensione completa.

       

      16° Giorno
      MULBEKH - KARGIL - SRINAGAR
      (240 km: 7/8 ore)
      Dopo la prima colazione, partiamo in direzione di Srinagar, passando per i villaggi di Kargil e Dras (situato a 3300 metri e famoso come il posto abitato più freddo dell’India), che raggiungiamo dopo aver percorso una buona parte della valle omonima. Nelle vicinanze del paesino, detto anche “Porta del Ladakh”, sorge un monumento commovente, ossia il Kargil War Memorial: si tratta di un memoriale di guerra che commemora le vittime delle guerre indo-pakistane divampate nel secolo scorso. Quindi, attraversando lo spettacolare Zoji La Pass (3528 metri), entriamo nella valle del Kashmir. Il cambio di scenario è impressionante, poiché all’improvviso ci lasciamo alle spalle un arido scenario di montagne scoscese ed entriamo in una vallata verdeggiante di alberi e pascoli. All'arrivo a Srinagar, verremo ospitati in una suggestiva casa galleggiante sul Lago Dal.
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      17° Giorno
      SRINAGAR
      L’intera giornata è dedicata alla visita della popolosa città, capitale estiva dello Stato di Jammu e Kashmir. Iniziamo con una gita a bordo delle tipiche shikara sul Lago Dal, caratterizzato da un’atmosfera di pace e tranquillità tra distese di fiori di loto e gigli d’acqua. Vedremo il mercato galleggiante che si svolge al mattino presto lungo le rive del lago, dove si concentrano innumerevoli imbarcazioni cariche di ortaggi, frutta e fiori. Le visite proseguono con la città e i suoi giardini, le sue numerose moschee, i templi hindu e sikh che dimostrano la coesistenza di molte religioni. Vedremo l’Hazratbal Shrine, che a detta di molti contiene un capello del Profeta Maometto; la Jama Masjid, moschea iniziata nel 1404 e portata a termine nel 1450 circa, sebbene il suo aspetto attuale si debba all’estesa ricostruzione avvenuta nel 1674; per concludere il mausoleo di Shah Hamdan, che sorge sulla riva del fiume Jehlum e si innalza sulle fondamenta di un tempio hindu. Il pomeriggio sarà dedicato alla visita dei giardini moghul: i giardini di Nishat e Shalimar. Il Nishat Bagh, chiamato anche “Giardino del Piacere”, situato sulla riva del lago, con i monti Zabarwan come sfondo, venne progettato e realizzato nel 1633; è composto da una serie di terrazze – disposte lungo la direttrice est-ovest – attraversate da filari di platani orientali e cipressi, che iniziano sulla riva del lago e risalgono fino a una quinta artificiale costruita al termine della collina. Le terrazze sono simbolicamente dodici, così come i segni zodiacali. Di tutt’altro aspetto sono i Shalimar Bagh: realizzati dall’imperatore Jahangir Khan, che li dedicò alla moglie Nur Jahan, furono ampliati nel 1630. Si sviluppano su tre terrazze ad altezze differenti, attraversate da un corso d’acqua alimentato da una sorgente. La prima terrazza è adibita a giardino pubblico, su cui si affaccia la sala delle udienze pubbliche; la seconda terrazza ospita la sala delle udienze private, accessibile solamente ai nobili o agli ospiti della corte, mentre nella terza terrazza, il canale assiale scorre attraverso il giardino dello Zenana, a sua volta fiancheggiato da alberi di platano. Al di sopra del terzo livello, due padiglioni ottagonali delimitano il muro di fondo del giardino. Al termine visiteremo alcuni atelier di tessitori per vedere come vengono realizzati i tipici tessuti conosciuti in tutto il mondo.
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      18° Giorno
      SRINAGAR – DELHI - ITALIA
      Dopo la prima colazione ci attende una passeggiata in centro, dove potremo immergerci nella pittoresca confusione del mercato e scoprire la ricca quanto composita eredità culturale e architettonica della città. Vedremo artigiani e artisti all’opera nelle loro botteghe e negli atelier, confondendoci tra la folla che si accalca tra piazze e strade. Nel pomeriggio trasferimento all’aeroporto, da dove partiamo con il volo diretto a Delhi, della durata di circa un’ora e 40 minuti. All’arrivo, trasferimento e sistemazione in hotel. Dopo cena trasferimento in aeroporto e partenza con il volo di rientro in Italia, via Monaco.
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      19° Giorno
      ITALIA
      Arrivo in Italia al mattino.


      PARTENZE DI GRUPPO

      Quote individuali con assistenza di accompagnatore dall’Italia a partire da 11/15 partecipanti:

       PARTENZE 2020

      In doppia

      Supplemento 
      singola

       Dal 3 al 21 Agosto (*)

      € 4.580,00

      € 1.015,00

      (*) QUOTE E DATE SONO SOGGETTE A RICONFERMA, RIVOLGERSI AI NOSTRI UFFICI


      Quota garantita fino al 31/5/19. 

      PRENOTANDO ENTRO QUESTA DATA, SI AVRÀ LA GARANZIA CHE LA QUOTA NON SUBIRÀ VARIAZIONI A SEGUITO DELL’AUMENTO DELLE TARIFFE AEREE. PER ULTERIORI INFORMAZIONI, VI INVITIAMO A LEGGERE LE PAGINE “PRENOTARE IN ANTICIPO CONVIENE...”  CLICCANDO QUI  

      Quotazioni negoziate in Euro 

       

      La quota comprende

      • I passaggi aerei internazionali con voli di linea Lufthansa (tariffa speciale gruppo: vedere paragrafo alla pagina Informazioni Generali), 20 kg di franchigia bagaglio • I voli interni a tariffa speciale riconfermabile solo all’atto della prenotazione/emissione dei biglietti, 15 kg di franchigia bagaglio • Tutti i trasferimenti con veicoli con aria condizionata adeguati al numero di partecipanti a Delhi, in Toyota Innova 4 x 4 per tutto il tour in Ladakh con 3 persone per veicolo, senza aria condizionata • Sistemazione negli hotel/lodges indicati in apertura al tour • I pasti dettagliati nel programma • Visite ed escursioni come da programma • Permessi di ingresso in Ladakh e Spiti • Ingressi durante le visite guidate • Tasse locali • Assistenza di personale locale qualificato e di guide locali specializzate parlanti inglese da Shimla a Kargil e da Kargil a Srinagar • Assistenza di guide locali parlanti inglese e accompagnatore dall'Italia a partire da 11 partecipanti • Assicurazione “Multirischi” inclusa (Annullamento Viaggio, Bagaglio, Assistenza alla Persona e Spese Mediche, Interruzione Soggiorno, Famiglia Sicura).

       

      La quota non comprende

      • Visto di ingresso in India (Euro 85) • Le tasse aeroportuali e di sicurezza (Euro 425 circa) e le tasse aeroportuali pagabili unicamente in loco • Eventuale introduzione di nuove tasse governative o aumenti delle stesse e aumenti del costo dei biglietti di ingresso ai vari siti di interesse turistico, parchi o riserve naturalistiche di cui non si è a conoscenza al momento della elaborazione delle quote • Eventuali tasse locali per filmare o fotografare • Bevande, mance e quant’altro non espressamente indicato.

       

      NOTA BENE

      Lo sviluppo dell'itinerario, che sale gradualmente dai 2000 metri di Shimla sino agli oltre 4000 metri di due alti passi ai confini dell'Himachal Pradesh con il Ladakh e del Lago Tso Moriri, consente una graduale acclimatazione. Tuttavia durante i primi giorni di permanenza a quote elevate possono verificarsi sensazioni di malessere dovute a un processo di adattamento del nostro organismo. Prima di affrontare un viaggio in altitudine e in regioni isolate è comunque sempre consigliata un'accurata visita medica di controllo che attesti buone condizioni di salute. Alberghi e campi, pur essendo in generale e per il tipo di viaggio abbastanza confortevoli, in alcune località richiedono spirito di adattamento, in alcuni campi tendati il bagno privato consiste in un WC con sciacquone, piccolo lavandino e secchio. L'alimentazione si basa sulla cucina locale, piccante e speziata. Le cene sono consumate in genere negli hotel dove si pernotta, mentre alcuni pranzi sono consumati in ristoranti locali o al sacco e la loro qualità varia tra l’abbastanza buono e il mediocre, a seconda dell’adattabilità di ciascuno. Ricordiamo ai signori partecipanti le difficoltà di approvvigionamento delle cucine, per cui intolleranze alimentari andranno segnalate in anticipo. Il viaggio comporta di norma trasferimenti giornalieri. I percorsi si snodano su strade di montagna talvolta disagevoli, che possono richiedere buona parte della giornata per percorrere distanze anche modeste. La sequenza delle visite indicata nel programma può subire variazioni dovute a motivi di ordine organizzativo, meteorologico o ambientale, sempre con l'obiettivo di salvaguardare l’interesse generale del viaggio. Fatta eccezione per Delhi e Chandigarh, il viaggio si svolge in zone dalla temperatura variabile dove può fare anche molto freddo, sono necessari abiti comodi e caldi come pile e pantaloni “da ginnastica” (abbigliamento a strati), oltre a ottime scarpe possibilmente con la suola a carro armato.

       

       

       

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