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DURATA

17 giorni

VIAGGIO PAESAGGISTICO, NATURALISTICO ED ETNOGRAFICO
CHE SI SPINGE A NORD NELLA TERRA DEGLI HIMBA

PARTENZE DI GRUPPO:
Dall'11 al 27 Agosto 2020



UN VIAGGIO PER...

Chi desidera approfondire gli aspetti naturalistici della Namibia visitando, oltre ai luoghi naturalistici più conosciuti, anche le aree più selvagge del Kaokoland, la terra dove sono stanziati gli Himba, e dell’aspra e affascinante Skeleton Coast.


 I VOSTRI ALBERGHI

Erindi Game Reserve: Old Traders Lodge 4*
Parco Etosha: Okaukuejo Resort 4*
Hobatere: Hobatere Lodge 3* Sup.
Opuwo: Opuwo Country Lodge 3* Sup.
Damaraland: Twyfelfontein Lodge 4*
Parco Nazionale di Dorob: Cape Cross Lodge 4*
Swakopmund: Strand Hotel 4*
Deserto del Namib: Desert Homestead 4*
Deserto del Kalahari: Bagatelle Game Lodge 4*

 

MEZZI DI TRASPORTO

Vetture o minibus a seconda del numero di partecipanti, dotati di aria condizionata.


DA SAPERE

L’itinerario presenta alcune tappe di trasferimento piuttosto lunghe u strade in buona parte sterrate ma in buone condizioni. Nel Kaokoland le condizioni delle piste sono notevolmente inferiori rispetto allo standard del Paese. Il viaggio offre comunque un buon livello di comfort.

 


QUANDO PARTIRE…

Il clima semidesertico della Namibia ne consente la visita in qualsiasi periodo dell’anno. I mesi dell'inverno australe (da maggio a settembre) sono i migliori per visitare il Paese, le giornate sono limpide e gli animali si concentrano attorno alle poche pozze d'acqua rimaste. Per approfondimenti sul clima nei vari periodi dell’anno, fare riferimento alla pagina “Il clima dell’Africa australe e del Madagascar”.


 

IN QUESTO VIAGGIO IL PATRIMONIO UNESCO

- I petroglifi di Twyfelfontein
- Il mare di sabbia del deserto del Namib


 

Questo viaggio prevede le seguenti partenze di gruppo

  • Martedì, 11 Agosto 2020
  • NAMIBIA - VERSO LE TERRE DEGLI HIMBA, TRA PARCHI E DESERTI

    Quote a partire da € 6.160 - 17 giorni - Partenze a date libere su richiesta

    • Incuneata tra il Kalahari e l’Atlantico, la Namibia è un Paese di indiscutibile bellezza paesaggistica, che ha ereditato una solida infrastruttura ed una grande varietà di culture, tra cui quelle dei San, degli Herero, dei Khoi Khoi, degli Ovambo e dei Kavango. La Namibia è celebre per i contrasti dei suoi ambienti, che non hanno eguali. Si ritiene che il Deserto del Namib, esteso lungo la costa, unico nella sua desolazione, con le sue alte dune e la sensazione di immenso spazio aperto, sia il più antico deserto del mondo. L'altopiano centrale, dalle savane cosparse di rovi e dagli aspri monti che si innalzano bruscamente dalle pianure, termina a sud nel maestoso Fish River Canyon. Nel nord del Paese, i paesaggi variano dalla densa macchia alle aperte pianure della Piana di Etosha; la Skeleton Coast si affaccia selvaggia ed immutabile sull’oceano, il Koakoveld offre distese desertiche e culture tradizionali degli Himba, le foreste del Caprivi sono rigogliose e verdi. Testimoni dell'antichità pressoché eterna del Paese sono le impronte di dinosauro conservate nella pietra arenaria, l'arte rupestre di epoca preistorica e l'incredibile Welwitschia mirabilis, detta anche la pianta fossile. 

       

      Giorno per giorno

       

      1° GIORNO
      ITALIA - WINDHOEK
      Partenza con volo di linea per Windhoek, via Addis Abeba, con arrivo il giorno successivo.

       

      2° GIORNO
      WINDHOEK – RISERVA PRIVATA DI ERINDI
      (220 km: 3 ore circa)
      Arrivo a Windhoek, capitale della Namibia. Partenza alla volta dell’Erindi Game Reserve, una riserva privata costituita da una vasta piana punteggiata da acacie e altri alberi, che ospitano una ricca fauna selvatica, rappresentata da circa 10.000 capi tra erbivori e carnivori. Presso le pozze d’acqua non è raro vedere branchi di elefanti all’abbeverata e perfino ippopotami. La fauna locale comprende gazzelle, sciacalli, giraffe, facoceri, leoni, leopardi, struzzi, coccodrilli e varani delle rocce, rettili che possono raggiungere i due metri di lunghezza. Uno degli incontri più inconsueti e fortuiti può essere tuttavia costituito dall’oritteropo, un grosso mammifero dal buffo muso allungato e dalle enormi orecchi simili a quelle di una lepre, che si nutre di termiti. Arrivo e, se il tempo lo consente, primo fotosafari al tramonto.
      Mezza pensione che include la cena.

       

      3° GIORNO
      RISERVA PRIVATA DI ERINDI - PARCO NAZIONALE ETOSHA
      (300 km: 4 ore circa)
      Dopo un ultimo fotosafari al mattino partenza per il Parco Etosha. Si attraversa la prima parte del Parco Etosha da Ovest a Est, per arrivare nel pomeriggio alla zona centrale. Nella lingua oshivambo il nome Etosha significa "grande luogo bianco", con riferimento al colore del suolo del deserto salino che costituisce il 25% dell'area del parco. Con un'estensione complessiva di 22.900 chilometri quadrati, il Parco Etosha ha una straordinaria concentrazione di fauna selvatica: oltre 90 specie di mammiferi, dai grandi predatori ai piccoli erbivori e 325 specie di uccelli, un vero paradiso per gli appassionati di ornitologia. Arrivo e sistemazione in lodge. Nel pomeriggio primo fotosafari nel parco.
      Pensione completa.

       

      4° GIORNO
      PARCO NAZIONALE ETOSHA
      Dedichiamo l'intera giornata alla scoperta del parco. Di prima mattina effettuiamo un emozionante safari in 4 x 4 accompagnato da rangers professionisti del parco. Creato nel 1907, l’Etosha è una delle più importanti aree protette del subcontinente africano: il suo singolare ambiente è il risultato dei profondi mutamenti subiti durante le varie ere geologiche. Il cuore della riserva è occupato dall’Etosha Pan, un’immensa e straordinaria depressione salina con un diametro di 100 chilometri circa, che durante la stagione delle piogge si trasforma in un lago. Le sorgenti perenni che sgorgano lungo i margini e le pozze d’acqua permanenti attirano, durante la stagione secca, un grande numero di animali e uccelli. I buceri dal becco giallo sono molto diffusi e a terra si possono vedere enormi otarde di Kori. Tra gli animali maggiormente avvistati vi sono leoni, elefanti, leopardi, rinoceronti neri e ghepardi, impala, oltre alle zebre ed alle giraffe. Si possono ammirare inoltre varie specie di antilopi, dalla maestosa eland alla più stupefacente gemsbok. Tra le specie in pericolo di estinzione ci sono gli impala dal muso nero ed il rinoceronte nero. La densità degli animali dipende dalla vegetazione. Nella stagione secca invernale gli animali si raggruppano intorno alle pozze d’acqua, mentre durante i caldi e piovosi mesi estivi si disperdono e trascorrono le giornate riparandosi nella boscaglia.
      Pensione completa. 

       

      5° GIORNO
      PARCO NAZIONALE ETOSHA – ETOSHA OVEST
      Dopo la colazione, partenza attraversando tutta la parte occidentale del Parco Etosha, aperta al turismo da non molto, fino al Galton Gate, l’accesso occidentale del Parco. Di qui raggiungiamo la riserva di Hobatere, una concessione privata di 32.000 ettari di terreno: è l’ultimo alloggio in Damaraland prima di raggiungere il Kaokoveld. In questa riserva si possono osservare molte specie animali tipiche della zona, quali elefanti, leopardi, ghepardi, giraffe, eland e zebre. Arrivo al lodge, sistemazione e, in serata, fotosafari notturno in compagnia di rangers specializzati. A circa 300 metri dalla piscina del lodge c’è una pozza d’acqua dove elefanti ed altri animali vengono avvistati quotidianamente. 
      Pensione completa. 

       

      6° GIORNO
      ETOSHA OVEST - OPUWO (KAOKOLAND)
      (Km 360: 6 ore circa)
      Partenza per il Kaokoland, nell’estremo Nord della Namibia, regione montagnosa quasi priva di vie di comunicazione. Dominato da una catena di aspre montagne e profonde scarpate, da antichi altipiani e vallate isolate, arso dall'implacabile sole del deserto e abitato quasi esclusivamente dalla tribù seminomade degli Himba, il Kaokoland è probabilmente la regione meno visitata e accessibile della Namibia, ma ne è anche la più affascinante. Dal Brandberg situato nella zona centrale del deserto del Namib fino al fiume Kunene e ai confini con l'Angola, il Kaokoland copre un'area di circa 50.000 chilometri quadrati. Anche se le aree a sud e sud-ovest di Sesfontein, fino a Brandberg e Uis sono ritenute appartenenti alla regione del Damaraland, tale distinzione va considerata di natura politica e turistica, geograficamente appartengono al Kaokoland. Gli Himba, da sempre allevatori e pastori, possono ancora circolare liberamente nei grandi pascoli degli altipiani. Pochi decenni fa le migliaia di chilometri quadrati erano abitate solamente da fauna selvatica completamente adattata alle difficili condizioni della zona. La loro sopravvivenza dipendeva dalle brevi ma intense piogge che riempiono d’acqua il fiume Kunene. Ancora oggi, nelle porzioni più interne, le sporadiche piogge che riempiono le pozze d’acqua per brevi periodi sono in grado di garantire il perpetuarsi delle generazioni. Arrivo nella località di Opuwo e sistemazione in lodge.
      Pensione completa con pranzo al sacco.

       

      7° GIORNO
      I VILLAGGI HIMBA DEL KAOKOLAND
      Mattinata dedicata ad una escursione con guida locale ai villaggi Himba. Il pomeriggio è a disposizione per relax in piscina oppure per la visita guidata alla cittadina di Opuwo. Poco è noto sulle prime popolazioni che lasciarono il loro segno durante l’età della pietra; più accurate sono invece le informazioni relative alla storia più recente degli abitanti del Kaokoland. Intorno alla metà del XVI secolo, alcuni Herero provenienti dal Botswana si stabilirono con il loro gregge in quest’area dove rimasero per circa duecento anni. Successivamente, si mossero verso sud alla ricerca di pascoli più idonei ma qui dovettero affrontare il popolo dei Nama, più forte di loro. I Nama derubarono tutto il loro bestiame e li costrinsero a ritornare indietro verso nord. Essi li chiamarono “Tjimba Herero” dalla parola ”ondjimba” che significa facocero ad indicare che erano cosi poveri da essere costretti, per mangiare, a cercare il cibo a terra, proprio come fanno i facoceri. Alcuni di questi Tjimba Herero si spostarono verso l’Angola dove rimasero contando sull’elemosina della tribù locale dei Ngwambwe. L’accattonaggio, da loro detto Himba, diede il nome a questo popolo. La tribù degli Himba visse un lungo periodo di crisi che ebbe termine soltanto grazie al guerriero Herero Vita nei primi anni del XX secolo, che organizzò gli Himba in piccoli gruppi armati grazie anche all’aiuto fornito dai portoghesi. In questo modo egli riuscì ad evitare una rivoluzione contro il governo angolano di allora. Contemporaneamente il numero dei capi di bestiame crebbe cosi tanto che Vita decise nel 1916 di attraversare il fiume Kunene per ritornare nel Kaokoland. Tradizionalmente il Kaokoland appartiene ai suoi abitanti ed è giusto manifestare tutto il rispetto possibile per il loro modo di vita e per le loro tradizioni. Le loro abitazioni, i “kraal”, sono semplici capanne costruite con rami di mopane, fango e sterco. Il bestiame rappresenta la vita per gli Himba e svolge un ruolo fondamentale nelle cerimonie e nei rituali: le spose vengono pagate con capi di bestiame e la morte di un capo tribù comporta il sacrificio degli animali migliori. La dieta degli Himba consiste principalmente di latte cagliato e carne; sono soliti barattare gli animali per averne in cambio mais, zucchero ed oggetti d’ornamento personale. L’acconciatura delle donne, erembe, viene realizzata utilizzando pelle di capra ed è coperta, cosi come tutto il corpo, da un impasto d’ocra e grasso. L’abito tradizionale consta di una gonna fatta di strati ripiegati di pelle di mucca. I gioielli consistono principalmente in collane di rame, piccole palline di ferro, conchiglie e ossa infilate in sottili stringhe di cuoio. Le faccende domestiche sono ben divise: alle donne spetta tanto il compito di ricavare la quantità giornaliera di farina necessaria strofinando il mais su una pietra appuntita quanto quello di mungere le mucche; gli uomini hanno invece l’onere di occuparsi del pascolo del bestiame. L’acqua è spesso insufficiente e deve essere pompata dagli strati più profondi dei fiumi; se questo non è possibile, gli Himba lasceranno il loro kraal alla ricerca di migliori condizioni di vita. 
      Pensione completa.

       

      8° GIORNO
      KAOKOLAND - TWYFELFONTEIN (DAMARALAND)
      (350 km: 6 ore circa)
      Partenza per la regione del Damaraland, via Sesfontein. La regione del Damaraland forma una zona collinare intermedia tra l’arida Skeleton Coast e gli altipiani orientali ricoperti da vegetazione a macchia; è un alternarsi di pianure ondulate, catene montuose solitarie, formazioni geologiche bizzarre e colori fantastici. Su tutto si staglia il Massiccio del Brandberg, con il picco di Koenigstein (2573 metri), il più elevato del Paese. Distese di sassi ocra segnano il paesaggio brullo punteggiato dalle euforbie che, contrariamente allo Zimbabwe, dove diventano grandi come alberi, qui hanno l’aspetto di cespugli la cui linfa, velenosa per l’uomo, è una leccornia per scimmie e rinoceronti. I suoi grandi spazi sono una delle ultime aree faunistiche “non ufficiali” dell’Africa, dove si possono ancora vedere animali vagare liberamente al di fuori dei parchi e delle riserve protette. Qui vivono gruppi di rinoceronti neri e di elefanti del deserto. Procedendo, ben presto si intravedono gli aspri profili delle alture di Twyfelfontein. Arrivo a Twyfelfontein e sistemazione in lodge. Nel pomeriggio prime visite dei luoghi più significativi di questo spettacolare massiccio montano.  Vedremo dapprima la “Foresta pietrificata”, un veld aperto cosparso da tronchi lunghi fino a 30 metri, con una circonferenza che raggiunge i sei metri, che si calcola risalgano a 260 milioni di anni fa. Dal momento che non vi sono né radici né rami, si ritiene che questi tronchi siano arrivati qua in seguito ad una gigantesca alluvione. Le visite proseguono con il sito Patrimonio Unesco di Twyfelfontein: il nome significa “sorgente incerta” ed è una delle più importanti collezioni di incisioni rupestri al mondo. È nota infatti per gli oltre 2000 petroglifi presenti sulle rocce di arenaria. Si ritiene che questi disegni siano stati fatti dagli antenati dei Boscimani; rappresentano soprattutto scene di caccia a diversi animali molti dei quali sono rappresentati insieme alle loro impronte. Questa straordinaria galleria d’arte all’aria aperta ha un’origine incerta; le ipotesi abbondano ma purtroppo non esiste un modo affidabile di datare le opere senza distruggerle. Si può dedurre che gli artisti fossero nomadi che vivevano di caccia e di raccolta e che non conoscevano né l’agricoltura né la ceramica. La maggior parte delle pitture rupestri riflette il rapporto tra gli esseri umani e la natura. Alcune sono rappresentazioni stilizzate, ma nella maggior parte dei casi riproducono fedelmente e con grande abilità le persone e gli animali ormai scomparsi in questa regione meridionale: elefanti, rinoceronti, giraffe e leoni; disegni geometrici e qualche raffigurazione umana. I temi ricorrenti comprendono il ruolo delle donne e degli uomini, battute di caccia e pratiche di medicina naturale.
      Pensione completa.

       

      9° GIORNO
      DAMARALAND
      Giornata dedicata alla scoperta dell’aspra regione desertica del Damaraland, dove si scoprono paesaggi e atmosfere inconsueti. Al mattino visita alle originali formazioni geologiche denominate “Canne d’organo” e alla “Montagna bruciata”. Ad Est di Twyfelfontein si trova la Burnt Mountain (la montagna bruciata), che in effetti pare sia stata devastata dalle fiamme: non vi sono forme di vita, ma all’alba e al tramonto sembra che il basalto e l’argilla che la compongono prendano fuoco ed i colori sono davvero spettacolari. In questo paesaggio sinistro e desolato non cresce praticamente nulla. Non lontano dalla Burnt Mountain si trova una piccola gola lungo la quale vi sono insolite colonne di basalto che assomigliano a delle canne d’organo, chiamate infatti “Organ Pipes”, formatesi 120 milioni di anni fa quando la dolerite, raffreddandosi, si suddivise in colonne alte sino a 5 metri. Nel pomeriggio escursione in fuoristrada con i rangers locali, tra paesaggi e atmosfere inconsueti, alla ricerca degli “elefanti del deserto”, pachidermi adattatisi alla vita nelle terre aride. Quando il loro corridoio di migrazione verso Etosha fu sbarrato dai recinti delle fattorie, gli elefanti del Damaraland si abituarono al nuovo ambiente seguendo le fluttuazioni della vegetazione e delle pozze d’acqua. Il risultato apparente è che questi animali sono più pallidi dei loro “colleghi”, il loro corpo è più snello, le zampe più lunghe. Al termine delle visite rientro al lodge. 
      Pensione completa. 

       

      10° GIORNO
      DAMARALAND - SKELETON COAST E PARCO NAZIONALE DI DOROB - CAPE CROSS
      (350 km: 6 ore circa)
      Di buon mattino, dopo la colazione, partenza per il promontorio di Cape Cross, che fu, nel 1486, il primo approdo, lungo la costa della Namibia, dei Portoghesi guidati da Diego Cão. Percorriamo la parte meridionale del Damaraland fino a raggiungere il confine con la Torra Conservancy e di qui lo Skeleton Coast National Park. Di qui iniziamo a percorrere la strada costiera fino al Dorob National Park: fiancheggiamo la temibile Skeleton Coast, la “Costa degli scheletri”, una delle zone più pescose al mondo ma anche una delle più pericolose. Spettrali, tra i cumuli di sabbia, spuntano relitti di navi che nel corso dei secoli hanno fatto naufragio vinte dalle fortissime tempeste dell’oceano. Questi relitti, insieme a carcasse di cetacei ed altri animali, giustificano la fama macabra della zona. La causa principale della reputazione della Skeleton Coast come cimitero marino è la forte corrente del Benguela, con le sue mortali correnti trasversali, i forti flutti e le dense nebbie marine. Queste nebbie avvolgenti si sviluppano in tempi brevissimi, riducendo la visibilità praticamente a zero. Si associano con forti burrasche che creano onde gigantesche, con minacciosi banchi di rocce costiere, inaspettate secche e banchi di sabbia che si stendono nel mare a rendere la costa un vero incubo per i navigatori. Raggiungiamo Cape Cross in tempo per il pranzo. Sistemazione al lodge. Nel pomeriggio raggiungiamo la Cape Cross Seal Reserve, che si trova sulla scogliera nei pressi della lunga spiaggia che attornia Cape Cross: ospita una colonia di otarie, che qui vengono chiamate Cape fur Seals, “foche del capo dalla pelliccia”. Sotto il duro pelo superficiale infatti questi animali hanno uno spesso strato di corta pelliccia che è impermeabile e trattiene l’aria garantendo l’isolamento termico del corpo. In questo modo gli animali mantengono una temperatura corporea di 37° C e riescono ad affrontare senza problemi le fredda acque della corrente di Benguela dove si trovano enormi quantità di pesci e nutrimento. 
      Pensione completa. 

       

      11° GIORNO
      CAPE CROSS - SWAKOPMUND
      (130 km: 2 ore circa)
      Partenza per Swakopmund, bella cittadina in stile bavarese affacciata sull’oceano. Pomeriggio a disposizione per la visita della città o per attività facoltative. Swakopmund è un luogo di singolare bellezza, dall’atmosfera un po’ africana ed un po’ europea, che ricorda vagamente un villaggio bavarese, tra il mare e il deserto. Le insegne sono scritte in tedesco spesso con caratteri gotici, le case hanno il tetto appuntito e scuro, la costruzioni sono in caratteristico Jugendstil ed in stile Neobarocco. La città fu fondata nel 1893 dal Capitano Kurt Von Francois che vi approdò con 120 soldati della Schutztruppe per costruire un porto in grado di contrastare quello di Walvis Bay controllato dagli inglesi. La maggior parte delle case è in legno colorato, con piccoli giardini di ibischi e palme nane.
      Mezza pensione che include il pranzo.

       

      12° GIORNO
      SWAKOPMUND - Escursione a Walvis Bay e Sandwich Harbour
      Andando in direzione Sud un ponte supera lo Swakop River e la strada B2 termina a Walvis Bay, dove Bartolomeu Diaz approdò l’8 dicembre 1487 chiamando il golfo Baia di Santa Maria della Concezione. Verso la fine del 1700 arrivarono i cacciatori di balene nord americani e chiamarono il golfo Whale Bay (che più tardi divenne Walvis Bay, da “Whale Fish Bay”). Furono gli inglesi a sviluppare il porto, che ancora oggi è il più importante della Namibia. Il Sudafrica ottenne il controllo della cittadina dal 1910 fino al 1994 perché aveva un usufrutto sulle saline della zona. Immediatamente ad est della città si trova il Bird Paradise, dove si possono osservare migliaia di uccelli. Ad ovest della foce del Kuiseb, nei pressi della cittadina, si trova la laguna, che è considerata l'area sommersa più importante della regione dell’Africa Australe per gli uccelli costieri. Un censimento del 1998 ha confermato che la zona ospitava fra 70.000 e 120.000 volatili e che rappresentava terreno di nutrimento per circa 200.000 uccelli migratori in volo da e per l'Antartide. Trampolieri fra cui il Piccolo e Grande Fenicottero Rosa e i rari pellicani bianchi possono essere avvistati nella laguna. Escursione in barca per l’osservazione di foche e delfini e rientro a Walvis Bay, da cui proseguiamo per Sandwich Harbour, parte del Parco del Namib Naukluft: un tempo era un porto molto frequentato da pescherecci e navi commerciali. Pare che il suo nome derivi da quello della baleniera inglese “Sandwich” attiva in zona verso il 1785, il cui capitano deve aver disegnato la prima cartina di questo tratto di costa. Ora Sandwich Harbour è un luogo completamente selvaggio, ma in passato è stato sede di varie imprese specializzate in settori che andavano dalla lavorazione del pesce alla produzione dell’olio di squalo, dalla caccia alle foche alla raccolta del guano. Oggi è il luogo in cui le dune del Namib si gettano in mare: gigantesche dune di sabbia corrono lungo la costa dell’oceano e sembrano crescere, muoversi in tutt’uno con le onde.  
      Mezza pensione che include il pranzo. 

       

      13° GIORNO
      SWAKOPMUND - DESERTO DEL NAMIB
      (346 km: 4 ore e mezza circa)
      Dopo la colazione lasciamo Swakopmund per dirigerci verso l’interno. La nostra prima tappa è la piana delle Welwitschia mirabilis, piante che hanno solo due foglie e possono vivere per milioni di anni. Si trovano in alcune zone della Namibia e dell’Angola. Il nome scientifico proviene dal primo europeo che li scoprì, Friedrich Welwitsch, e “mirabilis” deriva dalla loro meravigliosa capacità di sopravvivenza in condizioni estreme. Proseguiamo poi per il Moon Landscape, dove la valle del fiume Swakop crea una spettacolare formazione geologica che ricorda il paesaggio lunare. Il viaggio continua attraverso le gravel plains, “le pianure di ghiaia”, mentre ci addentriamo nel Namib Naukluft. Superati finalmente i passi di Gaub e Kuiseb, la strada scende con alcuni tornanti e si raggiunge le zona di Solitaire, ai margini del Deserto del Namib. Arrivo e sistemazione al lodge.
      Pensione completa con pranzo al sacco. 

       

      14° GIORNO
      DESERTO DEL NAMIB
      (130 km)
      La giornata inizia con i colori dell’alba che accendono le dune del Namib. Oltre a quelle di enormi dimensioni, esse presentano svariate conformazioni: il draa consiste di increspature regolari e alte poco più di mezzo metro, presenti sui declivi delle dune più grandi; vi sono poi le basse dune a substrato arbustivo, poco elevate ma capaci di superare il chilometro di lunghezza, mentre i venti che soffiano da direzioni diverse possono dare origine alle dune a stella. In questa regione, comunque, tutte sono accomunate dal particolare colore rosso, declinato in svariate sfumature. Ciò che ha dell’incredibile è il fatto che lo spessore della sabbia sotto i nostri piedi sia di circa 200 metri, molto maggiore rispetto alla profondità media riscontrabile negli altri deserti del mondo. Tra una duna e l’altra si abbarbicano gelosamente alla vita contorti alberi di acacia e di altre essenze spinose. Di primissima mattina ci mettiamo in coda al cancello per essere tra i primi ad ammirare i colori del mattino sulle dune di Sossusvlei. Il grande plus del lodge consiste nel fatto di essere l’unico di fronte all’ingresso del parco. Oltrepassato il cancello, si percorrono 65 chilometri su strada asfaltata, fino al parcheggio delle vetture. Di qui si prosegue a bordo di 4x4 per gli ultimi 5 chilometri fino a raggiungere le più famose dune. Visitiamo la cosiddetta Duna 45, la più celebre e fotografata, Sossusvlei, nel cuore del deserto del Namib, e la depressione naturale di Deadvlei dove si assiste invece a uno spettacolo straniante: decine di alberi morti e anneriti dai secoli punteggiano una distesa piatta di sabbia bianca. Un tempo questa era un’oasi, ma lo spostamento delle dune interruppe il corso della fiumara che l’alimentava, dando origine al bizzarro spettacolo. Dedichiamo il pomeriggio alla visita del canyon di Sesriem, una delle maggiori attrazioni naturali della regione: lunga un chilometro e profonda fino a 30 metri, questa tormentata fenditura è stata scavata nelle rocce sedimentarie – nell’arco di circa 15 milioni di anni – dalle brevi ma violente piene dello Tschaub, un corso d’acqua asciutto per gran parte dell’anno. Nei punti dove il canyon è più stretto (fino a un minimo di un paio di metri) si formano polle d’acqua perenni, dove gli animali selvatici possono abbeverarsi. Rientro al lodge. 
      Pensione completa. 

       

      15° GIORNO
      DESERTO DEL NAMIB – DESERTO DEL KALAHARI
      (350 km: 5 ore circa)
      Lasciamo il Namib in direzione del Kalahari. Arrivo e sistemazione in lodge. Questa immensa distesa è formata a perdita d’occhio da dune di sabbia rossa, punteggiate solo da una sporadica vegetazione fatta di acacie e ciuffi di erbe coriacee. Qui vivono le snelle antilopi springbok e i massicci orici detti gemsbok, oltre a struzzi, sciacalli e porcospini; la caratteristica otarda di Kori, uno dei più grandi uccelli in grado di volare, e colonie di uccelli tessitori che spesso colonizzano interi alberi di acacia, completano il paesaggio. È in questo luogo affascinante, ma poco ospitale, che il popolo dei San (più noti come Boscimani) si è insediato fin dalla notte dei tempi, vivendo di caccia e dei pochi frutti del deserto. Nel pomeriggio safari panoramico in fuoristrada per ammirare le dolci dune rosse del Kalahari e gli animali che le popolano. Il Kalahari, chiamato dai San Kgalakgadi, nacque quando l’Africa faceva ancora parte del Gondwana. Per 10 milioni di anni la superficie delle rocce venne erosa dal dilavamento delle acque e ridotta a cumuli di sedimenti chiamati Karoo. Quando il Gondwana si divise, l’attuale Africa Australe venne ricoperta da una superficie di circa 9 chilometri di lava. Ancora una volta l’erosione ed il dilavamento delle acque fecero grandi mutamenti, con il passare del tempo si creò l’altopiano quasi pianeggiante che oggi forma l’Africa Meridionale. L’inaridimento progressivo del clima ed il deposito di sedimenti, unitamente alle attività tettoniche sempre più violente, fecero sì che ad Ovest si incominciasse a formare il Great Rift, che provocò una spaccatura nel territorio, che terminava con una serie di faglie in Zimbabwe e nel Botswana Settentrionale. Le tensioni che si vennero a creare fecero sì che nascesse una depressione poco profonda nell’altopiano originario. Il sollevamento progressivo dei bordi della depressione fece deviare il corso dei fiumi e si formò così il deserto. Verdi acacie ed erbe gialle contrastano con le dune ossidate di sabbia rossa che si estendono per più di 100 chilometri. 
      Pensione completa.

       

      16° GIORNO
      DESERTO DEL KALAHARI - WINDHOEK - ITALIA
      Prima colazione. Trasferimento all'aeroporto di Windhoek e partenza con il volo di rientro in Italia, via Addis Abeba.

       

      17° GIORNO
      ITALIA
      Arrivo in Italia.


      PARTENZE DI GRUPPO

      Quote individuali con assistenza di autista/guida locale parlante italiano a partire da 10 partecipanti:

       PARTENZE 2020

      In doppia

      Supplemento 
      singola

       Dall’11 al 27 Agosto (*)

       € 6160,00

       € 480,00

      (*) Date e quote soggette a riconferma. Rivolgersi ai nostri uffici.

      Quote delle tariffe aeree e dei servizi a terra valide sino al 31/10/19

      Cambio applicato 1 NAD = 0.6481 EUR 

       

      LA QUOTA COMPRENDE

      • I passaggi aerei internazionali con voli di linea Ethiopian Airlines da/per Milano (classe di prenotazione speciale gruppi: vedere paragrafo alla pagina Informazioni Generali), 23 kg di franchigia bagaglio • Tutti i trasferimenti • Sistemazione negli hotel indicati in apertura al tour • I pasti dettagliati nel programma • Visite ed escursioni come da programma • Ingressi a parchi e riserve • Assistenza di personale locale qualificato e di autista/guida locale parlante italiano a partire da 10 partecipanti • Assicurazione “Multirischi” inclusa (Annullamento Viaggio, Bagaglio, Assistenza alla Persona e Spese Mediche, Interruzione Soggiorno, Famiglia Sicura).

       

      LA QUOTA NON COMPRENDE

      • Le tasse aeroportuali e di sicurezza (Euro 360 circa) e le tasse aeroportuali pagabili unicamente in loco • Eventuale introduzione di nuove tasse governative o aumenti delle stesse e aumenti del costo dei biglietti di ingresso ai vari siti di interesse turistico, parchi o riserve naturalistiche di cui non si è a conoscenza al momento della elaborazione delle quote • Bevande, mance e quant’altro non espressamente indicato.


       

      PARTENZE INDIVIDUALI 

      Quote su richiesta. Per informazioni contattare direttamente i nostri Uffici Booking.

       

       


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