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VIAGGIARE IN NEPAL, INDIA HIMALAYANA E BHUTAN

LA VASTA REGIONE HIMALAYANA È UN VERO SCRIGNO DI ANTICHISSIME CULTURE CHE LEGA IL SUO SVILUPPO ALL’AMPIA RETE DI TRACCIATI CHE HANNO CONSENTITO NEI SECOLI IL TRANSITO ALLE CAROVANE, AI VIANDANTI E AI PELLEGRINI. QUESTE ROTTE VENGONO OGGI RIPERCORSE CON LO SPIRITO DELLA CURIOSITÀ E DELLA RICERCA, E QUALCHE APPROFONDIMENTO POTRÀ RENDERE IL VIAGGIO PIÙ CONSAPEVOLE E INTERESSANTE.

STRADE E TRASPORTI 

Nepal
La rete stadale in Nepal è uno degli elementi più critici che contrastano con la volontà del Paese di affacciarsi sul piano internazionale come punta avanzata del turismo nelle regioni himalayane. Le vie di comunicazione, tanto a Kathmandu quanto al di fuori della capitale, sono sempre congestionate da un traffico elevatissimo, che allunga molto i tempi di percorrenza. Il fondo stradale è spesso sconnesso e privo di manutenzione. Sorattutto nella stagione monsonica (luglio-agosto) il tratto di confine verso il Tibet è soggetto a frane e smottamenti che possono rendere il tragitto praticabile con difficoltà.

India Himalayana: Ladakh e Spiti 
Le vie di comunicazione stradali nelle regioni del Ladakh e dello Spiti sono aperte unicamente durante la stagione estiva, quando le nevi si sciolgono e consentono la percorribilità degli alti passi himalayani, che raggiungono quote molto elevate, sino ai 5360 metri del Taglang La. Un’ammirevole opera di manutenzione avviene durante questa stagione sulle tratte danneggiate dal gelo e dalle frane invernali, ma questo titanico sforzo non è sufficiente a migliorare il fondo stradale, che resta, al di fuori delle città, sterrato e sconnesso. I mezzi utilizzati durante i nostri viaggi sono sempre fuoristrada. 

Bhutan 
La conformazione impervia del Bhutan, che sale bruscamente dalle pianure del sud sino alle vette himalayane, rende da un lato il Paese affascinante, dall’altro inaccessbile in molte sue parti. Le vie di comunicazione sono assai ridotte, e so prattutto nelle regioni centro-orientali, le strade sono tortuose e molto sconnesse, rendendo i tempi di percorrenza molto lunghi. Lavori di ampliamento, manutenzione e ripristino sono in corso in tutto il Paese e i benefici non tarderanno ad apprezzarsi. 

ALBERGHI E CAMPI ATTREZZATI 

Nepal 

Il Nepal dispone di buone strutture ricettive, talora eccellenti e raffinate, che diventano più essenziali allontanandosi dalla capitale Kathmandu. Buoni resort tuttavia si trovano nella zona di Pokhara e nel Parco Nazionale Chitwan, eco lodge nella regione del Khumbu-Everest. Nella Valle del Mustang si troveranno modeste locande, essenziali e prive di comfort, alle quali spesso si preferisce la sistemazione in tenda.

India himalayana: Ladakh e Spiti 
Ad eccezione della capitale del Ladakh Leh, e a Manali, dove sono presenti hotel di buon comfort, nelle altre località del Ladakh e dello Spiti le sistemazioni sono previste in campi tendati fissi con servizi privati (Uley Tokpo, Sumur, Sarchu) e in tenda sul lago di Tso Moriri. 

Bhutan 
Le strutture ricettive del Bhutan sono costituite da alberghi piccoli e confortevoli, ma lontani dagli standard qualitativi ai quali siamo abituati. Segnatamente nella regione del Bhutan centro-orientale, dove il turismo è assai meno sviluppato, gli alberghi sono essenziali, carenti nei servizi, scarsi nella manutenzione e nella pulizia delle camere. Inoltre le camere ad uso singola non sono sempre soggette a disponibilità.

GUIDE LOCALI E AUTISTI
 
In questi Paesi himalayani le guide locali sono prevalentemente parlanti inglese e hanno una preparazione culturale di livello medio. Eventuali carenze sono compensate da una grande gentilezza e disponibilità, che è propria della cultura buddista che informa la vita di queste regioni.

LA SALUTE IN VIAGGIO 
I viaggi in Nepal (ad eccezione delle proposte che interessano la Valle di Kathmandu), in Ladakh, nello Spiti e in Bhutan si sviluppano ad altitudini elevate, quasi mai inferiori ai 2500 metri, e prevedono il superamento di passi spesso oltre i 5000 metri di quota. Chi si accinge ad affrontare un viaggio in queste regioni deve essere con sapevole che potebbero esserci disagi in relazione all’adattamento al la quota durante i primi giorni di viaggio. Infatti un organismo abituato a vivere a bassa quota è incapace di adattarsi rapidamente alla diminuzione di ossigeno che inizia a manifestarsi a partire da un’altitudine di 2000 metri. L’altitudine può provocare leggeri sintomi di disidratazione ai quali è possibile ovviare bevendo molti liquidi (3/4 litri al giorno) per facilitare l’ossigenazione e lo smaltimento delle tossine. Accentuate sono le escursioni termiche tra zone di sole e zone d’ombra e tra il giorno e la notte.

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