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IL CLIMA NELLE REGIONI INDO-TIBETICHE E IN MONGOLIA

TIBET

Il Tibet è visitabile piacevolmente tutto l’anno, anche se la primavera, l’inizio dell’estate e l’autunno sono i periodi più favorevoli. Da metà luglio a fine settembre i monsoni provenienti dai versanti indiani e nepalesi sono solo parzialmente ostacolati dalla catena himalayana, quindi sull’altopiano centrale le piogge sono deboli e limitate. In questa stagione le temperature sono gradevoli, tra i 25°C di giorno e i 4°C di notte. I campi sono verdeggianti ma il cielo è parzialmente celato da annuvolamenti che impediscono di vedere le montagne himalayane. In ottobre e novembre la visibilità è buona e le temperature sono miti. Tra dicembre e marzo si possono registrare deboli nevicate a Lhasa, mentre i passi montani possono essere chiusi al transito. In inverno la visibilità è eccellente e si ha la possibilità di incontrare la popolazione che lascia gli alti pascoli più freddi per compiere pellegrinaggi verso i monasteri.

NEPAL

La stagione al riparo dalle piogge monsoniche in Nepal va da ottobre a marzo: le temperature massime registrate a Kathmandu variano da 18 a 22°C da novembre a febbraio e si aggirano sui 25/28°C in marzo e aprile. In generale in queste regioni il clima è mite, anche se l'escursione termica tra il giorno e la notte è piuttosto accentuata. Il periodo invernale (dicembre e gennaio) è caratterizzato da clima secco e freddo. Nei mesi estivi si verificano in genere piogge intense che possono anche durare parecchi giorni, la vista delle montagne è generalmente preclusa da una spessa coltre di nubi e le strade possono essere difficilmente percorribili. Si segnala che durante questo periodo la viabilità può essere fortemente rallentata, soprattutto lungo la strada che conduce al confine con il Tibet. 

L’INDIA HIMALAYANA

Arunachal Pradesh e Sikkim
Negli stati indiani che si estendono alle pendici dell'Himalaya (Arunachal Pradesh, Sikkim) il clima è fortemente condizionato dalla presenza dei monsoni, che tra giugno e settembre fanno registrare le maggiori precipitazioni. La stagione dunque al riparo dalle piogge va da ottobre a maggio. In Sikkim in particolare la stagione migliore va da settembre a novembre e da febbraio a maggio. 
Ladakh e Spiti 
Il periodo migliore per affrontare viaggi nel Ladakh (appartenente allo stato indiano di Jammu e Kashmir) e nel Kinnaur-Lahaul-Spiti (appartenente al l’Hi machal Pradesh), è quello estivo, compreso tra giugno e settembre, quando sono aperti gli alti passi himalayani. Esteso lungo la Valle dell’Indo ad una altitudine media di 3500 metri, il Ladakh registra nella capitale Leh temperature massime estive tra i 20 e i 25°C e minime intorno ai 5-10° C. Analoghe temperature si rilevano nella valle dello Spiti. L’inverno è assai severo, le precipitazioni limitate e le temperature possono raggiungere i 20°C sotto lo zero. In questo periodo le principali strade di accesso sono chiuse per neve, costringendo queste regioni ad un lungo isolamento. 

BHUTAN

Le differenze di altitudine nel territorio del Bhutan implicano una rilevante varietà climatica, costituita da tre grandi zone: tropicale con vegetazione lussureggiante sino ai 1700 metri di quota, temperata tra i 1700 e i 3500 metri e alpina, caratterizzata dalla fascia himalayana tra i 3500 e i 5200 metri di quota. La stagione più propizia per un viaggio in Bhutan va da ottobre a fine giugno. In autunno i cieli sono tersi e la visibilità delle montagne eccellente. Durante l’inverno le cime più elevate sono coperte di neve, mentre nelle pianure meridionali in prossimità del confine indiano il clima è più temperato. Aprile e maggio, periodo in cui iniziano le precipitazioni, sono i mesi della splendida fioritura delle magnolie e dei rododendri. La stagione estiva (da giugno a settembre) è caratterizzata dal monsone, che rappresenta tra il 60 e il 90% delle precipitazioni annue, mentre le nuvole basse impediscono l’apprezzamento del paesaggio. Le regioni centrali sono meno colpite dalle piogge. 

MONGOLIA

La Mongolia è una delle regioni più isolate e in alta quota del mondo, soggetta a un clima continentale estremo: lunghi inverni subantartici ed estati piuttosto calde. Il periodo più favorevole per un viaggio in Mongolia è compreso tra la metà di maggio e la metà di ottobre. Giugno è caldo e secco, e fa registrare temperature intorno ai 30°C, mentre agosto è più fresco ma può essere piovoso, ciò che rende meravigliosamente verdeggianti e fiorite le distese erbose. Settembre e ottobre sono eccellenti per visitare il Gobi, mentre tra marzo e maggio può esserci ancora la neve che copre le steppe e i passi montani. In generale il clima è molto variabile, e anche nella stagione estiva possono verificarsi bruschi mutamenti di temperatura, leggere piogge o nevicate notturne. L’inverno ha comunque un fascino particolare, e porta a temperature molto basse, sino ad e stremi di –40°C nella capitale e –60°C nella taiga. Anche il deserto del Gobi è innevato sino alla primavera inoltrata e le acque dei suoi laghi si sciolgono sono all’inizio dell’estate. Le informazioni fornite si basano sui dati registrati pubblicati dai servizi meteorologici. I cambiamenti climatici in atto possono avere ripercussioni sui normali andamenti stagionali.

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