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DURATA

17 giorni

PARTENZA DI GRUPPO CON ACCOMPAGNATORE DALL'ITALIA:
DAL 7 AL 23 AGOSTO 2019
 


UN VIAGGIO PER...

Un’esperienza straordinaria per grandi viaggiatori, attraverso due Paesi che da pochi anni si sono aperti al turismo; il tour è concepito non solo per scoprirne le maggiori attrattive naturali – altissime montagne, vallate verdeggianti, laghi d’alta quota, steppe sterminate – ma anche per entrare in contatto con la più autentica cultura nomade di etnie tanto fiere quanto ospitali. Un viaggio per chi si sa adattare ad alloggi poco confortevoli e lontani dagli standard occidentali, ma quanto si vede ripaga ampiamente i disagi.


UN VIAGGIO CON...


Chiara Miglioli, laureata in Lingue e Letterature Straniere, ottenuto il patentino di accompagnatrice turistica inizia ad accompagnare gruppi in giro per il mondo. Appassionata di lingue e di nuove culture, innamorata dei grandi spazi aperti, ama viaggiare soprattutto in Sud America, Australia, Asia e Sudafrica. Considera il suo come il lavoro più bello del mondo, il “mestiere del vento”, che riesce ad intrufolarsi ovunque e permette di portare qualcosa con sè al ritorno a casa, perché l’incontro con le persone arricchisce sempre.


  

 ALBERGHI E CAMPI

Dushanbe: Hotel Hilton Dushanbe 5*
Kalai Khumb: Karon Palas Hotel 4*
Khorog: Hotel Lal / Delhi Darbor 3*
Yamg: sistemazione in un’abitazione privata
Langar: sistemazione in un’abitazione privata
Murghab: Hotel Pamir 1*/ casa privata
Karakul: sistemazione in un’abitazione privata
Campo base del Picco Lenin: sistemazione in tenda doppia fissa
Osh: Hotel Ryan 4*
Kazarman: sistemazione in un’abitazione privata
Lago Song Kul: sistemazione in yurta
Bishkek: Plaza Hotel 4*

 

Le sistemazioni nelle abitazioni private sono estremamente semplici, con camere da 4 o 6 persone e servizi condivisi, ma in queste regioni così isolate non c’è di meglio. Va tenuto presente, i lettori scuseranno la franchezza, che i “servizi condivisi” specialmente in Tajikistan e a Kazarman, significano spesso … una buca nel cortile, come un tempo nelle nostre campagne.

La sistemazione in yurta sul lago Song Kul prevede servizi condivisi ma abbiamo richiesto l’occupazione delle yurte per sole 2 persone per yurta, purtroppo non ne abbiamo un numero sufficiente per offrire anche quelle singole per il massimo del comfort. I servizi sono esterni ma puliti. Al campo base del Picco Lenin le tende sono fisse, con letti “veri” (brande rialzate dal terreno) e persino la corrente per caricare le batterie, ma sono molto piccole e lo spazio è davvero limitato, per cui occorre tenerne conto quando si fa il bagaglio; di notte per recarsi ai servizi occorre una torcia. Si consiglia di portare sacco lenzuolo, sacco a pelo, asciugamano, sapone e carta igienica.


Mezzi di trasporto

In Tajikistan jeep fuoristrada (3 persone per jeep); in Kirghizistan minivan 4x4 (4 persone per van).


 DA SAPERE

Il Tajikistan e il Kirghizistan si stanno affacciando da poco al turismo, per cui occorre essere dotati di un eccellente spirito di adattamento per quanto riguarda la tradizione gastronomica e le sistemazioni alberghiere, estremamente modeste al di fuori delle grandi città. Lo stesso dicasi delle sistemazioni in abitazioni private, nelle yurte e nei campi tendati nelle località dove non esiste ricettività alberghiera. La case e le tende non sono scaldate, per cui occorre portare con sé indumenti caldi e comodi, con i quali poter anche dormire. Le condizioni delle strade, spesso soggette a lavori di rifacimento, possono comportare rallentamenti inattesi e comunque si prevedono spostamenti che possono richiedere svariate ore per un numero minimo di chilometri. A causa delle quote molto elevate (oltre 4.500 metri) raggiunte nel corso dell’itinerario, questo viaggio è inadatto a quanti soffrano di problemi cardiaci e respiratori.


 quando partire...

La partenza è prevista nel mese di agosto, quando le temperature sono accettabili; malgrado questo per gran parte del viaggio le temperature saranno rigide ed occorre prevedere un abbigliamento adeguato (da montagna, inclusi scarponi, guanti e berretto). Per approfondimenti sul clima nei vari periodi dell’anno, fare riferimento alla pagina “Il clima in Vicino Oriente, Asia Centrale e Cina”. 


In questo viaggio il patrimonio UNESCO

- Il Trono di Solimano (Taht-I-Sulayman) a Osh


Questo viaggio prevede le seguenti partenze di gruppo

  • Mercoledì, 07 Agosto 2019
  • TAJIKISTAN E KIRGHIZISTAN - SULLE CAROVANIERE ALL’OMBRA DEL PICCO LENIN E IL CORRIDOIO DEL WAKHAN

    Quote a partire da € 4.580 - 17 giorni
    LE GRANDI TRAVERSATE

    • Il cosiddetto Corridoio del Wakhan è costituito da una stretta striscia di territorio, lunga circa 260 chilometri, che si insinua tra Tajikistan, Pakistan e Cina. Si trova interamente nella regione montuosa del Pamir e fu creato a tavolino alla fine dell’Ottocento per volere dell’impero britannico perché facesse da zona cuscinetto contro le ambizioni dell’impero russo verso l’India. Qui avventurieri e spie di ogni genere cercavano di ingraziarsi i signori locali e di avvantaggiare gli interessi geopolitici delle proprie nazioni orchestrando doppi giochi, tradimenti e azioni di disturbo, in una strana guerra passata alla storia come “Great Game” (il “Grande Gioco”). In effetti la regione è stata per millenni il punto d’incontro tra l’Asia centro-orientale e l’Asia centro-occidentale e di qui passava uno dei rami più frequentati della Via della Seta, mentre oggi è una terra pressoché spopolata, vegliata da cime che superano anche i 7000 metri. Questo straordinario viaggio si sviluppa attraverso il Tajikistan e il Kirghizistan, due delle cinque repubbliche indipendenti sorte in Asia Centrale, nel corso del 1991, in seguito al crollo dell’ex Unione Sovietica. Immenso serbatoio di riserve naturali, la zona ammalia i viaggiatori con territori sterminati e ricchi di fascino storico, artistico e naturale, dove avvennero per secoli fittissimi scambi commerciali e religiosi tra i popoli uzbeki, kazaki, kirghizi, turkmeni e tajiki. Il fiume Pyanj, l’Oxus delle fonti classiche, che segna il confine con l’Afghanistan, il Corridoio del Wakhan, uno dei rami più frequentati della Via della Seta, i pastori nomadi kirghizi, ma soprattutto l’altopiano del Pamir, il “Tetto del Mondo”, uno spettacolare deserto d’alta quota con laghi blu, praterie, vallate e ghiacciai, rimarranno nel cuore di tutti.

       

      Giorno per giorno

       

      1° Giorno
      ITALIA – DUSHANBE
      Partenza con il volo di linea per Dushanbe, via Istanbul, con arrivo nelle prime ore del giorno successivo.

       

      2° Giorno
      DUSHANBE – ESCURSIONE A HISSOR
      Giungiamo a Dushanbe all’alba. Trasferimento e sistemazione in hotel per un po’ di riposo. Nella tarda mattinata iniziamo la visita della città il cui nome, in lingua tajika, significa “lunedì” e infatti fino agli inizi del XX secolo era un piccolo villaggio conosciuto per il bazar settimanale. La città ha un aspetto molto piacevole – lunghi viali alberati, edifici in stile neoclassico – reso ancora più suggestivo dalla chiostra di alte vette all’orizzonte. Merita senz’altro di essere visitato il Museo Nazionale di Antichità, che custodisce interessanti reperti rinvenuti nei siti greco-battriani della regione (notevole è un piccolo ritratto in avorio di Alessandro Magno), oltre a pregevoli affreschi provenienti dalla Sogdiana; vanto delle raccolte è però la statua del Buddha dormiente di Adjina Tepe (VI secolo), lunga ben 13 metri. Dopo la distruzione dei Buddha di Bamian in Afghanistan, questa è la più grande statua del Buddha in tutta l’Asia Centrale. Di pregio è anche il Museo Gurminj, che raccoglie un gran numero di antichi strumenti musicali tradizionali. Nel pomeriggio partiamo per l’escursione che ci condurrà alla cittadina di Hissor, dove sorge un’antica fortezza in mattoni che costituisce una delle maggiori testimonianze storiche del Tajikistan. Un tempo Hissor era la capitale di un khanato indipendente, poi divenne la sede di uno degli emirati di Bukhara; la leggenda vuole che il castello sia stato fondato all’epoca di Ciro il Grande (VI secolo a.C.) e che sia stato assediato 21 volte nel corso dei secoli. L’aspetto attuale, tuttavia, risale in gran parte ai rifacimenti del XVIII secolo. Visitiamo poi la bella Madrasa di Kuhna (XVII secolo), antica scuola coranica, e il mausoleo di Makhdumi A’zam (XV-XVI secolo), anch’esso tutto in mattoni. Nel tardo pomeriggio rientro a Dushanbe.
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      3° Giorno
      DUSHANBE – KALAI KHUMB
      (350 km: 7/8 ore circa)
      Altitudini slm: Dushanbe 800 metri - Khaburabad Pass 3.720 metri - Kalai Kumb 1.200 metri
      Ci dirigiamo verso le grandiose montagne del Pamir, attraversando la regione di Kulyab oppure, in base alle condizioni della strada e del clima, di Tawildara. Qualsiasi sia il percorso prescelto, dovremo comunque valicare il passo di Khaburabad (3720 metri). Mentre attraversiamo i piccoli villaggi lungo il tragitto notiamo un netto cambiamento nei modi di vita della gente e nell’abbigliamento, che si fa più tradizionale; tuttavia questo atteggiamento piuttosto conservatore non impedisce affatto che ovunque l’accoglienza sia calorosa. Entrando nella regione di Kalai Khumb assistiamo a nuovi cambiamenti, non solo dello scenario naturale, sempre più aspro e montuoso, ma anche tra la popolazione. Qui l’etnia dominante è quella dei Badakhshani, che parlano dialetti propri; nel Pamir tagiko esistono ben sette idiomi differenti. La cittadina di Kalai Khumb, interamente circondata dalle vette del Pamir, sorge sulle sponde del fiume Panj, affluente del più celebre Amu Darya. Il centro abitato è piccolo, ma riveste un ruolo strategico nelle comunicazioni di quest’area e per questa ragione qui sono concentrate tutte le attività ricettive nel raggio di molti chilometri. Arrivo e sistemazione in hotel.
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      4° Giorno
      KALAI KHUMB - KHOROG
      (255 km: 7 ore circa)
      Altitudini slm: Kalai Kumb 1.200 metri - Punto più elevato: 2.500 metri - Khorog 2.123 metri
      Il percorso odierno si svolge interamente lungo una strada che costeggia il fiume Panj; lungo tutto il tragitto osserveremo l’Afghanistan, che si estende sulla riva opposta del corso d’acqua. A balzare all’occhio è la differenza tra gli stili di vita dei due Paesi; tra l’altro potremo notare gli immani sforzi cui gli afghani si stanno sottoponendo nel tentativo di costruire la prima autostrada del Paese, senza l’aiuto di macchinari moderni! Si fa ingresso nella regione autonoma del Gorno-Badakshan, la cui popolazione, isolata da secoli nelle valli d’alta quota, parla una lingua diversa non solo da quella dei tajiki di pianura, ma anche da quella parlata dalle altre comunità della regione montana. Tuttavia le popolazioni di montagna del Pamir sono accomunate dalla fede ismailita, introdotta nel Badakhshan nell’XI secolo da Nasir Khusraw ed il cui capo attuale è Karim Aga Khan, che gli abitanti del Pamir venerano come diretto discendente del profeta Maometto, nonchè quarantanovesimo imam. Giungiamo infine a Khorog, capoluogo amministrativo della regione del Pamir, scenograficamente disposta in un profondo fondovalle nel punto di confluenza tra i fiumi Panj e Ghunt, interamente circondata da una corona di picchi montani. Sistemazione in hotel.
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      5° Giorno
      KHOROG – ISKHASHIM – YAMG
      (220 km: 8 ore circa di percorso per 20% su asfalto, per l’80% su sterrato)
      Altitudini slm.: Khorog 2.123 metri, punto più alto 2.750 metri. Ishkashim 2.515 metri, Yamg 2.750 metri
      Si continua a costeggiare il fiume Panj lungo il confine afghano. Le carte geografiche mostrano, all’estremo nord-est dell’Afghanistan, un sottile peduncolo che si protende verso il Turkestan cinese e divide le alte terre del Tajikistan dal labirinto montano del Chitral (Pakistan). Questo curioso “dito” è noto con il nome di Corridoio di Wakhan ed è appunto dove ci rechiamo oggi. Raggiungiamo Ishkashim, una piccola città ubicata all’imboccatura del Corridoio del Wakhan; ogni sabato, sulla sponda opposta del fiume, si svolge un affollato mercato dove convergono genti di entrambi i Paesi. Proseguiamo ancora per qualche chilometro lungo la sponda settentrionale del fiume Panj, così da poter apprezzare appieno i formidabili panorami offerti dal Pamir, alla nostra sinistra, e dall’Hindukush, a destra, le cui vette superano i 6000 metri. Solo qui, tra montagne maestose e laghi trasparenti, tra larghe vallate e deserti assetati, si può capire come mai il Pamir veniva chiamato il “tetto del mondo”. Raggiungiamo infine Yamg, dove ci sistemiamo in una casa privata.
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      6° Giorno
      YAMG - LANGAR
      (35 km: 3 ore circa)
      Altitudini slm: Yamg 2.750 metri, Langar 3.000 metri
      A Yamg visitiamo il Museo dedicato al teologo e poeta sufi Muborak-Kadami Vakhani, qui vissuto fino all’inizio del 1900; vi si conserva tra l’altro un pilastro in pietra, opportunamente forato, che permise allo studioso di elaborare un ingegnoso calendario solare. Continuiamo ad addentrarci nel Corridoio del Wakhan, pur mantenendoci sempre dalla parte tajika del confine, per buona parte segnato dal corso del fiume: il territorio afghano dista appena qualche centinaio di metri. Ci fermiamo poi alle sorgenti termali di Bibi Fatima Zahra, che si dice abbiano straordinari poteri curativi, per proseguire per Vrang, dove sorgono i resti di un monastero e di uno stupa, antico di secoli, che testimoniano il passato buddhista della regione. Una leggenda locale vuole che una pietra posta sulla sommità dello stupa fosse stata toccata dal piede del Buddha stesso. Proseguendo verso Langar si avvistano le rovine dell’Abrashim Qala, la “Fortezza della Seta”, costruita per difendere questo tratto della Via della Seta dalle incursioni cinesi e afghane. Arrivo nel villaggio di Langar (3.000 m.) che sorge nel punto in cui i fiumi Pamir e Wakhan confluiscono per formare il fiume Panj, che diventa poi l’Amu Darya (il mitico Oxus delle fonti classiche) che scorre verso ovest segnando il confine uzbeko-afghano e un tratto di quello uzbeko-turkmeno e andando infine a morire nell’agonizzante Lago d’Aral. Arrivo a Langar e sistemazione in un’abitazione privata.
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      7° Giorno
      LANGAR - LAGO YASHIL KUL – MURGHAB
      (300 km: 8 ore circa)
      Altitudini slm: Langar 3.000 metri, Passo Karghush 4.344 metri, Yashil Kul 3.734 metri, Murghab 3.612 metri
      L’itinerario odierno ci offre la possibilità di godere appieno degli straordinari panorami offerti da questa regione. Partenza verso nord-est lungo il corso del fiume, con il Pamir Centrale che incombe a nord e l’Hindukush che si intravede a sud, oltre il Corridoio di Wakhan che tra breve ci lasciamo alle spalle. Lungo la riva afghana del fiume si osservano le scene di vita dei villaggi e spesso piccole carovane di cammelli che percorrono i sentieri lungo il fiume. Puntiamo poi verso nord par raggiungere il Passo Karghush, da dove si gode di un’incredibile panorama sul massiccio afghano di Koh-i-Pamir. Si procede verso il lago salato di Chokur-Kul per raggiungere successivamente la Pamir Highway. Si prosegue ancora verso nord-ovest fino al villaggio di Bulunkul, nei pressi del quale si trova il lago Yashil-Kul (Lago Verde), in un deserto dalle tonalità ocra. Si costeggiano i laghi Tuz-Kul (Lago del Sale) e Sassyk-Kul (Lago Puzzolente) per giungere al villaggio di Alichur, dominato da un’originale moschea che sembra ricoperta da una glassa di zucchero. La pianura nei dintorni di Alichur è una delle più fertili della regione e in estate è punteggiata dalle yurte dei nomadi kirghizi. Si prosegue poi per Murghab attraversando il Passo Naizatash (4.137 m.). Ora ci inoltriamo in un mondo fatto di rocce sterili, scabri versanti montani, piane alluvionali dall’aspetto lunare e cime incappucciate dalle nevi eterne: un paesaggio drammatico, ma di possente bellezza, dove a dominare sono tutte le sfumature dell’ocra. Stiamo percorrendo la Pamir Highway, il cui tratto fra Khorog e Osh fu completato nel 1931 a costo di inenarrabili fatiche. Nel pomeriggio arriviamo finalmente a Murghab, dopo aver vissuto emozioni difficilmente ripetibili; il piccolo centro abitato è il più alto di tutto il Tajikistan e dell’ex Unione Sovietica. Qui la popolazione è per metà costituita da tajiki e per metà da kirghizi. Arrivo e sistemazione in un hotel alquanto modesto, ma che rappresenta la migliore sistemazione disponibile.
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      8° Giorno
      MURGHAB - LAGO KARAKUL
      (180 km: 6 ore circa)
      Altitudini slm: Murghab 3.612 metri, Ak Baital 4.655 metri, Lago Karakul 3.915 metri
      Le vedute sui monti e sui ghiacciai di cui godremo durante il percorso sono semplicemente mozzafiato. La strada punta verso nord, costeggiando il confine cinese, per poi inoltrarsi sempre più nell’altopiano del Pamir Orientale, una landa desertica disseminata di piccoli laghi e attraversata solo da pastori nomadi e mandrie di yak. La gente del posto chiama questa terra Bam-y-Dunya, il “Tetto del Mondo” e tale appellativo pare più che mai adatto a questa regione fatta di catene montuose l’una a ridosso dell’altra. Saliamo poi verso l’aspro passo di Ak Baital, il passo del Cavallo Bianco, il punto più alto del viaggio e da cui si gode di un’ineguagliabile vista panoramica. Raggiungiamo infine le scintillanti acque del lago salato Karakul, che secondo alcuni geologi si formò circa 10 milioni di anni addietro in seguito all’impatto di un meteorite. Il suo nome significa Lago Nero (in effetti è profondo ben 262 metri) ed è il secondo grande specchio d’acqua dolce più alto al mondo. Le tre imponenti montagne che lo circondano (Muztagata, Kungur Tagh e Kungur) superano tutte i 7500 metri di altitudine. Arrivo e sistemazione in un’abitazione privata.
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      9° Giorno
      LAGO KARAKUL - KYZYL-ART - ACHIK TASH (CAMPO BASE DEL PICCO LENIN)
      (190 km: 6 ore circa + formalità doganali)
      Altitudini: Lago Karakul 3.915 metri, Kyzyl-Art 4.282 metri, Achik Tash 3.600 metri
      Ci lasciamo alle spalle l’incomparabile scenario del lago Karakul e puntiamo verso nord, affrontando la lunga salita che ci porterà al passo di Kyzyl-Art, dove si trova il posto di frontiera tra Tajikistan e Kirghizistan. Espletate le formalità burocratiche (che possono essere anche piuttosto lunghe), cambiamo i mezzi di trasporto (occorre fare circa 200 metri a piedi in “terra di nessuno”), ci accomiatiamo dalla nostra guida tajika e incontriamo quella kirghiza. Il cambiamento nel panorama è sconcertante, perché passiamo dalle desolate lande semidesertiche del Pamir tajiko alle praterie verdeggianti di quello kirghizo, dominio di mandrie di cavalli semiselvatici. Nel pomeriggio, discendendo la valle dell’Alay, raggiungiamo il campo base del Picco Lenin (3.600 metri), situato proprio di fronte alla torreggiante mole del Picco Lenin (7134 metri), così chiamato nel 1928 in onore dello statista russo allorché fu scalato per la prima volta. Segno dei tempi, in anni recenti la montagna è stata ribattezzata anche Picco dell’Indipendenza e Picco Ibn Sina (il nome persiano di Avicenna), mentre i nomadi del posto lo conoscono come Khu-i-Garmo. Arrivo e sistemazione in una delle tende allestite presso il campo base da cui partono le spedizioni alpinistiche al Picco Lenin.
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      10° Giorno
      IL PICCO LENIN
      Dopo aver trascorso la notte in tenda, abbiamo tutta la giornata a disposizione per esplorare il territorio circostante, che fa parte della catena delle montagne Chong Alai. Lo sguardo (condizioni climatiche permettendo) spazia sull’enorme ghiacciaio che ammanta il Picco Lenin, uno dei 7000 metri più facilmente accessibili al mondo, e sui circostanti pascoli d’alta quota dell’altopiano kirghizo, chiamati jailoo. Abbiamo la possibilità di percorrere qualche facile sentiero, tra i laghetti di formazione morenica che punteggiano il territorio, oppure – se ben allenati – risalire la prima parte della pista che sale verso il Picco Lenin. In ogni caso sarà facile incontrare qualcuno dei cavalieri nomadi che vegliano sulle mandrie di cavalli in libertà. Il pernottamento è ancora nel campo tendato.
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      11° Giorno
      ACHIK TASH – OSH
      (230 km: 5 - 6 ore circa)
      Altitudini slm: Achik Tash 3.600 metri, Osh 800 metri
      Oggi ci dirigiamo verso nord, lungo l’ultimo tratto della Pamir Highway, e puntiamo verso la città di Osh. Durante il tortuoso tragitto potremo ammirare ancora una volta paesaggi spettacolari, dominati dalle tinte rossastre delle gole montane e dal verde e giallo delle praterie. Osh è la seconda città del Kirghizistan e il centro amministrativo della provincia che occupa il versante kirghizo della valle di Fergana. La fondazione della città risale almeno al V secolo a.C. e per secoli Osh è stata un importante nodo di transito lungo la Via della Seta. Distrutta dai Mongoli a metà del Duecento, risorse più prospera di prima grazie agli intensi commerci. Oggi Osh ha tutto l’aspetto di una cittadina sovietica e sono pochi i luoghi di un qualche interesse, a parte la piazza centrale e il cosiddetto “Trono di Salomone” (Taht-I-Sulayman), una spoglia altura che incombe sull’abitato e che è da secoli un importante meta di pellegrinaggio per i musulmani, poiché si dice che Maometto in persona vi fosse giunto per pregare. Sulayman (il biblico Salomone) è un venerato profeta citato nel Corano e la montagna custodisce un santuario che si crede sorga sulla sua tomba. Il Trono di Salomone è l’unico Patrimonio dell’Umanità situato interamente nel territorio del Kirghizistan: si tratta del miglior esempio di montagna sacra di tutta l’Asia Centrale, oggetto di venerazione da millenni. Arrivo a Osh e sistemazione in hotel.
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      12° Giorno
      OSH - UZGEN - KAZARMAN
      (300 km: 7 ore circa)
      Altitudini slm: Osh 800 metri, Passo di Kaldama 3.060 metri, Kazarman, 1.310 metri
      In mattinata partiamo verso nord-est, diretti a Kazarman, su strade di montagna a tratti piuttosto tortuose, ma che si inoltrano tra magnifici paesaggi. Durante il viaggio facciamo sosta a Uzgen, (Ozgon), antica città già capitale del Khanato Karakhanide tra il X e il XII secolo, situata a poca distanza dal confine uzbeko, all’estremità orientale della valle di Fergana. Qui visiteremo uno dei pochi monumenti storici del Kirghizistan sopravvissuti alle distruzioni di Gengis Khan: un minareto e tre mausolei contigui risalenti al XII secolo. Il minareto, sebbene alquanto tozzo, si fa ammirare per lo splendido paramento in mattoni, disposti a formare complessi motivi ornamentali. Si continua per la città di Jalal Abad, la “città di Jalal”, la terza città del Kirghizistan. Dopo pranzo di risale sull’altopiano fino al passo di Kaldama, sulla catena dei monti Fergana. Giungiamo infine a Kazarman, capoluogo del distretto di Toguz-Toro. Arrivo e sistemazione in un’abitazione privata.
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      13° Giorno
      KAZARMAN - LAGO SONG KUL
      (250 km: 6 ore circa)
      Altitudini slm: Kazarman 1.310 metri, Lago Song Kul 3.020 metri
      Attraverso vallate e montagne, una strada tortuosa ma panoramica ci conduce fino alle sponde del magnifico lago Song Kul, situato nel mezzo delle montagne del Tien Shan, tra panorami grandiosi. Lungo 29 chilometri e largo 18, privo di emissari, lo specchio d’acqua è circondato da estese praterie che lasciano il posto ad alte catene montuose, stagliantesi all’orizzonte in ogni direzione. A causa dell’altitudine e delle rigide condizioni climatiche (a gennaio la temperatura media è di 20 gradi sotto zero!), il lago è raggiungibile solo nei mesi estivi, quando le nevi invernali sono completamente sciolte. Sulle sue sponde convergono gruppi di pastori con le loro mandrie di cavalli, che qui trovano cibo in abbondanza nei pascoli verdeggianti. All’arrivo ci sistemiamo in una yurta, la tipica abitazione mobile a pianta circolare di origine mongola, ancora utilizzata dai pastori itineranti di queste regioni.
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      14° Giorno
      LAGO SONG KUL
      Dopo la prima colazione nella yurta avremo tutta la giornata a disposizione per esplorare a piedi i dintorni del campo o per una cavalcata lungo le sponde del lago, che al mattino pare un topazio trasparente. I cavalli, qui, sono considerati un’autentica ricchezza; snelli, dal collo arcuato, capaci di un galoppo veloce ma leggero, sono da sempre il pilastro dei popoli nomadi delle steppe. In questo luogo fuori dal tempo, privo di elettricità, telefoni, tecnologia, potremo assaporare il fascino dell’autentica vita nomade nella steppa e assaggiare la bevanda tradizionale kirghiza, il “kumis”, a base di latte di giumenta fermentato. Inoltre, con l’aiuto del cuoco del campo, avremo l’occasione di cuocere il pane dei nomadi, chiamato “boorsoks”.
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      15° Giorno
      LAGO SONG KUL – Kochkor - BISHKEK
      (380 km: 6 ore circa)
      Altitudini slm: Lago Song Kul 3.020 metri, Bishkek 800 metri
      Dopo la prima colazione nella yurta partiamo alla volta di Bishkek. Durante il tragitto facciamo tappa nella cittadina di Kochkor, nella quale sono attivi diversi laboratori tradizionali per la produzione del feltro, un materiale impiegato per gli scopi più vari, dagli stivali alle coperture delle yurte. Più tardi facciamo tappa nella città di Tokmok, che sorge nella fertile valle di Čuj, per secoli ambita preda di molti conquistatori per la sua prosperità. Nei pressi dell’insediamento si trova la torre di Burana, risalente all’XI secolo, in realtà un minareto in mattoni che è – assieme a tre mausolei e poche altre rovine – tutto quanto rimane dell’antica città di Balasgun, un tempo potente centro commerciale situato lungo la Via della Seta. Nel tardo pomeriggio giungiamo infine a Bishkek, la capitale del Kirghizistan oltre che il maggior centro economico e culturale del Paese. Arrivo e sistemazione in hotel. La cena ci attende in un locale tipico.
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      16° Giorno
      BISHKEK
      La capitale del Kirghizistan sorge al margine settentrionale dei monti Kyrgyz Alatau, un braccio della catena del Tian Shan. Il suo nome attuale pare derivi dal vecchio nome kazako pishpek che è la zangola di legno utilizzata per produrre il “kumis”. Iniziamo il tour della città, nel cui tessuto sono ancora chiaramente visibili le testimonianze dell’epoca sovietica. La città si dipana lungo l’asse principale, la Chuy Avenue, nei pressi del quale si trovano le maggiori attrazioni e sul quale si apre la piazza Ala-Too, la maggiore della capitale, dove, davanti al moderno edificio del Museo, è collocato un piedestallo su cui sorge la statua di Manas, eroe del poema epico condiviso dalle popolazioni dell’Asia Centrale, che ha sostituito la statua della libertà eretta in occasione della fondazione della Repubblica, che a sua volta aveva sostituito la statua di Lenin, ora spostata in una piazza laterale. Nella parte occidentale della città visitiamo anche il vivace Osh Bazaar, dove si trova di tutto un po’: dagli alimenti al vestiario, dagli oggetti per la casa ai souvenir, ai prodotti dell’artigianato locale, soprattutto in legno intagliato.
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      17° Giorno
      BISHKEK - ITALIA
      Dopo la prima colazione, trasferimento in aeroporto e partenza con il volo di ritorno in Italia, con scalo a Istanbul. L’arrivo a destinazione è previsto nel tardo pomeriggio.


      PARTENZE GRUPPO

      Quote individuali con assistenza di accompagnatore dall’Italia a partire da 10/12 partecipanti:

       PARTENZE 2019

      In doppia

      Supplemento 
      singola (vedere il Nota bene)

       Dal 7 al 23 Agosto 
       con accompagnatrice Chiara Miglioli

      € 4.580,00

       € 330,00

      Quota garantita fino al 31/5/19.

      PRENOTANDO ENTRO QUESTA DATA, SI AVRÀ LA GARANZIA CHE LA QUOTA NON SUBIRÀ VARIAZIONI A SEGUITO DELL’AUMENTO DELLE TARIFFE AEREE. PER ULTERIORI INFORMAZIONI, VI INVITIAMO A LEGGERE LE PAGINE “PRENOTARE IN ANTICIPO CONVIENE...”  CLICCANDO QUI  

       

      Cambio applicato 1 USD = 0,8472 EUR 

       

      La quota comprende

      • I passaggi aerei internazionali con voli di linea Turkish Airlines (classe di prenotazione speciale gruppi: vedere paragrafo alla pagina Informazioni Generali), 20 kg di franchigia bagaglio • Tutti i trasferimenti con veicoli adeguati al numero di partecipanti • Sistemazione negli hotel/campi/case private indicati in apertura al tour • I pasti dettagliati nel programma • Visite ed escursioni come da programma • Ingressi durante le visite guidate • Assistenza di personale locale qualificato e di guide locali parlanti inglese • Assistenza di accompagnatore dall'Italia a partire da 10 partecipanti • Assicurazione “Multirischi” inclusa (Annullamento Viaggio, Bagaglio, Assistenza alla Persona e Spese Mediche, Interruzione Soggiorno, Famiglia Sicura).

       

      La quota non comprende

      • Visto di ingresso per il Tajikistan e permesso di ingresso nel Gorno-Badakshan (Euro 90) • Le tasse aeroportuali e di sicurezza (Euro 310 circa) e le tasse aeroportuali pagabili unicamente in loco • Eventuale introduzione di nuove tasse governative o aumenti delle stesse e aumenti del costo dei biglietti di ingresso ai vari siti di interesse turistico, parchi o riserve naturalistiche di cui non si è a conoscenza al momento della elaborazione delle quote • Bevande, mance e quant’altro non espressamente indicato. 

       

      NOTA BENE

       La camera singola disponibile a Dushanbe, Kalai Khumb, Korog, Osh e Bishkek. Nelle yurte e in casa privata secondo disponibilità del momento. 

      • Per questo viaggio non è possibile accettare un numero di partecipanti superiore a 12.

       

       

       

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