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DURATA

8 giorni

 


I VOSTRI ALBERGHI

Sistemazione in hotel di categoria 4*.


 

IN QUESTO VIAGGIO IL PATRIMONIO UNESCO

- Le città tardo-barocche della Val di Noto

- Siracusa


 

 

SICILIA - LE STANZE IN FIORE

Quote in preparazione - 8 giorni, partenze a date libere su richiesta
GIOIELLI D'ITALIA

  • Una proposta insolita e ricercata che ci porta, passo dopo passo tra il verde e i fiori, alla scoperta di alcuni giardini-gioiello nascosti in uno dei più preziosi angoli della Sicilia, giardini di spettacolare bellezza, con un alto tenore di manutenzione, vanto della cultura Italiana. Non un semplice itinerario, ma anche un incontro con i proprietari e i curatori di questi preziosi giardini, veri storici dell’arte che collaborano per la salvaguardia e valorizzazione di questo patrimonio unico al mondo. Un tour con momenti intensi di bellezza e tranquillità, che si arricchisce con la visita di Catania e delle più belle città della Val di Noto custodi di tesori barocchi.

     

    Giorno per giorno

     

    1° giorno
    Catania
    Arrivo individuale a Catania, trasferimento e sistemazione in hotel. Pernottamento.

     

    2° giorno
    Catania
    Giornata dedicata alla visita del centro storico della città, costruita ai piedi dell’Etna, la cui pietra nera si ritrova nelle facciate di molti tra i principali monumenti e nel “Liotru”, la statua dell’Elefante scolpita nella roccia nera. La città è un trionfo del barocco. Dopo il terremoto del 1693, la ricostruzione fu affidata a un gruppo di architetti – tra cui Giovanni Battista Vaccarini – che le diedero l’aspetto attuale. Ritroveremo il fascino del barocco settecentesco percorrendo la via Etnea e la via Crociferi, fiancheggiate da tanti tesori, ammirando la Piazza Duomo, visitando la Cattedrale di Sant’Agata, il Teatro Bellini... Uno dei più interessanti edifici storici è Palazzo Manganelli, situato nel centro storico della città, databile al 1400, distrutto quasi interamente dal terremoto e poi ricostruito a fine Seicento. Da non perdere, inoltre, lo storico mercato del pesce, autentico spaccato di vita.
    Prima colazione e pernottamento.

     

    3° giorno
    Catania e i suoi giardini
    Visita dell’orto botanico di Catania. Fondato nel 1858, conserva ancora oggi intatta la struttura originaria, sia nel disegno del giardino, sia nell’architettura dell’edificio neoclassico. Il tracciato quasi geometrico dei viali, che dividono l’Orto generale in quadri, si articola su due assi ortogonali i cui punti focali sono l’edificio della Scuola, la vasca a settori e la grande serra, detta Tepidarium. Proseguimento per Palazzo Biscari, uno dei più antichi palazzi di Catania, preziosa testimonianza di barocco siciliano, i cui saloni affrescati mantengono ancor oggi intatti fascino ed eleganza. La facciata sulla balconata esterna è riccamente decorata con altorilievi che simboleggiano l'abbondanza, la prosperità, la fertilità e la saggezza. Sul fondo del salone, incorniciata da colonne di granito rovesciate e sormontata dallo stemma gentilizio, è posta un'alcova che separa la parte pubblica del palazzo dagli appartamenti privati, dei quali fa parte una preziosa stanza da bagno, interamente decorata da intarsi in legno, ove spicca un pavimento romano in marmi policromi proveniente dagli scavi delle terme di Catania. Di queste ultime stanze così scrisse Goethe nel suo "Viaggio in Italia": “Catania 3 marzo 1787...il Principe volle presentarci alla madre, nel cui appartamento erano esposti altri oggetti d'arte di più piccola dimensione. Ci trovammo innanzi una gentildonna dall'aspetto distinto ma disinvolto, che ci ricevette dicendo: - Guardino pure, signori, come vogliono, in casa mia; vi troveranno tutto così come il povero mio marito ha raccolto e messo in ordine. E devo tutto alla pietà del mio figliolo, che ha voluto non solo farmi alloggiare nelle sue stanze migliori, ma non ha lasciato portare via né toccare il più piccolo degli oggetti raccolti e riordinati dal suo povero padre. Così ho il doppio vantaggio, di vivere come sono abituata ormai da tanti anni, e di incontrarmi e di fare conoscenza, come un volta, con tanti illustri forestieri, che vengono da paesi così lontani a vedere le nostre rarità...”.
    Prima colazione e pernottamento. 



    4° giorno
    Da Catania a Siracusa
    Partenza per Lentini, nel siracusano, dove si trovano le “Case del Biviere”, la cui proprietaria - la principessa Borgheseche vi accompagnerà nella visita – ne ha fatto il giardino del mito. La leggenda narra che Ercole, figlio di Giove, qui portò in dono a Cerere, dea delle messi, la pelle del leone Nemeo da lui sconfitto e qui creò un lago che da lui prese il nome: Lacus Erculeus. Il lago nei secoli cambiò nome e gli arabi lo chiamarono Beveré, abbeveratoio di greggi e vivaio di pesci. L’archivio di Stato di Palermo conserva il documento originale dell’editto di re Martino che, nel 1392, concedette in feudo il Biviere di Lentini a un antenato per parte materna di Don Scipione Borghese. Quello che era un lago ricco di fauna e di flora lacustri fu poi prosciugato negli anni Trenta per scongiurare la malaria. Non più frequentata dai pescatori e dai cacciatori, la proprietà sul lago cadde in abbandono, circondata solo da pietre e polvere. Oggi, grazie all’amore e alla passione di chi vi abita, è diventato un giardino mediterraneo unico e particolare. L’antico porto rivolto a mezzogiorno, chiuso da grossi massi scolpiti dalla mano dell’uomo, è divenuto un verde e ridente invito alla facciata principale della “Casa del Biviere”. Sui moli, restaurati con particolare attenzione e garbo, ecco una straordinaria collezione di succulente. Il visitatore s’immerge in spazi in cui l’armonia ha i colori dell’arancio, il profumo del gelsomino e l’estro consapevole di chi, per secoli, ha amato questa terra. Convivono palme lussureggianti, azzurre Jacaranda, Parkinsonia dalla fioritura solare, rose antiche che abbracciano esemplari di Yucca. Un esemplare inusuale di Xanthorrea arborea sdraiata fronteggia la cappella di Sant’Andrea. Se il tempo ha mai avuto ragione di scorrere, qui, tra questi profumi e colori, troverà ragione di fermarsi per far godere appieno momenti intensi di bellezza e tranquillità. L’ultimo giardino gioiello si trova a Villasmundo, a metà strada tra Catania e Siracusa, dove i 60 ettari della proprietà dei marchesi di San Giuliano racchiudono molto della storia di una antica famiglia nobiliare locale e le suggestioni di un territorio siciliano che porta i segni di antiche civiltà, tra necropoli dell’età del Bronzo e vestigia della Magna Grecia. Di tutta la superficie, coltivata ad agrumeto, 4 ettari sono stati destinati al giardino a partire dal 1974, quando l’attuale proprietario iniziò a piantare alberi e arbusti ornamentali. Il giardino accompagna la struttura tardo quattrocentesca della masseria fortificata e prende il posto dell’immensa aia in cui un tempo si batteva il grano e si ammassavano uva e olive per la produzione di vino e olio, prima della conversione esclusiva ad agrumi: ogni anno, da ottobre a maggio, in questa terra fertile si raccolgono arance di 15 diverse varietà per un milione di chili. Negli anni Novanta, anche con l’intenzione di dare sistemazione paesaggistica al piccolo cimitero della proprietà, è stato chiesto l’intervento di Oliva di Collobiano, che ha disegnato il cosiddetto Giardinetto, articolato in quattro spazi delimitati da muretti a secco. I quattro momenti compositivi, che sostituiscono il frutteto e ne sfruttano le saie, ovvero le tradizionali canaline di irrigazione di derivazione araba, comprendono un giardino arabo con vasche di acqua e ninfee; un giardino tropicale di palme e grandi esemplari di cactus; un giardino mediterraneo che associa rose e pompelmi; ed infine un giardino di aromi che si ammanta della vaporosa vegetazione di elicriso, lavanda, timo, salvia, cisto, mirto e altre piante che sprigionano profumo. Giudicato all’apice del suo interesse tra maggio e giugno per le fioriture, il Giardinetto si rivela quasi più affascinante in settembre-ottobre, quando rinasce dopo l’arsura estiva e offre un armonioso e articolato esempio di giardino contemporaneo in terra di Sicilia. Al termine della visita trasferimento a Siracusa e sistemazione in hotel.
    Prima colazione e pernottamento.

     

    5° giorno
    Siracusa - Noto
    Giornata dedicata alla visita di questa città dove si incontrano arte e archeologia, oriente e occidente. La pittoresca isola di Ortigia, la parte più antica di Siracusa collegata alla terraferma da tre ponti, è un crocevia di culture: qui ritroveremo il barocco nella facciata del Duomo, una delle più belle chiese della Sicilia, ma la Greciaantica nelle colonne del tempio di Atena che si trovano al suo interno. Nella vicina chiesetta di Santa Lucia ammireremo una splendida tela di Caravaggio, ed una di Antonello da Messina nel Palazzo Bellomo. Scopriremo i maggiori capolavori di Siracusa, dall’Orecchio di Dioniso al Teatro greco, all’Ara di Ierone. Al termine delle visite partenza per Noto, arrivo e sistemazione in hotel.
    Prima colazione e pernottamento.

     

    6° giorno
    Noto - Escursione a Marzamemi
    Partenza per la visita della villa romana del Tellaro, capolavoro del IV secolo d.C. nei pressi di Noto. Gli scavi hanno portato alla luce mosaici pavimentali di sorprendente bellezza, milioni di tessere policrome, dove gli elementi decorativi e il movimento delle scene appaiono vivi e reali. Proseguimento per Marzamemi, delizioso porto di pescatori con l'antica tonnara che risale al tempo della dominazione araba. Il pomeriggio sarà interamente dedicato alla visita di Noto e dei suoi gioielli di arte barocca: la pietra locale, di colore tra il dorato e il rosato, fa risaltare le architetture elaborate delle facciate concave, convesse e curvilinee, le imponenti scalinate e le scenografiche piazze. La Cattedrale, databile alla fine del XVII secolo e ricostruita dopo il disastroso crollo del 1996, è un meraviglioso esempio di stile tardo barocco. Grandi maestri del cinema hanno realizzato qui diversi film e le perle della Val di Noto - Caltagirone, Militello in Val di Catania, Catania, Modica, Noto, Palazzolo, Ragusa e Scicli - sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Al termine delle visite rientro in hotel.
    Prima colazione e pernottamento.

     

    7° giorno
    Noto – Escursione a Scicli e a Ragusa
    Mattinata dedicata alla visita di Scicli, vera perla del barocco. La presenza di cave e grotte carsiche favorì la nascita di numerosi insediamenti rupestri; ritrovamenti archeologici testimoniano la presenza di greci e cartaginesi, fu città decumana sotto il dominio romano, passò ai bizantini, subì le incursioni dei barbari, divenne araba, normanna e aragonese. Le architetture settecentesche, con i giochi di luce e l’abbondanza di decorazioni, lasciano stupefatto il visitatore: Palazzo Beneventano, Palazzo Fava, Palazzo Spadaro e le numerose chiese rappresentano alcuni dei più interessanti esempi della Sicilia barocca. Percorso olfattivo tra piante aromatiche ed officinali e light lunch a base di prodotti a chilometri zero in una splendida e particolare serra. Nel pomeriggio raggiungiamo Ragusa, situata sulla catena collinare dei monti Iblei. La visita del quartiere più antico, Ragusa Ibla, riserva panoramici scorci sui tetti, i vicoli e le piazzette: le 42 chiese, i palazzi nobiliari, le ceramiche policrome e le macchie di carrubi, tutto qui incanta e ricorda le atmosfere narrate da Camilleri, ogni angolo riserva una sorpresa, un antico portale, un magnifico balcone, le strette viuzze, le finestre con i vasi di gerani fioriti. Al termine delle visite rientro in hotel. Prima colazione e pernottamento.

     

    8° giorno
    Noto – Modica – Catania
    Prima colazione. “…in figura di melograna spaccata; vicino al mare ma campagnolo; metà ristretto su uno sprone di roccia, metà sparpagliato ai suoi piedi; con tante scale fra le due metà, a far da pacieri, e nuvole in cielo da un campanile all’altro, trafelate come staffette dei Cavalleggeri del Re…”. Così Gesualdo Bufalino descrive Modica, celebre per il suo cioccolato, per lo stile tardo-barocco dei suoi edifici e per essere la città natale di Salvatore Quasimodo. Qui si avvicendarono al potere i conti Mosca, Chiaromonte e Cabrera, che per ricchezza e magnificenza nulla avevano da invidiare ai sovrani aragonesi. Definita la “città delle cento chiese”, Modica vanta splendidi edifici religiosi, palazzi fastosi e pittoreschi vialetti costellati di vecchie botteghe. Visita ad un’azienda dove si produce il particolare “cioccolato modicano”, con dimostrazione della lavorazione a freddo e degustazione. Nel pomeriggio trasferimento all’aeroporto di Catania e rientro alle città di provenienza.


     

    Quote in preparazione 

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