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DURATA

16 giorni

PARTENZA DI GRUPPO CON ACCOMPAGNATORE DALL'ITALIA:
DAL 10 AL 25 AGOSTO IN OCCASIONE DEL FESTIVAL DI ESALA PERAHERA

 


UN VIAGGIO PER...

Un viaggio decisamente per tutti. Questa volta abbiamo scelto di creare un viaggio per “andare oltre”: ottimi hotel, visite esclusive, un itinerario inedito che lascerà un segno nel cuore di tutti voi.


 

I VOSTRI ALBERGHI 

Galle: Tamarind Hill 5 * Boutique
Yala: Cinnamon Wild 4* Sup.
Nuwara Eliya: Grand Hotel 4* Sup. Boutique
Kandy: Cinnamon Citadel 4* Sup.
Habarana: Cinnamon Lodge 4* Sup.
Anuradhapura: Forest Rock Garden 4*
Jaffna: Fox Resort Jaffna 4* Boutique
Colombo: The Kingsbury 4* Sup.
Negombo: Jetwing Blue 4* Sup.



MEZZI DI TRSPORTO
Minibus o bus a seconda del numero di partecipanti.


DA SAPERE

La partenza di gruppo del 10 agosto prevede la partecipazione alla grande parata di chiusura di Esala Perahera (che in alcuni casi ha visto sfilare più di 100 elefanti), posti in tribuna riservati, pranzo o cena al sacco (non c’è modo di servire un pasto in mezzo alla folla). All’hotel di Anuradhapura vengono serviti solo pasti vegetariani. Gli scalini da salire a Sigiriya sono molti, chi non si sente di farli può attendere in hotel o ai piedi della rocca i propri compagni di viaggio. Nei templi si entra senza scarpe (ma con le calze). Durante i giorni di festa nazionale non vengono serviti alcolici ma i musei e i negozi rimangono aperti. Per informazioni dettagliate contattare i nostri uffici Booking.

 

PARTENZA IN OCCASIONE DELLA FESTA DI ESALA PERAHERA

Il viaggio di agosto si svolge in concomitanza con la Festa di Esala Perahera: 10 giorni di celebrazioni, a partire dal 5 agosto, danno vita a quella fantasmagoria collettiva che ha nome Esala Perahera e che si svolge nella città collinare di Kandy, l’ultima capitale dei re singalesi. Viene spesso ricordata come la più grande processione tradizionale dell’Asia, per la quale vengono abbelliti 100 e anche più elefanti, onnipresenti accompagnatori dei devoti sfilanti. Il corteo di per sé è un vero spettacolo, composto da sacerdoti dei templi, danzatori di Kandy, giocolieri con torce infuocate, menestrelli, acrobati, capi dei clan, frustatori, musici e portatori di fiaccole. In prima fila nelle processioni, il poderoso elefante dalle grosse zanne chiamato ìtuskeri, riccamente addobbato, che porta una replica dello scrigno in cui è conservata la reliquia del Dente di Buddha. Tutto intorno è un pullulare di bazar traboccanti di frutti, prodotti artigianali, dolciumi e souvenir. Il culmine del festival è la notte finale (Esala di luna piena, da cui il nome del festival) che finisce il mattino successivo con la cerimonia del “taglio” delle acque nel fiume Mahaweli, rituale che simboleggia il trionfo del bene sul male.


QUANDO PARTIRE...
Dal punto di vista climatico lo Sri Lanka è visitabile tutto l’anno; questo viaggio è programmato ad agosto. Per approfondimenti sul clima nei vari periodi dell’anno, fare riferimento alla pagina “L’India e il suo clima”.


IN QUESTO VIAGGIO IL PATRIMONIO UNESCO

- L’antica città di Polonnaruwa
- L’antica città di Sigiriya
- Il Tempio d’oro di Dambulla
- La città di Galle e le sue fortificazioni
- La città sacra di Anuradhapura
- La città sacra di Kandy
- Gli altipiani centrali di Sri Lanka


 

 

SRI LANKA - UNA PERLA NELL’OCEANO (FESTIVAL DI ESALA PERAHERA)

Quote a partire da € 4.350 - 16 giorni

  • Non c’è da stupirsi se Marco Polo l’ha definita “la più bella isola … al mondo”. Nella notte dei tempi il suo nome era Tambapanni, ma i marinai greci, che non lo sapevano pronunciare, la chiamavano Tabrobane. Poi vennero gli arabi e chiamarono l’isola Serendib, da cui deriva la parola inglese “serendipity”, lo stato d’animo di chi fa casuali piacevoli scoperte. I portoghesi, che arrivarono con spade e croci, la chiamarono Ceilao; gli olandesi, che arrivarono con i libri della legge, la chiamarono Zeylan e gli Inglesi, che vennero con strade e ferrovie, la chiamarono “Ceylon”, ma per i singalesi è Sri Lanka. In tempi più moderni gli avventurieri la chiamarono “Perla d’Oriente” ed i romantici “Lacrima dell’India”, una lacrima di gioia che, congelata a mezz’aria, cadendo è diventata Sri Lanka. Il nome stesso crea immediatamente immagini, odori e suoni: rulli di tamburi e tazze di buon té, zaffiri sfavillanti e curry speziati, colori del bazar ed inni religiosi, devoti di ogni sorta e giungle primitive. Pochi posti sulla Terra hanno un bagaglio culturale, storico, artistico, naturalistico così grande da non poter essere contenuto in un territorio così piccolo. Gli abitanti dell’isola, sensazionale miscela di Singalesi, Tamil, Mori e Burgher, buddhisti, induisti, musulmani e cristiani, sono dignitosi, colti, gradevoli ed ospitali. Sri Lanka: un viaggio nel mito, il Paradiso del viaggiatore, il più grande piacere inaspettato.

     

    Giorno per giorno

     

    1° GIORNO
    ITALIA – COLOMBO
    Partenza con volo di linea per Colombo, via Muscat, dove l’arrivo è previsto il giorno successivo.

     

    2° GIORNO
    COLOMBO – GALLE
    (160 km: 2 ore e mezza circa, strada ottima)
    Arrivo all’aeroporto di Colombo nel primo pomeriggio e proseguimento per Galle, situata all’estremità della costa sud-occidentale dell’isola. Arrivo e sistemazione in hotel. Galle è una delle sorprese dello Sri Lanka, un luogo dove è facile credere di aver superato i confini dell’isola verso nuove terre. La sensazione immediata è quella di essere lontanissimi dal Paese che visiteremo nei giorni prossimi, per certi versi molto simile alla vicina India: qui a Galle la confusione di certe zone lascia il posto alla tranquillità e all’ordine; le vie pedonali, gli edifici coloniali olandesi in lenta decadenza, i numerosi negozi di souvenir, i tanti curati ristoranti, i numerosi centri di meditazione e yoga e l’ordinato mercato i cui banchi espongono in modo organizzato coloratissimi frutti tropicali, fanno sì che ci si dimentichi completamente di trovarsi in Sri Lanka. Si dice che possa essere la Tarshish del Vecchio Testamento, il grande emporio con il quale Tiro e Fenicia commerciavano: sarebbe il luogo dove re Salomone mandò i propri bastimenti commerciali e Giona arrivò fuggendo da Dio. La sua posizione geografica, sulle rotte principali degli scambi tra Oriente e Occidente, la rese un centro commerciale ricco e internazionale, dove si succedettero cinesi, persiani, giavanesi, dove passò lo stesso Marco Polo. Ma fu il XVI secolo a decretarne l’importanza strategica, quando una flotta portoghese, sbagliando rotta, approdò sulle sue coste e decise di insediarsi costruendo un forte per proteggersi dagli attacchi esterni, forte che, malgrado il rafforzamento durante il quale furono aggiunti mura e bastioni, non fu sufficiente a frenare l’assalto degli olandesi che scalzarono gli avversari insediandosi in città, che si confermò il principale porto dello Sri Lanka, declassato al secondo posto poi soltanto nel XIX secolo dalla capitale Colombo, tutt’ora porto principale dell’isola. Gli olandesi nel 1663 dovettero ricostruire la fortezza da loro stessi abbattuta, e lo fecero talmente bene che le stesse mura di allora sono quelle che si ammirano oggi.
    Cena e pernottamento.

     

    3° GIORNO
    GALLE - MIRISSA - PARCO NAZIONALE DI YALA 
    (250 km: 4 ore circa)
    Di primissima mattina visitiamo il mercato del pesce dove spesso i migliori esemplari vengono venduti all’asta creando un’atmosfera tipica da bazar. Dopo la colazione, le visite della città iniziano con il famoso forte: a costruire i bastioni e la fortezza sono stati i portoghesi a fine Cinquecento e a metà del secolo successivo sono arrivati gli olandesi. Dopo aver ingrandito la costruzione è stata la volta degli inglesi. Al suo interno ci sono 473 case, un centinaio delle quali costruite prima del 1850. Si tratta della fortezza coloniale meglio conservata di tutta l’Asia e per questo è divenuta Patrimonio dell’Unesco. Lasciato il forte ci si avvia verso il cuore di Galle, tra lunghe vie fiancheggiate da case in stile olandese e inglese. Spesso si nota un mix di dettagli quasi moderni. Si tratta di aggiunte recenti, dovute alla scelta dei costruttori che volevano venire incontro alle esigenze dell’ambiente tropicale, quindi non mancano verande colonnate e frontoni ornati. E poi ecco spiccare edifici di chiara impronta Art Nouveau ed Art Decò degli anni Trenta, con tocchi tipici dello Sri Lanka. Partenza verso sud per raggiungere la vicina località di Mirissa: la spiaggia qui è una delle migliori di questo tratto di costa, una bella lingua di sabbia in una graziosa baia, circondata da un palmeto. Proprio durante gli ultimi cinque anni lo Sri Lanka è diventato una delle prime destinazioni al mondo per l’avvistamento delle balene, grazie soprattutto agli sforzi del biologo marino britannico Charles Anderson, la cui teoria dimostrò che c’è una migrazione annuale di balenottere azzurre e capodogli dal Golfo del Bengala fino al Mare Arabico, e lo Sri Lanka si trova lungo il percorso di una delle più grandi migrazioni di cetacei del mondo; è possibile osservare sia balenottere azzurre che capodogli, oltre ai delfini della specie stenella dal lungo rostro. Mirissa è in posizione perfetta per gli avvistamenti, dato che si trova sul punto più stretto della piattaforma continentale su cui si trova lo Sri Lanka: la profondità dell’oceano è di 1 chilometro a soli 6 chilometri dalla costa, l’habitat ideale per le balene. Al termine delle visite, proseguimento per il Parco Nazionale di Yala dove arriviamo in tempo per la cena.
    Pensione completa.

     

    4° GIORNO
    PARCO NAZIONALE DI YALA – NUWARA ELIYA
    (170 km: 4 ore circa)
    Di primissima mattina ci attende un emozionante fotosafari. Il Parco Nazionale di Yala, con una superficie di circa un migliaio di chilometri quadrati, è il secondo parco per dimensioni dello Sri Lanka e sicuramente il più famoso e visitato. Designato già nel 1900 come area protetta, è diventato parco nazionale nel 1938; è suddiviso in cinque blocchi dei quali solo due sono aperti al pubblico. Yala è famoso soprattutto per i leopardi che sono presenti con una densità tra le più alte al mondo. In totale sono state catalogate 44 specie di mammiferi e 215 specie di uccelli, sei delle quali endemiche dello Sri Lanka: oltre ai leopardi, sono frequenti gli avvistamenti di elefanti, coccodrilli, bufali indiani, cinghiali e cervi; tra le scimmie i langur grigi. Molte le varietà ornitologiche come il pavone blu dall’affascinante piumaggio e il tantalo indio appartenente alla specie delle cicogne. Foreste, praterie, boschi di latifoglie, pozze d’acqua, mare, zone umide, lagune, fiumi: la ricchezza del parco è data anche dalla biodiversità dei suoi ambienti. Il paesaggio è tipico della savana dell’Africa orientale con molte pozze d’acqua e paludi, accanto all’esteso fronte marittimo con spiagge ancora vergini, interrotte da boschi di mangrovie. Numerose le lagune costiere popolate di coccodrilli. Al largo si estendono due formazioni coralline sommerse dette Little & Great Basses. Dopo un pranzo leggero, partenza per Nuwara Eliya, appollaiata in una conca boscosa a 1884 metri di altitudine, ai piedi del monte Piduratalagala, la vetta più alta dell’isola. Fondata da Baker, il famoso esploratore, per ricreare un villaggio tradizionale inglese, ancora oggi la cittadina sembra essere nel Lake District inglese: case in stile Tudor si affacciano sul lago, fiori ovunque, trofei di caccia sui muri dei vecchi hotel, tutto concorre a creare un’atmosfera tipicamente inglese.
    Pensione completa.

     

    5° GIORNO
    NUWARA ELIYA – KANDY
    La mattina è dedicata alla visita di una piantagione di tè, immancabile in questa zona in cui se ne raccoglie uno dei più pregiati del mondo. Vedremo le varie fasi della lavorazione: dalla raccolta alla tostatura per poi degustare i vari tipi tentando di riconoscerne ed apprezzarne gli aromi e le differenti caratteristiche. In tarda mattinata trasferimento alla stazione di Nanu Oya e partenza con un treno panoramico per Kandy, dove si arriva nel primo pomeriggio dopo un percorso attraverso magnifici paesaggi terrazzati. All’arrivo a Kandy sistemazione in hotel. La tranquilla capitale della regione collinare, bastione storico del potere buddhista, è costruita intorno a un pacifico lago, incastonata in una pittoresca cerchia di colline. Ha uno stile architettonico caratteristico grazie ai tetti dolcemente ricurvi e coperti di tegole, il centro cittadino è un delizioso miscuglio di vecchi negozi, rumore, autobus, mercati e hotel. L'attrazione più spettacolare è l'ottagonale Dalada Maligawa (Tempio del Dente), in cui è conservata la reliquia religiosa più preziosa dello Sri Lanka: il dente sacro del Buddha. Le cerimonie in omaggio alla reliquia si tengono ogni giorno e richiamano pellegrini vestiti di bianco che portano fiori di loto e di frangipani. Il pomeriggio trascorre visitando le maggiori attrazioni della città, più tardi assisteremo alla cerimonia giornaliera della Puja serale al Dalada Maligawa.
    Pensione completa che include il pranzo al sacco sul treno. 

    Nota bene: Il tragitto in treno da Nanu Oya a Kandy può essere confermato solo 21 giorni prima del viaggio (in treno, non della partenza del viaggio); se non dovesse essere possibile effettuare il tragitto in treno, questo sarà effettuato via strada senza modifica nelle visite. 

     

    6° GIORNO
    KANDY
    Un breve trasferimento ci porta a Pilimatalawa, dove visiteremo templi interessanti dal punto di vista artistico e archeologico ma anche molto cari ai fedeli: Gadaladeniya, Lankathilaka e Embekke. Si tratta di tre Vihara che risalgono al XIV secolo, l’era del regno Gampola. I tre santuari sono decisamente differenti fra di loro, ma permettono di comprendere gli stili architettonici dell’ultimo periodo di splendore di Sri Lanka: Gadaladeniya è un tempio rupestre di immani dimensioni, scavato nel granito, con imponenti cappelle che contengono statue di Buddha e della divinità hindu Vishnu; Embekke invece è costituito da diversi padiglioni in legno e nello stesso elemento sono state realizzati degli stupefacenti pannelli intagliati con figure di animali e umane; Lankathilaka, infine, è probabilmente la testimonianza migliore dell’architettura Gampola, un maestoso santuario costruito con pietra e stucco bianchi e tetti di legno, al cui interno si trovano sculture e dipinti di pregevole fattura. Il pomeriggio è dedicato alle celebrazioni dell’Esala Perahera. Il corteo di per sé è un vero spettacolo, composto da sacerdoti dei templi, danzatori, giocolieri con torce infuocate, menestrelli, acrobati, capi dei clan, frustatori, musici e portatori di fiaccole. In prima fila nelle processioni, il poderoso elefante dalle grosse zanne chiamato “ìtuskeri”, riccamente addobbato, che porta una replica dello scrigno in cui è conservata la reliquia del Dente di Buddha. Le leggende intorno a questa sacra reliquia raccontano che il dente sacro, scoperto dai discepoli del Buddha fra i resti della sua stessa pira funeraria in legno di sandalo, venne nascosto e trasportato fra i capelli della principessa Hamamali di Orissa sino all’isola di Sri Lanka. Oggi la Sacra Reliquia, considerata anche simbolo dell’identità nazionale singalese, non è visibile perché racchiusa in un reliquiario che custodisce un piccolo stupa, il quale a sua volta racchiude sette scrigni d'oro tempestati di pietre preziose impilati l'uno dentro l’altro.
    Pensione completa.

     

    7° GIORNO
    KANDY – MATALE – DAMBULLA - HABARANA
    (100 km: 2 ore e mezza circa)
    Non solo il tè è uno dei doni della natura più pregiati dello Sri Lanka: ci sono anche le piantagioni di quelle spezie delle quali si inizia di nuovo a sentir parlare oggi con le nuove tendenze della cucina ma che per secoli sono state la materia più pregiata di commercianti di ogni dove. Visiteremo per prima cosa una piantagione dove apprenderemo qualità e pregi di ogni spezia coltivata, per poi partecipare ad un pranzo durante il quale verranno mostrati vari sistemi di cottura tradizionali dei cibi. Le visite proseguono con il sito storico di Dambulla, Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Un complesso di santuari e cinque grotte che ospitano una serie di magnifici dipinti del I secolo a.C. e oltre 150 statue del Buddha datate tra il I e il V secolo. La produzione artistica afferisce al periodo del regno Anuradhapura ed è fra le meglio conservate dello Sri Lanka. È qui, nelle provincie più lontane dal mare che si fa sentire meno l’influsso dell’architettura coloniale e dove i siti archeologici più antichi sono rimasti preservati fino ad oggi. Quello di Dambulla ne è un esempio, con statue di pregevole fattura che rappresentano Buddha, sovrani della storia di Ceylon e divinità del pantheon induista come Vishnu e Ganesh. Incantevoli sono poi gli incredibili dipinti murali che adornano le pareti delle grotte con scene di vita di Siddharta e dei suoi insegnamenti. Nella prima grotta, quella chiamata del Divino Re, si trova l’enorme statua del Buddha disteso di ben 14 metri, scolpita direttamente dal blocco di roccia e con le piante dei piedi dipinte con fiori di loto; nella seconda grotta, la più grande, vi sono 40 statue di Buddha seduto che, poste una accanto all’altra, creano quasi un percorso da seguire in silenzio e devozione; la terza grotta, detta Nuovo Monastero, ospita numerosi affreschi oltre a 50 statue del Buddha e una del re che le commissionò; la quarta e la quinta grotta sono invece più piccole e meno affascinanti. Al termine delle visite ci rechiamo sulle rive del lago artificiale di Kandalama, circondato da una magnifica vegetazione dove, a bordo di piccoli catamarani, raggiungiamo un centro di recupero dei piccoli elefanti orfani, meno turistico e certamente meno commerciale del ben più noto Pinnawela. Qui saremo gli unici ospiti. Al termine delle visite sistemazione in hotel.
    Pensione completa.

     

    8° GIORNO
    HABARANA – ESCURSIONE A POLONNARUWA E SIGIRIYA
    La giornata è dedicata a due dei siti Patrimonio Unesco dell’isola: Polonnaruwa e Sigiriya. La mattina ci dirigiamo verso Polonnaruwa, capitale dello Sri Lanka dall’XI al XIII secolo che, con una storia relativamente breve (una dozzina di sovrani e due secoli, contro i 1400 anni e i 123 sovrani di Anuradhapura), grazie all’eccellente stato di conservazione, conquista il cuore e l’immaginazione dei visitatori. Originariamente fondata dai re della dinastia Chola, provenienti dal continente, il cui dominio venne scalzato dai Singalesi sotto la guida di Vijayabahu, raggiunse l’apice del proprio splendore durante il regno di re Parakramabahu I nel XII secolo, che fece costruire grandissimi palazzi, giardini e un immenso lago artificiale. Dopo un periodo di invasioni e razzie da parte dell’India e della Malesia, alla fine del XIII secolo, la capitale fu trasferita e la città abbandonata alla giungla. Dimenticata nel corso dei secoli, furono gli inglesi ad iniziare gli scavi per riportare alla luce queste magnifiche rovine. Il grande lago fatto costruire da Parakramabahu I è ancora oggi la linfa vitale della regione ed offre l’acqua per la coltivazione del riso e di altri prodotti agricoli. Proprio tra le risaie ci attende il pranzo odierno, cucinato in modo casalingo su fuoco a legna con ricette tradizionali. La giornata prosegue con la visita di Sigiriya, tra i tanti Patrimoni dell’Unesco dell’isola sicuramente il più spettacolare. Si tratta di un’antica città costruita sulla sommità di una formazione geologica di 370 metri di altezza che si erge solitaria sulla pianura e l’intricata vegetazione circostante. Il complesso monumentale custodisce le rovine di un antico palazzo, edificato sotto il regno di re Kasyapa (477 – 495 d.C.) e circondato da un'estesa rete di fortificazioni, giardini, stagni, canali, viali e fontane. Come gigantesche sentinelle, due zampe a forma di leone scolpite nella roccia proteggono la scalinata che dà accesso alla fortezza. Secondo la leggenda, il re Kasyapa usurpò il trono con la forza al proprio fratello e uccise il loro padre. Decise così di costruire a Sigiriya una residenza sfarzosa e di stabilirvi la capitale del proprio regno, ma il fratello tradito tornò a impossessarsi del trono e trasformò la fortezza in un monastero. Nel periodo di massimo splendore il complesso comprendeva giardini pensili, canali e fontane. L'escursione nel complesso archeologico è piuttosto impegnativa. Attraversati i giardini acquatici, con piscine e vasche di marmo, si prosegue per il giardino roccioso. Partendo dal fossato più esterno è necessario affrontare una faticosa salita di circa 1200 gradini. A metà dell'impresa si raggiunge una serie di pitture murali ben conservate che raffigurano alcune fanciulle. Il re Kasyapa era infatti un estimatore della bellezza femminile e si presume che gli affreschi rappresentassero le sue numerose concubine. In seguito si procede lungo un sentiero che costeggia il "muro dello specchio", chiamato così per la sua superficie liscia e riflettente e si sale una scalinata di acciaio che conduce alla Porta dei Leoni, antico ingresso al Palazzo Reale. Le due massicce zampe sono tutto ciò che resta del monumento originario, che comprendeva anche un'enorme testa di leone, le cui fauci spalancate costituivano l'accesso alla fortezza. Da un'ultima serie di scale è possibile raggiungere la vetta, per una vista che ripagherà di qualsiasi sforzo. Il panorama che si gode dalla cima del sito è davvero spettacolare.
    Pensione completa. 

     

    9° GIORNO
    HABARANA – ESCURSIONE NELLA RISERVA DI RITIGALA E NEL PARCO DI MINNERIYA
    La mattina è dedicata ad un’escursione unica: all’interno dell’attuale Riserva Naturale di Ritigala, avvolta dal mistero e resa ancora più affascinante dal silenzio e dall’assenza quasi totale del turismo di massa, visitiamo le rovine di un antico monastero buddhista. L’omonima montagna, che si erge ad un’altezza di 766 metri, circondata da aride pianure, è la più alta del centro-nord dell’isola ed è ricoperta da una fitta giungla abitata da elefanti, leopardi e orsi; il microclima dovuto alle nuvole e alla nebbia che spesso ne ricoprono la cima favorisce la crescita di una flora molto più ricca che in simili conformazioni geografiche poco lontane: pare che qui crescano erbe medicinali preziose per le pratiche ayurvediche. Il sito, dichiarato Riserva Naturale, è sede di 70 grotte scavate nella roccia che si pensa siano state abitate da monaci eremiti fin dal I secolo a.C., ma tra il X e il XII secolo sembra essere stato abbandonato e risucchiato dalla giungla per poi essere riscoperto dagli inglesi solo nel XIX secolo. Entrando nel monastero, i visitatori si trovano davanti ad un enorme bacino artificiale lungo la cui sponda meridionale corre il percorso che porta alle rovine; attraversando un ponte si giunge ai primi edifici, sparsi su una superficie di circa 120 ettari. Vi si trovano un refettorio con la sua vasca in pietra, sentieri lastricati, terrazze a vari livelli, cortili con mura rialzate, “rotonde “(forse dedicate un tempo ad aree di riposo) e fossati. Parte del complesso monastico è stato oggi ristrutturato, ma il resto rimane avvolto dalla fitta foresta, nella quale trovano tutt’oggi un’oasi per la meditazione monaci, eremiti e gli adepti dell’Angampora, un’antica arte marziale con regole molto precise, praticata ancora oggi, che richiede un’ottima conoscenza del corpo umano ed occupò un posto di rilievo nella vita dell’antico Sri Lanka. Nel pomeriggio effettuiamo un fotosafari nel Parco Nazionale di Minneriya, area dichiarata riserva naturale fin dal 1938 e parco nazionale nel 1997. All’interno del parco si trova l’omonimo bacino idrico, fatto scavare dal re Mahasena nel III secolo d. C., ancora oggi di importanza vitale, specie nella stagione secca, per tutte le specie faunistiche presenti: 24 specie di mammiferi, 160 di uccelli, 9 di anfibi, 25 di rettili, 26 di pesci e 75 di farfalle, oltre a più di 150 elefanti, che ne fanno il luogo con maggiori possibilità di avvistamento di elefanti asiatici allo stato libero dell’Asia.
    Pensione completa.

     

    10° GIORNO
    HABARANA - MIHINTALE - ANURADHPURA
    Raggiungiamo dapprima Mihintale: qui si dice che il re di Anuradhapura Devanampiyatissa abbia incontrato Mahinda Thera, figlio del grande imperatore Ashoka Maurya che nel III secolo a.C. arrivò a regnare sulla quasi totalità del subcontinente indiano. Ashoka, pentitosi per aver dato luogo al tragico sterminio del popolo dei Kalinga (abitanti dell’odierno Orissa), si convertì al buddhismo facendosi promotore della dottrina in tutto il paese fino a raggiungere l’estremità meridionale del Deccan. Ma fu proprio il figlio Mahinda Thera, devoto missionario che, su incarico del padre, si spinse oltre le coste dell’India per raggiungere lo Sri Lanka e diffondere il dharma, facendo convertire il re Devanampiyatissa. Si racconta che l’incontro avvenne proprio laddove oggi sorge l’Ambasthale Dagoba di Mihintale, anche questa arroccata su una concrezione rocciosa per salire in cima alla quale occorre percorrere 1840 scalini. Un breve trasferimento ci porta all’antica capitale di Anuradhapura. Fondata nel V sec. a.C., fu la capitale dell’isola per 1400 anni; sotto la protezione di tre grandi monasteri buddhisti, crebbe intorno a immensi dagoba, costruiti in memoria del Buddha, le cui cupole di mattoni ancora oggi sono oggetto di devozione per i fedeli provenienti dal mondo intero. Vedremo il Thuparama Dagoba (il Dagoba più antico dello Sri Lanka), l’imponente Abhayagiri Dagoba il cui monastero ospitava 5000 monaci, il palazzo di re Mahasena che contiene la pietra scolpita a mezzaluna più bella di tutto lo Sri Lanka, il monastero di Ratnaprasada (Palazzo delle Gemme), i cui monaci offrivano rifugio alle persone che erano nei guai con le autorità, il Palazzo Reale, le due vasche gemelle Kuttam Pokuna, il Jetavanarama Dagoba con la sua immensa cupola, il gigantesco Mirisavatiya Dagoba, i vasti Giardini Reali che occupano 14 ettari e contengono 2 laghetti e il tempio rupestre di Isurumuniya Vihara. Città del passato, la capitale reale ha conservato molto degli antichi splendori: i giardini reali Ran Masu Uyana, le sculture del Ratna Prasada e del tempio rupestre Isurumuniya. L’insieme è stato dichiarato Patrimonio mondiale dall’Unesco nel 1982. Al termine delle visite sistemazione in hotel. Al tramonto ci rechiamo di nuovo nel sito archeologico, perché questo è il momento in cui i fedeli, terminato il lavoro, si recano al tempio per pregare. É proprio adesso, senza turisti, tra le rovine silenziose e illuminate, che potremo comprendere al meglio la religiosità del luogo. Città sacra, Anuradhapura è depositaria anche dell’albero Bo, meraviglioso baniano cresciuto a partire da una talea della pianta sotto cui il Buddha conobbe l’Illuminazione, portata sull’isola dalla figlia di Ashoka Maurya nel III sec. a.C. Qui giungiamo all’imbrunire, in prossimità dell’albero sacro più antico del mondo di cui sia stata comprovata l’autenticità storica, che rappresenta il cuore di Anuradhapura sia in senso spirituale che fisico. In realtà non c’è un solo albero di Bodhi, bensì ve ne sono molti; il più antico e il più sacro è quello posto sulla piattaforma più alta. Si conclude la visita con il grande e bianco Runanvelisaya Dagoba, la più bella costruzione voluta dal re Dutugemunu (161-137 a.C.), il più sacro e venerato sito di pellegrinaggio.
    Pensione completa.

     

    11° GIORNO
    ANURADHPURA - JAFFNA
    (195 km: 4 ore circa)
    Dopo la colazione ci dirigiamo verso nord, per raggiungere l’estremità settentrionale dell’isola, dove si trova Jaffna, percorrendo la Kandy-Jaffna Highway. Poco dopo la cittadina di Kilinochchi, per molti anni quartier generale del LTTE (Le Tigri per la Liberazione dell’Eelam Tamil), si trova il Passo dell’Elefante, da cui inizia un argine che collega la penisola di Jaffna al resto dell’isola. Il passo trae il suo nome dagli elefanti che un tempo venivano condotti attraverso la penisola passando da quel punto, ma è diventato famoso in tempi recenti per essere stato teatro di aspri conflitti tra l’esercito nazionale e le tigri tamil. Il nord è molto diverso dal resto dello Sri Lanka. Più vicina geograficamente, e non solo, all’India meridionale, questa regione è stata colonizzata anticamente da immigrati tamil provenienti appunto dall’India del sud e per questo motivo ha conservato una cultura e un carattere unici, impregnati tanto di induismo indiano quanto di buddhismo dello stesso Sri Lanka. All’arrivo, in tempo per il pranzo, sistemazione in hotel. Nel pomeriggio iniziamo la visita di Jaffna, indiscussa capitale culturale dello Sri Lanka e dei Tamil singalesi che hanno controllato l’area sin dal XIII secolo. Il primo impatto con la realtà cittadina è sconcertante poiché appare chiaro che qui ben poco c’è del resto dell’isola: l’influenza indiana è forte e si vede immediatamente dallo scomparire delle forme tondeggianti delle dagoba buddhiste sostituite dalle imponenti gopuram tipiche dell’India del Sud, la lingua parlata è il tamil, anche se il singalese rimane la lingua ufficiale e la cucina è più speziata e piccante. Tuttavia, nonostante l’influenza indiana, Jaffna ha conservato una propria identità formatasi dalla commistione di diverse influenze musulmane, portoghesi, olandesi e britanniche, come d’altra parte è accaduto in tutte le città di mare lungo la Via delle Spezie. L’induismo è la religione predominante, ma anche il cristianesimo è molto presente, per cui la cittadina è un miscuglio di elementi tamil ed europei, con templi colorati accanto a chiese e vie dallo sbiadito fascino coloniale, fiancheggiate da antiche dimore olandesi e britanniche. Vedremo il forte di Jaffna, il più grande forte olandese dell’Asia, costruito sul sito della precedente fortezza portoghese nella caratteristica pianta a stella usata dagli olandesi; ad est del forte sorge la Biblioteca pubblica, alloggiata in un edificio imponente in stile indo-saraceno. La biblioteca originale fu incendiata da rivoltosi singalesi nel 1981, ma fu il primo edificio ad essere ricostruito nel 2002. L’edificio più importante di Jaffna è sicuramente il grande tempio di Nallur Kandaswamy (Nallur Kovil), dedicato a Murugam (che per i singalesi si identifica con Kataragama): è il tempio induista più imponente dello Sri Lanka e l’unico dell’isola che può essere messo a confronto con i grandi santuari indiani. Il tempio originale pare risalga a metà del XV secolo, ma nel 1620 fu distrutto dai portoghesi. La struttura attuale fu iniziata nel 1807 e si è sviluppata in un enorme complesso religioso all’interno del quale si trovano numerosi santuari, corridoi decorati e un bellissimo cortile abbellito da un’ampia vasca. Arriveremo qui in tempo per la puja della sera, molto suggestiva.
    Pensione completa.

     

    12° GIORNO
    JAFFNA – Escursione nella Penisola
    La prima tappa della giornata è la Uduvil Girl’s School, un istituto molto prestigioso fondato dai missionari americani nel 1820, il primo collegio totalmente femminile creato in Asia. I Tamil di Jaffna, tradizionalmente, sono sempre stati molto colti, e questo è stato uno dei problemi maggiori con i Singalesi, che non potevano accedere a molte cariche pubbliche per mancanza di istruzione. Le visite proseguono con il Nilavarai Bottomless Well, quello che viene considerato un “pozzo senza fondo”: non è certo se il pozzo sia senza fondo o meno, vi sono molte leggende al riguardo, una delle quali racconta che sulla via del ritorno in India Sita, moglie del dio Rama, fosse assetata e il suo consorte scagliò una freccia per creare un pozzo che desse acqua in continuazione. Situato nei pressi di un tempio del villaggio, il pozzo è sicuramente un’attrazione per i giovani del posto che si lanciano dalle alte pareti circostanti esibendosi in tuffi più o meno acrobatici. La tappa successiva è Kadurugoda, dove si trovano le suggestive rovine di uno dei pochi siti buddhisti rimasti nella zona, scoperto nel 1917 dal Magistrato Pieris: in un piccolo palmeto spuntano una ventina di piccoli stupa tondeggianti di varie dimensioni, costruiti probabilmente circa 2000 anni fa per ospitare le reliquie di 60 arath (santi) che morirono a causa di una carestia. Raggiunta la costa settentrionale dell’isola, ci rechiamo al villaggio di Keerimalai per la visita delle rovine del tempio di Naguleswaram, uno dei cinque storici templi hindu dello Sri Lanka dedicati a Shiva e fondati per proteggere l’isola dai disastri naturali. Purtroppo restano solo alcune tracce degli edifici originali del VI secolo a.C. in quanto il sito è stato bombardato dallo SLA nel 1990. Nei pressi del tempio, a pochi passi dal mare, si trova una piscina alimentata dalle acque miracolose che provengono da una sorgente sotterranea, che alcuni ritengono essere collegata al Bottomless Well. L’ultima sosta del tour odierno è il tempio di Dambakola Patuna, situato nel luogo in cui si trovava l’antico porto di Jambukola, dove sbarcò la principessa Sanghamitta, figlia dell’imperatore Ashoka, con la talea dell’albero di Bodhi (il ficus sotto il quale Siddhartha Gautama raggiunse l’Illuminazione), successivamente piantata ad Anuradhapura. Secondo le fonti storiche il re Devanampiya Tissa (247-207 a.C.), sotto il cui regno venne introdotto il buddhismo sull’isola, si recò a Dambakola Patuna per dare il benvenuto alla principessa. Al rientro a Jaffna tempo a disposizione per visitare il mercato di Chunnakam, voluto dagli olandesi.
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    13° GIORNO
    JAFFNA – PARCO NAZIONALE DI WILPATTU - ANURADHAPURA
    (250 km: 5 ore circa)
    Dopo la colazione iniziamo il rientro verso Colombo: un percorso attraverso zone totalmente sconosciute al turismo di massa ci porta di nuovo ad Anuradhapura, nei pressi del Parco Nazionale di Wilpattu. Arrivo e sistemazione in lodge. Nel pomeriggio partecipiamo ad un fotosafari in jeep all’interno del parco, situato nella parte centro-occidentale dell’isola; è il più grande del Paese e fino all’inizio del conflitto tra il governo nazionale e le tigri tamil era anche il più popolare. Ha riaperto al pubblico nel 2009 e rispetto agli altri parchi dello Sri Lanka ha il vantaggio di avere meno visitatori, anche se la fauna e la flora presenti sono le stesse. Una caratteristica curiosa della geomorfologia del parco è costituita dai numerosi villu: sembrano laghi (il nome del parco deriva proprio dalla parola villu-pattu, “terra dei laghi”), mentre in realtà sono delle depressioni del terreno che si sono riempite di acqua piovana il cui specchio si espande e si contrae a seconda delle stagioni, attirando una serie di uccelli acquatici e di altri animali selvatici e donando al parco paesaggi molto particolari ed unici. La vegetazione è molto diversificata e ci sono molte zone di foresta tropicale. Gli animali che si possono avvistare, oltre alle numerose specie di uccelli dai colori sgargianti, sono leopardi, elefanti, orsi labiati, cervi maculati, coccodrilli e varani.
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    14° GIORNO
    ANURADHAPURA - COLOMBO
    (175 km: 3 ore e mezza circa)
    Partenza per Colombo. All’arrivo, dopo il pranzo, sistemazione in hotel. Nel pomeriggio visitiamo la capitale con un tour panoramico e una passeggiata nel centro storico e coloniale. A Colombo è relativamente facile orientarsi. A nord c'è il quartiere del forte, il centro commerciale della città, appena a sud, c'è Galle Face Green, uno spiazzo verde sul mare dove si gioca a cricket, si fanno volare aquiloni e le coppiette si danno convegno. Cinammon Gardens, più a sud, è la zona più alla moda di Colombo, con eleganti proprietà, viali alberati e il parco più grande della città. A est del forte c'è l'animato quartiere del Pettah bazar, dove ci condurrà la nostra passeggiata pomeridiana, tra l'assortimento di merci: frutta, verdura, carne, pietre preziose, oro, argento, cianfrusaglie di rame e stagno. Le icone della città sono la Fort Clock Tower, un tempo il faro del molo principale che sessant'anni fa ha smesso di indicare la rotta; le torri del World Trade Centre, da vent'anni il nuovo riferimento nello skyline, ruolo in precedenza ricoperto dalla vicina Bank of Ceylon, un cilindro di cento metri; nell'area del forte la cupola dello stupa Sambodhi Chaitya pare voler competere con gli altri edifici, sollevandosi su grandi archi di cemento. Alle spalle c'è il porto, dall'altra parte il quartiere di Pettah coi suoi mercati. Quanto lasciato dagli olandesi si intuisce nel cortile del seicentesco Vecchio Ospedale olandese (oggi un centro commerciale elegante con bistrot e ristoranti), nel Museo del periodo olandese (ex residenza del governatore) e tra i fasti della chiesa Wolvendaal, massiccio edificio di culto di metà Settecento. La cattedrale cattolica di Santa Lucia si staglia ancora più imponente (è considerata la chiesa più grande dello Sri Lanka) e pare ispirarsi a San Pietro. Le chiese di San Pietro (quella locale) e di Sant'Antonio completano questo primo quadro cristiano, ma non esauriscono quello religioso: in zona sono numerose le moschee così come i kovil e i templi buddisti. La continua digressione storica affolla la scena e riempie le mappe ma resta sullo sfondo, la nuova Colombo sovrappone una patina glamour a quella coloniale, con gusto e stile nel design.
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    15° GIORNO
    COLOMBO - NEGOMBO
    (35 km: 45 minuti circa)
    Dopo la colazione e un po’ di tempo a disposizione per gli ultimi acquisti, ci trasferiamo a Negombo, ultima tappa del nostro tour in Sri Lanka. Sistemazione in hotel. Il pomeriggio è a disposizione per un po’ di riposo.
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    16° GIORNO
    NEGOMBO - ITALIA
    Dopo la colazione, trasferimento all’aeroporto in tempo utile per l’imbarco sul volo di rientro n Italia, via Muscat. Arrivo in Italia in serata.


    PARTENZE DI GRUPPO

    Quote individuali base 11/15 partecipanti con accompagnatore dall’Italia:

     PARTENZE 2019

    In doppia

    Supplemento
    singola

    Dal 10 al 25 Agosto in occasione del Festival di Esala Perahera

    € 4.350,00

    €   1.300,00

    Quota garantita fino al 7/6/19. 

    PRENOTANDO ENTRO QUESTA DATA, SI AVRÀ LA GARANZIA CHE LA QUOTA NON SUBIRÀ VARIAZIONI A SEGUITO DELL’AUMENTO DELLE TARIFFE AEREE. PER ULTERIORI INFORMAZIONI, VI INVITIAMO A LEGGERE LE PAGINE “PRENOTARE IN ANTICIPO CONVIENE...”  CLICCANDO QUI  

     

    Cambio applicato 1 USD = 0.8472 EUR

     

    La quota comprende

    • I passaggi aerei internazionali con voli di linea Oman Air da/per Milano (classe di prenotazione speciale gruppo: vedere paragrafo alla pagina Informazioni Generali), 23 kg di franchigia bagaglio • I trasferimenti in minibus o bus a seconda del numero di partecipanti • Sistemazione negli hotel indicati in apertura al tour • I pasti dettagliati nel programma • Visite ed escursioni come da programma • Ingressi durante le visite guidate • Assistenza di personale locale qualificato e di guide locali parlanti italiano • Assistenza di un accompagnatore dall’Italia per i gruppi a partire da 11 partecipanti • Assicurazione “Multirischi” inclusa (Annullamento Viaggio, Bagaglio, Assistenza alla Persona e Spese Mediche, Interruzione Soggiorno, Famiglia Sicura).

     

    La quota non comprende

    • Procedura elettronica per l'autorizzazione al viaggio (ETA) obbligatoria per chi si reca in Sri Lanka (Usd 30) • Le tasse aeroportuali e di sicurezza (Euro 375 circa) e le tasse aeroportuali pagabili unicamente in loco • Eventuale introduzione di nuove tasse governative o aumenti delle stesse e aumenti del costo dei biglietti di ingresso ai vari siti di interesse turistico, parchi o riserve naturalistiche di cui non si è a conoscenza al momento della elaborazione delle quote • Eventuali tasse per filmare o fotografare • Bevande, mance e quant’altro non espressamente indicato.

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