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DURATA

14 giorni

PARTENZA DI GRUPPO CON ACCOMPAGNATORE DALL'ITALIA: 
DAL 13 AL 26 AGOSTO 2019


 UN VIAGGIO PER...

A parte qualche tratta di trasferimento piuttosto lunga, qualche breve percorso a piedi e le sistemazioni in hotel buoni ma datati (pur avendo optato per i migliori esistenti), il viaggio non presenta difficoltà. Dal punto di vista panoramico ed etnografico, il paradiso per i fotografi e gli appassionati di etnie minoritarie.


I VOSTRI ALBERGHI

Islamabad: Islamabad Hotel Islamabad 5*
Besham: PTDC Motel 2*
Gilgit: Serena Hotel 3*
Karimabad: Hunza Serena Inn 3*
Gupis: PTDC Motel Gupis 3*
Mastuj: PTDC Moel Mastuj 3*
Chitral: Hindukush Heights 4*
Valle dello Swat: Serena Hotel Swat 4*

 

MEZZI DI TRASPORTO

Vetture fuoristrada da Gilgit a Chitral, minibus o bus a seconda del numero di partecipanti.


DA SAPERE

Necessari un buon paio di scarponcini, un certo spirito di adattamento alle realtà locali, un abbigliamento a strati e la possibilità di memorizzare migliaia di fotografie. Le visite dei musei sono state calcolate secondo i giorni di apertura, tuttavia può succedere che siano chiusi per svariate ragioni. Alcuni pranzi, nel corso di escursioni o trasferimenti o in mancanza di adeguate strutture di ristorazione, sono previsti al sacco. Nonostante la grande varietà di paesaggi e popoli che si attraversano e si incontrano, il viaggio può risultare stancante, alcune giornate richiedono molte ore di viaggio. Le distanze e i tempi di percorrenza segnalati nel programma debbono considerarsi indicativi, la loro variabilità dipende infatti da diversi fattori, quali la meteorologia, le condizioni delle strade che possono presentare tratti disagevoli a causa di buche o di eventuali lavori di manutenzione. Prima di affrontare un viaggio in altitudine o in regioni isolate o prive di infrastrutture adeguate è comunque sempre consigliata un'accurata visita medica di controllo che attesti buone condizioni di salute. La sequenza delle visite indicata nel programma può subire variazioni dovute a motivi di ordine organizzativo, meteorologico o ambientale, sempre con l'obiettivo di salvaguardare l’interesse generale del viaggio.


QUANDO PARTIRE...

Il viaggio viene effettuato in occasione della festa di mezza estate dei Kalash, tuttavia è un viaggio molto bello che si può effettuare anche al di fuori delle feste da maggio a ottobre.


IN QUESTO VIAGGIO IL PATRIMONIO UNESCO

- Taxila
- Takht-i Bahi


 

 

 

Questo viaggio prevede le seguenti partenze di gruppo

  • Martedì, 13 Agosto 2019
  • PAKISTAN - LE ALTE VALLI DEGLI HUNZA E DEI KAFIRI KALASH PER LA FESTA DI UCHAL

    Quote a partire da € 3.885 - 14 giorni

    • Un ritorno nelle alte valli del Pakistan, nell’angolo nord-occidentale del Paese, che si sta riaprendo da alcuni anni al turismo. Partendo da Islamabad ci addentriamo nel Nord del Paese, tra i picchi innevati che dominano le magnifiche valli degli Hunza per poi arrivare al “clou” del nostro viaggio, la regione dei Kalash, ultimi rappresentanti di una popolazione antica, di carnagione chiara e capelli biondi, per il festival di mezza estate, uno dei tre festival celebrati annualmente. I Kalash, detti anche Kafiri, sono un popolo di origine e di lingua indoeuropea rimasto isolato per secoli nella zona dell’Hindukush, a cavallo fra l’Afghanistan ed il Pakistan e che sul finire dell’Ottocento era ancora costituito da circa 100.000 individui. Circondati e protetti dall’isolamento creato dalle alte cime della zona - solo nel distretto di Chitral si contano una settantina di vette oltre i 6.000 metri, dominate dai 7.690 metri del Tirich Mir - i Kafiri (da kafir, infedeli, perché pagani) non furono raggiunti dal cristianesimo e resistettero all’islam sino al 1895, quando quelli localizzati in territorio afghano vennero sottomessi dall’emiro Abdur Rahman Khan e convertiti forzatamente all’islam. I Kalash pakistani invece, localizzati in testa alle alte valli che allora facevano parte dell’India britannica e che erano collegate a Chitral solo attraverso interminabili e scoscesi sentieri, poterono sfuggire a questa colonizzazione e sopravvivere sino ai nostri giorni mantenendo i loro usi, costumi e tradizioni, la loro cultura e la loro religione pagana, primitiva e politeista. Molti asseriscono che siano gli eredi di alcuni macedoni dell’esercito di Alessandro Magno, partito intorno al 334 a.C. dalla sua Macedonia, inseguendo il sogno del favoloso Oriente. Gli stessi esponenti di questa isoletta “infedele”, circondata da un mare islamico, sostengono di provenire dalla fusione tra i greco-macedoni, che si sarebbero spinti fino al Kafiristan nel IV secolo a.C. Ma, come è stato fatto notare da alcuni studiosi, data l’assoluta assenza di comuni tratti linguistici e culturali, non è facile accettare l’ipotesi della origine greca dei Kalash. Molto più convincente invece, e non meno suggestiva, è l’ipotesi che si tratti di un esemplare superstite della popolazione autoctona, gli Arii. Quegli stessi Arii, o Ariani, portatori della religione vedica, che migrando millenni or sono dai monti dell’Asia Centrale scesero nelle pianure del sub-continente indiano, e mescolandosi con i preesistenti popoli dravidici, diedero origine alle attuali popolazioni dell’India. Piccoli e scuri i Dravidi; alti, forti e di pelle chiara gli Arii. Sono i due estremi etnici ancora evidenti oggi in India confrontando i Tamil del sud con i Punjabi del nord.

       

      Giorno per giorno

       

      1° GIORNO
      ITALIA – ISLAMABAD
      Partenza per Islamabad, via Istanbul, con arrivo nella notte.

       

      2° GIORNO
      ISLAMABAD – TAXILA – BESHAM
      (270 km: 6 ore e mezza circa, strada asfaltata)
      Arrivo a Islamabad e trasferimento in hotel. Tempo per un po’ di riposo e, dopo la prima colazione, partenza per Taxila, Patrimonio dell’Umanità Unesco, per secoli centro politico e culturale di vari regni dell’India del Nord. La città fu fondata all’incrocio delle tre principali vie commerciali: della Battriana verso l’Asia Centrale, del Kashmir verso l’India e del Passo Khunjerab verso la Cina. Nel VI secolo a.C. fu annessa all’Impero Persiano da Dario, poi a quello Macedone di Alessandro Magno, nel 326, prima di essere conquistata da Chandragupta Maurya, il cui figlio Ashoka la trasformò in un importante centro buddhista fino a portarla ad essere una delle maggiori università del buddhismo. Gli scavi archeologici hanno portato alla luce tre città distinte, più una serie sparsa di stupa, templi e monasteri. Visitiamo il Museo, dove sono esposti i resti rinvenuti negli scavi: sculture Ghandara, rilievi di stucco, immagini di terracotta, sigilli, oggetti in vetro, gioielli, ceramiche, utensili d’argento, scrigni, manoscritti e una vasta collezione di monete. Nei pressi del museo c’è un’altura con le rovine della città più antica, Bhir Mound, risalente al VI secolo a.C. Una strada alle spalle del museo porta, in 3 chilometri, al grande stupa di Dharmarajika, chiamato anche Chir (spaccatura) Tope, per via dei cercatori di tesori che nei secoli passati hanno diviso la cupola in due parti. Si vedranno anche i resti della città Battriana. Al termine delle visite proseguimento per Besham: passando per Haripur e Mansera raggiungiamo la famosa Karakorum Highway a Thakot; poco dopo sostiamo per vedere il monumento alla FWO (Frontier Works Organization), il genio dell’esercito pakistano che ha seguito i lavori insieme al Governo cinese per la realizzazione di questa maestosa opera di ingegneria, con non poche perdite di vite umane da entrambe le parti. Arrivo a Besham e sistemazione in hotel.
      Pensione completa.

       

      3° GIORNO
      BESHAM – GILGIT
      (330 km: 8 ore e mezza circa, strada asfaltata)
      Proseguiamo il nostro viaggio sulla leggendaria Shahrah-e-Resham, oltrepassando Pattan, il capoluogo amministrativo del Kohistan, per poi raggiungere Chilas, dove potremo ammirare incisioni rupestri di fama mondiale lasciate dai monaci buddhisti diretti in Cina. Dopo una breve sosta dove il fiume Indo incontra il Gilgit, giungiamo al punto in cui si incontrano le più grandi catene montuose della Terra: il Karakorum, l'Himalaya e l'Hindukush; sosteremo in un punto panoramico con veduta sulle creste e sui ghiacciai del Nanga Parbat, che con i suoi 8126 metri è la nona montagna più alta della Terra. Raggiungiamo infine Gilgit, dove ci sistemiamo in hotel per un meritato riposo.
      Pensione completa.

       

      4° GIORNO
      GILGIT – KARIMABAD
      (110 km: 2 ore e mezza circa, strada asfaltata)
      La mattina è dedicata alla visita di Gilgit: antico snodo lungo la Via della Seta, Gilgit è una cittadina operosa e indaffarata, punto di incontro di varie etnie. Gli abitanti originari del luogo hanno carnagione pallida e lineamenti greci, caratteristiche riscontrabili anche talvolta tra gli Hunzakut e i Kafiri Kalash, da cui la credenza che li vorrebbe discendenti dall'armata di Alessandro Magno. Vedremo il grande e colorato bazar, la grande scultura nella roccia del Buddha di Kargah, risalente al VII secolo e il Chinar Bagh, dove si trova un cippo in memoria di coloro che hanno combattuto per l’indipendenza della regione. Partenza per Karimabad. Nei pressi di Chalt la Karakorum si snoda lungo il confine della “falda asiatica”, nella quale il subcontinente indiano si inserì 50 milioni di anni fa dando origine alla catena dell’Himalaya. Non c’è una linea di demarcazione, ma a nord si trova l’Asia, mentre a sud ci sono i resti di una catena di isole vulcaniche intrappolate dalla deriva geologica di Asia e India. Riprendiamo il percorso lungo la Karakorum Highway in direzione di Karimabad. Sosta al Rakaposhi View per una superba vista della parete nord della montagna più meridionale della catena del Karakorum (7788 m) con i candidi ghiacciai. Arrivo e sistemazione in hotel.
      Pensione completa.

       

      5° GIORNO
      KARIMABAD – LA VALLE DELL’HUNZA
      Giornata di tranquille visite nella serena bellezza della valle dell'Hunza. Al mattino visiteremo il Baltit Fort, un tempo roccaforte della dinastia Ayasho e oggi meravigliosamente restaurato, che si staglia in posizione panoramica sull'alto di un promontorio roccioso. Con pochi minuti di auto o, per chi lo desideri, con una panoramica camminata di 20/30 minuti, raggiungeremo il villaggio "gemello" di Altit. Qui visiteremo il forte di Altit e sosteremo per il pranzo preparato da una cooperativa di donne nel “frutteto celeste” annesso al forte, che è stato anch'esso restaurato. Nel pomeriggio ci dirigiamo al villaggio di Nagar, ancora oggi residenza del mir locale, e da qui proseguiamo per il villaggio di Hoper. Il percorso ci regala delle splendide vedute della stessa valle e delle montagne dell’Hunza Ultar. Hopper si trova in una fertile conca circondata da alte montagne, dalla quale si ha una splendida vista sul ghiacciaio Buwaltar. Chi lo desidera potrà effettuare una breve passeggiata sul ghiacciaio. Sulla via del ritorno a Karimabad sostiamo al villaggio di Ganish, un agglomerato tradizionale di case e moschee lignee, molto ben conservato e con un’ottima manutenzione garantita dal Trust dell’Agha Khan. Rientro in hotel.
      Pensione completa.

       

      6° GIORNO
      KARIMABAD – DUIKER – GULMIT – GILGIT
      Una sveglia prima dell’alba ci consente di giungere al villaggio di Duiker in tempo per ammirare il sorgere del sole sui picchi innevati: da Duiker, situato sopra Karimabad a circa 3000 metri di altitudine, si gode di una splendida vista sulla corona di vette della valle dell’Hunza: Rakaposhi, Diran, Golden Peak, Ultar, in totale ben undici vette che raggiungono altezze tra i 6000 e i 7000 metri. Dopo una colazione all’Eagle’s Nest Hotel, riprendiamo la Karakorum Highway per raggiungere Gulmit, nell’Upper Hunza, lungo la riva del nuovo lago di Attaabad, formatosi recentemente in seguito ad una gigantesca frana che ha sbarrato il corso dell'Hunza. Gulmit un tempo capitale del regno di Hunza, ospita alcuni edifici interessanti, tra i quali una casa antica di 900 anni. Dopo il pranzo proseguiamo per la fertile oasi di Passu, a 2900 metri di altitudine, da cui si gode di vedute favolose sui picchi, tutti superiori ai 7000 metri, del Tupupdan Sar, Shispare e Boyohagur. Partenza per Gilgit e sistemazione in hotel.
      Pensione completa. 

       

      7° GIORNO
      GILGIT – GUPIS
      (150 km: 7 ore circa, strada mista)
      Dopo la colazione partiamo in fuoristrada per Gupis; lungo il percorso si sosta presso il “Gahkuch view point” alla confluenza dell’Ishkoman Valley con un lungo ponte galleggiante e presso il ponte sospeso tibetano sul fiume Khalti, che costeggia l’omonimo fiume con l’adiacente lago alla confluenza dei fiumi Ghizer e Yasiney. I panorami montani, costeggiando il fondovalle, si succedono con spettacolari scorci fino a giungere a Gupis. Sistemazione in hotel. Nel pomeriggio visitiamo il villaggio e il Khalti Lake, a circa 2227 metri sul livello del mare. Il lago, importante fonte di acqua dolce e noto per il suo habitat di trote, si trova in una curva del fiume Ghizer vicino al villaggio di Khalti. Il lago di solito si ghiaccia durante l’inverno, consentendovi di svolgere tornei sulla sua superficie ghiacciata. In origine, le trote furono immesse nel fiume Ghizer vicino al villaggio di Golaghmuli e aumentando di numero raggiunsero gradatamente quasi ogni parte della valle di Gupis.
      Pensione completa.

       

      8° GIORNO
      GUPIS – PHANDER – MASTUJ
      (110 km: 6 ore circa, strada mista)
      Lungo il fiume Ghizer, che serpeggia attraverso la pianura alluvionale verde e coltivata che supporta l’insediamento urbano di Phander (2800 m), appare infine la magnifica vista del profondo lago omonimo. Da qui, proseguendo alla volta di Mastuj, si percorre una delle strade più scenografiche dell’Asia. Si ha modo di fare diverse soste lungo il fondovalle del fiume Ghizer, che scorre parallelo al Corridoio del Wakhan in Afghanistan (che separa il Pamir e il Tajikistan dal Karakorum Range) in uno dei rami principali della Via della Seta, che dal Centro Asia attraverso il Khunjerab Pass conduce all’India. Raggiungiamo il Shandur Pass (3800 metri) dove sosteremo per un pranzo al sacco. Da esso si scende lentamente costeggiando la riva orientale del fiume Laspur, che passa per il villaggio di Harchin, per giungere a Mastuj, affacciato sul fiume Yarkhun. Sistemazione in hotel.
      Pensione completa che include il pranzo al sacco.

       

      9° GIORNO
      MASTUJ – CHITRAL
      (110 km: 6 ore circa, strada mista)
      Lungo il percorso odierno, con il manto stradale in costante miglioramento man mano che si giunge alla destinazione, il paesaggio è particolarmente suggestivo con i villaggi sparsi lungo il grande canyon alluvionale che congiunge l’altipiano di Panjikur alla valle di Kashgar e che oltre il Boroghil Pass scorre nel Yarkhun Gol, solcato a valle dal fiume omonimo. I ruscelli e i canali di irrigazione corrono attraverso i campi di grano e orzo, mentre nei villaggi alberi di albicocco sono diffusi ovunque. Si ha modo di ammirare diversi punti spettacolari e panoramici sulle montagne dell’Hindu Raj: si oltrepassa il Buni Zom (6542 metri) e, nei pressi della confluenza dei fiumi Chitral e Khunar, appare maestosa tra diverse angolazioni la sagoma del Tirich Mir, la superba alta vetta dell’Hindukush (7706 metri), per giungere infine a Chitral (1475 m). La città, situata nella Chitral Valley, è isolata nell’estremo nord del Khyber Pakhtunkhwa ai piedi del Tirich Mir. Alessandro Magno fece tappa qui nel 326 a.C; una recente iscrizione sanscrita ricorda che il paese era sotto il re Kaipal di Kabul, di fede buddhista. Qui dopo vari regni, i Mehtras salirono al potere e governarono il piccolo regno per oltre trecento anni. Mentre si richiedono i permessi utili per entrare nella Kalash Valley per il giorno successivo, si fa una breve visita per il suo centro. Si visitano la Shahi Masjid, sede di scuola coranica, con gli adiacenti Shahi Qila o Chitral Fort (Palazzo-Fortezza dei Mehtar) ed il bazar, tra i commercianti locali di etnia Pashtun.
      Pensione completa.

       

      10° GIORNO
      CHITRAL – ESCURSIONE A  RUMBUR (VALLE DEI KALASH)
      (70 km: 7 ore circa, strada mista)
      Dopo la colazione partiamo per Rumbur, una delle tre valli abitate dai Kalash, per l’inizio delle celebrazioni del Festival di mezza Estate. Le valli dei Kalash, coperte di boschi di deodora e malvoni, sono piccole e aspre. Quella di Rumbur è particolarmente stretta e le solide case in legno, pietra e fango si inerpicano sui fianchi delle montagne, con il tetto di una che fa da veranda alla successiva. Al piano terra si trovano stalle e magazzini; tra le stanze ai piani superiori generalmente c’è una cucina-sala da pranzo senza finestre e fuligginosa, con un focolare al centro cui corrisponde il foro di uscita del fumo, e una porta che dà sulla veranda. I Kalash coltivano grano, miglio, mais e lenticchie e allevano capre. Le uve dolci, delle viti nodose che crescono rampicanti intorno agli alberi, vengono trasformate in un vino molto forte e di sapore per noi non proprio gradevole. Le more, le albicocche, le mele e le susine sono abbondanti. Le noci rappresentano un’importante fonte di proteine in una dieta povera di carne. Le provviste vengono conservate in dispense di legno rialzate da terra, strutturate all’interno come armadi. In contrasto con la cultura pakistana, i Kalash non attuano nessuna differenza di trattamento tra uomini e donne, che sono libere di scegliere il loro marito e possono anche divorziare, una cosa alquanto improbabile per le donne musulmane, costrette a mantenere un certo comportamento imposto dall’integralismo religioso. Sia gli uomini che le donne lavorano nella fattoria a conduzione familiare, mentre alcuni compiti sono ben distinti. Le donne generalmente si occupano dei lavori domestici e dei figli, mentre gli uomini si occupano del commercio.
      Pensione completa. 

      Nota bene: L’ordine delle visite è da considerarsi indicativo poiché cercheremo del nostro meglio per farvi essere sempre nel “clou” dei festeggiamenti, che non hanno un programma preciso comunicato in anticipo.

       

      11° GIORNO
      CHITRAL – ESCURSIONE A BUMBURET (VALLE DEI KALASH)
      La giornata di oggi sarà decisamente indimenticabile, alla scoperta della tribù dei Kafiri Kalash che è considerata infedele dai musulmani perché politeisti di antichi dèi, nota al mondo esterno per il loro atteggiamento gioioso verso la vita. L’Uchal Festival viene celebrato ogni anno al momento del raccolto di frumento e orzo per ringraziare la madre natura per la sua prosperità. Specialmente in occasione dell’evento vengono preparati dei piatti tradizionali particolari come formaggi, burro e pane di mais. Ogni cerimonia è accompagnata da danze popolari e canti ritmici al suono dei tamburi e flauti. Le donne cominciano le danze in circolo, poi intervengono anche gli uomini. La partecipazione ai balli locali è molto gradita e viene interpretata come un segno di amicizia. Al giorno d’oggi gli uomini della tribù indossano il classico abito pakistano (Shalwar Kameez), mentre le donne si vestono ancora con l’abito tradizionale nero con una cintura rossa stretta in vita. Le donne inoltre fanno uso di decorazioni come gli sgargianti copricapi di lana decorati con conchiglie, bottoni e campanelle, mentre intorno al collo sfoggiano voluminose collane fatte di perline colorate. Gli anziani invece indossano abiti molto vivaci e raccontano leggende e storie del passato. Una caratteristica stupefacente, comune a molti Kalash, sono gli occhi chiari e i capelli biondi o castani, il che avrebbe alimentato la credenza secondo cui sarebbero discendenti da alcuni soldati di Alessandro Magno stanziatisi nella zona. Vedremo il museo dei Kalash a Bumburet e seguiremo i festeggiamenti anche ad Ayun, un principato dell’antico regno di Chitral. Sistemazione in hotel.
      Pensione completa.

       

      12° GIORNO
      CHITRAL – SAIDU SHARIF
      (250 km: 8 ore e mezza circa)
      Ripartiamo a bordo del nostro bus lasciate le jeep attraverso il Lowari Tunnel che conduce a Swat. Il tunnel, la cui faraonica costruzione è costata circa 260 milioni di dollari, consente un più facile avvicinamento tra Islamabad e Chitral mentre tra i numerosi tornanti si vedono molti mezzi pesanti (camion e colorati tir) che, con i loro carichi di merci e la varia umanità che si portano dietro, vanno su e giù. Dopo una sosta a Dir si riprende il percorso per giungere a valle a Saidu Sharif, sede del Governo dello Swat. Sistemazione in hotel. Storicamente lo Swat è stata una regione molto importante. Fu attraversato da Alessandro Magno che vi conquistò una roccaforte (oggi Udegram); dal II secolo divenne una regione fervidamente buddhista e vi nacque Padmasambhava nell’VIII secolo, considerato il primo e più importante diffusore del buddhismo in Tibet, particolarmente del Vajrayana, e il fondatore del buddhismo Tibetano. La conquista islamica si deve al famoso e terribile sultano Mahmud di Ghazni all’inizio dell’XI secolo, che mosse contro il nord-ovest del sub-continente indiano una guerra devastante e predatoria. Sistemazione in hotel.
      Pensione completa.

       

      13° GIORNO
      SAIDU SHARIF – ISLAMABAD
      (255 km: 5 ore circa, strada asfaltata)
      La prima parte della mattina è dedicata alla visita del bellissimo museo di Saidu Sharif dove l’attività di ricerca italiana fu promossa a partire dal 1955 dal grande orientalista Giuseppe Tucci. Gli scavi avviati nelle aree sacre di Butkara, Panr e Saidu Sharif portarono alla luce molte sculture appartenenti all’arte del Gandhara e diedero un contributo fondamentale alla conoscenza dell’architettura e dell’arte buddhista. Proseguiamo poi per Islamabad, con una sosta lungo il percorso per ammirare una delle meraviglie Patrimonio dell’Unesco: il monastero buddhista di Takh-i-Bahi, in puro stile gandhara (I - VII secolo d.C.), posto in posizione spettacolare su una collina rocciosa. All’ingresso, colonne dai capitelli corinzi introducono alla grande corte degli stupa, che contenevano statue di Buddha di grandi dimensioni, mentre le pareti erano percorse da fregi che ne raffiguravano la vita. Alcuni gradini portano alla corte principale di forma quadrangolare con le celle dei monaci disposte su tre lati; una rampa sale alla corte del grande stupa, di cui resta solo il basamento. Intorno si aprono delle cappelle mentre sul lato ovest si apre la sala delle assemblee. Al termine delle visite proseguimento per Islamabad percorrendo la famosa Grand Trunk Road (GT Road), una delle più antiche e lunghe strade dell'Asia, che per più di due millenni ha collegato l'Asia Meridionale con quella Centrale. Il tracciato originale risale al periodo precedente alla nascita del Buddha, quando era chiamata Uttara Path, la strada del Nord; rimaneggiato da Chandragupta Maurya, si deve a Sher Shah Suri il percorso attuale. Furono i Moghul a farne costruire le ultime due tratte, da Patna a Chittagong e da Peshawar a Kabul attraverso il mitico Kyber Pass. Arrivo a Islambad e sistemazione in hotel.
      Pensione completa.

       

      14° GIORNO
      ISLAMABAD – ITALIA
      Di primissima mattina trasferimento in aeroporto e partenza con il volo di rientro in Italia, via Istanbul. Arrivo in Italia nel pomeriggio.


      PARTENZE GRUPPO

      Quote individuali con assistenza di accompagnatore dall’Italia a partire da 11/15 partecipanti:

       PARTENZE 2019

      In doppia

      Supplemento 
      singola

       Dal 13 al 26 Agosto 

      € 3.885,00

       € 555,00

      Quota garantita fino al 3/6/19.

      PRENOTANDO ENTRO QUESTA DATA, SI AVRÀ LA GARANZIA CHE LA QUOTA NON SUBIRÀ VARIAZIONI A SEGUITO DELL’AUMENTO DELLE TARIFFE AEREE. PER ULTERIORI INFORMAZIONI, VI INVITIAMO A LEGGERE LE PAGINE “PRENOTARE IN ANTICIPO CONVIENE...”  CLICCANDO QUI  

       

      Cambio applicato: 1 USD = 0.8472 EUR  

       

      La quota comprende

      • I passaggi aerei internazionali con voli di linea Turkish Airlines da/per Milano (classe di prenotazione speciale gruppo: vedere paragrafo alla pagina Informazioni Generali), 23 kg di franchigia bagaglio • I trasferimenti in fuoristrada da Gilgit a Chitral, minibus o bus a seconda del numero di partecipanti • Sistemazione in hotel indicati in apertura al tour • I pasti dettagliati nel programma • Visite ed escursioni come da programma • Ingressi durante le visite guidate • Assistenza di personale locale qualificato e di guide locali parlanti inglese • Assistenza di un accompagnatore dall’Italia per i gruppi a partire da 11 partecipanti • Assicurazione “Multirischi” inclusa (Annullamento Viaggio, Bagaglio, Assistenza alla Persona e Spese Mediche, Interruzione Soggiorno, Famiglia Sicura).

       

      La quota non comprende

      • Visto di ingresso in Pakistan (Euro 110) • Le tasse aeroportuali e di sicurezza (Euro 375 circa) e le tasse aeroportuali pagabili unicamente in loco • Eventuale introduzione di nuove tasse governative o aumenti delle stesse e aumenti del costo dei biglietti di ingresso ai vari siti di interesse turistico, parchi o riserve naturalistiche di cui non si è a conoscenza al momento della elaborazione delle quote • Bevande, mance e quant’altro non espressamente indicato.

       

       

       

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