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DURATA

11 giorni

VIAGGIO ARCHEOLOGICO

 PARTENZE DI GRUPPO CON ARCHEOLOGO DALL'ITALIA



UN VIAGGIO PER...

Appassionati della storia e dell’archeologia, ma anche per viaggiatori ʽimpazienti’ di conoscere il destino nuovo di queste terre antichissime e vuole seguire l’evoluzione della storia nelle sue complicate pieghe recenti.

 


 

I vostri alberghi

Bassora: Millennium Al Seef Hotel 4*
Nasiriyah: Sumerion Hotel 3*
Najaf: Qasr al-Dur 4*S
Karbala: Al Baron Hotel 4*S
Baghdad: Royal Tulip Al Rasheed 5*

 

Mezzi di trasporto

Autovetture o minibus con aria condizionata in base al numero di partecipanti.


 

Da sapere

Chi affronta un viaggio in Iraq deve sapere che il Paese è da poco uscito da decenni di guerra e di abbandono e, grazie anche ad aiuti internazionali, sta faticosamente riprendendosi: questo significa fermento positivo ma anche una organizzazione non sempre perfetta dei servizi; musei, monumenti e zone archeologiche che possono risultare non completamente visitabili o temporaneamente chiuse per restauri senza preavviso. Sono richiesti pertanto una certa tolleranza e spirito di adattamento. Inoltre alcune tappe possono risultare impegnative per le distanze da coprire e il tempo necessario a visitare le zone interessate.

Quando partire

Il clima desertico e semidesertico dell’Iraq suggerisce di visitare il Paese durante le stagioni intermedie, l’autunno e la primavera.


 

In questo viaggio il patrimonio UNESCO

- Gli Ahwar del sud Iraq,
tre siti archeologici (Ur, Uruk e Tell Eridou) 
e le zone umide del delta del Tigri e dell’Eufrate
- Babilonia
- Samarra

 


Questo viaggio prevede le seguenti partenze di gruppo

  • Mercoledì, 23 Ottobre 2024
  • Mercoledì, 25 Dicembre 2024
  • Mercoledì, 26 Febbraio 2025
  • Mercoledì, 23 Aprile 2025
  • IRAQ - VIAGGIO ALLE ORIGINI DELLA CIVILTÀ

    Quote a partire da € 3.470 - 11 giorni

    •  

      Come descrivere un viaggio in Iraq? Con quale coraggio affrontare un Paese del quale negli ultimi decenni abbiamo letto solo tragedie e massacri? Con la forza di chi ci è stato e l’ha conosciuto. Di chi ha ora il piacere di raccontarvi non solo un viaggio, ma un’esperienza. Per fare questo, di quando in quando, qua e là diamo volentieri la parola ‟in corsivo” a chi ha scoperto l’Iraq per noi, senza trascurare l’apparato storico e tecnico, le descrizioni precise che ci àncorano alla realtà che il viaggiatore troverà. Quindi, una parte di storia e una parte di emozione, di ”vissuto”. 
      Siamo debitori alle civiltà della Mesopotamia di molte scoperte, dall’agricoltura alla scrittura, e tuttavia quarant’anni di conflitti, di negligenza, di saccheggi, di restauri affrettati e approssimativi hanno compromesso le vestigia ereditate da Sumeri, Accadi, Assiri e Babilonesi. Come ha sostenuto Bariza Khiari, vice-presidente dell'Alleanza internazionale per la protezione del patrimonio nelle zone in conflitto (ALIPH): ”Da sempre, quando si fa una guerra, si attacca la cultura dell'altro, per cancellare la sua identità e sostituire un ordine culturale ad un altro ordine culturale". Niente di nuovo, dunque. 

       

      Giorno per giorno 

      1° GIORNO
      ITALIA – BASSORA
      Partenza con volo di linea per Bassora (al-Basra). Pernottamanto a bordo. 
       
      2° GIORNO
      BASSORA: IL MUSEO E LA CITTÀ
      Arrivo all’aeroporto di Bassora, tempo per espletare le formalità e le procedure relative al visto di ingresso. Trasferimento quindi in hotel e sistemazione. Dopo un breve riposo, iniziamo il nostro viaggio con la visita al Museo di Bassora. Inaugurato nel 2016 con il supporto del British Institute for the Study of Iraq, il Museo è una finestra aperta sull’eredità archeologica e storica del Paese: iniziamo a prendere confidenza con il mondo antico, con oggetti quotidiani e con vere opere d’arte di Sumeri, Assiri e Babilonesi, che trovano qui, all’interno di uno dei Palazzi di Saddam Hussein sullo Shatt al-’Arab, una collocazione ideale. 
      Dopo pranzo, nel pomeriggio, iniziamo la visita della città antica, con le case del XVII secolo, dai tipici balconi Shanasheel decorati in legno. Tramite una geometria di trafori, accentuano l'intera facciata del secondo piano, congiungendo una stanza all'altra a sbalzo verso l’esterno, garantendo discrezione, ombra e passaggio dell’aria. L’origine di questo tipo di architettura, perlomeno l’etimologia del suo nome, risale probabilmente a radici persiane, e lo stile pare sia apparso per la prima volta a Bassora per poi diffondersi a Baghdad e nelle altre città irachene. Proseguiamo quindi visitando la Chiesa cattolica caldea di rito siro-orientale di San Tommaso, e percorreremo le arterie principali della città: Kuwait Street, Al Jazeera Street, la Corniche e ci fermeremo in alcuni mercati tradizionali. 
      Dopo la cena in ristorante, rientro in hotel. 
      Pasti inclusi: pranzo e cena. 
       
      «Se penso agli sforzi compiuti dalle autorità locali, dai volontari, dal British Institute, per realizzare il Museo di Bassora in tempi di guerra, sotto la continua minaccia da parte di milizie contrapposte, resto ammirata e commossa. Guardando gli oggetti provenienti da tutto l’Iraq nelle teche, e ascoltando dalla voce della guida la storia della costituzione di questo museo, mi rendo conto che questo è molto più di un museo: riconnette brandelli di storia, avvicina le persone al proprio passato aiutandole a superare i traumi della storia. 
      Cammino per le strade di questa città e scopro il doppio volto di Bassora: un po’ malinconico nei molti palazzi abbandonati, nei calcinacci ancora a terra nella Chiesa caldea, ma al contempo sento una grande energia positiva, la voglia di recuperare gli anni perduti, vedo l’instancabile lavoro di ingegneri e architetti dell’Unesco e dei tanti artigiani locali che si dedicano al ripristino delle opere, grandi e piccole, per fare rivivere la città di un tempo».
       
      3° GIORNO
      BASSORA – AL-CHIBAYISH – NASIRYAH
      Lasciamo presto Bassora alla volta di Al-Chibayish. Questa cittadina sull’Eufrate è abitata principalmente dalle tribù degli ‟Arabi delle paludi”, definititi in modo sprezzante ‟Ma’dan” dalle tribù del deserto, che ritengono inferiori gli abitanti delle paludi mesopotamiche. Durante le rivolte del 1991, i fiumi Tigri ed Eufrate furono deviati e le zone umide della regione prosciugate; questo causò una forte riduzione della bio-produttività: dopo il rovesciamento di Saddam, il flusso d’acqua è stato ripristinato e l’ecosistema ha gradualmente inizato a riprendersi.
      Gli sforzi per ripristinare l’equilibrio delle paludi sta portando ad una loro graduale rinascita, ma oggi solo poche migliaia di persone rimangono a vivere nella regione, molti sono emigrati in altre aree sciite o in Iran e non intendono tornare alla loro casa e ad uno stile di vita improntato all’estrema povertà e difficoltà. Al-Chibayish era un centro importante per la costruzione delle caratteristiche imbarcazioni da trasporto, i ‟mashoof”: il contadino delle paludi guidava i bufali attraverso i canneti durante la stagione di bassa marea per creare canali, che venivano poi mantenuti aperti per l’uso costante utilizzando le barche. Nella società tribale di queste popolazioni del sud, lo Shaykh era la figura principale, e raccoglieva i tributi per mantenere il ‟mudhif”, la casa della tribù, che fungeva da centro politico, sociale, giudiziario e religioso della vita araba di palude. Il ‟mudhif” era utilizzato come luogo per risolvere le controversie, per svolgere la diplomazia con altre tribù e come punto di incontro per le celebrazioni religiose e di altro tipo. La maggior parte dei Ma’dan vivevano in case di canne ad arco che avevano la stessa fisionomia delle case ‟mudhif”, ma dimensioni più ridotte.
      L'abitazione tipica era solitamente larga poco più di due metri, lunga circa sei metri, e alta poco meno di tre metri, costruita sul bordo dell'acqua o su un'isola artificiale di canne chiamata ‟kibasha”.
      Noi prenderemo posto su un’imbarcazione per navigare all’interno della zona umida, e scopriremo scorci bellissimi, creature della palude, miriadi di uccelli, per approdare infine in alcuni punti dove potere incontrare pescatori e visitare alcune case ‟mudhif” ed alcune moschee. 
      Pranzeremo in un ‟mudhif” e, nel pomeriggio, visiteremo l’edificio dedicato ai martiri di Chibayish, giustiziati alla fine della Guerra del Golfo nel 1991. 
      Lasciamo infine la regione di Al-Chibayish alla volta di Nasiryah.
      Arrivo e sistemazione in hotel. 
      Pensione completa. 
       
      «Avrei voluto vedere i villaggi galleggianti di cui avevo letto: mi immaginavo piccole isole flottanti costruite con fango e giunchi compatti punteggiate da ‟mudhif”, quelle meraviglie architettoniche costruite senza uso di chiodi, legno o mattoni, solo canne raccolte dall’acqua. Un metodo utilizzato per migliaia di anni, ora quasi scomparso e con esso il savoir fair di questa sofisticata tecnica costruttiva. La guida mi spiega che non ci sono più veri villaggi galleggianti, solo piccoli nuclei di ‟mudhif”. Un po’ le politiche del passato, un po’ il cambiamento climatico, un po’ la resistenza di  tornare a vivere in condizioni difficili, contribuiscono all’abbandono di questo ambiente. 
      Sono un po’ delusa, ma cerco di comprendere la storia di questa gente, le umiliazioni, le traversie; mi dico che queste paludi, considerate da Saddam Hussein un rifugio per dissidenti e perseguitati – così come nei secoli passati furono rifugio di schiavi e servi fuggiti, rese quasi deserte dalle ritorsioni applicate dal regime, stanno tornando comunque a vivere, anche grazie a progetti congiunti di Stati Uniti, Canada, Giappone e Italia. Si vuole dimostrare che ricostruire la comunità di Ma’dan è possibile, che le architetture sostenibili dei ‟mudhif” potrebbero ancora una volta essere vincenti».  
       
      4° GIORNO
      NASIRYAH – UR – URUK – NAJAF
      Una giornata lunga e intensa che ci fa immergere nella storia, nell’archeologica e, perché no, nei ricordi dei nostri studi scolastici. Finalmente potremo vedere con i nostri occhi meraviglie che abbiamo solo sognato – le ziggurat, visitare luoghi dai nomi evocativi e magici – Ur, Uruk, sentire su di noi il fascino della storia. 
      Come sempre quando siamo al cospetto di resti archeologici di grandi civiltà e di difficile comprensione, occorre compiere uno sforzo mentale che ci deve portare a immaginare ciò che è stato, a vedere ciò che oggi manca, a leggere le pagine strappate di un libro, interpretare segni cancellati dalla storia: insomma, occorre fantasia e conoscenza. A volte un’impresa difficile. 
      Ad esempio, quando siamo a Ur, che in sumerico significa ‟città dalle fondazioni imponenti”, siamo impressionati dalla ziggurat, la struttura piramidale a più livelli, che Sir Leonard Woolley scavò negli anni ’20 e ’30 del secolo scorso. Restaurata nel 1961, la ziggurat di Ur, rivela la sua stupefacente ampiezza di 64 metri x 45 metri alla sua base. Tutto intorno, muri bassi, appena accennati, di mattoni di fango che si polverizzano nel tempo. Ma la città che vediamo ora, sdraiata su una pianura riarsa, era un tempo un porto sul fiume Eufrate, ricchissima e fiorente. Qui approdavano navi mercantili e commercianti dall’India e dal Golfo Persico, si incrociavano le carovane che andavano verso nord, c’erano magazzini e negozi, laboratori di tessuti di lana e tappeti: nel 2000 a.C. la città, che alla caduta dell’Impero Accadico dominava la Mesopotamia meridionale, aveva 60.000 abitanti. Su tutto, la grande ziggurat eretta da Ur-Nammu dominava il paesaggio. La storia di Ur è molto più antica, risale a 4000 anni prima di Cristo e alcune delle prime scritture conosciute, il cuneiforme, è stata scoperta proprio qui, unitamente ai sigilli che menzionano la città. 
      Le Grandi Tombe Reali, che risalgono alla I Dinastia di Ur, hanno fornito agli studiosi ricchissimo materiale di artigianato e le indicazioni di un rito di inumazione collettiva particolare. Le vestigia del sito di Ur, con la Ziggurat, le Tombe Reali e un centro amministrativo costruito in argilla e bitume – del quale i mesopotamici sfruttavano i giacimenti per impermeabilizzare le strutture, costituiscono una delle realizzazioni più grandiose dei Sumeri. 
      La Genesi vuole che ‟Ur dei Caldei” sia il luogo di nascita del patriarca Abramo: noi visiteremo le rovine di quella che è stata individuata come ‟la casa di Abramo”, che si indovina dalle basse mura perimetrali consolidate. 
      Lasciamo quindi l’insediamento alla volta di Uruk, altra grande città sumera della Mesopotamia. 
      Il sito di Uruk, che nel IV millennio a.C. (Periodo Tardo-Uruk) si estendeva per oltre 100 ettari, è disseminato da cocci di ceramica che datano dal VII al I millenno prima della nostra èra. Gli scavi hanno permesso di fare emergere una città importantissima, una vera metropoli che sorgeva in prossimità del fiume Eufrate, da cui si trova ora, dopo millenni, lontana alcuni chilometri. Gli storici vedono in Uruk uno dei primi insediamenti umani strutturati in una società urbana complessa che da villaggio si fece vera e propria città. Nel momento di massimo sviluppo almeno 50.000 abitanti vivevano in questa città, racchiusa da una doppia cinta di mura lunga 9 chilometri. Le strutture fatte in mattoni di argilla cruda portate alla luce dagli scavi sono soggette all’erosione dell’acqua e del vento, e questo è oggi il maggiore pericolo al quale sono sottoposte. Cammineremo attraverso il sito cercando di individuare le strutture di questa antichissima città-stato, le case, le strade... vedremo anche i mosaici decorativi, così particolari, di pietra o di argilla colorata e fatti a lunghi coni. Gli scavi del 1928 portarono alla luce oltre 4000 tavolette inscritte, attribuite alla fase Tardo-Uruk: il numero più consistente di tavolette di tutta la Mesopotamia, che costituiscono la testimonianza più concreta per lo studio delle origini della scrittura. 
      In serata raggiungeremo Najaf. Arrivo e sistemazione in hotel. 
      Pensione completa che include il pranzo a pic nic. 
       
      Un’osservazione: abbiamo scelto per questo soggiorno un hotel che si trova nel centro storico della città, accanto alla Moschea dell’Imam Ali. La moschea è considerata dai musulmani sciiti il terzo luogo più sacro al mondo, dopo le moschee di Mecca e Medina e la vicinanza a questo mausoleo da un lato ci immerge in una particolare atmosfera intima e coinvolgente, dall’altro richiede da parte del viaggiatore qualche attenzione in più, ad esempio viene richiesto alle signore, anche all’interno dell’hotel, di indossare l’hijab, il velo che copre il capo, anche al ristorante. 
       
      «Visitando la Casa di Abramo, ricordo che nel marzo del 2021 Papa Francesco, realizzando un sogno di Giovanni Paolo II che avrebbe desiderato recarsi a Ur in occasione del Giubileo dell’anno 2000, è stato in pellegrinaggio a Ur. Aveva invitato a ricostruire il Paese secondo un principio di convivenza che avesse alla base la cittadinanza e non la religione. Già... in un Paese a maggioranza musulmana, e di diverse confessioni. 
      A Uruk cammino su un suolo disseminato di frammenti di ceramica: impossibile non pensare al significato di questi piccoli cocci che ora sono nelle mie mani, semplici o decorati da scrittura cuneiforme. Accarezzo letteralmente la storia quotidiana di cinquemila anni fa, mi sembra di ascoltare i richiami dei mercanti, vedo i bambini che si rincorrono, la ragazza con la brocca d’acqua che, ridendo, le sfugge di mano cadendo a terra e rompendosi nei pezzi che ora io osservo. Un tuffo nel passato, una vertigine che mi emoziona».
       
      5° GIORNO
      NAJAF – LA MOSCHEA DI KUFA – IL CIMITERO DI WADI AS-SALAM LA MOSCHEA DELL’IMAM ALI
      La nostra prima visita della giornata sarà a Kufa, cittadina a circa 12 chilometri a nord-est di Najaf, sulle rive dell’Eufrate. Insieme a Samarra, Karbala, Kadhimiya e Najaf, Kufa è una delle cinque città irachene di somma importanza per i musulmani sciiti. La Grande Moschea di Kufa, che vedremo dall’esterno, risalente al VII secolo, viene considerata la più antica al mondo. Kufa è stato uno dei primi centri di interpretazione coranica, e qui si è sviluppata la scrittura kufica, la prima scrittura della lingua araba derivata a sua volta da una delle prime quattro scritture preislamiche. 
      Al termine proseguiamo alla volta del cimitero di Wadi Al-Salam, uno dei più grandi cimiteri al mondo. Qui riposano i resti di milioni di musulmani, tra i quali profeti, re, principi e sultani. Per la sua autenticità e l’uso ininterrotto da oltre 1400 anni, questo luogo ha assunto un valore universale, e si trova nella Lista delle Candidature Unesco come Patrimonio dell’Umanità. Lo sguardo, dall’alto di un punto panoramico, spazia sui 917 ettari di estensione di questa ‟Valle della Pace”: una prospettiva insolita e davvero impressionante. Molti fedeli chiedono di essere sepolti qui, anche se provenienti da altri Paesi asiatici e del mondo: questo luogo è considerato immensamente sacro, così vicino alla moschea di Ali ibn Abi Talib, cugino e primo genero di Maometto, considerato primo imam dello Sciismo e per la religione successore del profeta. Qui sono sepolti semplici fedeli, re, sultani e principesse di ogni tempo, in tombe essenziali in superfici o anche sotterranee, raggiungibili tramite semplici scale a pioli. 
      Rientrati a Najaf ci sarà il tempo per passeggiare nel grande bazaar prima del pranzo in ristorante. 
      Nel pomeriggio visiteremo la Moschea di Ali: spettacolare la sua architettura, destinata ad accogliere, vuole la tradizione, i corpi di Adamo, Eva e Noè. Più volte ricostruita nel corso dei secoli, la versione attuale risale al 1632, la cupola è in mattoni rivestiti d’oro, due alti minareti decorano l’ingresso che presenta tre portali monumentali, mentre mosaici turchesi ricoprono le pareti laterali e posteriori. L’anziano ayatollah Al-Sistani, la massima autorità sciita dell’Iraq nel marzo del 2021 ricevette nella sua residenza privata di Najaf Papa Bergoglio, in un incontro storico. 
      Pensione completa che include il pranzo in ristorante. 
       
      «Una ’città del morti’, Wadi Al-Salam, dove 5 milioni di tombe, decorate con ghirlande di fiori, ritratti, poster, ricordi, si affollano ordinate in uno spazio orizzontale che pare estendersi all’infinito, così vicino alla città santa di Najaf, ai suoi minareti e alle moschee: essere sepolti qui è uno status di prestigio, garanzia di salvezza. Un luogo che accoglie le vittime di ogni conflitto, iracheni e iraniani, martiri e caduti in guerra, avversari di ogni contesa. Una grande livella della storia di ogni periodo. 
      Ci immergiamo in questa tappa nel cuore della religione, nel nucleo più intimo della sacralità dell’Islam: la vita e la morte si intrecciano, tra la Valle della Pace e le moschee, che sono vibranti di vita e di passione. Grande emozione nella visita della Moschea di Ali».
       
      6° GIORNO
      NAJAF – KARBALA 
      Diverse tappe scandiscono la giornata, prima di arrivare a Karbala, che dista poco più di 50 chilometri da Najaf, perché una deviazione ci porterà prima alla fortezza di Ukhaidir e poi alle Grotte di Al-Tar. 
      Impressionante, imponente, solenne, la fortezza di Al-Ukhaidir si erge solitaria nel deserto a sud di Kerbala. Le sue dimensioni, percepibili dai moderni restauri, indicano che la fortezza, che rilsale al 775 d.C., doveva essere un punto di sosta molto importante sulle rotte commerciali dell’epoca. Il palazzo, che ospitava una grande sala ricevimento, un ampio iwan e alloggi per la servitù, cortili e moschea, è un vero capolavoro per le innovazioni tecniche che presenta, ed è stato importante anche nello sviluppo dell’architettura islamica successiva. 
      La viaggiatrice e archeologa Getrude Bell nel 1909 scoprì la fortezza, ne fece mappe, disegni e fotografie e, sulla via del ritorno, si fermò a Babilonia, dove lavorava la squadra dell’archeologo tedesco Robert Koldewey, al quale raccontò la meraviglia del castello di Ukhaidir. Una volta partita, Koldewey vi si recò immediatamente, compiendo studi e ricerche che avrebbero anticipato la pubblicazione degli studi della Bell. 
      Ci fermeremo quindi presso le Grotte di Al-Tar, scavate nella roccia di un promontorio roccioso che emerge dal deserto. Gli archeologi hanno datato la frequentazione delle grotte – che venivano utilizzate per l’inumazione dei defunti – tra il II e il VII secolo d.C. Il clima secco e caldo ha consentito la conservazione dei reperti, tra gli altri frammenti di tessuti e di tappeti a doppio vello, che presentano la doppia annodatura, sul fronte e sul retro. Un tecnica sofisticata, applicata soprattutto in regioni persiane per la sellatura dei cavalli, e che consentiva di ridurre l’attrito tra la sella e il dorso dell’animale. 
      Prima di raggiungere Karbala faremo una sosta presso i resti di una delle più antiche chiese cristiane d’Oriente, Al-Aqiser, di confessione siro-caldea. Abbandonata, inghiottita dal deserto che la assedia, in un’area che Saddam Hussein aveva convertito a poligono di tiro, la chiesa meriterebbe il rispetto dovuto alla sua lunghissima storia, ma altre sono le priorità, Babilonia è di maggiore richiamo. A stento si indovinano le mura perimetrali, l’abside di questa chiesa paleocristiana, che si sta disfacendo, anche complice il cambiamento climatico. Ogni abbandono è sofferenza. 
      Arriviamo infine a Karbala, una delle città più antiche dell’Iraq e città sacra ai musulmani sciiti. Qui, nel pomeriggio, visitiamo i santuari dell'Imam Husayn, considerato dagli sciiti il martire più importante, e il mausoleo del fratello Abbas. Le cupole e i minareti d’oro, gli interni sfarzosi rivestiti da migliaia di specchietti propagano la luce divina, sono di grande impatto. Al termine delle visite, sistemazione in hotel. 
      Pensione completa che include il pranzo in ristorante. 
       
      «Rifletto su Gertrude Bell e sul fatto che quasi nulla si ricorda del suo lavoro di studiosa, archeologa, fotografa, storica, scrittrice, prima donna a laurearsi a Oxford nel 1888, viaggiatrice innamorata dell’Oriente Vicino, esecutrice della migliore traduzione dell’opera del poeta persiano Hafiz, personaggio chiave che fornì una quantità importante di informazioni a T.H. Lawrence utili nella Rivolta Araba, consigliera di Re Faisal I – lo aiutò a tracciare i confini del nuovo Paese, come quelli di Giordania e Arabia Saudita e, nel 1922 lo incoraggiò a fondare il Museo delle antichità di Baghdad donando i primi reperti dalla sua collezione privata: dimenticata, scomparsa dalla storia». 
       
      7° GIORNO
      KARBALA – BORSIPPA – BABILONIA – BAGHDAD
      Lasciamo Karbala alla volta di Babilonia. Lungo il percorso (circa 60 chilometri), facciamo una sosta a Borsippa, luogo di nascita del profeta Abramo. Città sumerica e quindi babilonese, dipendeva da Babilonia e ospitava una ziggurat imponente, identificata dalla tradizione come la ‟Torre di Babele”. Le rovine del Tempio di Nabu e della ziggurat si elevano in una pressoché indistinta montagna di mattoni, crollati, la cui sommità è il punto più elevato della ziggurat. Camminando intorno alla struttura (se, al momento della nostra visita, ciò fosse consentito), viviamo un’emozione particolare, la sensazione di essere immersi nella ’grande Storia’. I mattoni impressi in caratteri cuneiformi, i frammenti di ceramica sparsi ovunque, ‟ci parlano” ancora oggi. Il tempio di Nabu è stato distrutto da Serse nel 484 a.C., e i resti dei mattoni bruciati nell’incendio finale si trovano ovunque, intorno al sito. 
      Al termine, proseguiamo per Babilonia, città avvolta dal mito.
      Le rovine dell'antica Babilonia coincidono con il sito di Al Hillah, ed era celebre per la sua ziggurat, la torre sacra di forma piramidale che forse diede origine alla leggenda della Torre di Babele. 
      Il periodo di maggiore sviluppo fu raggiunto dalla città in età paleo-babilonese, sotto la guida del sovrano Hammurabi (1792-1750 a.C.), che formò un impero e diede vita ad una importante riforma religiosa e un celebre codice legislativo. Nel I millennio prima della nostra èra, un altro grande sovrano, Nabucodonosor (604-562 a.C.), fondò un impero con capitale Babilonia e pochi anni dopo la sua morte questa fu conquistata da Ciro. Quanto possiamo oggi vedere di Babilonia è stato pesantemente restaurato o addirittura ricostruito negli anni e i rivestimenti originali della Porta di Ishtar si trovano oggi al Vorderasiatisches Museum, nel Museo Pergamon di Berlino. 
      Camminiamo lungo le mura e le rovine della città e, al termine, visitiamo il Palazzo di Saddam Hussein, in posizione elevata sull’Eufrate, a dominare l’antica Babilonia. 
      Nel pomeriggio proseguiamo per Baghdad, non prima di avere fatto sosta a Kish, antica città-stato sumerica, con i resti della sua ziggurat. 
      Arrivo e sistemazione in hotel. 
      Pensione completa che include il pranzo in ristorante. 
       
      «Una delle Sette meraviglie del mondo antico erano i Giardini pensili di Babilonia: essere proprio qui, nel palazzo che la tradizione vuole fatto costruire da Nabucodonosor II, dove Alessandro il Grande morì nel 323 a.C., è davvero qualcosa di unico. E i fasti del passato diventano epica moderna, rigenerati dalla retorica dei nuovi tiranni: Saddam come Nabucco, come discendente giuridico di Hammurabi, come architetto che ricostruisce Babilonia, Saddam il cui palazzo compete in meraviglia con l’antico... ».
       
       
      8° GIORNO
      BAGHDAD – ESCURSIONE A CTESIFONTE
      Dedichiamo il mattino alla visita del Museo Nazionale di Baghdad, con il suo patrimonio di eccezionale varietà di reperti di inestimabile valore, che raccontano la storia della Mesopotamia attraverso la sua evoluzione culturale, sociale e artistica. 
      L’anno 2003 è stato nefasto per l’Iraq, e il Museo venne vandalizzato e saccheggiato. Circa quindicimila reperti furono danneggiati o portati via, dei quali circa 4300 recuperati dagli esperti negli anni successivi. 
      Dopo anni di chiusura al pubblico, anche grazie alla collaborazione con il Centro Ricerche e Scavi Archeologici di Torino, che ha provveduto a riqualificare e rendere più funzionale la fruizione di alcune sale, nel 2015 il Museo ha riaperto le sue porte ai visitatori. Il museo ospita preziosi reperti provenienti da Babilonia, Ur e Ninive. Tra i pezzi più pregiati, un'arpa di argento di quattromila anni fa rinvenuta a Ur. Tra tutte le opere, i rilievi assiri di Khorsabad sono straordinari. 
      Nel pomeriggio, diamo uno sguardo esterno al Monumento ai Martiri (Al-Shaheed) progettato da Ismail Fatah al Turk: modernissimo, concettuale, due emicupole turchesi che in relazione al punto di vista risultano unite in una sola o separate, è dedicato ai caduti della Guerra contro l’Iran e di tutte le guerre. 
      A circa 30 chilometri a sud di Baghdad, Ctesifonte, capitale dell’impero persiano partica e sasanide (129 a.C. – 637 d.C.) sarà la mostra prossima meta. Il fiume Tigri, che ha cambiato il suo corso verso oriente, attraversa oggi l’area dell’antica città, e sulla riva occidentale del fiume le Mura di Seleucia appartengono di fatto alla fortificazione circolare di Ctesifonte. Visibile da lontano, un imponente resto della residenza sasanide, con la sua volta costruita in mattoni alta oltre 30 metri e ampia 27 metri, chiamato l’Arco di Cosroe, è oggetto di opere di consolidamento e di restauro. 
      Al termine, rientro a Baghdad.
      Pensione completa che include il pranzo in ristorante. 
       
      «Ancora meraviglie disperse e ritrovate, piccoli miracoli risparmiati alla distruzione e alla profanazione. Il Museo di Baghdad è una sorpresa che ’chiude’ il viaggio e io cerco di mettere al proprio posto i tasselli della difficile storia della Mesopotamia, a ricomporne il mosaico».
       
      9° GIORNO
      BAGHDAD – VISITE
      Scopriamo la città di Baghdad: il Palazzo Abbaside, l’edificio più antico della città, risalente al XII secolo, decorato con portici e muqarnas, un grande iwan con mattoni intagliati e arabeschi; il Qishla Clock, dono dell’Impero Ottomano risalente al XIX scolo. Quindi, a piedi, scopriamo la Mutanabbi Street, la celebre via dei librai e degli intellettuali. Scopriamo quindi la Al-Mustansiriya Madrasa, medievale, una delle più antiche università del mondo. Al termine, faremo una passeggiata al mercato Safareen, tra profumi di spezie e piccoli capolavori di artigianato. 
      Pensione completa.
       
      «Che straordinaria energia, in questa città... una metropoli di quasi sette milioni di persone il cui passato ha radici nella storia e nel mito, mille volte distrutta o danneggiata, mille volte ricostruita. Sento voglia di riscatto, voglia di vivere, di recuperare quella ’allure’ che l’aveva contraddistinta in passato, prima che le follie degli ultimi decenni abbiano tentato di piegarla».
       
      10° GIORNO
      BAGHDAD – ESCURSIONE A SAMARRA
      A 127 chilometri da Baghdad sorge Samarra, città fondata tra il III e il VII secolo d.C. su un sito preistorico risalente al quinto millennio a.C.. La città divenne capitale del califfato Abbaside nell’836, quando si arricchì di giardini e palazzi, sino a raggiungere un’estensione lungo il fiume Tigri di 32 chilometri. Ma il declino iniziò dopo pochi anni, quando nell’892 il califfo al-Mu’tamid trasferì nuovamente la capitale a Baghdad. 
      Vedremo il celebre minareto elicoidale, al-Malwiyyah, imponente e spettacolare, ispirato agli ziggurat assiro-babilonesi, oggi sottoposto a restauri. A lato del minareto, la celebre Moschea d’Oro risalente al IX secolo, la cui cupola è andata distrutta. I resti della città di Samarra sono stati inclusi dall’Unesco nella Lista del Patrimonio dell’Umanità. 
      Al termine, rientriamo a Baghdad.
      Pensione completa.
       
      «Cosa resta di un viaggio in Iraq? Un senso di stupore, di meraviglia. Una celebrazione della vita».
       
      11° GIORNO
      BAGHDAD – ITALIA
      Trasferimento all’aeroporto e partenza con il volo di rientro per l’Italia. 
       
       

      PARTENZE DI GRUPPO

      Quote individuali con assistenza di ARCHEOLOGO dall’Italia a partire da 10 partecipanti (VOLI INTERCONTINENTALI ESCLUSI):

      PARTENZE 2024


      In doppia

      Supplemento singola

       Dal 23 Ottobre al 2 Novembre

      €  3680,00

       €  890,00

       Dal 25 Dicembre al 4 Gennaio

      €  3780,00

      €  890,00

       PARTENZE 2025

       

       

       Dal 26 Febbraio all'8 Marzo (*) € 3780,00  € 890,00
       Dal 23 Aprile al 3 Maggio (*) € 3780   € 890,00

       

      (*) Date e quote soggette soggette a riconferma. Rivolgersi ai nostri uffici

      Quote valide sino al 4/01/25

      Cambio applicato 1 USD = 0,92 EUR

      I voli saranno forniti alla miglior tariffa all'atto della prenotazione.

      Un numero di partecipanti inferiore potrà comportare una revisione della quota.

      La quota comprende 

      • Tutti i trasferimenti • Sistemazione negli hotel indicati • I pasti dettagliati nel programma • Visite ed escursioni come da programma • Ingressi durante le visite guidate • Assistenza di personale locale qualificato, archeologo dall’Italia per i gruppi da 10 partecipanti • Assicurazione Spese Mediche, Assistenza in Viaggio, Covid-19, Bagaglio.

       

      La quota non comprende

      • I passaggi aerei internazionali e le tase aeroportuali  • Visto di ingresso (USD 75,00, ottenibile in aeroporto all'arrivo) • Eventuale introduzione di nuove tasse governative o aumenti delle stesse e aumenti del costo dei biglietti di ingresso ai vari siti di interesse turistico, parchi o riserve naturalistiche di cui non si è a conoscenza al momento della elaborazione delle quote • Bevande, mance e quant’altro non espressamente indicato • Assicurazione Annullamento.

        

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