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DURATA

17 giorni

UN CIRCUITO COMPLETO
CHE APPROFONDISCE
LE REGIONI DEL SUD


PARTENZA DI GRUPPO
Dall'11 al 27 Agosto 2020
 


UN VIAGGIO PER...

Pensato per chi è alla ricerca di un itinerario importante, che offra un panorama completo e molto esauriente del Paese. Il viaggio è adatto a tutti e non presenta alcuna particolare difficoltà.


 I VOSTRI ALBERGHI

Deserto del Kalahari: Intu Afrika Camelthorn Lodge 3* Sup.
Fish River Canyon: Cañon Lodge 4*
Lüderitz: Nest Hotel 4*
Deserto del Namib: Sossusvlei Lodge 4*
Swakopmund: Hansa Hotel 4*
Damaraland: Twyfelfontein Lodge 4*
Parco Nazionale Etosha: Okaukuejo Resort 4*
Otjiwarongo: Erindi Old Traders Lodge 4*
Windhoek: Na’ankuse lodge 4* Sup.

 

MEZZI DI TRASPORTO

Vetture o minibus a seconda del numero di partecipanti, dotati di aria condizionata.


DA SAPERE

Una bella traversata da sud a nord con i due deserti del Kalahari e del Namib, la città fantasma di Kolmanskop e a nord-ovest l’incontro con gli Himba. I percorsi sono lunghi ma spettacolari, su strade in buona parte sterrate ma in buone condizioni, che non richiedono l’utilizzo di mezzi fuoristrada. La sistemazione all’interno del Parco Etosha è in un resort situato nei pressi di una pozza d’acqua che attira la grande fauna garantendo una comoda osservazione degli animali ad ogni ora del giorno e della notte.   


QUANDO PARTIRE…

Il clima semidesertico della Namibia ne consente la visita in qualsiasi periodo dell’anno. I mesi dell'inverno australe (da maggio a settembre) sono i migliori per visitare il Paese, le giornate sono limpide e gli animali si concentrano attorno alle poche pozze d'acqua rimaste. Per approfondimenti sul clima nei vari periodi dell’anno, fare riferimento alla pagina “Il clima dell’Africa australe e del Madagascar”.


 

IN QUESTO VIAGGIO IL PATRIMONIO UNESCO

- I petroglifi di Twyfelfontein
- Il mare di sabbia del deserto del Namib


 

Questo viaggio prevede le seguenti partenze di gruppo

  • Martedì, 11 Agosto 2020
  • NAMIBIA - LA TERRA DEI DESERTI E DEI DIAMANTI

    Quote a partire da € 6.170 - 17 giorni - Partenze a date libere su richiesta

    • Incuneata tra il Kalahari e l’Atlantico, la Namibia è un Paese di indiscutibile bellezza paesaggistica, che ha ereditato una solida infrastruttura ed una grande varietà di culture, tra cui quelle dei San, degli Herero, dei Khoi Khoi, degli Ovambo e dei Kavango. La Namibia è celebre per i contrasti dei suoi ambienti, che non hanno eguali. Si ritiene che il Deserto del Namib, esteso lungo la costa, unico nella sua desolazione, con le sue alte dune e la sensazione di immenso spazio aperto, sia il più antico deserto del mondo. L'altopiano centrale, dalle savane cosparse di rovi e dagli aspri monti che si innalzano bruscamente dalle pianure, termina a sud nel maestoso Fish River Canyon. Nel nord del Paese, i paesaggi variano dalla densa macchia alle aperte pianure della Piana di Etosha; la Skeleton Coast si affaccia selvaggia ed immutabile sull’oceano, il Koakoveld offre distese desertiche e culture tradizionali degli Himba, le foreste del Caprivi sono rigogliose e verdi. Testimoni dell'antichità pressoché eterna del Paese sono le impronte di dinosauro conservate nella pietra arenaria, l'arte rupestre di epoca preistorica e l'incredibile Welwitschia mirabilis, detta anche la pianta fossile.
      Questo è il viaggio più completo che si possa fare per un primo approccio alla Namibia, tra magnifici paesaggi e culture millenarie.

       

      Giorno per giorno

       

       

      1° GIORNO
      ITALIA - WINDHOEK
      Partenza con volo di linea per Windhoek, via Addis Abeba, con arrivo il giorno successivo.

       

      2° GIORNO
      WINDHOEK - DESERTO DEL KALAHARI
      (260 km: 3 ore circa)
      Arrivo a Windhoek e proseguimento per il deserto del Kalahari. Questa immensa distesa è formata a perdita d’occhio da dune di sabbia rossa, punteggiate solo da una sporadica vegetazione fatta di acacie e ciuffi di erbe coriacee. Qui vivono le snelle antilopi springbok e i massicci orici (detti gemsbok), oltre a struzzi, sciacalli e porcospini; la caratteristica otarda di Kori, uno dei più grandi uccelli in grado di volare, e colonie di uccelli tessitori che spesso colonizzano interi alberi di acacia, completano il paesaggio. È in questo luogo affascinante, ma poco ospitale, che il popolo dei San, più noti come Boscimani, si è insediato fin dalla notte dei tempi, vivendo di caccia e dei pochi frutti del deserto. Arrivo e sistemazione in un lodge situato sulle dune rosse del Kalahari. Nel pomeriggio effettueremo un fotosafari in fuoristrada nel deserto. Il Kalahari, chiamato dai San Kgalakgadi, nacque quando l’Africa faceva ancora parte del Gondwana. Per 10 milioni di anni la superficie delle rocce venne erosa dal dilavamento delle acque e ridotta a cumuli di sedimenti chiamati Karoo. Quando il Gondwana si divise, l’attuale Africa Australe venne ricoperta da una superficie di circa 9 chilometri di lava. Ancora una volta l’erosione ed il dilavamento delle acque fecero grandi mutamenti, con il passare del tempo si creò l’altopiano quasi pianeggiante che oggi forma l’Africa Meridionale. L’inaridimento progressivo del clima ed il deposito di sedimenti, unitamente alle attività tettoniche sempre più violente fecero sì che ad Ovest si incominciasse a formare il Great Rift, che provocò una spaccatura nel territorio, che terminava con una serie di faglie in Zimbabwe e nel Botswana Settentrionale. Le tensioni che si vennero a creare fecero sì che nascesse una depressione poco profonda nell’altopiano originario. Il sollevamento progressivo dei bordi della depressione fece deviare il corso dei fiumi e si formò così il deserto. Verdi acacie ed erbe gialle contrastano con le dune ossidate di sabbia rossa che si estendono per più di 100 chilometri.
      Mezza pensione che include la cena.

       

      3° GIORNO
      DESERTO DEL KALAHARI - FORESTA DI KOKERBOOM - FISH RIVER CANYON
      (450 km: 5 ore circa)
      Proseguendo verso sud lungo la B1 si incontra Keetmanshoop, che ha 15.000 abitanti ed è il principale crocevia della Namibia meridionale. In origine insediamento Nama posto sulle rive del fiume Swartmodder, è stato trasformato in cittadina nel 1866 dal reverendo John Schroeder della Società Missionaria Renana e fu chiamata Keetmanshoop in onore dell’industriale Keetmann che fornì i fondi per la missione. L’attrazione principale della zona è la Foresta di Kokerboom, che conta ben 250 alberi di questo tipo: vengono chiamati alberi faretra perché i Boscimani ne utilizzavano i rami per farne delle faretre; appartengono alla famiglia delle aloe (Aloe dichotoma) e sono diffusi in buona parte della Namibia e nel Namaqaland sudafricano. Solitamente crescono in zone aride e pietrose: hanno un aspetto particolare, col tronco tozzo, i rami rivolti a ventaglio verso l’alto e la corteccia liscia, quasi fossero piante girate al rovescio con le radici verso l’alto. Quello che li rende eccezionali è che durante i mesi di giugno e luglio si ricoprono di fiori di un giallo brillante. La foresta si trova nella fattoria Gariganus, a 14 chilometri a nord-est di Keetmanshoop. Al di là della strada proveniente dalla foresta degli alberi faretra si trova il "Campo da Gioco dei Giganti" (Giants Playground), un ammasso impressionante di enormi ciottoli di basalto risalente a 170 milioni di anni fa in seguito all’intrusione di materiale igneo nei sedimenti sovrastanti. Proseguimento per il Fish River Canyon, arrivo e sistemazione in lodge.
      Pensione completa.

       

      4° GIORNO
      FISH RIVER CANYON - LÜDERITZ
      (385 km: 5 ore circa)
      Mattinata dedicata alla scoperta dello spettacolare Fish River Canyon, uno dei più profondi al mondo (550 metri di profondità nello spettacolare canyon interno, lungo 160 chilometri e largo 27 nel punto più ampio). Il fiume Fish, che si congiunge con l’Orange 70 chilometri a sud della valle, ha scavato questa gola nel corso di milioni e milioni di anni, con risultati che non potrebbero essere più stupefacenti. Il fiume Fish di solito all’inizio della stagione turistica (maggio - giugno) è solo un piccolo torrente e nei mesi dell’inverno australe si riduce a una serie di pozze in fondo alla gola. Secondo una leggenda degli antichi San, il tortuoso percorso del Fish River Canyon venne scavato da un serpente chiamato Koutein Kooru, mentre strisciando freneticamente cercava di sfuggire ai cacciatori che lo rincorrevano fin dal deserto. La geologia fornisce naturalmente una versione diversa. Il Fish River Canyon è composto in realtà da due canyon, situati uno dentro l’altro e nati in modo totalmente diverso. Si pensa che gli strati originari di argillite, arenaria e materiale igneo sparso si siano depositati nella zona quasi due miliardi di anni fa e che di seguito si siano trasformati, per effetto del calore e della pressione, in rocce più solide come lo gneiss. Poco meno di un miliardo di anni fa si formarono delle crepe nelle quali penetrò del materiale igneo, che in seguito si raffreddò creando degli argini di dolerite ora chiaramente visibili nel canyon interno. L’erosione poi trasformò la superficie in un bacino che si riempì progressivamente di sedimenti (arenaria, conglomerato, quarzite, calcare e argillite), erosi dalle terre circostanti. Un periodo di attività tettonica verificatasi circa 500 milioni di anni fa lungo la faglia crostale provocò la spaccatura di tali strati, che si inclinano di 45 gradi. Queste forze endogene aprirono inoltre un ampio varco nella crosta terrestre, andando a formare un grande canyon, quello che ora consideriamo il canyon esterno, il cui fondo era costituito originariamente dalle terrazze visibili ancora oggi. Nella neonata valle cominciò a fluire un corso d’acqua - che prese il nome di Fish River -, il quale iniziò a tracciare un solco lungo il fondo della valle, fino a scavare quello che ora è il canyon interno, profondo 270 metri. Nel pomeriggio partenza per Lüderitz: riparata al fondo di una baia sicura, protetta da formazioni di granito, è una cittadina meno mondana di Swakopmund , ma vi si trovano alcune belle dimore dell’inizio del ‘900, in legno e muratura, dai colori brillanti, realizzate con uno stile eclettico che è un misto di stile imperiale tedesco, liberty e art déco. Bartolomeu Diaz vi giunse nel Natale del 1487 e chiamò l’insenatura Angra da Voltas, cioè la Baia delle Giravolte, in quanto per entrarvi era necessario virare di bordo più volte e zigzagare tra le piccole isole abitate da foche e pinguini. Nell’Ottocento baleniere e raccoglitori di guano furono attivi nella zona: il mercante di Brema Adolf Lüderitz riuscì ad acquistare dal capo nama Joseph Fredericks le terre antistanti la baia con un pagamento di 500 sterline e 60 fucili. La cittadina rimase di fatto un piccolo borgo fino a quando non furono scoperti dei ricchi giacimenti di diamanti, che ne determinarono il decollo economico. Arrivo e sistemazione in hotel.
      Mezza pensione che include il pranzo. 

       

      5° GIORNO
      Lüderitz – ESCURSIONE NELLO SPERRGEBIET
      Nel 1908 un operaio che lavorava alla manutenzione della ferrovia proveniente da Kolmanskop trovò una pietra luccicante nei pressi di Grasplatz e la portò al suo datore di lavoro, un tale di nome Stauch. Assodato che si trattava di un diamante, questi fondò la Deutsche Diamanten Gesellschaft per iniziare lo sfruttamento del giacimento. Orde di persone si precipitarono a Lüderitz nella speranza di arricchirsi, per cui incominciarono presto a prosperare i servizi necessari a soddisfare le esigenze di una popolazione che cresceva in maniera esponenziale. Quando ormai la situazione era diventata ingestibile, il governo tedesco proclamò la Sperrgebiet, cioè una zona proibita che andava del 26° parallelo alla foce del fiume Orange ed occupava un territorio di 100 chilometri nell’interno. Lüderitz fu occupata durante la Prima Guerra Mondiale dal Sudafrica, dopo la guerra tutte le miniere passarono alla sudafricana Consolidated Diamond Mines, sussidiaria della De Beers, che ne conserva tuttora i diritti. La sede delle miniere venne trasferita da Lüderitz a Kolmanskop e successivamente ad Oranjemund, dove si trovarono altri giacimenti molto ricchi. Dopo la colazione, partenza per la città abbandonata di Pomona e per l’arco di pietra di Bogenfels, attraversando lo Sperrgebiet. Bogenfels è il famoso arco di roccia di circa 60 metri di altezza che si protende nell'Oceano Atlantico a sud di Lüderitz. Il tour guidato ci porterà nel cuore dello Sperrgebiet, la zona diamantifera proibita, dove l’estrazione dei diamanti è ancora in corso, attraverso paesaggi mozzafiato e un'incredibile varietà di piante del deserto. Il tour include una visita alla vecchia città fantasma di Pomona, dove alcune delle attrezzature minerarie risalenti al 1910-1930 sono ancora ben conservate. Visitare Pomona è come fare un viaggio nel passato, quando i tedeschi scoprirono il primo diamante, il loro duro vivere e le condizioni di lavoro estreme. Un pranzo pic-nic viene servito in uno dei vecchi ma ben conservati edifici di Pomona. Dopo pranzo si procede per la destinazione finale di Bogenfels, uno dei siti più spettacolari e affascinanti in questa aspra zona desertica.
      Mezza pensione che include il pranzo al sacco. 

       

      6° GIORNO
      LÜDERITZ - KOLMANSKOP - DESERTO DEL NAMIB
      (km 490: 6 ore circa)
      Dopo la colazione, partenza per il deserto del Namib. Lungo il percorso sosta a Kolmanskop, che visse un passato florido: era un centro diamantifero, con un casinò, un bowling ed addirittura un teatro, ma il crollo delle vendite dei diamanti dopo la prima guerra mondiale, nonché la scoperta di giacimenti migliori e più ricchi, diedero inizio al suo declino, quando nel 1956 la città venne abbandonata definitivamente dai suoi ultimi abitanti. Così il deserto si è impossessato dei vecchi palazzi ormai disabitati da anni, e la sabbia che passa attraverso porte, finestre e strade, attribuisce al luogo l’atmosfera vera e propria di una città fantasma. Al termine delle visite, partenza per il deserto del Namib. Arrivo a Sossusvlei e sistemazione in lodge.
      Pensione completa.

       

      7° GIORNO
      DESERTO DEL NAMIB
      (130 km)
      La giornata inizia con i colori dell’alba che accendono le dune del Namib. Oltre a quelle di enormi dimensioni, esse presentano svariate conformazioni: il draa consiste di increspature regolari e alte poco più di mezzo metro, presenti sui declivi delle dune più grandi; vi sono poi le basse dune a substrato arbustivo, poco elevate ma capaci di superare il chilometro di lunghezza, mentre i venti che soffiano da direzioni diverse possono dare origine alle dune a stella. In questa regione, comunque, tutte sono accomunate dal particolare colore rosso, declinato in svariate sfumature. Ciò che ha dell’incredibile è il fatto che lo spessore della sabbia sotto i nostri piedi sia di circa 200 metri, molto maggiore rispetto alla profondità media riscontrabile negli altri deserti del mondo. Tra una duna e l’altra si abbarbicano gelosamente alla vita contorti alberi di acacia e di altre essenze spinose. Di primissima mattina ci mettiamo in coda al cancello per essere tra i primi ad ammirare i colori del mattino sulle dune di Sossusvlei. Il grande plus del lodge consiste nel fatto di essere l’unico di fronte all’ingresso del parco. Oltrepassato il cancello, si percorrono 65 chilometri su strada asfaltata, fino al parcheggio delle vetture. Di qui si prosegue a bordo di 4x4 per gli ultimi 5 chilometri fino a raggiungere le più famose dune. Visitiamo la cosiddetta Duna 45, la più celebre e fotografata, Sossusvlei, nel cuore del deserto del Namib, e la depressione naturale di Deadvlei dove si assiste invece a uno spettacolo straniante: decine di alberi morti e anneriti dai secoli punteggiano una distesa piatta di sabbia bianca. Un tempo questa era un’oasi, ma lo spostamento delle dune interruppe il corso della fiumara che l’alimentava, dando origine al bizzarro spettacolo. Dedichiamo il pomeriggio alla visita del canyon di Sesriem, una delle maggiori attrazioni naturali della regione: lunga un chilometro e profonda fino a 30 metri, questa tormentata fenditura è stata scavata nelle rocce sedimentarie – nell’arco di circa 15 milioni di anni – dalle brevi ma violente piene dello Tschaub, un corso d’acqua asciutto per gran parte dell’anno. Nei punti dove il canyon è più stretto (fino a un minimo di un paio di metri) si formano polle d’acqua perenni, dove gli animali selvatici possono abbeverarsi. Rientro al lodge.
      Pensione completa.

       

      8° GIORNO
      DESERTO DEL NAMIB – VALLE DELLA LUNA – SWAKOPMUND
      (400 km: 5 ore circa)
      Partenza verso il litorale atlantico. Si attraversa ora la vasta zona selvaggia del Namib Naukluft sostando agli spettacolari Gaub Pass e Kuiseb Canyon. Visita, ad una quarantina di chilometri da Swakopmund, della Valle della Luna. Qua e là, come un miraggio, si staglia lo strano profilo della Welwitschia Mirabilis, la millenaria pianta fossile considerata un vero e proprio miracolo botanico. Proseguiamo poi per Swakopmund, dove arriviamo nel pomeriggio. Swakopmund è un luogo di singolare bellezza, dall’atmosfera un po’ africana ed un po’ europea, che ricorda vagamente un villaggio bavarese, tra il mare e il deserto. Le insegne sono scritte in tedesco spesso con caratteri gotici, le case hanno il tetto appuntito e scuro, la costruzioni sono in caratteristico Jugendstil ed in stile Neobarocco. La città fu fondata nel 1893 dal Capitano Kurt Von Francois che vi approdò con 120 soldati della Schutztruppe per costruire un porto in grado di contrastare quello di Walvis Bay controllato dagli inglesi. La maggior parte delle case è in legno colorato, con piccoli giardini di ibischi e palme nane.
      Mezza pensione che include il pranzo al sacco.

       

      9° GIORNO
      SWAKOPMUND - Escursione a Walvis Bay e Sandwich Harbour
      Andando in direzione sud un ponte supera lo Swakop River e la strada B2 termina a Walvis Bay, dove Bartolomeu Diaz approdò l’8 dicembre 1487 chiamando il golfo Baia di Santa Maria della Concezione. Verso la fine del 1700 arrivarono i cacciatori di balene nord americani e chiamarono il golfo Whale Bay (che più tardi divenne Walvis Bay, da “Whale Fish Bay”). Furono gli inglesi a sviluppare il porto, che ancora oggi è il più importante della Namibia. Il Sudafrica ottenne il controllo della cittadina dal 1910 fino al 1994 perché aveva un usufrutto sulle saline della zona. Immediatamente ad est della città si trova il Bird Paradise, dove si possono osservare migliaia di uccelli. Ad ovest della foce del Kuiseb, nei pressi della cittadina, si trova la laguna, che è considerata l'area sommersa più importante della regione dell’Africa Australe per gli uccelli costieri. Un censimento del 1998 ha confermato che la zona ospitava fra 70.000 e 120.000 volatili e che rappresentava terreno di nutrimento per circa 200.000 uccelli migratori in volo da e per l'Antartide. Trampolieri fra cui il Piccolo e Grande Fenicottero Rosa e i rari pellicani bianchi possono essere avvistati nella laguna. Escursione in barca per l’osservazione di foche e delfini e rientro a Walvis Bay, da cui proseguiamo per Sandwich Harbour, parte del Parco del Namib Naukluft, che un tempo era un porto molto frequentato da pescherecci e navi commerciali. Pare che il suo nome derivi da quello della baleniera inglese “Sandwich” attiva in zona verso il 1785, il cui capitano deve aver disegnato la prima cartina di questo tratto di costa. Ora Sandwich Harbour è un luogo completamente selvaggio, ma in passato è stato sede di varie imprese specializzate in settori che andavano dalla lavorazione del pesce alla produzione dell’olio di squalo, dalla caccia alle foche alla raccolta del guano. Oggi è il luogo in cui le dune del Namib si gettano in mare: gigantesche dune di sabbia corrono lungo la costa dell’oceano e sembrano crescere, muoversi in tutt’uno con le onde.   
      Mezza pensione che include il pranzo.

       

      10° GIORNO
      SWAKOPMUND – RISERVA DI CAPE CROSS – DAMARALAND
      (450 km: 7 ore circa)
      Partenza al mattino presto in direzione nord sino alla Riserva di Cape Cross, che ospita la più grande colonia di otarie dell’Africa australe: 90.000 esemplari ammassati sulle rocce battute dalle onde dell’Atlantico, apparentemente noncuranti delle frotte di sciacalli che si aggirano in cerca di prede. Il promontorio di Cape Cross è stato inoltre, nel 1486, il primo approdo, lungo la costa della Namibia, dei portoghesi guidati da Diego Cão. Lasciata la costa, si prosegue in direzione est verso l’ormai abbandonata città mineraria di Uis. Procedendo, ben presto si intravedono gli aspri profili delle alture di Twyfelfontein. Twyfelfontein, bene protetto dell’UNESCO, significa “sorgente incerta” ed è una delle più importanti collezioni di incisioni rupestri al mondo. È nota infatti per gli oltre 2000 petroglifi presenti sulle rocce di arenaria. Si ritiene che questi disegni siano stati fatti dagli antenati dei Boscimani; rappresentano soprattutto scene di caccia a diversi animali molti dei quali sono rappresentati insieme alle loro impronte. Questa straordinaria galleria d’arte all’aria aperta ha un’origine incerta: le ipotesi abbondano ma purtroppo non esiste un modo affidabile di datare le opere senza distruggerle. Si può dedurre che gli artisti fossero nomadi che vivevano di caccia e di raccolta e che non conoscevano né l’agricoltura né la ceramica. La maggior parte delle pitture rupestri riflette il rapporto tra gli esseri umani e la natura: alcune sono rappresentazioni stilizzate, ma nella maggior parte dei casi riproducono fedelmente e con grande abilità le persone e gli animali ormai scomparsi in questa regione meridionale: elefanti, rinoceronti, giraffe e leoni; disegni geometrici e qualche raffigurazione umana. I temi ricorrenti comprendono il ruolo delle donne e degli uomini, battute di caccia e pratiche di medicina naturale. Arrivo nel tardo pomeriggio e sistemazione in lodge.
      Pensione completa.

       

      11° GIORNO
      DAMARALAND
      Giornata dedicata alla scoperta dell’aspra regione desertica del Damaraland, dove si scoprono paesaggi e atmosfere inconsueti. Al mattino visita alle originali formazioni geologiche denominate “Canne d’organo” e alla “Montagna bruciata”. Ad Est di Twyfelfontein si trova la Burnt Mountain (la montagna bruciata), che in effetti pare sia stata devastata dalle fiamme: non vi sono forme di vita, ma all’alba e al tramonto sembra che il basalto e l’argilla che la compongono prendano fuoco ed i colori sono davvero spettacolari. In questo paesaggio sinistro e desolato non cresce praticamente nulla. Non lontano dalla Burnt Mountain si trova una piccola gola lungo la quale vi sono insolite colonne di basalto che assomigliano a delle canne d’organo, chiamate infatti “Organ Pipes”, formatesi 120 milioni di anni fa quando la dolerite, raffreddandosi, si suddivise in colonne alte sino a 5 metri. Nel pomeriggio escursione in fuoristrada con i rangers locali, tra paesaggi e atmosfere inconsueti, alla ricerca degli “elefanti del deserto”, pachidermi adattatisi alla vita nelle terre aride. Quando il loro corridoio di migrazione verso Etosha fu sbarrato dai recinti delle fattorie, gli elefanti del Damaraland si abituarono al nuovo ambiente seguendo le fluttuazioni della vegetazione e delle pozze d’acqua. Il risultato apparente è che questi animali sono più pallidi dei loro “colleghi”, il loro corpo è più snello, le zampe più lunghe.  Al termine delle visite rientro al lodge.
      Pensione completa.

       

      12° GIORNO
      I VILLAGGI HIMBA DEL KAOKOLAND - PARCO NAZIONALE ETOSHA
      (400 km: 6 ore circa)
      Mattinata dedicata alla visita ad un villaggio abitato da pastori Himba, l'etnia di lingua herero che in seguito ad intricate vicende storiche fu costretta ad abbandonare le terre d’origine perdendo nella diaspora il bestiame. Fu così che gli Himba si videro attribuito il soprannome di “miserabili”, che è il vero significato della parola “himba”. Nell’ottica del pastore africano, infatti, un uomo senza vacche non può essere altro che un mendicante. E la vacca per gli Himba è davvero qualcosa di più che una macchina per produrre proteine: è il perno attorno a cui ruota la vita familiare e sociale. Lontana da ogni interferenza europea, la popolazione Himba vive ancora in modo tradizionale: i villaggi, in tipico stile africano, sono costituiti da agglomerati di semplici capanne di rami e paglia. Le donne, che nutrono un particolare culto della bellezza del corpo, ricordano per lineamenti ed usanze le popolazioni nilotiche; il corpo è spalmato di argilla rossa e ornato con semplici oggetti in ferro, osso, cuoio e conchiglie. Purtroppo oggi la cultura degli Himba è a rischio e dipende anche dalla responsabilità individuale del viaggiatore se la loro società tradizionale, rimasta sino ad ora isolata, sopravvivrà all’impatto col mondo moderno. Al termine della visita partenza verso il Parco Etosha. Arrivo e sistemazione in resort, all’interno del parco.
      Pensione completa.

       

      13° GIORNO
      PARCO NAZIONALE ETOSHA
      Dedichiamo l'intera giornata alla scoperta del parco. Di prima mattina effettuiamo un emozionante safari in 4x4 accompagnato da rangers professionisti del parco. Creato nel 1907, l’Etosha è una delle più importanti aree protette del subcontinente africano: il suo singolare ambiente è il risultato dei profondi mutamenti subiti durante le varie ere geologiche. Il cuore della riserva è occupato dall’Etosha Pan, un’immensa e straordinaria depressione salina con un diametro di 100 chilometri circa, che durante la stagione delle piogge si trasforma in un lago. Le sorgenti perenni che sgorgano lungo i margini e le pozze d’acqua permanenti attirano, durante la stagione secca, un grande numero di animali e uccelli. I buceri dal becco giallo sono molto diffusi e a terra si possono vedere enormi otarde di Kori. Tra gli animali maggiormente avvistati vi sono leoni, elefanti, leopardi, rinoceronti neri e ghepardi, impala, oltre alle zebre e alle giraffe. Si possono ammirare inoltre varie specie di antilopi, dalla maestosa eland alla più stupefacente gemsbok. Tra le specie in pericolo di estinzione ci sono gli impala dal muso nero ed il rinoceronte nero. La densità degli animali dipende dalla vegetazione. Nella stagione secca invernale gli animali si raggruppano intorno alle pozze d’acqua, mentre durante i caldi e piovosi mesi estivi si disperdono e trascorrono le giornate riparandosi nella boscaglia.
      Pensione completa.

       

      14° GIORNO
      PARCO NAZIONALE ETOSHA – ERINDI PRIVATE GAME RESERVE
      Partenza alla volta dell’Erindi Game Reserve, una riserva privata costituita da una vasta piana punteggiata da acacie e altri alberi, che ospitano una ricca fauna selvatica, rappresentata da circa 10.000 capi tra erbivori e carnivori. Presso le pozze d’acqua non è raro vedere branchi di elefanti all’abbeverata e perfino ippopotami. La fauna locale comprende gazzelle, sciacalli, giraffe, facoceri, leoni, leopardi, struzzi, coccodrilli e varani delle rocce, rettili che possono raggiungere i due metri di lunghezza. Uno degli incontri più inconsueti e fortuiti può essere tuttavia costituito dall’oritteropo, un grosso mammifero dal buffo muso allungato e dalle enormi orecchi simili a quelle di una lepre, che si nutre di termiti. Arrivo e primo fotosafari al tramonto.
      Pensione completa.

       

      15° GIORNO
      ERINDI PRIVATE GAME RESERVE - WINDHOEK
      Dopo un ultimo fotosafari al mattino partenza Windhoek, arrivo e sistemazione in hotel. Situata nel cuore geografico della Namibia, la capitale Windhoek è il nodo centrale di tutte le attività economiche e commerciali della nazione; è il punto di partenza per scoprire gli spazi sterminati della Namibia, in quanto vi convergono tutte le principali strade. Posta sull’altopiano centrale ad un’altitudine di 1650 metri, Windhoek è una curiosa mescolanza di culture africane ed europee.
      Mezza pensione che include il pranzo.

       

      16° GIORNO
      WINDHOEK - ITALIA
      Prima colazione. Trasferimento in aeroporto e partenza con il volo di rientro in Italia, via Addis Abeba.

       

      17° GIORNO
      ITALIA
      Arrivo in Italia al mattino.


      PARTENZE DI GRUPPO

      Quote individuali con assistenza di autista/guida locale parlante italiano a partire da 10 partecipanti:

       PARTENZE 2020

      In doppia

      Supplemento 
      singola

       Dall’11 al 27 Agosto (*)

       € 6.170,00

      € 610,00

      (*) Date e quote soggette a riconferma. Rivolgersi ai nostri uffici.

      Quote delle tariffe aeree e dei servizi a terra valide sino al 31/10/19

      Cambio applicato 1 NAD = 0.6481 EUR

       

       

      LA QUOTA COMPRENDE

      ● I passaggi aerei internazionali con voli di linea Ethiopian Airlines da/per Milano (classe di prenotazione speciale gruppi: vedere paragrafo alla pagina Informazioni Generali), 23 kg di franchigia bagaglio ● Tutti i trasferimenti ● Sistemazione negli hotel indicati in apertura al tour ● I pasti dettagliati nel programma ● Visite ed escursioni come da programma ● Ingressi a parchi e riserve ● Assistenza di personale locale qualificato e di autista/guida locale parlante italiano a partire da 10 partecipanti • Assicurazione “Multirischi” inclusa (Annullamento Viaggio, Bagaglio, Assistenza alla Persona e Spese Mediche, Interruzione Soggiorno, Famiglia Sicura).

       

      LA QUOTA NON COMPRENDE

      ● Le tasse aeroportuali e di sicurezza (Euro 360 circa) e le tasse aeroportuali pagabili unicamente in loco • Eventuale introduzione di nuove tasse governative o aumenti delle stesse e aumenti del costo dei biglietti di ingresso ai vari siti di interesse turistico, parchi o riserve naturalistiche di cui non si è a conoscenza al momento della elaborazione delle quote ● Bevande, mance e quant’altro non espressamente indicato.


       

      PARTENZE INDIVIDUALI 

      Quote su richiesta. Per informazioni contattare direttamente i nostri Uffici Booking.

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